Ferdinando I d'Austria

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Ferdinando I
Ferdinand I; Keizer van Oostenrijk.jpg
Ferdinando I d'Austria in un ritratto ufficiale
Imperatore d'Austria
Stemma
In carica 2 marzo 1835 –
2 dicembre 1848
Predecessore Francesco II
Successore Francesco Giuseppe I
Nome completo Ferdinando Carlo Leopoldo Giuseppe Francesco Marcellino d'Asburgo-Lorena
Altri titoli Re Apostolico d'Ungheria
Re di Boemia
Re del Regno Lombardo-Veneto
Re di Dalmazia, Croazia e Slavonia
Re di Galizia e Lodomiria
Arciduca d'Austria
Gran Principe di Transilvania
Duca di Salisburgo
Nascita Castello di Schönbrunn, Vienna, 19 aprile 1793
Morte Castello reale, Praga, 29 giugno 1875
Luogo di sepoltura Cripta Imperiale, Vienna
Dinastia Asburgo-Lorena
Padre Francesco II d'Asburgo-Lorena
Madre Maria Teresa di Borbone-Napoli
Consorte Maria Anna di Savoia
Religione Cristianesimo Cattolico

Ferdinando I d'Asburgo-Lorena, nome completo Ferdinando Carlo Leopoldo Giuseppe Francesco Marcellino d'Asburgo-Lorena (Vienna, 19 aprile 1793Praga, 29 giugno 1875), è stato imperatore d'Austria e re d'Ungheria (come Ferdinando V)[1] dal 2 marzo 1835 al 2 dicembre 1848.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Un'infanzia difficile[modifica | modifica wikitesto]

Il giovane arciduca Ferdinando

Ferdinando I era il figlio maschio primogenito di Francesco I d'Austria e di Maria Teresa di Borbone-Napoli. Tra le sue sorelle ricordiamo la primogenita Maria Luisa d'Asburgo-Lorena che sposò Napoleone Bonaparte, Maria Leopoldina d'Asburgo-Lorena imperatrice del Brasile e poi un fratello Francesco Carlo d'Asburgo-Lorena padre dell'imperatore d'Austria Francesco Giuseppe I.

Sin dalla propria gioventù, Ferdinando ebbe una costituzione debole, soffrendo di epilessia, rachitismo e idrocefalo, il che non gli consentì di avere un'educazione appropriata al ruolo che avrebbe un giorno dovuto ricoprire. I suoi studi favoriti, ad ogni modo, furono l'araldica e lo studio delle tecnologie, oltre all'agricoltura che prediligeva largamente. Il suo carattere, non sempre facile e peggiorato dalle sue problematiche fisiche che lo rendevano chiuso a molti, lo faceva spesso esternare con espressioni atipiche: riporta lo storico Geoffrey Regan che una volta chiese al suo cuoco di cucinargli delle Marillenknödel (dei particolari canederli dolci a base di albicocche) di cui andava particolarmente ghiotto, ma questi si scusò in quanto le albicocche non erano disponibili perché fuori stagione. Ferdinando a quel punto disse "Io sono l'imperatore e voglio i miei canederli!" (in tedesco: Ich bin der Kaiser und ich will knödel!).[2]

Nell'aprile del 1802 la sua educazione venne affidata al tutore Francesco Maria Carnea Steffaneo, il quale tentò di avvicinarsi notevolmente alla personalità del bambino, acculturandolo con successo. La madre Maria Teresa, ad ogni modo, non si curò mai eccessivamente del piccolo e finì per relegarlo nelle mani di governanti e dame del suo seguito. La prima misura adottata dalla sua matrigna Maria Ludovica, poi, fu il licenziamento di gran parte degli insegnanti che seguivano Ferdinando ritenendo che essi fossero solo un'inutile spesa da sostenere nei confronti di una causa persa.

All'età di 15 anni, Ferdinando su proposta della matrigna ottenne come educatore il barone Joseph von Erberg, il quale contrariamente a quanto previsto lo educò invece all'indipendenza dalla madre, insegnandogli anche se tardivamente a leggere ed a scrivere, oltre a cavalcare e danzare, introducendolo anche allo studio del pianoforte. Successivamente si acculturò nelle arti militari, scientifiche e tecniche.

Erede al trono[modifica | modifica wikitesto]

Ferdinando incoronato re d'Ungheria

Malgrado tutti gli evidenti difetti di cui era portatore, Ferdinando era pur sempre il figlio primogenito dell'imperatore d'Austria e questo lo poneva nelle condizioni di dover apprendere ad utilizzare quegli strumenti che un giorno gli sarebbero serviti per governare.

Ferdinando venne ammesso al consiglio di stato solo a partire dal 1829, ma venne perlopiù escluso dalle decisioni di rilievo, relegato al mero ruolo di osservatore.

