Colonna del Verziere

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Colonna del Verziere
0762 - Milano - Colonna del Verziere - Foto Giovanni Dall'Orto 5-May-2007.jpg
AutoreGiovanni Battista Vismara
Data1673
Materialebronzo e granito
UbicazioneLargo Augusto, Milano
Coordinate45°27′47.37″N 9°11′50″E / 45.463159°N 9.197222°E45.463159; 9.197222Coordinate: 45°27′47.37″N 9°11′50″E / 45.463159°N 9.197222°E45.463159; 9.197222

La Colonna del Verziere (indicata anche come croce di San Martiniano) è un monumento manieristico-barocco di Milano, situato in Largo Augusto, costituito da un'elaborata colonna in granito di Baveno sovrastata da una statua di Cristo. Prende il nome dal Verziere (o Verzée), l'antico mercato ortofrutticolo che aveva sede attorno al luogo in cui sorge.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La confraternita della Croce di Porta Tosa, dedicata a san Martiniano,[1] esistente già nel 1579 nella parrocchia di Santo Stefano in Brolo, stabilì di realizzare nello spiazzo prima del ponte di Porta Tosa una colonna votiva secondo i voleri dell'arcivescovo Carlo Borromeo.[2] Nel 1580 si iniziò la raccolta di offerte per la realizzazione e si richiese un preventivo per la colonna.[3] Vennero intanto poste le fondamenta del monumento, inserendo una tavoletta in marmo con la data 1581.[4]

A causa di disaccordi con i fornitori della colonna (forse dovuti a un guasto ellittico presente nel fusto, tuttora presente[5]) ci fu un primo ritardo;[6] alla ripresa dei lavori, forse per una controversia con l'autorità civile, ci fu la distruzione di parte delle opere realizzate per volere di Danese Figliodoni († 1591),[7] senatore e all'epoca Grancancelliere di Milano.[8] La confraternità seppellì le parti superstiti in attesa di potere procedere con i lavori.[9]

A seguito di una richiesta della confraternità il Senato di Milano concesse di poter completare la colonna; di fronte a nuove opposizioni, si ottenne un privilegio reale del 22 novembre 1607, osteggiato però dal governatore Pedro Enríquez de Acevedo.[10] Nel marzo 1611 il nuovo governatore Juan Fernández de Velasco concesse subito quanto richiesto e la confraternita si attivò per far completare il monumento, incaricando l'ingegnere Aurelio Trezzi.[11] Venne completata la base e si passò all'innalzamento della colonna il 9 luglio 1611.[12] A ottobre dello stesso anno fu aggiunto sulla sommità anche il capitello.[13]

La statua del Redentore con croce, opera di Giovanni Battista Vismara, fu collocata solo nel 1673, sotto la direzione dell'architetto Giovanni Domenico Richini.[14]

«Havendo S. Carlo di gloriosa memoria erette nei compiti della città moltissime croci di riguardevoli dissegni, per eccitare i fedeli alla divotione e pietà, tra queste era rimasta imperfetta quella dello spatioso corso di Porta Tosa di bellissima struttura la quale esendosi finalmente ridotta, per opera d'alcuni divoti a perfettione, domenica [27 agosto] sulle 22 hore quest'Eminentissimo sig. Cardinale Litta Arcivescovo fu a fare la funtione di benedirla pontificalmente, con l'assistenza del capitolo e clero metropolitano, con la solita musica o Capella, intervento delle numerosissime Scuole delle Croci della città, concorso della nobiltà et infinito popolo, ciò che seguì con gran maestà e giubilo universale, mentre da 50 anni in qua non s'era veduta più simile funtione. Arsero la sera fuochi artificiati, con concerti di più chori di trombe, e timpani, apparato superbissimo di tutto il corso, e numerose salve de' mortari, etc.»

(da "Gazzetta della Regia Ducale Corte di Milano", 30 agosto 1673)

Nel 1727 ci fu un restauro del basamento e nello stesso periodo furono tolti i cancelli in ferro che circondavano la colonna.[15]

Nel 1784 vennero soppresse le diverse confraternite, comprese le compagnie della Santa Croce a Milano. Nel 1786 la maggior parte delle colonne votive, considerate di intralcio alla circolazione, fu eliminata; nella relazione redatta dall'architetto Leopoldo Pollack era indicato il mantenimento della colonna del Verziere, con alcune modifiche alla base.[16]

La Colonna della Vittoria[modifica | modifica wikitesto]

Lapide alla base in memoria dei caduti del 1848
Commemorazione delle Cinque Giornate nel 1876

