Grattacielo Pirelli

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Grattacielo Pirelli
Paolo Monti - Serie fotografica - BEIC 6340792.jpg
Il Grattacielo Pirelli nel 1960, fotografato da Paolo Monti.
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Milano
Coordinate 45°29′05″N 9°12′05″E / 45.484722°N 9.201389°E45.484722; 9.201389Coordinate: 45°29′05″N 9°12′05″E / 45.484722°N 9.201389°E45.484722; 9.201389
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1956-1960
Inaugurazione 4 aprile 1960
Stile Movimento Moderno
Altezza Tetto: 127,10 m
Piani 32
Area calpestabile 24.000 m²
Realizzazione
Architetto Gio Ponti
Ingegnere Pier Luigi Nervi
Proprietario Regione Lombardia e Comune di Milano
Proprietario storico Pirelli

Il Grattacielo Pirelli o Palazzo Pirelli, chiamato comunemente Pirellone, è l'edificio di Milano dove ha sede il Consiglio regionale della Lombardia. Si innalza all'angolo sud-ovest di piazza Duca d'Aosta, dove si trova anche la stazione Centrale. Ha detenuto il record di edificio più alto dell'Unione europea dal 1958 al 1966, anno di costruzione della Tour du Midi di Bruxelles.

Storia e caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il grattacielo nel 1958, durante la sua costruzione, fotografato da Paolo Monti.
Un operaio sulle impalcature durante la costruzione del grattacielo, nel 1959
Il grattacielo nel 1960, durante le ultime fasi di costruzione
Foto di Paolo Monti, 1965

Il Grattacielo Pirelli fu progettato nel 1950 e incluso nel nascente "Centro Direzionale".

Fu costruito tra il 1956 e il 1961 su progetto di Gio Ponti, Giuseppe Valtolina, Pier Luigi Nervi, Antonio Fornaroli, Alberto Rosselli, Giuseppe Rinardi e Egidio Dell'Orto; Gio Ponti diresse anche tutte le fasi costruttive. L'aspetto strutturale venne curato da Giuseppe Valtolina, in collaborazione con i consulenti Pier Luigi Nervi, Arturo Danusso, Piero Locatelli e Guglielmo Meardi. Il ruolo di Nervi fu fondamentale nella progettazione di una struttura che, per il suo ridotto rapporto larghezza/altezza, è particolarmente soggetta alle azioni del vento e condusse ad uno schema strutturale composto da setti rigidi triangolari alle estremità, pilastri cavi, e quattro grandi pilastri-parete centrali, tutti in calcestruzzo armato.[1] La realizzazione venne affidata all'impresa della Bonomi in collaborazione con Comolli e Silce. È un'opera architettonica importante, propria del razionalismo italiano; con i suoi 127 metri di altezza, distribuiti su 31 piani (altri 2 piani sono sotterranei) è uno degli edifici in calcestruzzo armato più alti al mondo.[senza fonte]

Originariamente il palazzo fu costruito per ospitare gli uffici della celebre azienda italiana di pneumatici Pirelli: nell'area su cui sorge esistevano degli stabilimenti del gruppo, distrutti dai bombardamenti aerei durante la seconda guerra mondiale. Nel 1978 il grattacielo venne acquistato dalla Regione Lombardia, per farne la propria sede principale dopo una ristrutturazione ad opera dell'architetto Bob Noorda.

Peculiare la scelta progettuale dei materiali: l'intera struttura portante è in calcestruzzo armato, materiale raramente preferito all'acciaio per edifici di considerevole altezza. Gli elementi verticali dell'ossatura sono quattro piloni, visibili anche dall'esterno poiché percorrono a coppie l'altezza delle facciate. Sono pilastri rastremati: alla base sono larghi 2 metri, che diventano 50 cm in sommità. Travi orizzontali, colleganti i pilastri, fungono da basi per i solai dei piani.

L'ingresso che per molto tempo è rimasto l'accesso principale, si trova in piazza Duca d'Aosta: è rialzato rispetto al piano della piazza tramite una struttura detta "collina", che contiene al suo interno uno spazio adibito ad auditorium. Oggi si accede alla sede della Regione dal retro dell'edificio.

La superficie del grattacielo è di 1.900 m², la sua pianta è lunga 75,5 metri e larga 20,5 metri[2]. Si stima che per la sua costruzione siano stati usati 30.000 m³ di calcestruzzo e l'edificio complessivamente pesi 70.000 tonnellate per un volume di 125.324 m³.

Il Grattacielo Pirelli è uno dei più celebri simboli di Milano ed è stato per quasi 50 anni l'edificio più alto della città, superato nel 2010 dal Palazzo Lombardia alto 161 m, la nuova sede della Regione Lombardia, che sorge poco lontano, e nel 2011 dalla Torre Cesar Pelli A, alta 231 metri. Resta in ogni caso nel novero delle costruzioni più alte d'Italia.

Il design del grattacielo sarebbe stato inoltre d'ispirazione per la costruzione del Pan Am Building (oggi MetLife Building) a New York, della torre del Banco Atlantico di Barcellona e il grattacielo della Lonza Group di Basilea. È invece certo che gli architetti Schwebes e Schoszberger, dopo aver visitato il cantiere, ne rimasero impressionati e vi si ispirarono per il grattacielo Telefunken di Berlino[3].

L'ultimo piano (32º) del grattacielo, raggiungibile tramite scale dal 31º piano (l'ultimo a cui arrivano gli ascensori), è aperto al pubblico in alcune giornate speciali, funge da belvedere con ampia vista panoramica sulla città e può ospitare mostre temporanee come spazio multifunzionale.

