Palazzo Borromeo d'Adda

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Palazzo Borromeo d'Adda
3676MilanoPalazzoBorromeoDAdda.JPG
La lunga facciata su via Manzoni del palazzo
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàMilano
Indirizzovia Manzoni 39 - 41
Sestiere di Porta Nuova
Coordinate45°28′17.17″N 9°11′37.43″E / 45.471437°N 9.19373°E45.471437; 9.19373Coordinate: 45°28′17.17″N 9°11′37.43″E / 45.471437°N 9.19373°E45.471437; 9.19373
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzioneXVIII secolo
Realizzazione
ArchitettoGirolamo Arganini (rifacimento)
AppaltatoreFebo d'Adda

Palazzo Borromeo D'Adda, è un palazzo settecentesco di Milano. Storicamente appartenuto al Sestiere di Porta Nuova, si trova in via Manzoni n. 39 - 41[1].

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Cortile di palazzo Borromeo D'Adda

Il palazzo già esistente nel XVIII secolo fu ricostruito in forme neoclassiche a partire dal 1820 su commissione del marchese Febo d'Adda, noto mecenate dei tempi, il quale affidò il progetto a Girolamo Arganini. L'architetto scelse un aspetto tardo-neoclassico per la facciata e la impostò su tre portali, di cui quello maggiore centrale è decorato da doppie colonne in stile ionico in granito rosa, che reggono il balcone del piano nobile[1].

Le venticinque finestre del piano nobile sono decorate con timpani alternativamente a forma triangolare e curvilinea; il palazzo si conclude in verticale con un cornicione con mensole, sovrastato da un attico al cui centro vi è lo stemma di famiglia. L'interno del palazzo presenta due cortili, di cui uno sistemato a giardino; infine degno di nota è lo scalone monumentale scandito da volta a botte e lesene ioniche architravate[2].

Il palazzo viene accuratamente descritto nelle sue cronache da Stendhal, che ne rimase affascinato ed ebbe il primo "colpo di fulmine" con l'architettura:"Entrai in una corte magnifica. Scesi da cavallo molto meravigliato e ammirando tutto. Salì per una scalinata superba [...]. Ero affascinato, era la prima volta che l'architettura mi faceva questo effetto"[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Lanza, pg. 170.
  2. ^ Pisaroni, pg. 48.
  3. ^ Lanza, pg. 168.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Attilia Lanza, Marilea Somarè, Milano e i suoi palazzi: porta Vercellina, Comasina e Nuova, Vimercate, Libreria Meravigli editrice, 1993.
  • Micaela Pisaroni, Il neoclassicismo, Milano, NodoLibri, 1999.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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