Musei civici di Pavia

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Musei civici di Pavia
Castello Sforzesco (2).JPG
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàPavia-Stemma.png Pavia
IndirizzoCastello Visconteo, Viale XI Febbraio
Caratteristiche
CollezioniArte, Archeologia
Istituzione1835
FondatoriLuigi Malaspina di Sannazzaro
Apertura1838
ProprietàComune di Pavia
Sito web

Coordinate: 45°11′24″N 9°09′29.99″E / 45.19°N 9.15833°E45.19; 9.15833

I Musei Civici di Pavia, detti anche Musei del Castello visconteo, sono un'istituizione che raggruppa i vari musei comunali della città di Paviaː la sezione archeologica e altomedievale con reperti romani, goti e longobardi, la sezione Romanica e Rinascimentale, la Pinacoteca Malaspina, il Museo del Risorgimento, la Gipsoteca e il Museo etnografico Robecchi Bricchetti. Attualmente è ospitata all'interno del Castello visconteo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Vero padre fondatore del Museo è ritenuto il Marchese Luigi Malaspina di Sannazzaro, illuminista (1754/1835), che alla sua morte destinò al comune le proprie raccolte d'arte. Esse hanno sede dal 1951 nel castello visconteo che era stato ceduto al comune di Pavia nel 1933 da parte dello stato, scelto per la grande mole di materiali ritrovati in scavi programmati o in sventramenti e distruzioni del complesso urbano che prima si trovavano nello Stabilimento di Belle Arti Malaspina[1]. Il castello fu fondato nel 1360 da Galeazzo II come residenza per lo svago e la caccia; fu successivamente adibito a caserma e questo contribuì a distruggere l'antico arredo del cui splendore troviamo traccia nei documenti.

Collezioni[modifica | modifica wikitesto]

La collezione archeologica comprende materiali rinvenuti fortuitamente durante lavori agrari o edilizi; al museo sono pervenuti soprattutto dal collezionismo privato (raccolta Giuletti).

La raccolta egizia fu acquistata dal Marchese Luigi Malaspina dal Consolato Austriaco in Alessandria d'Egitto all'inizio del XIX secolo. Sono presenti anche: reperti di età paleocristiana, ostrogota e longobarda.

La sezione medievale è anch'essa realizzata con ritrovamenti fortuiti, provenienti da antichi edifici e chiese di Pavia, soprattutto edifici distrutti come San Giovanni in Borgo.

La pinacoteca Malaspina ha il suo nucleo nella donazione del sovra citato Marchese; è stata ampliata con donazioni successive di vari enti e personalità, come Brambilla e Radlinski. Nel 2001[2] la pinacoteca è stata arricchita dal lascito disposto dai collezionisti pavesi Carlo e Giulia Morone, la donazione è costituita da 66 opere, tra dipinti, pastelli e disegni di artisti italiani quali Federico Zandomeneghi, Giovanni Segantini, Plino Nomellini, Giuseppe de Nittis, Luigi Conconi, Daniele Ranzoni, Tranquillo Cremona, Giovanni Boldini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Vittore Grubicy de Dragon, Carlo Fornara e molti altri.

È presente una gipsoteca, e una sala con il modello in legno del Duomo.

Il Museo del Risorgimento nasce nel 1885 per volere della Municipalità.

La Collezione Luigi Robecchi Bricchetti, ingegnere ed esploratore pavese, raccoglie le sue testimonianze dell'Africa nel 1926.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il castello visconteo di Pavia e i suoi musei: guida, Donata Vicini, Logos international, in collaborazione con il Comune di Pavia, Assessorato alla cultura, 1984.
  2. ^ Quadreria dell’800 Collezione Morone, su museicivici.pavia.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Il castello visconteo di Pavia e i suoi musei: guida, Donata Vicini, Logos international, in collaborazione con il Comune di Pavia, Assessorato alla cultura, 1984.

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