Oggi il grattacielo, con i suoi 710 scalini è inserito nelle corse "run up", in cui gli atleti gareggiano salendo di corsa fino all'ultimo piano del grattacielo lungo le scale.[4]

Incidente aereo e successivo ripristino[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Incidente aereo al Grattacielo Pirelli.
La facciata del Pirellone, squarciata subito dopo l'incidente del 2002.

Il 18 aprile 2002 un aereo da turismo pilotato dall'italo-svizzero Luigi Fasulo, 67 anni, si schiantò contro il 26º piano del palazzo, danneggiando gravemente la struttura esterna e sventrando due piani. La collisione causò tre vittime: il pilota e due donne, dipendenti della Regione Lombardia.[5] Oggi il 26º piano ospita il "Luogo della memoria" dedicato alle due donne morte, Anna Maria Rapetti e Alessandra Santonocito.

Dall'edificio, dopo un completo restauro conservativo[6] dei prospetti esterni in facciata continua e degli spazi interni, sono state rimosse le antenne radio e installate luci stroboscopiche di segnalazione agli aerei. Il grattacielo è stato riaperto e da fine maggio 2005 è tornato ad ospitare il Consiglio regionale; la Giunta regionale invece si è trasferita nel 2011 a Palazzo Lombardia. Al sesto piano ospita la Biblioteca del Consiglio regionale della Lombardia.

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

  • 12 luglio 1956: posa ufficiale della prima pietra - inizia la costruzione del grattacielo
  • 4 aprile 1960: terminano i lavori - inaugurazione ufficiale
  • giugno 1978: il grattacielo viene acquistato dalla Regione Lombardia
  • 2 giugno 1980: prima seduta del Consiglio Regionale nel grattacielo
  • 18 aprile 2002: incidente aereo - il palazzo viene gravemente danneggiato e viene chiuso
  • primavera 2003: iniziano i lavori di restauro
  • 18 aprile 2004: il palazzo viene inaugurato con le sue facciate restaurate - viene inaugurato il rinnovato auditorium sotterraneo intitolato a Giorgio Gaber
  • 18 maggio 2005: prima seduta della Giunta regionale nel grattacielo restaurato
  • 31 maggio 2005: terminati i lavori interni, il palazzo viene occupato nuovamente dagli uffici regionali
  • gennaio 2010: inaugurazione nuovo Belvedere[7]

Altezza[modifica | modifica wikitesto]

Vista laterale. Foto di Paolo Monti, 1965
Foto di Paolo Monti, 1965

La tradizione vuole che nessun edificio a Milano possa essere più alto della Madonnina del Duomo, tradizione che divenne negli anni trenta anche legge comunale, salvo deroghe. Quando fu realizzato l'edificio e quindi violata la tradizione, si decise di porvi in sommità, in segno di rispetto, una piccola replica[8] della statua che sovrasta i marmi di Candoglia del Duomo.

Dietro la tradizione ci sono tuttavia problemi tecnici e strutturali: pochi metri sotto la superficie della città c'è la falda freatica e inoltre, poiché anticamente la pianura Padana era un mare, è assente una base rocciosa in profondità. L'aumento della popolazione nell'ultimo secolo e il conseguente aumento dell'estrazione dell'acqua ha abbassato la superficie della falda, aumentando i rischi di compattazione differenziale del sottosuolo. Di conseguenza una costruzione molto alta e molto pesante potrebbe non essere sopportata dal terreno in modo egualitario col rischio di cedere. Si poté superare questo limite solo con particolari e modernissime tecnologie per le fondazioni dell'edificio: tuttora l'intero palazzo è costantemente monitorato tramite dispositivi nei sotterranei.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Grattacielo Pirelli in Piazza Duca d'Aosta, Gio Ponti Archives. URL consultato il 6 Aprile 2016.
  2. ^ Dati contenuti in Il cielo in una stanza, foglio informativo distribuito dalla regione Lombardia
  3. ^ * (DE) Adrian von Buttlar, Kerstin Wittmann-Englert, Gabi Dolff-Bonekämper (a cura di), Baukunst der Nachkriegsmoderne. Architekturführer Berlin 1949–1979, Berlino, Dietrich Reimer Verlag, 2013, pp. 192-193, ISBN 978-3-496-01486-7.
  4. ^ L'edizione 2009 è stata vinta da Marco De Gasperi con un tempo di 3'42"
  5. ^ ANSV, Relazione d'inchiesta - INCIDENTE OCCORSO ALL'AEROMOBILE Rockwell Commander 112TC, MARCHE HB-NCX Località Milano – Palazzo della Regione (“Grattacielo Pirelli”) 18 aprile 2002 (PDF), Roma, ASNV, 12 dicembre 2002. URL consultato l'11 novembre 2012. Consultabile sul sito dell' Agenzia Nazionale per la Sicurezza al Volo.
  6. ^ Per una descrizione dell'intervento di restauro v. Alessandro Pergoli Campanelli, Il restauro del grattacielo Pirelli a Milano <meta />, in Una didattica per il restauro, a cura di C. Bellanca, Roma 2008, pp. 33-36, ISBN 9788890791413.
  7. ^ Conclusi I Lavori Di Costruzione Del Pirellone Bis
  8. ^ Alta 85 cm contro gli oltre 4 metri dell'originale

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Brevini, Grattacielo Pirelli, T.C.I., 2005.
  • P. Cevini, Grattacielo Pirelli, Roma 1996.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Grattacielo più alto d'Italia Successore
Grattacielo di Cesenatico 1960 - 1995 Torre Telecom Italia
Predecessore Edificio più alto di Milano Successore
Torre Breda 1960 - 2009 Palazzo Lombardia