Il 28 settembre 1830, infine, avvenne la sua incoronazione ufficiale a principe ereditario con la concessione del titolo di re d'Ungheria a Pressburg e anche questo fatto sollevò ulteriori polemiche: questo infatti avrebbe significato la sua ascesa al trono alla morte del padre, circostanza che fu oggetto di dispute a causa della sua controversa personalità. Come da tradizione, ad ogni modo, Ferdinando donò 50.000 ducati d'oro di più poveri dell'Ungheria e, su proposta di Metternich, venne ammesso all'Accademia Ungherese delle Scienze.

Nel 1831, sempre su consiglio del Metternich, Ferdinando I sposò dapprima per procura e poi con rito religioso la principessa Maria Anna di Savoia, figlia di Vittorio Emanuele I e sua cugina di terzo grado, la quale ad ogni modo mantenne sempre stretti contatti col suo paese d'origine e con le sorelle Maria Beatrice di Savoia (1792-1840), duchessa di Modena, Maria Cristina di Savoia, regina di Napoli e Maria Teresa di Savoia (1803-1879) duchessa di Lucca e poi di Parma. La coppia imperiale non ebbe figli per quanto l'archiatra di corte si fosse accertato che Ferdinando e la consorte potevano averne, ma che egli per primo trovava sconveniente continuare questa progenie "malata". In occasione del matrimonio della coppia imperiale, poi, vennero avviati i lavori per la costruzione di un nuovo acquedotto per la città di Vienna che divenne poi noto col nome di Acquedotto dell'Imperatore Ferdinando.

Nell'estate del 1832, a Baden, scampò a un tentativo di assassinio da parte del capitano Franz Reindl che cercò di ucciderlo con un colpo di pistola ma il giovane principe riportò solo una leggera ferita..


L'ascesa al trono[modifica | modifica wikitesto]

Ferdinando I incoronato re di Boemia nel duomo di Praga
Ferdinando I d'Austria in un disegno di Alessandro Sanquirico, nelle vesti di re del Lombardo-Veneto.

Dopo la morte del padre Francesco I, il 2 marzo 1835 Ferdinando ne fu il successore sul trono imperiale, il che però diede ampio spazio al suo consiglio dei ministri che vide vita facile data la sua scarsa capacità di imposizione, a tal punto che attualmente gli storici sono concordi nel ritrarre Ferdinando I come uno "spirito debole" con l'ironico soprannome di il Benigno.[3] Proprio per sopperire alle inadeguatezze di Ferdinando, già suo padre e Metternich avevano messo a punto un gabinetto di governo noto come Conferenza di Stato Segreta che aveva appunto il compito di governare in vece dell'imperatore pur rimanendo nell'ombra, dal momento che dall'esterno la figura del sovrano doveva continuare a primeggiare come unica entità a guida dell'impero. Di questa conferenza segreta facevano parte quelli che divennero poi anche i suoi consiglieri più fidati: suo fratello Francesco Carlo (padre del futuro imperatore Francesco Giuseppe), il ministro Metternich ed il conte Franz Anton von Kolowrat-Liebsteinsky, oltre all'Arciduca Luigi d'Asburgo-Lorena, suo zio.

Malgrado questo, Ferdinando aveva una buona conoscenza del suo impero, come pochi alla sua epoca; egli conosceva cinque lingue, era in grado di suonare due strumenti musicali, disegnare molto bene, cavalcare e tirare di scherma con destrezza, oltre a coltivare la sua passione per l'agricoltura che lo portò a puntare a nuove riforme per questo settore e ad interessarsi alle ultime conoscenze tecniche del suo tempo.

Il 7 settembre 1836 egli ricevette ufficialmente anche la corona di Boemia a Praga, atto che culminò con la donazione di altri 50.000 ducati per opere pubbliche e caritatevoli. Il giorno della sua incoronazione a Re del Regno Lombardo-Veneto (6 settembre 1838) promulgò un'amnistia generale per tutti i detenuti per reati politici nelle province italiane dipendenti dall'Austria.

Nel 1837, proprio durante il regno di Ferdinando I, avvenne forse il fatto più significativo della sua epoca: in quell'anno venne infatti aperta la prima ferrovia a vapore dell'Austria, la Kaiser Ferdinands-Nordbahn, seguita poco dopo da una prima ondata di linee private costruite da operatori del settore ferroviario, fatti che segnarono il definitivo inizio dell'industrializzazione del paese.

Nel 1838 donò all'Accademia delle Belle Arti di Vienna 88 dipinti di sua proprietà perché divenissero fruibili al pubblico.

Nel 1839, previo un consulto con la sua famiglia, emise il Kaiserlich österreichisches Familienstatut, ovvero gli statuti della casata d'Asburgo che regolavano rigidamente il rango, i redditi ed i matrimoni nella casata imperiale.

