Lorenzo Binago

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Lorenzo Binago, conosciuto anche con il cognome di Biffi (Milano, 1554Milano, 1629), è stato un architetto italiano, importante innovatore nel periodo di transizione tra il tardo Manierismo ed il primo Barocco milanese.

Sant'Alessandro a metà Ottocento.

Appartenne all'ordine dei Barnabiti, e la sua notorietà è legata alla Chiesa di Sant'Alessandro in Zebedia, considerata una delle costruzioni più suggestive dell'architettura lombarda. I lavori iniziarono nel 1602 sulle ceneri di una vecchia chiesa e seguirono il progetto ideato da padre Lorenzo Binago.
L'architetto barnabita si ispirò ai modelli Bramanteschi-michelangioleschi utilizzati per la Basilica di San Pietro a Roma, infatti la struttura centrale è formata da una croce greca inserita in un quadrato su cui emerge una cupola. A tutto il modulo si contrappone un segmento longitudinale portante l'altar maggiore e l'abside.

La costruzione si può definire il primo esempio di Barocco milanese e raggiunse livelli di originalità grazie all'utilizzo di colonne staccate dalla muratura e reggenti i grandi archi su cui poggia la cupola, e all'introduzione di campanili sulla facciata.[1]

I lavori, alla morte di Binago, furono proseguiti da Francesco Maria Richini, mentre per la cripta sottostante il coro e per la parte superiore della facciata si dovette attendere la metà del Settecento.

Lorenzo Binago fu chiamato a Brescia nel 1611 per seguire la fabbrica del Duomo nuovo, che condurrà per alcuni anni. Anche qui propone le due torri-campanile in facciata, ma non verranno mai costruite poiché, essendo già presenti la Torre del Pegol e il campanile del Duomo vecchio, avrebbero dato un aspetto troppo turrito e affollato alla piazza. Realizza anche varie opere all'interno, fra cui l'altare di fondo della navata sinistra, considerato come l'archetipo dell'altare laterale lombardo e il cui schema sarà per secoli alla base della maggior parte degli altari minori in Nord Italia [2].

Uno degli allievi di Binago fu l'architetto Francesco Maria Richini.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Le muse", De Agostini, Novara, 1964, Vol.II, pag.267
  2. ^ Gaetano Panazza, Camillo Boselli, Progetti per una cattedrale - La fabbrica del Duomo Nuovo di Brescia nei secoli XVII-XVIII, Brescia 1974

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Rudolf Wittkower in Pelican History of Art (a cura di), Art and Architecture Italy, 1600-1750, 1980, Penguin Books Ltd, 1993, pp. 118-119.

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