Palazzo Durini

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Palazzo Durini
0813 - Milano - Palazzo Durini-Caproni - Foto Giovanni Dall'Orto 5-May-2007.jpg
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàMilano
Indirizzovia Durini, 24
Coordinate45°27′54.02″N 9°11′53.79″E / 45.465006°N 9.198276°E45.465006; 9.198276Coordinate: 45°27′54.02″N 9°11′53.79″E / 45.465006°N 9.198276°E45.465006; 9.198276
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzioneXVII secolo
Realizzazione
ArchitettoFrancesco Maria Richini

Palazzo Durini, conosciuto anche come palazzo Caproni di Taliedo, è un palazzo storico di Milano situato in via Durini n. 24.

Storia e architettura[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo fu commissionato nel 1645 dal mercante e banchiere monzese Giovan Battista Durini: il progetto fu assegnato al Richini all'epoca tra gli architetti più in vista della Lombardia[1]: il palazzo è uno dei maggiori esempi di edilizia secentesca della città. La facciata, come da tradizione cittadina, è piuttosto sobria e lineare se comparata alle coeve architetture barocche delle altre città d'Italia ed è centrata su un portale d'ingresso monumentale in bugnato che sorregge un'altrettanto monumentale balconata del piano nobile, dove i finestroni decorati con timpani triangolari e curvilinei alternati sono decorati con sostegni alla base a forma di mascherone; tale decorazione viene ripresa nella cornice[2].

Decisamente degni di nota sono gli interni: salendo dallo scalone d'onore decorato in marmo rosso di Verona al piano nobile, si entra nell'antisala decorata a trompe-l'œil, mentre superando una serie di stanze di passaggio decorate con medaglioni dipinti si arriva al salone d'onore affrescato con il Trionfo di Eros di scuola lombarda; sempre al piano nobile si possono ammirare i soffitti lignei intagliati provenienti dal demolito palazzo Arnaboldi[3].

Tra il 1921 e 1922 fu venduto da Paola Durini a Senatore Borletti che lo vendette nel 1925 a Gianni Caproni. Quest'ultimo già occupava fin dal 1916 gli appartamenti rivolti verso il giardino. In seguito fu restaurato da Timina Caproni, moglie di Gianni. Durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale l'edificio non fu direttamente colpito ma subì comunque dei danni da una bomba esplosa nelle vicinanze. Dopo la morte di Gianni Caproni fu affittato. Risultava ancora in possesso della famiglia Caproni fino al 1980.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lanza, p. 61
  2. ^ Bianchi, p. 28
  3. ^ Lanza, p. 63
  4. ^ Palazzo Durini

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Attilia Lanza, Marilea Somarè, Milano e i suoi palazzi - Porta Orientale, Romana e Ticinese, Milano, Libreria Meravigli editrice, 1992.
  • Eugenia Bianchi, Stefania Buganza, Il Seicento e il Settecento, Milano, NodoLibri, 1999.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]