Grattacielo

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Vista delle Petronas Twin Towers di Kuala Lumpur in Malesia. Inaugurate nel 1996 e con un'altezza di 452 m, le torri Petronas (sede dell'omonima compagnia petrolifera) sono uno degli edifici più alti del mondo; al centro della foto è visibile lo sky bridge, un ponte sospeso che collega le due torri a 172 m di altezza da terra.

Il grattacielo è un edificio a torre in cui è preponderante lo sviluppo verticale e con un notevole numero di piani; il termine deriva dall'inglese skyscraper,[1] ("che gratta il cielo", che veniva utilizzata nel XVIII secolo per indicare gli alti alberi maestri che reggevano le vele nelle navi inglesi.)[senza fonte]

Storicamente, alla fine del XIX secolo, il termine si riferiva a edifici con almeno dieci piani ma poi, con l'evoluzione tecnologica nel corso del XX secolo, il termine è stato impiegato per edifici più alti;[2] per edifici di altezza superiore a 300 metri si usa il termine "supertall" mentre, quando si superano i 600 metri, si parla di "megatall".[3]

La città col maggior numero di grattacieli al mondo è Hong Kong, seguita da New York. Al 2015 sono presenti - sparsi per il mondo - un centinaio di edifici che superano i trecento metri dei quali oltre il settanta percento è situato in Asia.[4]

Stati Uniti d'America[modifica | modifica wikitesto]

Veduta di Chicago

A partire dalla seconda metà del XIX secolo di ebbero le prime sperimentazioni strutturali volte a verificare la realizzazione di alti edifici su richiesta di imprenditori e finanzieri interessati a massimizzare l'uso delle aree nei centri urbani delle metropoli.[1]

Si devono all'ingegnere William LeBaron Jenney, progettista del Home Insurance Building a Chicago e realizzato nel 1885, all'architetto Daniel Hudson Burnham (Masonic Temple, 1889-91 e Reliance Building, 1894, entrambi a Chicago), e a Louis Henry Sullivan, (Wainwright Building a Saint Louis, 1891; Guaranty Building a Buffalo, 1895) i primi esempi di alti edifici realizzati. La tipologia di edificio ebbe poi un grande sviluppo anche a New York.[5] Grazie poi concorso indetto per la realizzazione del Chicago Tribune Tower (1922) e poi attraverso il RCA Building nel Rockfeller Center, New York, 1931-40), opere talmente complesse non solo da un punto di vista ingegneristico che spinsero a una ricerca di soluzioni tecnologiche sempre più d’avanguardia e a configurazioni architettoniche.[5]

Da un punta di visto strutturale lo schema costruttivo si basava sull'uso del cemento armato o dell'acciaio, quest'ultimo materiale, a causa soprattutto della maggiore deformabilità delle strutture metalliche, spinse all'inserimento di controventamenti con pareti esterne a traliccio reticolare oppure con un nucleo centrale a torre in cemento armato o reticolare in acciaio.[5]

La seconda rivoluzione industriale, con la scoperta di nuove macchine tecnologiche, favorì la costruzione di altissime torri nell'isola di Manhattan a New York. Questi edifici raggiunsero successivamente quote di centinaia di metri di altezza dal suolo superando anche i 100 piani (come nel caso dell'Empire State Building o delle Torri del World Trade Center).

All'inizio del secolo XX, a Manhattan vennero realizzati molti importanti esempi di grattacielo. Nella parte centrale di Manhattan vennero realizzati il Chrysler Building (1930, 319 metri, 77 piani), il Chanin Building (1920, 215 metri, 44 piani), il General Electric Building (1931, 270 metri, 70 piani), il 500 Fifth Avenue (1932, 212 metri, 59 piani) e l'Empire State Building (1931, 443 metri, 102 piani). Nello stesso periodo altri edifici di imponenti dimensioni vennero costruiti anche nella parte meridionale dell'isola, nei pressi di Wall Street come il Woolworth Building (1913, 241 metri, 57 piani), il 40 Wall Street (1930, 281 metri, 70 piani), il Singer Building (1908, 205 metri, 45 piani) distrutto nel 1960 per far posto al più imponente Chase Manhattan Plaza di 70 piani, alto 260 metri.

New York[modifica | modifica wikitesto]

XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Il Woolworth Building progettato da Cass Gilbert nel 1910 e completato nel 1913; in basso si nota il corpo centrale dell'edificio che è stato il più alto del Mondo fino al 1930

Lo diffusione della tipologia edilizia del grattacielo a New York ebbe inizio nel quartiere di Lower Manhattan all’inizio del novecento quando venne edificato lo Woolworth Building, il più alto fino al 1930 quando lo sviluppo ebbe una accelerazione grazie a una normativa comunale per la nuova zonizzazione della città che porta a realizzare altri grattacielo come il New York Telephone Building, in stile art déco ed altri le cui geometrie si ispirarono a disparati stili come l'antico Egitto e all'architettura azteca.in questo decennio vennero completat il Chrysler Building e l’Empire State Building e poi il Rockfeller Center caratterizzati dagli osservatori pubblici posti all'ultimo piano e circondati da piazze e giardini nelle adiacenze. Nel dopoguerra verrà edificato il Palazzo del Segretariato dell’ONU inaugurato nel 1951 sviluppato secondo il progetto di Oscar Niemeyer e di Le Corbusier; seguiranno nel 1956 Seagram Building di Ludwig Mies van der Rohe che segna l’abbandono della tipologia a strati.[6]

