Arco della Pace

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Coordinate: 45°28′32.51″N 9°10′20.67″E / 45.475697°N 9.172408°E45.475697; 9.172408

L'Arco della Pace lato Castello Sforzesco in una foto di Giacomo Brogi del 1870/80
Sopra "Istituzione della Corona Ferrea" di Giambattista Perabò, al centro "Il congresso di Vienna" di Giambattista Perabò, sotto "Ingresso in Milano del Generale Conte Neipperg nel 1815" di Claudio Monti su modello di G. Monti; opere poste sul lato Sempione arco sinistro.

L'Arco della Pace è un arco trionfale di Milano situato all'inizio di corso Sempione. Dedicato alla pace tra le nazioni europee raggiunta nel 1815 con il congresso di Vienna, fu inaugurato il 10 settembre 1838 con una fastosa cerimonia presieduta dall'appena incoronato imperatore Ferdinando I d'Austria.[1] L'Arco della Pace rappresenta uno dei maggiori monumenti neoclassici di Milano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'arco nel 2013.

Il primo arco, di cui l'attuale conserva forme e architettura, fu innalzato nel gennaio del 1806 su disegno del marchese Cagnola come costruzione temporanea per festeggiare l'arrivo a Milano dei novelli sposi Eugenio di Beauharnais, viceré d'Italia, e Augusta di Baviera, convolati a nozze il 13 di gennaio. L'arco effimero sorse sull'allora Corso di Porta Orientale, oggi Corso Venezia, ed era costruito in tela, plastica e legname. Visto il successo che quell'arco ebbe anche fra i visitatori stranieri, il congilio di Milano, il Comune dell'epoca, decretò l'8 i febbraio che un nuovo arco in marmo fosse eretto in un luogo più acconcio.[2]

La nuova opera, progettata ancora dal Cagnola e concepita come "arco della Vittoria" per festeggiare la vittoria francese nella battaglia di Jena, fu realizzata a partire dall'autunno del 1807: l'area su cui doveva sorgere venne individuata a metà del lato rivolto a Nord Ovest dell'allora piazza d'Armi che si trovava dietro al Castello Sforzeco,[2] area oggi occupata dal Parco Sempione. I lavori vennero diretti dallo stesso Cagnola e supervisionati da Domenico Moglia[3], Nicola Pirovano[4], Francesco Peverelli[5] e Bai Gio Battista[6][7], sotto la spinta del comune di Milano e di Napoleone[8]. L'opera era oramai a due terzi e diverse statue erano già terminate, come quelle della Storia e della Poesia, eseguite dal neoclassico Luigi Acquisti, quando con la caduta del Regno Italico il progetto venne abbandonato.

Solo nel 1826 venne ripresa la riedificazione dell'edificio sotto l'imperatore asburgico Francesco I d'Austria, che ne mutò la dedica.

Dopo la morte di Luigi Cagnola, avvenuta nel 1833, la direzione dei lavori passò nelle mani di Carlo Giuseppe Londonio che lo completò nel 1838[7], in tempo perché alla cerimonia di inaugurazione partecipasse Ferdinando I, Imperatore d'Austria e re del Lombardo-Veneto.

L'8 giugno 1859, quattro giorni dopo la vittoria di Magenta, vi fecero il loro ingresso trionfale in Milano Napoleone III e Vittorio Emanuele II, fra le acclamazioni della folla.

A seguito del passaggio di Milano dalla dominazione asburgica al Piemonte, le sole modifiche che furono apportate al monumento ormai concluso da oltre vent'anni, furono le nuove epigrafi dedicatorie poste sulla sommità degli archi:

« Entrando coll’armi gloriose / Napoleone III e Vittorio Emanuele II liberatori / Milano esultante cancellò da questi marmi / le impronte servili / e vi scrisse l’indipendenza d’Italia / MDCCCLIX »
« Alle speranze del Regno Italico / auspice Napoleone I / i Milanesi dedicarono l’anno MDCCCVII / e francati da servitù / felicemente restituirono / MDCCCLIX »

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1842, quattro anni dopo essere stato ultimato, il monumento veniva così descritto in Memorie del Reale istituto lombardo di scienze, lettere ed arti, vol. 1:[9]

« L’Arco della Pace, d’ ordine corintio, è un grande quadrato alto 75 piedi parigini e 4 pollici, e largo piedi 75 e 4: ha tre arcate, due minori ed una maggiore, con innanzi quattro colonne di un sol pezzo per lato, alte piedi 58 e mezzo, destinate a portare quattro statue. A ciascun piedestallo della colonna si è posta a fregio una figura grande al vero, di basso rilievo: verso la città sono Minerva e Marte, di Camillo Pacetti; Apollo, di Angelo Pizzi; Ercole, di Gaetano Monti, milanese; verso la campagna la Vigilanza, di Pizzi; la Storia e la Poesia, di Luigi Acquisti; la Lombardia, di Gaetano Monti di Ravenna. »
(Istituto lombardo di scienze e lettere)

Opere in bronzo fuse dalla ditta Manfredini di Milano[modifica | modifica wikitesto]

