Stucco

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Stucchi decorativi sulla volta del Salone delle feste a villa di Poggio Imperiale (Firenze).

Lo stucco è un impasto finissimo a base di gesso, calce o cemento usato in edilizia per il rivestimento e la decorazione di muri e soffitti e nell'arte.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Viene impiegato per dare un aspetto più gradevole a superfici grezze quali calcestruzzo, legno o metallo. Lo stucco lucido o stucco romano viene impiegato con pigmenti vari per imitare le superfici marmoree.

La composizione può essere molto variabile, facendo del termine stucco una categoria di materiali più che un prodotto specifico. A volte sono aggiunti additivi acrilici o fibre di vetro per aumentarne le caratteristiche di resistenza e lavorabilità.

Storicamente lo stucco consisteva in un impasto a base di calce spenta (idrossido di calcio) stagionata e polvere di marmo che, una volta terminata la presa si trasforma in carbonato di calcio.

Lo stucco permette anche di realizzare figure tridimensionali e statue. L'architettura barocca e rococò ha fatto largo uso di stucchi in palazzi e chiese, per realizzare sovrapporte, cornici tra pareti e soffitti e per contornare aree. Permette inoltre di creare una estensione tridimensionale alle pitture (bassorilievi) e ai trompe l'oeil.

Alcune miscele (prevalentemente a base di gesso) sono adatte per uso interno, non tollerando l'umidità, mentre altre sono impiegate per decorazioni esposte alle intemperie.

Nell'uso moderno le decorazioni in stucco sono spesso prefabbricate su lastre che vengono successivamente applicate in sede.

Lo stucco mescolato con resine e colle viene utilizzato in edilizia anche come elemento di giuntura tra due elementi architettonici o come elemento per la rasatura di pareti in cartongesso o gesso rivestito.

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