Monumento a Giovanni Battista Piatti

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Giovanni Battista Piatti
G B Piatti.jpg
AutoreSalvatore Pisani
Data1894
Materialebronzo
UbicazioneLargo la Foppa, Milano
Coordinate45°28′41.49″N 9°11′05.19″E / 45.478192°N 9.184776°E45.478192; 9.184776Coordinate: 45°28′41.49″N 9°11′05.19″E / 45.478192°N 9.184776°E45.478192; 9.184776

Il monumento a Giovanni Battista Piatti è una scultura in bronzo posta in Largo la Foppa a Milano.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La statua di Giovanni Battista Piatti fu realizzata dallo scultore Salvatore Pisani e inaugurata il 18 novembre 1894.

La sottoscrizione per il monumento fu iniziata da Antonio Stoppani poco dopo il decesso di Piatti nel 1876 e continuata, alla morte di Stoppani, da Luca Beltrami.

La sera prima dell'inaugurazione Luca Beltrami tenne una conferenza nel ridotto del Teatro alla Scala per illustrare il contributo scientifico di Piatti per il traforo ferroviario del Frejus e il merito a lui sottratto da Sommeiller, Grandis e Grattoni.[1]

«Il monumento è collocato precisamente nella località detta la Foppa, all'incrocio del corso Garibaldi e di via Volta. È opera dello scultore Salvatore Pisani, calabrese, ma milanese per studi e lunga dimora. Il basamento si compone di uno zoccolo ottagonale sormontato da una colonna tripartita che termina con un capitello pure ottagonale, sul quale poggia la statua in bronzo — fusa nello stabilimento Ceriani — del Piatti, il quale è rappresentato seduto in un ampio seggiolone colla sinistra poggiata sul corrispondente ginocchio, mentre nella destra tiene un foglio spiegato sul quale è, o dovrebbe esserci, inciso il disegno della perforatrice da lui inventata.

La colonna del basamento porta le seguenti epigrafi. Sul lato posteriore: ERETTO L'ANNO 1894; alla destra della statua: NATO IN MILANO IL 10 FEBBRAIO 1812; alla sinistra della statua: MORTO IN MILANO IL 4 SETTEMBRE 1867; e sul davanti: G. B. PIATTI / NEL FEBBRAIO 1853 / FU IL PRIMO A PROPORRE PER IL TRAFORO DEL CENISI0 / ORIGINALI E PRATICHE APPLICAZIONI DELL'ARIA COMPRESSA / AL BENEMERITO DELL'ARDUA IMPRESA / CUI LA SORTE NEGÒ IN VITA ONORI E COMPENSI / AMICI AMMIRATORI POSERO

(Descrizione del monumento[2])

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L. Beltrami, G. B. Piatti e il traforo del Cenisio, in L'edilizia moderna, 1894, pp. 87-92.
  2. ^ Corriere, in Illustrazione Italiana, 25 novembre 1894, pp. 338-339.

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