Palazzo Belgioioso (Milano)

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Palazzo Belgioioso
8859 - Milano - P.za Belgiojoso - Palazzo Belgiojoso - Foto Giovanni Dall'Orto - 14-Apr-2007.jpg
Palazzo Belgioioso
Ubicazione
StatoItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
LocalitàMilano
Coordinate45°28′03.28″N 9°11′32.72″E / 45.467578°N 9.192423°E45.467578; 9.192423Coordinate: 45°28′03.28″N 9°11′32.72″E / 45.467578°N 9.192423°E45.467578; 9.192423
Informazioni
CondizioniIn uso
Costruzione1772 - 1787
Stileneoclassico
Realizzazione
ArchitettoGiuseppe Piermarini
Proprietario storicoAlberico XII di Belgioioso d'Este
Cortile di palazzo Belgioioso

Palazzo Belgioioso (o Belgiojoso), a Milano, è un'opera di Giuseppe Piermarini, iniziata nel 1772 e terminata nel 1787, per il principe Alberico XII di Belgioioso d'Este. Viene considerato come una delle migliori espressioni dell'architettura neoclassica a Milano.

Storia e architettura[modifica | modifica wikitesto]

All'epoca il Piermarini era responsabile della riconversione urbanistica di Milano secondo lo stile neoclassico. Per Palazzo Belgioioso si ispirò al modello di Luigi Vanvitelli della Reggia di Caserta, rielaborandolo e semplificandolo attraverso l'utilizzo di lesene piatte nella fascia superiore dell'edificio, lasciando così lo stile barocco teresiano ed introducendo lo stile che dominerà la trasformazione urbanistica di Milano negli anni successivi. Le lesene scandiscono verticalmente l'andamento orizzontale del fronte del palazzo, sottolineato dal motivo della muratura a linee parallele.

Il Piermarini, che era anche architetto di corte, si occupò della realizzazione del progetto partendo proprio dalle facciate, simmetriche e scandite ciascuna dalla presenza di venticinque finestre e tre portoni d'ingresso. Il fabbricato si svolge attorno ad un cortile centrale e ad altri minori di servizio ai lati. Nel cortile maggiore corrono due ali di porticato ad archi su colonne doriche di granito; sopra le arcate si trovano finestre a cimasa piana riccamente decorata nel fregio con corone, aquile, palme e festoni. Dalla testata destra del portico si accede al grandioso scalone a due rampe, con parapetto e balaustre e grandi vasi decorativi avente le parenti scompartite da lesene ioniche.

Al piano nobile, in parte adibito oggi ad uffici, si apre una serie di sale riccamente decorate dagli stucchi dorati di Giocondo Albertolli e dagli affreschi di Martin Knoller[1]. Nel fondo del cortile d'onore, sull'asse dell'androne, per un criptoportico in tre campi, si passa a un piccolo giardino.

Nel portico verso l'omonima piazza, sulla testata a sinistra dell'ingresso si erge una scala secondaria continuata fino al secondo piano con un parapetto di ferro lavorato in stile di transizione fra il barocco fiorito e il neoclassico. L'architetto Simone Cantoni intervenne, realizzando la cappella del Palazzo nel 1787.

Di particolare importanza vanno notati gli eleganti bassorilievi dei riquadri tra i due ordini di finestre nella zona superiore dell'edificio. La facciata è poi caratterizzata da un ordine inferiore a bugnato sul quale si impostano i due ordini superiori.

Nel 1991 sono terminati i lavori di ripulitura della facciata, che hanno riportato l'edificio agli antichi splendori [1].

Eventi storici[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1973, l'edificio funse da palazzo nobiliare dove vennero girate alcune scene del film Le cinque giornate, con Adriano Celentano.

Raul Gardini di Ravenna viene trovato morto suicida all'interno del palazzo il 23 luglio 1993. All'epoca infuriava l'inchiesta nota come "Tangentopoli" di cui Gardini era divenuto uno dei protagonisti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Attilia Lanza, Milano e i suoi palazzi: Porta Vercellina, Comasina e Nuova, pg. 156, Milano, Libreria Meravigli editrice.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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