Michelino da Besozzo

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« Pictor excellentissimus inter omnes pictores mundi »
(Giovanni Alcherio, 1410)

Michele de' Molinari, detto Michelino da Besozzo (Besozzo, 1370 circa – 1455 circa), è stato un pittore e miniatore italiano.

Michelino da Besozzo, Evangelista Matteo e due santi, affresco in sant'Eustorgio, Milano (1440)
Annunciazione, Offiziolo Bodmer (prima metà del XV secolo)

Considerato uno dei maggiori esponenti del Gotico Internazionale in Italia, lavorò prevalentemente in Lombardia[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1388 lavorò nel secondo chiostro della chiesa di San Pietro in Ciel d'oro a Pavia, dove rappresentò ed affrescò le Scene della vita di sant'Agostino. Tra il 1395 e il 1405 Michelino miniò il Libro d'Ore, oggi conservato alla Biblioteca di Avignone; dello stesso momento è anche il disegno della Natività (Milano, Biblioteca Ambrosiana). Del 1390-1400 sono i quattro santi miniati su quattro distinte pergamene (Parigi, Louvre, Cabinet des Dessins), appartenenti ad uno smembrato Libro d'Ore.

Prima opera datata dell'artista è la miniatura con l'Elogio funebre di Gian Galeazzo Visconti (1403: Parigi, Bibliothèque nationale de France, Ms lat. 5888). Dal 1404 al 1418 circa, l'artista lavorò nel Veneto; mentre dal 1410, contemporaneamente a Gentile da Fabriano, è citato a Venezia.

Nel 1414 lavorò insieme a miniatori veneti al codice Cornaro, con le Epistole di san Gerolamo (Londra, British Library, Egerton 3266). La tavola col Sposalizio mistico di santa Caterina, firmata Michelinus feci (Siena, Pinacoteca Nazionale), è da datare al 1420 circa. L'altra tavola firmata dell'autore è lo Sposalizio della Vergine al Metropolitan Museum di New York (1435 circa). Più complessa è la datazione dell'Offiziolo Bodmer, forse il suo capolavoro.

Nel 1418 l'artista tornò a Milano a lavorare per il cantiere del Duomo: nel 1421 fu pagato, insieme al figlio Leonardo, per i dipinti dell'altare intitolato ai santi Quirico e Giuditta; mentre tra 1423 e il 1425 fu nuovamente pagato per la fornitura di disegni della vetrata di santa Giuditta, di cui restano oggi alcune figure all'interno di un'altra delle vetrate del duomo milanese . Intorno al 1430 è da datare l'affresco raffigurante la Madonna col Bambino e santi, dell'abbazia di Viboldone. Al 1435 risale la Madonna del roseto del Museo di Castelvecchio di Verona, di attribuzione contesa con Stefano da Verona.

All'interno del Grande Museo del Duomo di Milano è conservata l'opera attribuita a Michelino da Besozzo nota come "Madonna dell'Idea". Si tratta di una ancona processionale dipinta su entrambe i lati e databile non oltre la metà del Quattrocento. L'opera è ancora oggi utilizzata durante le funzioni liturgiche che si svolgono in Duomo[2].

All'ultima attività del maestro è da riferire l'affresco con il Corteo dei Magi, realizzato per la chiesa di Santa Maria di Podone (Milano, Curia Arcivescovile); e, documentati al 1445-1446, i frammenti del Palazzo Borromeo (Rocca di Angera)[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ l'attività artistica del Besozzo, storiadellarte.com. URL consultato il 4 dicembre 2008.
  2. ^ La Madonna dell'Idea, museo.duomomilano.it. URL consultato il 16 maggio 2015.
  3. ^ il percorso artistico completo del Besozzo, storiadimilano.it. URL consultato il 4 dicembre 2008.

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