L'abdicazione e ultimi anni da "imperatore in pensione"[modifica | modifica wikitesto]

La sala del trono nel palazzo arcivescovile di Olomouc. Qui nel 1848 Ferdinando I abdicò a favore di Francesco Giuseppe.
Ferdinando in una fotografia del 1870

Dopo l'insurrezione viennese del marzo del 1848, Metternich venne costretto a dimettersi dalla sua carica di primo ministro dell'impero e Ferdinando si trovò ben presto senza la sua storica guida negli affari di governo, fatto che lo mise profondamente a disagio dal momento che il successore di questi, il conte Fiquelmont, era stato scelto proprio per distendere gli animi della popolazione col suo spirito progressista. Per evitare ulteriori problemi e sollevazioni, il 15 marzo Ferdinando abolì la censura sulla stampa ed il 25 aprile di quello stesso anno decise di siglare la Costituzione Pillersdorf, ma queste riforme ad ogni modo non soddisfacevano ancora i rivoluzionari che puntavano alla sua definitiva rimozione dal trono austriaco per incapacità ed eccessiva ingerenza dei suoi ministri negli affari di stato. I rappresentanti della Guardia Nazionale costituita, i lavoratori e gli studenti insorti di Vienna si arresero solo il 15 maggio presso la Hofburg di Vienna quando seppero che Ferdinando aveva deciso di abdicare su consiglio del principe Felix Schwarzenberg.

Ferdinando e la sua corte partirono dalla capitale austriaca il 17 maggio 1848 diretti a Innsbruck dove il sovrano contava di prendere del tempo aspettando che i moti rivoluzionari si calmassero. Così Ferdinando annotava sul suo diario personale in quei giorni:

« La cosa si concluse quando il nuovo imperatore si inginocchiò dinnanzi al vecchio imperatore e suo signore, bisogna dirlo, e quando egli mi chiese una benedizione io glie la diedi, ponendo entrambe le mani sul suo capo e facendogli il segno della croce... Quindi lo abbracciai e baciai il nostro nuovo sovrano e ci spostammo nelle nostre stanze. Poco dopo io e mia moglie ascoltammo la Santa Messa... Fatto ciò io e la mia adorata moglie preparammo i nostri bagagli »

Quando l'imperatore, ritenendo ormai il pericolo come sorpassato, fece ritorno nella capitale a metà agosto del 1848, dopo la riconquista armata della capitale da parte del principe di Windisch-Graetz, venne costretto ad abbandonarla nuovamente per lo scoppio di alcune rivolte che lo fecero ritirare all'ex palazzo arcivescovile di Olomouc dove risiedette per qualche tempo e dove, il 2 dicembre, formalizzò la sua abdicazione in favore del nipote Francesco Giuseppe, figlio di suo fratello Francesco Carlo che aveva rinunciato ai suoi diritti al trono in favore del primogenito. L'ex imperatore, che conservò comunque il proprio titolo di Altezza Imperiale, decise quindi di trascorrere l'ultima parte della sua vita al castello reale di Praga ove si dedicò alla gestione dei possedimenti che a suo tempo aveva ricevuto in eredità dal Duca di Reichstadt, suo nipote, e che egli seppe far fruttare accumulando una fortuna personale notevole.[4]

Ferdinando I morì a Praga nel 1875, ad 82 anni. La salma, riportata in patria, come da tradizione della casata Asburgo venne sepolta nella Cripta dei Cappuccini di Vienna, mentre il suo cuore venne sepolto separatamente nella Hertzgruft della Augustinerkirche, sempre nella capitale austriaca.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Seguendo l'albero genealogico di Ferdinando I d'Austria si intuisce l'estrema vicinanza di parentela tra i suoi genitori ed i molti antenati comuni. La sua debolezza mentale fu molto probabilmente dovuta alla stretta parentela dei due genitori ed alla consequenziale mancanza di ricambio di cromosomi: erano cugini di primo grado per due volte sia dal lato materno che dal lato paterno.