Negli anni settanta venne inaugurato il World Trade Center con le Torri Gemelle progettate da Minoru Yamasaki che caratterizzarono lo skyline della città fino alla loro demolizione nel 2001. Nel 2006 parte la realizzazione del nuovo World Trade Center su progetto di David Childs.[6]

XXI secolo[modifica | modifica wikitesto]

Al fine di massimizzare lo sfruttamento delle superfici commerciali, venne poi abbandonata l’idea di realizzare spazi a uso pubblico come l'osservatorio alla sommità; inoltre nel nuovo secolo venne innalzato ulteriormente il limite all'altezza massima degli edifici permettendo, grazie anche alla nuova zonizzazione del territorio comunale, nuove realizzazioni come la nuova sede del New York Times di Renzo Piano.[6]

Investitori immobiliari provenienti dall'Europa, dalla Russia, dal Medio Oriente e dalla Cina realizzano grattacieli da adibire a condomini di lusso con progetti di torri sottili e altissime come la One 57th Street di Christian de Portzamparc, il 432 Park Avenue di Rafael Viñoly o il 111 West 57th Street di SHoP anch'esse prive di integrazione con il tessuto urbano circostante o spazi pubblici.[6]

Tipologie di grattacielo[modifica | modifica wikitesto]

Il problema dell'eccessiva elevazione verticale del fronte degli edifici era sorto nel 1915 quando al termine della costruzione, tutti si accorsero che l'Equitable Building, alto 164 metri e a pianta molto estesa, soffocava le strade a sud di Wall Street e rendeva perennemente bui (anche in pieno giorno) due interi isolati del centro finanziario di Manhattan. Nel 1916 l'entourage del governo municipale newyorkese stabilì tre diverse tipologie (o modelli) strutturali a cui architetti ed ingegneri dovevano adeguarsi.[senza fonte][le tre tipologie potrebbero essere una RO]z

Modello a campanile[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio doveva essere concepito con una base ben ancorata al terreno che doveva elevarsi per non più di 15-17 piani e che doveva occupare tutta l'estensione territoriale del lotto. Il fronte della torre poteva elevarsi solo nella parte centrale del nocciolo (del core) dell'edificio. Da qui deriva il nome a campanile dal momento che tutti gli edifici di questo tipo mostravano un'esile ma alta torre che emergeva dal corpo centrale dell'edificio proprio come un campanile. Questa limitazione non solo garantiva una normale illuminazione naturale delle strade ma permetteva (al largo della base della costruzione) uno sviluppo in altezza teoricamente infinito per la torre. L'esempio più celebre di questa tipologia di edificio è rappresentato dal Woolworth Building che, con il suo "campanile", raggiunge già nel 1913 quota 241 metri senza problemi.

La New Babylon del Rockefeller Center di New York, che con i suoi 300.000 metri quadrati è ancora oggi uno degli edifici più grandi del Mondo
Modello a Ziqqurat[modifica | modifica wikitesto]

Secondo questo modello strutturale l'edificio poteva svilupparsi in altezza teoricamente all'infinito ma con un progressivo arretramento del fronte che doveva culminare con l'apice della costruzione. Da qui deriva il nome che fa riferimento alle antiche piramidi mesopotamiche e che porta qualche suggestione d'antichità alle più moderne costruzioni dell'uomo.

Questo nuovo modello garantiva sì (ancora una volta) un'illuminazione naturale sufficiente alle strade sottostanti ma permetteva uno sviluppo più dinamico e vertiginoso agli edifici, eliminando quel forte stacco architettonico fra la base dell'edificio e la torre vera e propria (che si elevava già a partire dai primi piani della base), permettendo agli architetti di poter raggiungere quote fino a oltre 200 metri.

Così fu concepita l'"ammiraglia" del famoso Rockefeller Center: il celebre General Electric Building, che l'architetto Raymond Hood utilizzando i caratteristici set-backs (o rientri del fronte) è riuscito a elevare per oltre 260 metri di altezza dal suolo. L'edificio è stato definito new babylon per la sua complessa struttura.

Modello a plaza[modifica | modifica wikitesto]

L'ultimo modello elaborato rappresenta la soluzione più tecnologica e complessa al problema dell'elevazione degli edifici nella città moderna. In base a questo modello (che ricalca l'antico "campanile") l'edificio viene concepito direttamente nel centro esatto del lotto di terreno, nel quale quasi tutta l'area rimane libera e costituisce una vera e propria piazza, sottostante tutto il perimetro dell'edificio (da cui il nome di derivazione spagnola).

