Luigi Conconi

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Foto di gruppo di 'scapigliati': Emilio Praga, Carlo Dossi e Luigi Conconi.
La rosa, 1910 ca. (Fondazione Cariplo)

Luigi Conconi (Milano, 1852Milano, 23 gennaio 1917) è stato un pittore e architetto italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu uno degli esponenti di spicco della Scapigliatura milanese.[1]

Il suo studio artistico era contraddistinto da un'atmosfera surrealista, con tanto di pipistrelli imbalsamati e gatti mummificati.

Personaggio schivo e riservato, iniziò il suo percorso di formazione culturale studiando architettura a Brera, anche se i suoi primi lavori li eseguì in acquaforte, riscuotendo un buon successo al Salon di Parigi nel 1877 con Cortile di Palazzo Marino.

Negli anni seguenti incominciò a dipingere assieme a Tranquillo Cremona e a Daniele Ranzoni e si mise in evidenza con Ragazzi in giardino, del 1879.

L'anno successivo presentò una sua mostra personale a Brera, dove ottenne un certo riscontro grazie al quadro Le streghe, di vaga ispirazione francese (Gustave Moreau e Odilon Redon).

Fino alla sua fase matura, Conconi, restò comunque soprattutto un seguace di Cremona nei suoi temi più consueti, quali ritratti, quadri in costume, mentre si rivelò originale nei quadri di genere, nella paesaggistica e nelle costruzioni fantastiche e immaginifiche.

Fu anche architetto ma progettò poco: le sue opere sono l'edificio di via Dante 8 a Milano (1891), la Villa Pisani Dossi sopra Como, la tomba di Felice Cavallotti a Dagnente (1897-1898), l'Edicola Segre nel Riparto Israeliti del Cimitero Monumentale di Milano (1900).[2]

Luigi Conconi fu nipote di Mauro Conconi, pittore romantico.

Cremato, le sue ceneri si trovano al Cimitero Monumentale di Milano, al Riparto G dell'Ampliamento Cinerario Nord, nel loculo 370.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le muse, De Agostini, Novara, 1965, Vol.III, pag.388
  2. ^ G. Ginex, O. Selvafolta, Il cimitero monumentale di Milano. Guida storico-artistica, pag. 190
  3. ^ Comune di Milano, App di ricerca defunti Not 2 4get.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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