Il 6 aprile 1848, dopo le Cinque giornate si fece voto di erigere un monumento a Porta Tosa, luogo dove era stata maggiore la lotta contro gli austriaci. Le vicende belliche resero però impossibile la realizzazione.[17]

Tra agosto e settembre 1858 la colonna del Verziere si inclinò sensibilmente,[18] forse in seguito a problemi al piedistallo in conseguenza di un incidente nell'innalzamento della colonna nel 1611.[19] Dopo alcuni studi, il monumento venne smontato,[20] rinvenendo la tavoletta del 1581.[4] Il Consiglio comunale il 14 ottobre 1859 decise il suo restauro che venne completato nel marzo 1860.[21] Il 18 dello stesso mese, anniversario delle Cinque giornate, la colonna fu solonnemente consacrata come Colonna della Vittoria.

«L'antica colonna, monumento della religione dei nostri padri, diventa oggi una delle pietre migliari che segnano gli stadii della nostra vita nazionale. Essa ci ricordi i giorni, che Milano deve segnare come i più grandi della Storia, quelli in cui una sublime ira popolare, non contando il numero dei nemici, ma la forza del suo diritto, gridò finita la vergogna della schiavitù, e riprese il suo glorioso vessillo dell'onore e della libertà. [...] Ora son dodici anni, vicino a questa colonna si formarono quei valorosi drappelli cittadini, che a prezzo del loro sangue diedero il nome della Vittoria a questa via. Il nemico tolse quel nome, ed ora veniamo a renderglielo noi, il giorno in cui, tutti ne riprendiamo uno grande e glorioso, quello di cittadini del nuovo regno d' Italia. [...] La vecchia colonna che si rialza tra voi si ribattezzi dunque, e sia la Colonna della Vittoria. Porti questo nome di cui andava diseredata da tanti anni l'Italia, ed al popolo, fra cui sorge, ridesti l'orgoglio del sangue latino, e costantemente ricordi il valore de' suoi padri, ed il nobile retaggio che. gli incombe di serbare incolume e glorioso.»

(Discorso del sindaco Antonio Beretta, 18 marzo 1860[22])

In occasione dell'anniversario successivo, 18 marzo 1861, vennero inaugurate le targhe in bronzo con i nomi di 352 caduti del 1848.[23] Una lapide in bronzo ricorda inoltre la dedicazione del 1860.

«CITTADINI / ONORATE LA MEMORIA DEI VOSTRI / CHE A' 18 MARZO DEL 1848 / SI LEVARONO NEL NOME D’ITALIA / E TRIONFATA L'AVSTRIACA TENACIA COLLA VIRTV DEL VOLERE / QVESTE VIE RIBATTEZZARONO PRIME COL SANGVE / E COLLA VITTORIA / MDCCCLX»

Le celebrazioni in ricordo del 18 marzo 1848 si tennero presso la colonna fino al 1894. Il 18 marzo 1895 fu inaugurato il monumento alle Cinque Giornate.

Nel 1927 la statua del Redentore in ceppo fu sostituita da una copia in bronzo ottenuta da un calco dell'originale.[24]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Latuada, p. 23.
  2. ^ Ghinzoni, pp. 8-9.
  3. ^ Ghinzoni, pp. 10-11.
  4. ^ a b Ghinzoni, p. 12.
  5. ^ Ghinzoni, p. 13.
  6. ^ Ghinzoni, pp. 12-14.
  7. ^ Ghinzoni, pp. 14-15.
  8. ^ F. Arese, Le supreme cariche del Ducato di Milano, in Archivio Storico Lombardo, 1970, p. 132.
  9. ^ Ghinzoni, p. 18.
  10. ^ Ghinzoni, pp. 22-23.
  11. ^ Ghinzoni, pp. 26-27.
  12. ^ Ghinzoni, p. 38.
  13. ^ Ghinzoni, p. 48.
  14. ^ Ghinzoni, p. 50.
  15. ^ Ghinzoni, pp. 52-53.
  16. ^ Ghinzoni, pp. 54-55.
  17. ^ Ghinzoni, pp. 57-58.
  18. ^ Ghinzoni, p. 59.
  19. ^ Ghinzoni, pp. 40-41.
  20. ^ Ghinzoni, p. 62.
  21. ^ Ghinzoni, p. 64.
  22. ^ Ghinzoni, p. 67.
  23. ^ Ghinzoni, p. 68.
  24. ^ Touring Club Italiano (a cura di), Lombardia, II, Milano, 1931, Attraverso l'Italia, p. 42.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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