Palazzo dell'Ambrosiana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Palazzo dell'Ambrosiana
4331 - Milano - Ambrosiana - Facciata - Dettaglio - Foto Giovanni Dall'Orto 14-July-2007.jpg
Facciata ottocentesca del Moraglia
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàMilano
IndirizzoPiazza Pio XI 2
Sestiere di Porta Ticinese
Coordinate45°27′48.24″N 9°11′08.61″E / 45.4634°N 9.185725°E45.4634; 9.185725Coordinate: 45°27′48.24″N 9°11′08.61″E / 45.4634°N 9.185725°E45.4634; 9.185725
Informazioni
CondizioniIn uso
CostruzioneXVII secolo, XIX secolo (rifacimenti e ampliamento)
Realizzazione
ArchitettoAttribuzione incerta (costruzione), Giacomo Moraglia, Ambrogio Annoni (ampliamenti e rifacimenti)

Il palazzo dell'Ambrosiana è un palazzo seicentesco di Milano, parzialmente modificato nell'Ottocento. Storicamente appartenuto al Sestiere di Porta Ticinese, il palazzo presenta due ingressi: quello attuale in piazza Pio XI n. 2, anticamente piazzetta della Rosa, e quello storico in piazza San Sepolcro. Ospita la Pinacoteca Ambrosiana e la Biblioteca Ambrosiana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo fu commissionato ad inizio Seicento per ospitare il nuovo complesso culturale che il cardinale Federico Borromeo aveva pensato per la città di Milano, che avrebbe incluso una pinacoteca, una biblioteca e un'accademia di pittura. Gli obiettivi erano vari: in primo luogo il cardinale voleva fornire la città di una valida scuola artistica, dato lo scarso interessa dei dominatori spagnoli; inoltre con il controllo dell'arte cittadina, il cardinale si prefissava tramite essa di combattere l'"eresia protestante", secondo i dettami della Controriforma.

Il progetto viene di solito attribuito a Lelio Buzzi che iniziò la costruzione nel 1603, anche se il progetto e i relativi lavori passarono tra le mani di Fabio Mangone e Alessandro Tesauro. Il progetto viene talvolta attribuito a Francesco Maria Richini, di cui sono conservati due disegni firmati per il palazzo. Nel 1609 il palazzo concluso vede l'apertura della biblioteca Ambrosiana, una delle prime biblioteche aperte al pubblico al mondo.

Il palazzo vide vari interventi e ampliamenti tra il 1829 e il 1836 a cura di Giacomo Moraglia, che creò tra l'altro un cortile interno, che fu trasformato tra i vari lavori in una sala di lettura da Ambrogio Annoni.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso seicentesco del palazzo

Il palazzo presenta due ingressi principali. Il primo in ordine cronologico fu quello su piazza San Sepolcro: esso si presenta come un pronao dalle forme classicheggianti, scandito da quattro lesene di ordine ionico sormontate da un timpano con all'interno dallo stemma dalle forme barocche della famiglia Borromeo; sull'architrave è presente la scritta BIBLIOTECA AMBROGIANA. A fianco del pronao è presente una statua in pietra a Federico Borromeo, patrono dell'Ambrosiana.

Nell'Ottocento furono necessari ampliamenti per ospitare le nuove collezioni acquisite dalla pinacoteca: fu quindi realizzata da Giacomo Moraglia la nuova facciata in piazza Pio XI, che si presenta piuttosto sobria, con il portale racchiuso tra due colonne di ordine ionico e due ordini di finestre architravate.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Attilia Lanza, Marilea Somarè, Milano e i suoi palazzi: porta Orientale, Romana e Ticinese, Vimercate, Libreria Meravigli editrice, 1992, pg. 134-137.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]