Opere in marmo [10][modifica | modifica wikitesto]

statue - bassorilievi - serraglie - ornati - capitelli - colonne
n. titolo autore lato note
** Bassorilievi scene celebrative
1 La Battaglia di Lipsia Pompeo Marchesi fiancata sinistra
Arco della Pace sx Milano.jpg
2 Il Congresso di Praga Luigi Acquisti, finito da Francesco Somaini interno destro arco maggiore
Arco della Pace interno dx.jpg
3 Ingresso delle LL. MM. RR. In Milano nel 1815 Benedetto Cacciatori Castello
4 La Battaglia di Kulm Claudio Monti fiancata destra
Arco della Pace 10.jpg
5 Fondazione regno Lombardo-Veneto Pompeo Marchesi Castello
6 Il Passaggio del Reno Pompeo Marchesi Castello
7 L'Occupazione di Lione Pompeo Marchesi Castello
8 L'Occupazione di Parigi Luigi Acquisti
9 La Pace di Parigi Gaetano Monti Sempione
10 Il Congresso di Vienna Giambattista Perabò Sempione
Arco della Pace 12.jpg
11 L'Istituzione dell’Ordine della Corona Ferrea Giambattista Perabò Sempione
Arco-della-Pace-istituzione-della-Corona-Ferrea-di-Giambattista-Perabò.jpg
12 Ingresso in Milano del Generale Conte Neipperg nel 1815 Claudio Monti Sempione modello di Gaetano Monti
13 Ingresso a Parigi dei tre sovrani alleati Grazioso Rusca finito da Girolamo Rusca
14 Capitolazione di Dresda Benedetto Cacciatori Castello
15 Incontro dei tre sovrani alleati Gaetano Monti interno sinistro arco maggiore
Arco della Pace interno sx.jpg
16 Battaglia d’Arcis sur Arbe Francesco Somaini
** Statue allegoriche dei fiumi
18 Po Benedetto Cacciatori Castello
19 Ticino Benedetto Cacciatori Castello
20 Tagliamento Pompeo Marchesi Sempione
21 Adige Pompeo Marchesi Sempione
** Allegorie mitologiche
18 Ercole Gaetano Monti Castello
19 Apollo Luigi Buzzi Leone Castello modello di Angelo Pizzi
20 Marte Benedetto Cacciatori Castello
21 Minerva Benedetto Cacciatori Castello
22 Vigilanza Angelo Pizzi Sempione
23 Poesia Luigi Acquisti Sempione
24 Storia Luigi Acquisti Sempione
25 Lombardia Gaetano Monti Sempione
** Vittorie alate
26 Vittoria sinistra Benedetto Cacciatori Castello modello di Camillo Pacetti
27 Vittoria destra Benedetto Cacciatori Castello modello di Camillo Pacetti
28 Vittoria sinistra Pompeo Marchesi Sempione
29 Vittoria destra Pompeo Marchesi Sempione
** Serraglie
30 Astronomia Giovanni Battista Comolli Castello
31 Città di Milano Claudio Monti Castello
32 Immaginazione Giovanni Antonio Labus Castello
32 Cerere Luigi Marchesi Sempione
33 Regno Lombardo-Veneto Giovanni Battista Comolli Sempione
34 Pomona Antonio Pasquali Sempione
** 12 tipi di rosoni - ornati - cornici Domenico Moglia modelli in legno
** 8 capitelli corinzi Carlo Cattori modello in stucco
** 8 colonne di marmo di Crevola da Ornavasso Nicola Pirovano scavo - trasporto Francesco Peverelli[non chiaro]
posa in opera terminata 22.12.1831

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

L'ingresso trionfale di Vittorio Emanuele II e Napoleone III in Milano attraverso l'Arco della Pace
  • La posizione dei cavalli che trainano il carro della pace è stata modificata dagli Asburgo. Per farsi beffa dei francesi, i cavalli sono stati ruotati di 180 gradi affinché il fondoschiena fosse orientato verso la Francia[11].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Prospetto delle feste, cerimonie ecc. che avranno luogo nei giorni della dimora in Milano delle LL. MM. II. e RR. per l'incoronazione, Milano, 1838.
  2. ^ a b L. M., L'Arco della pace e l'anfiteatro dell'arena descritti ed illustrati da L. M. con un breve cenno sugli spettacoli dati in quest'ultimo, Milano, Placido Maria Visaj, settembre 1838.
  3. ^ Moglia eseguì in legno i modelli dei rosoni e degli altri ornamenti e diresse l'esecuzione in marmo degli stessi.
  4. ^ Pirovano diresse la maggior parte delle opere di quadratura e la loro collocazione, diresse in oltre gli scavi e il trasporto delle otto colonne dell'arco.
  5. ^ A seguito della morte del Pirovano, Peverelli subentrò alla direzione dei lavori di quadratura ed alla collocazione delle varie opere.
  6. ^ Battista fu il capo mastro delle opere murarie.
  7. ^ a b Gjlla Giani, p. 37
  8. ^ Gjlla Giani, p. 12
  9. ^ Istituto lombardo di scienze e lettere, Memorie del Reale istituto lombardo di scienze, lettere ed arti, Volume 1, books.google.it, 1843, p. 462 e segg.. URL consultato il 13 ottobre 2015.
  10. ^ a b Autore sconosciuto
  11. ^ Gjlla Giani, L'Arco della Pace di Milano, Milano, Di Baio Editore, 1988, pag.12

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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