Accademia di belle arti di Brera

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Coordinate: 45°28′19.2″N 9°11′16.43″E / 45.472°N 9.187897°E45.472; 9.187897

Accademia di Belle Arti di Brera
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Stato Italia Italia
Città Milano
Soprannome Accademia di Brera
Fondazione 1776
Tipo statale
Rettore Franco Marrocco
Studenti 4 000 (2009)
Sito web www.accademiadibrera.milano.it/

L'Accademia di belle arti di Brera, nota anche come Accademia di Brera, è un ateneo pubblico con sede in via Brera 28 a Milano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'Accademia venne fondata nel 1776 da Maria Teresa d'Austria con lo scopo di «sottrarre l'insegnamento delle belle arti ad artigiani e artisti privati, per sottoporlo alla pubblica sorveglianza e al pubblico giudizio»[senza fonte]. Il progetto dell'imperatrice prevedeva la creazione di un centro culturale gravitante attorno al secentesco Palazzo di Brera (divenuto di proprietà pubblica nel 1773) comprendente, oltre all'Accademia, l'Istituto Lombardo di Scienze e Lettere, la Biblioteca Nazionale Braidense, l'Osservatorio astronomico e l'Orto botanico. I lavori vennero affidati all'architetto Giuseppe Piermarini, che ottenne, nello stesso anno, la prima cattedra di Architettura dell'Accademia[1].

Manifesto pubblicitario per la IV Esposizione triennale (1900)

Nel 1803 l'Accademia venne riformata nel quadro di un riassetto generale dell'insegnamento artistico; venne costituito il consiglio accademico, composto da trenta membri, che ampliò e definì le materie di insegnamento: Architettura, Pittura, Scultura, Ornato, Incisione, Prospettiva, Anatomia Artistica ed Elementi di Figura. Due anni dopo presero avvio le esposizioni annuali, destinate a diventare le più importanti manifestazione di arte contemporanea in Italia per tutto l'Ottocento[senza fonte]; in esse erano esposti lavori sia di studenti dell'Accademia, sia di altri artisti, italiani ed europei.

Nel 1089, per adattare il complesso architettonico del Palazzo di Brera alla nuova funzione, venne demolita la facciata trecentesca della Chiesa di Santa Maria in Brera, opera di Giovanni di Balduccio di Pisa.

Nel 1859, in occasione della visita a Milano di Napoleone III, viene collocata al centro del cortile di palazzo Brera, su un piedistallo marmoreo disegnato da Luigi Bisi, la statua in bronzo di Napoleone I in veste di Marte pacificatore, commissionata da Eugenio di Beauharnais nel 1807, fusa precedentemente a Roma intorno agli anni 1811-12 da un modello di Antonio Canova.

Nel 1863 venne distaccato il Museo archeologico, mentre nel 1882 la Pinacoteca di Brera venne resa autonoma dall'Accademia, pur rimanendo collocata negli stessi spazi.

Nel 1891 si distaccò dall'Accademia la Scuola di Architettura; nel 1923, con la riforma Gentile, venne istituito il liceo artistico. In quegli anni la scuola di scultura fu tenuta da Adolfo Wildt (cui succedettero Francesco Messina e Marino Marini) che ebbe tra i suoi allievi Lucio Fontana e Fausto Melotti, mentre per Funi venne istituita la cattedra di Affresco. Nel 1931 la Scuola di architettura viene trasferita al Politecnico di Milano.

Una veduta dell'Isola Comacina nei primi decenni del novecento

Nel 1911 il re del Belgio Alberto I ricevette in eredità, come segno di riconoscenza politica, l'Isola Comacina. Dopo un anno la donò allo stato italiano, il quale la diede in concessione all'Accademia di Brera allo scopo di farne un luogo di villeggiatura per artisti. Nel 1939 vennero realizzate allo scopo tre villette su progetto di Pietro Lingeri[2].

Dopo la chiusura in tempo bellico, l'Accademia riaprì sotto la direzione di Aldo Carpi, nominato per acclamazione, con Guido Ballo in qualità di professore di storia dell'arte, accanto ai maestri di scultura Alik Cavaliere e Andrea Cascella, di pittura Mauro Reggiani, Domenico Cantatore, Pompeo Borra e Domenico Purificato.

Studenti e professori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Studenti dell'Accademia di belle arti di Brera

Nel corso dei secoli numerose personalità artistiche illustri hanno svolto la loro formazione o hanno insegnato all'Accademia.

Patrimonio dell'Accademia[modifica | modifica wikitesto]

Cortile del palazzo di Brera

L'Accademia vanta un patrimonio immobiliare, artistico e documentario costituito da:

  • Isola Comacina:
  • Collezione di calchi e sculture in gesso
  • Archivio storico
  • Fondo storico
  • Gabinetto dei disegni e delle stampe
  • Quadreria
  • Fototeca
  • Biblioteca d'arte contemporanea

Offerta formativa[modifica | modifica wikitesto]

Secondo l'attuale offerta formativa (MIUR) l'Accademia di Brera è compresa nel comparto universitario, nel settore dell'alta formazione artistica e musicale e rilascia diplomi accademici di 1º livello (equipollenti alla laurea) e di 2º livello (equipollenti alla laurea magistrale). L'accesso è a numero chiuso ed è condizionato dal superamento di un test d'ingresso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Storia su http://www.brera.beniculturali.it/. URL consultato il 19 luglio 2015.
  2. ^ Giovanna D'Amia, L'isola degli artisti: un laboratorio del moderno sul Lago di Como, Mimesis, 2005, ISBN 88-848-3351-5.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Giovanni di Balduccio Architetto in Brera, in Storia di Milano, Vol. V, Fondazione Treccani degli Alfieri, Milano, 1960.
  • Agosti C., Ceriana M., Le Raccolte Storiche dell'Accademia di Brera, Collana Quaderni di Brera, Ed. Centro Di, Milano, 1997.
  • Maria Teresa Binaghi Olivari, La Pinacoteca di Brera – Dipinti Provenienti dalla Chiesa di Santa Maria di Brera, Ed. Bonechi, Firenze, 1983.
  • Nenci C. a cura di, Le Memorie di Giuseppe Bossi. Diario di un artista nella Milano napoleonica 1807-1815, Jaca Book, Milano, 2004.
  • Angela Ottino Della Chiesa, I Quadri della Pinacoteca di Brera in Deposito Presso le Chiese di Milano, in Brera Dispersa, Ed. Cariplo, Milano, 1984.
  • Diego Sant'Ambrogio, Ricerche Intorno alla Distrutta Chiesa e Facciata di Santa Maria di Brera, in A.S.L., Milano, 1891.
  • Aurora Scotti Tosini, Brera 1776-1815. Nascita e Sviluppo di un'Istituzione Culturale Milanese, Collana Quaderni di Brera, Ed. Centro Di, Firenze, 1979.
  • Rosalba Tardito, Brera. Storia della Pinacoteca e delle Sue Collezioni, Vol. IV, Ed. Cantri, Milano, 1986.
  • Roberto Ferrari (a cura di), "Vado a Brera". Artisti, opere, generi, acquirenti nelle Esposizioni dell'800 dell'Accademia di Brera, Associazione artistica e culturale Emilio Rizzi e Giobatta Ferrari, Brescia 2008.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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