Ferdinando I d'Austria Padre:
Francesco II d'Asburgo-Lorena
Nonno paterno:
Leopoldo II d'Asburgo-Lorena
Bisnonno paterno:
Francesco I di Lorena
Trisnonno paterno:
Leopoldo di Lorena
Trisnonna paterna:
Elisabetta Carlotta di Borbone-Orléans
Bisnonna paterna:
Maria Teresa d'Austria
Trisnonno paterno:
Carlo VI d'Asburgo
Trisnonna paterna:
Elisabetta Cristina di Brunswick-Wolfenbüttel
Nonna paterna:
Maria Ludovica di Borbone-Spagna
Bisnonno paterno:
Carlo III di Spagna
Trisnonno paterno:
Filippo V di Spagna
Trisnonna paterna:
Elisabetta Farnese
Bisnonna paterna:
Maria Amalia di Sassonia
Trisnonno paterno:
Augusto III di Polonia
Trisnonna paterna:
Maria Giuseppa d'Austria
Madre:
Maria Teresa di Borbone-Napoli
Nonno materno:
Ferdinando I delle Due Sicilie
Bisnonno materno:
Carlo III di Spagna
Trisnonno materno:
Filippo V di Spagna
Trisnonna materna:
Elisabetta Farnese
Bisnonna materna:
Maria Amalia di Sassonia
Trisnonno materno:
Augusto III di Polonia
Trisnonna materna:
Maria Giuseppa d'Austria
Nonna materna:
Maria Carolina d'Asburgo-Lorena
Bisnonno materno:
Francesco I di Lorena
Trisnonno materno:
Leopoldo di Lorena
Trisnonna materna:
Elisabetta Carlotta di Borbone-Orléans
Bisnonna materna:
Maria Teresa d'Austria
Trisnonno materno:
Carlo VI d'Asburgo
Trisnonna materna:
Elisabetta Cristina di Brunswick-Wolfenbüttel

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze austriache[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine del Toson d'oro (ramo austriaco) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine del Toson d'oro (ramo austriaco)
Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria
Gran Maestro dell'Ordine Militare di Maria Teresa - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Militare di Maria Teresa
Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Imperiale di Leopoldo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Imperiale di Leopoldo
Gran Maestro e Cavaliere di I classe dell'Ordine della Corona Ferrea - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Cavaliere di I classe dell'Ordine della Corona Ferrea

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine della Fedeltà - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Fedeltà
Senatore di Gran Croce con Collana del Sacro Imperiale Angelico Ordine Costantiniano di San Giorgio - nastrino per uniforme ordinaria Senatore di Gran Croce con Collana del Sacro Imperiale Angelico Ordine Costantiniano di San Giorgio
«Concessione del 26 agosto 1825»
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Nazionale della Croce del Sud - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Nazionale della Croce del Sud
Cavaliere dell'Ordine dello Spirito Santo - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dello Spirito Santo
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Ordine Reale Guelfo - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Ordine Reale Guelfo
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Luigi d'Assia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Luigi d'Assia
Cavaliere dell'Insigne e Reale Ordine di San Gennaro (Regno delle Due Sicilie) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Insigne e Reale Ordine di San Gennaro (Regno delle Due Sicilie)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Ferdinando e al Merito - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Ferdinando e al Merito
Cavaliere dell'Ordine del Cristo (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Cristo (Portogallo)
Cavaliere dell'Ordine della Corona Fiorata - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Corona Fiorata
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Nera - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Nera
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Aquila d'Oro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Aquila d'Oro
Cavaliere dell'Ordine dei Serafini - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Serafini
— 14 aprile 1835

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vedasi il verso delle monete lombardo-venete coniate durante il suo regno.
  2. ^ Geoffrey Regan, Royal Blunders, Sperling & Paperback, Londra, 2004, p. 72
  3. ^ Thomas Nipperdey: Deutsche Geschichte 1800-1866. Bürgerwelt und starker Staat, C.H. Beck, broschierte Sonderausgabe 1998, S. 339
  4. ^ Tali somme, dopo la morte di Ferdinando, saranno utilizzate dal nipote ed erede Francesco Giuseppe per costituire una fondazione imperiale

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Schimmer, "Ferdinand I.", Wien 1849
  • Holler Gerd, "Gerechtigkeit für Ferdinand. Österreichs gütiger Kaiser". Wien 1986
  • Weissensteiner Friedrich, "Die österreichischen Kaiserinnen", Piper 2005

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Imperatore d'Austria Successore Flag of the Habsburg Monarchy.svg
Francesco II 18351848 Francesco Giuseppe I
Predecessore Re d'Ungheria Successore Flag of the Habsburg Monarchy.svg
Francesco II 18301848 Francesco Giuseppe I
Predecessore Re di Boemia Successore Flag of the Habsburg Monarchy.svg
Francesco II 18351848 Francesco Giuseppe I
Predecessore Re del Regno Lombardo-Veneto Successore Flag of Kingdom of Lombardy-Venetia.svg
Francesco II 18351848 Francesco Giuseppe I
Predecessore Presidente della Confederazione Germanica Successore Flag of Germany (3-2 aspect ratio).svg
Francesco II 18351848 Francesco Giuseppe I
Predecessore Erede al trono d'Austria Successore Flag of the Habsburg Monarchy.svg
Francesco d'Asburgo-Lorena Principe ereditario
18061835
Francesco Carlo d'Asburgo-Lorena
Controllo di autorità VIAF: (EN27865600 · LCCN: (ENno93011939 · ISNI: (EN0000 0001 2125 5254 · GND: (DE118686747 · BNF: (FRcb15883649m (data) · ULAN: (EN500354224 · CERL: cnp00398183