Palazzo Pozzobonelli-Isimbardi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Palazzo Pozzobonelli-Isimbardi
2167 - Milano - Casa Pozzobonelli Isimbardi - Angolo - Foto Giovanni Dall'Orto 20-May-2007.jpg
Cortile principale
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàMilano
IndirizzoVia Piatti 4
Coordinate45°27′38.79″N 9°11′06.03″E / 45.460774°N 9.185008°E45.460774; 9.185008Coordinate: 45°27′38.79″N 9°11′06.03″E / 45.460774°N 9.185008°E45.460774; 9.185008
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzioneXV secolo
Stilerinascimentale
Realizzazione
ArchitettoDonato Bramante, scuola

Il palazzo Pozzobonelli-Isimbardi costituisce uno dei maggiori esempi di architettura civile di epoca rinascimentale a Milano giunti fino a noi.

La sua costruzione fu iniziata alla fine del XV secolo, su committenza di Bergonzio Botta, alto dignitario alla corte di Ludovico il Moro.

Il nome attuale del palazzo deriva dai successivi proprietari, la famiglia dei Pozzobonelli, marchesi di Arluno, fra le famiglie più influenti di Milano, imparentata con gli Isimbardi. A loro è dovuta la decorazione del cortile maggiore, che appunto presenta, agli angoli del cortile, gli stemmi dei Pozzobonelli, con l'aquila, e quelli Isimbardi, con tre stelle in diagonale. La famiglia mantenne la proprietà del palazzo anche nei secoli successivi, e una nuova campagna di restauri e decorazioni fu promossa dal cardinale Giuseppe Pozzobonelli, arcivescovo di Milano dal 1743 al 1783, che ne fece la propria residenza.

Restaurato negli anni venti dall'architetto Ferdinando Reggiori, fu gravemente danneggiato dai bombardamenti del 1943 a seguito dei quali bruciarono interamente gli interni e fu distrutta gran parte della facciata che si presentava in forme settecentesche.

Il cortile centrale è la parte del palazzo che ha conservato le originarie decorazioni rinascimentali, in cotto e pietra. Si presenta in sobre forme bramantesche, costituito da un portico di tre arcate per lato, sorretto da colonne con capitelli compositi. Ciò che lo caratterizza maggiormente sono le singolari mensole rovesciate che sormontano i capitelli, un tempo riccamente decorate, che conferiscono notevole slancio all'architettura. Un accorgimento simile si può vedere, a Milano, nei chiostri di Sant'Ambrogio, che ora ospitano l'Università Cattolica. Al piano superiore le lineari cornici delle finestre poggiano su un davanzale continuo. Completano la decorazione una serie di medaglioni in pietra con profili di imperatori romani, collocati fra gli archi. Un secondo cortile presenta decorazioni in cotto restaurate nel secondo dopoguerra.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Guida d'Italia, Milano, Edizioni Touring Club Italiano, Milano 2005.
  • M.C. Passoni, J. Stoppa, Il tardogotico e il rinascimento, in "Itinerari di Milano e provincia", Provincia di Milano, MIlano, 2000
  • scheda architettonica del SIRBeC - Sistema Informativo dei Beni Culturali della Regione Lombardia, Milano, 2011.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]