Questo sistema non solo crea nell'immaginario collettivo la torre dalla classica forma di parallelepipedo regolare, ma permette, senza oscurare le strade, uno sviluppo teorico completo e complessivo della torre infinito che dà ad architetti e scienziati delle costruzioni la possibilità di utilizzare tutta la tecnologia necessaria per poter arrivare ad altezze dell'ordine di centinaia di metri giungendo quasi al mezzo chilometro di altitudine dal suolo.

Gli esempi di questo genere di costruzioni possono naturalmente essere infiniti poiché questa tipologia di edificio è quella attualmente "in vigore" a New York. Tuttavia si possono fare esempi celebri di edifici costruiti secondo questo criterio quali le Torri Gemelle del World Trade Center (alte rispettivamente 417 e 415,5 metri ma distrutte l'11 settembre del 2001), o la Sears Tower di Chicago che con i suoi 108 piani raggiunge i 442 metri. Da notare che è in questo momento storico e tecnologico che gli edifici concepiti come grattacieli perdono il nome classico di building (palazzo) per acquisire, per la prima volta, l'appellativo forte ed inequivocabile di tower (torre).[senza fonte]

Europa[modifica | modifica wikitesto]

il Mercury City Tower, il secondo grattacielo più alto d'Europa a Mosca

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Grattacielo Pirelli, Milano. Foto di Paolo Monti, 1965.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Grattacieli in Italia.

Il primo grattacielo costruito in Italia è il Torrione INA di Brescia, completato nel 1932 e progettato da Marcello Piacentini[7], mentre il primo grattacielo italiano ad aver superato i 100 m è la torre Piacentini di Genova, del 1940. L'edificio moderno più alto d'Italia al tetto (high to roof), ultimato nel 2015, è la Torre Isozaki alta 209 metri, mentre il più in alto in assoluto (grazie ad una guglia o spire di 85 m) è l'Unicredit Tower con i suoi 231 m, sempre a Milano. Risale invece al 1889 la Mole Antonelliana di Torino, che raggiunge i 167,5 metri.
La Torre Isozaki, costruita all'interno del vasto progetto di riqualificazione dell'ex area fiere di Milano CityLife, supera così i 161 metri del Palazzo Lombardia che nel 2010 aveva superato la torre Telecom Italia presente nel centro direzionale di Napoli, ultimata nel 1994, alta 129 metri (per 33 piani) e sede distaccata dell'omonima impresa e il grattacielo Pirelli di Milano con i suoi 32 piani distribuiti nei 127 metri di un elegante struttura "lamellare" in calcestruzzo concepita dall'architetto Gio Ponti, all'epoca della sua costruzione il grattacielo in calcestruzzo armato più alto d'Europa e il terzo nel mondo.[8]

Asia[modifica | modifica wikitesto]

Il Burj Khalifa visto da lontano.

Il Burj Khalifa, inaugurato nel 2010 a Dubai, è attualmente il grattacielo più alto al mondo, considerando sia l'elemento strutturale più elevato, in questo caso le antenne, che arrivano a 829 m, sia l'altezza del tetto che arriva a 636 metri. La sua costruzione è iniziata il 19 settembre 2004; la struttura esterna è stata completata il primo ottobre 2009 ed è stato ufficialmente aperto al pubblico il 4 gennaio 2010. Il Burj Khalifa è il centro di un vasto complesso che si sviluppa nel centro di Dubai, che comprende, tra gli altri, il secondo albergo più alto del mondo.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b grattacielo, su treccani.it, 9 gennaio 2010. URL consultato il 22 agosto 2010.
  2. ^ The Editors of Encyclopædia Britannica, Skyscraper, su Encyclopædia Britannica, Encyclopædia Britannica. URL consultato il 25 ottobre 2016.
  3. ^ The Tallest 20 in 2020: Entering the Era of the Megatall, CTBUH, 8 dicembre 2011. URL consultato il 19 ottobre 2012.
  4. ^ Fabrizio Aimar, Edifici alti e grattacieli. Aspetti strutturali, Wolters Kluwer Italia, 12 maggio 2016, ISBN 978-88-6750-356-8. URL consultato il 31 gennaio 2018.
  5. ^ a b c grattacielo, su treccani.it, 9 gennaio 2010. URL consultato il 22 agosto 2010.
  6. ^ a b c d Alessandro Orsini, Lo skyline di New York e i suoi cambiamenti | Artribune, in Artribune, 20 gennaio 2016. URL consultato il 31 gennaio 2018.
  7. ^ F. Robecchi e G. P. Treccani, Piazza della Vittoria, Brescia, Grafo, 1993.
  8. ^ Dinámica social, Centro de Estudios Económico-Sociales., 1958, p. 44.
  9. ^ L'hotel più alto al mondo è il Rose Rayhaan, sempre a Dubai, Deluxeblog.it, 9 gennaio 2010. URL consultato il 22 agosto 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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