Gaetano Previati

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Gaetano Previati dipinge nel suo studio (Emilio Sommariva, 1910).

Gaetano Previati (Ferrara, 31 agosto 1852Lavagna, 21 giugno 1920) è stato un pittore italiano che, dopo una giovanile esperienza nella Scapigliatura milanese, fu rappresentativo soprattutto della corrente del divisionismo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver studiato presso la Civica scuola d'arte di Ferrara sotto la guida di Giovanni Pagliarini[1], nel 1876 si trasferisce da Ferrara a Milano dove frequenta l'Accademia di Belle Arti di Brera, vincendo nel 1879 il concorso Canonica con il quadro Gli ostaggi di Crema.

Nel 1881 si stabilisce definitivamente a Milano dove entra in contatto con gli ambienti della Scapigliatura. Partecipa alla I Triennale di Brera del 1891 con l'opera Maternità in cui rende esplicita la sua adesione al divisionismo, di cui sarà anche teorico, e ai temi simbolisti[2].

A partire dal 1895 e fino al 1914 è invitato alle esposizioni internazionali d'arte di Venezia, dove nel 1901 e nel 1912 è presente con due mostre personali.

Nel 1907 partecipa all'allestimento della "Sala del sogno" della VII Biennale di Venezia ed espone al Salon des peintres divisionnistes italiens organizzato a Parigi dal mercante Alberto Grubicy. Questi, con il fratello Vittore, fonda nel 1911 la Società per l'Arte di Gaetano Previati, acquistando un nucleo consistente di suoi dipinti che verranno esposti nelle mostre organizzate a Genova (1915) e a Milano (1916 e 1919).

Fra le sue opere più importanti, La Maternità, dipinta nel 1890 e presentata nella Triennale di Brera dove riscontrò discussioni vivacissime per la tecnica esecutiva: una donna, seduta sotto un albero, si china teneramente sul bimbo a cui offre il seno mentre intorno la circondano figure evanescenti di angeli.

Colpito da dolorosi lutti famigliari, muore nel 1920 all'età di 67 anni a Lavagna, cittadina ligure dove già da tempo soleva trascorrere lunghi soggiorni.

Viene sepolto nel cimitero monumentale della Certosa di Ferrara.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Jean-Georges Vibert, a cura di Gaetano Previati, La scienza della pittura, Torino, F.lli Bocca, 1893, ISBN non esistente.
  • Gaetano Previati, La tecnica della pittura, Torino, F.lli Bocca, 1905, ISBN non esistente.
  • Gaetano Previati, I principii scientifici del divisionismo: (la tecnica della pittura), Torino, F.lli Bocca, 1906, ISBN non esistente.
  • Gaetano Previati, Della pittura: tecnica ed arte (PDF), Torino, Fratelli Bocca, 1913, ISBN non esistente.

Opere nei musei[modifica | modifica wikitesto]

Musei in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Emilia-Romagna[modifica | modifica wikitesto]

Friuli Venezia Giulia[modifica | modifica wikitesto]

Lombardia[modifica | modifica wikitesto]

  • Legnano
    • Castello Visconteo: Trittico della Battaglia di Legnano (1915 -18).

Piemonte[modifica | modifica wikitesto]

  • Tortona
    • Pinacoteca della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona: Adorazione dei Magi (1890-1894), La via del Calvario (1913 circa)[8].

Musei all'estero[modifica | modifica wikitesto]

Brasile[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Non a caso, il suo dipinto giovanile Belisario, conservato presso il Castello Estense di Ferrara e firmato "G.P.", fu attribuito erroneamente a Giovanni Pagliarini. Cfr. Lucio Scardino, Estro e accanimento. Inediti scritti d'arte (1980-1996), Liberty House, Ferrara, 1997, pp.102-103
  2. ^ Maternità (PDF), su fondazionecreberg.it. URL consultato il 19 febbraio 2018.
  3. ^ Cesare Borgia a Capua, su gettyimages.it.
  4. ^ Haschisch: fumatrici d'oppio, su bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 21 giugno 2016.
  5. ^ Gaetano Previati, su artemoderna.comune.fe.it. URL consultato il 20 giugno 2016.
  6. ^ Pietro Di Natale (a cura di), La collezione Cavallini Sgarbi, Milano, La Nave di Teseo, 2018, pp. 290-297, ISBN 9788893444248.
  7. ^ Residui colorici della Via Crucis di Gaetano Previati al cimitero di Castano Primo, su prolococastanoprimo.it. URL consultato il 13 novembre 2017.
  8. ^ Gaetano Previati, su fondazionecrtortona.it. URL consultato il 19 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 20 febbraio 2018).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Domenico Tumiati, Artisti contemporanei: Gaetano Previati (JPG), in Emporium, XIII, n. 73, Bergamo, Istituto italiano di arti grafiche, 1901, pp. 2-25, ISBN non esistente.
  • Vittorio Pica, Mostra del pittore Gaetano Previati, in Quarta Esposizione Internazionale d´Arte della città di Venezia, Venezia, Premiato Stabilimento di Carlo Ferrari, 1901, pp. 146-153, ISBN non esistente.
  • Achille Locatelli-Milesi, L'opera di Gaetano Previati, Milano, Casa editrice L.F. Cogliati, 1906
  • Palma Bucarelli, PREVIATI, Gaetano, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1935. URL consultato il 21 giugno 2016.Modifica su Wikidata
  • Gaetano Previati (1852-1920). Mostra antologica: Ferrara, Palazzo dei Diamanti, Galleria Civica d'Arte Moderna, luglio-ottobre 1969, Cento, Comune di Ferrara, Amministrazione Provinciale di Ferrara, Cassa di Risparmio di Ferrara. Siaca Arti Grafiche, 1969, ISBN non esistente.
  • Alberto Previati, Gaetano Previati nelle memorie del figlio, a cura di Antonio P. Torresi, Ferrara, Liberty House, 1993
  • Jane Turner (a cura di), The Dictionary of Art. 25, pp. 567–568. New York, Grove, 1996. ISBN 1-884446-00-0
  • Fernando Mazzocca (a cura di), Gaetano Previati (1852-1920): un protagonista del simbolismo europeo. Catalogo della Mostra tenuta a Milano nel 1999, Milano, Electa, 1999, ISBN 88-435-6853-1.
  • Laura Casone, Gaetano Previati, catalogo online Artgate della Fondazione Cariplo, 2010, CC-BY-SA (fonte per la biografia).
  • Davide Lacagnina, PREVIATI, Gaetano, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 85, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2016. URL consultato il 18 gennaio 2018.
  • Chiara Vorrasi (a cura di), Tra Simbolismo e Futurismo: Gaetano Previati (Catalogo della mostra tenuta presso il Castello estense di Ferrara nel 2020), Ferrara, Ferrara arte, 2020, ISBN 9788889793589.

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