Chiesa di San Raffaele (Milano)

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Chiesa di San Raffaele
La chiesa di San Raffaele a Milano nella sua vista esterna.jpg
StatoItalia Italia
RegioneLombardia
LocalitàMilano
IndirizzoVia San Raffaele e Via S. Raffaele
Coordinate45°27′55.33″N 9°11′29.69″E / 45.46537°N 9.19158°E45.46537; 9.19158
Religionecattolica di rito ambrosiano
TitolareRaffaele
Arcidiocesi Milano
ArchitettoPellegrino Tibaldi, Galeazzo Alessi, Paolo Cesa Bianchi nel 1890
Stile architettonicoManierismo
Inizio costruzioneanteriore al 903

La chiesa di San Raffaele è un antico edificio che sorge nel centro di Milano in una traversa del Corso Vittorio Emanuele II, a lato del Duomo.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il presbiterio

L'esistenza della chiesa intitolata all'arcangelo Raffaele è testimoniata per la prima volta nel testamento del vescovo Andrea da Cantiano nell'anno 903; era una delle sei chiese minori che circondavano Santa Maria Maggiore, oggi Duomo di Milano, e rimane uno dei pochi punti di partenza esistenti per ricostruire la topografia della parte più centrale e più nobile della antica città.[1] Le sei chiese minori che sorgevano intorno alla cattedrale furono forse originariamente edificate intorno all'anno 835 per opera dell'arcivescovo Angilberto II (morto nell'859). Delle sei chiese sopravviverebbero oggi solo San Raffaele e le rovine dei battisteri di San Giovanni alle Fonti e di Santo Stefano alle Fonti, essendo andate perdute le chiese intitolate agli arcangeli Gabriele, Michele e Uriele.

Nel 1902 l'edificio rischiò di essere demolito per essere ricostruito altrove ma venne risparmiato dopo le proteste sollevate dalla Società Storica Lombarda[1] e dal sindaco Gaetano Negri[2] e dopo il parere negativo dell'Amministrazione delle Antichità e belle arti di Roma.[3]

L'edificio attuale fu consacrato da Carlo Borromeo nel 1582. Il progetto di costruzione è variamente attribuito dai critici all'architetto prediletto dell'arcivescovo Borromeo, Pellegrino Tibaldi detto anche il Pellegrini, ovvero all'architetto perugino Galeazzo Alessi, attivo in quel periodo nel vicino Palazzo Marino.

Soffocato dai palazzi attigui, presenta una facciata a due ordini: quello inferiore, cinquecentesco, è caratterizzato dalla presenza di grosse teste maschili; mentre quello superiore venne aggiunto nel 1890 su progetto dell'architetto Paolo Cesa Bianchi che completò la facciata fino ad allora incompiuta senza conoscere il disegno originale della chiesa che fu ritrovato solo anni più tardi all'Archivio di Stato.[4] L'interno, molto semplice, presenta tuttavia alcune opere degne di attenzione del barocco milanese come Il sogno di Elia del Morazzone, San Girolamo di Camillo Procaccini, La disobbedienza di Giona del Cerano, Santi di Giovanni Ambrogio Figino.

All'interno si trova un organo a canne del 1996 di fabbricazione olandese. L'organo è a trasmissione meccanica e interamente costruito da René Speet in stile neo-barocco con una cassa arricchita con eleganti decorazioni in legno. L'organista titolare è Michele Zanella.

Foto dell'organo situato a sinistra dell'altare principale

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Archivio Storico Lombardo, p. 460.
  2. ^ Archivio Storico Lombardo, p. 493.
  3. ^ Fuirilli, Carlo, L'Amministrazione della antichitá e belle arti in Italia, Roma, tip. L. Cecchini, 1902, p. 24.
  4. ^ Luciano Patetta, CESA BIANCHI, Paolo, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1980.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Archivio storico lombardo, XVII, anno XXIX, Milano, Società storica lombarda, 1902.
  • Mina Gregori (a cura di), Pittura a Milano. Rinascimento e Manierismo,Milano, Cariplo, 1998.
  • Maria Teresa Fiorio (a cura di), Le chiese di Milano, Milano, Mondadori Electa, ed. riveduta 2006 (1ª ed. 1985).

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