Accademia Carrara

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Accademia Carrara
Accademia Carrara.JPG
La facciata frontale dell'edificio
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàBergamo
IndirizzoPiazza Giacomo Carrara 82
Caratteristiche
Tipoartistico
FondatoriGiacomo Carrara
Sito web

Coordinate: 45°42′15″N 9°40′33″E / 45.704167°N 9.675833°E45.704167; 9.675833

Accademia di Belle Arti G. Carrara
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàBergamo
Dati generali
Fondazione1793
FondatoreGiacomo Carrara
TipoAccademia di Belle Arti (Privata legalmente riconosciuta)
Direttore generaleAlessandra Pioselli
Mappa di localizzazione
Sito web

L'Accademia Carrara è una pinacoteca e un'accademia di belle arti che ha sede nella città di Bergamo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'Accademia Carrara in una incisione del 1843

L'origine della pinacoteca si deve al conte Giacomo Carrara, mecenate e collezionista con un generoso lascito alla città di Bergamo alla fine del Settecento. L'intenzione era quella di creare una Scuola di Belle Arti affiancata da una Pinacoteca che custodisse modelli utili per gli studenti. La Scuola nacque nel 1796 e dal 1810 ebbe sede nel palazzo costruito da Simone Elia, luogo in cui si trovava anche la Pinacoteca. Quest'ultima raccoglie e contiene tutt'oggi le opere collezionate dal Carrara, cui si sono aggiunte nel tempo donazioni di altri collezionisti: Guglielmo Lochis, Giovanni Morelli e Federico Zeri.

A partire dal 2016 la gestione del museo è affidata alla Fondazione Accademia Carrara.

Il patrimonio della pinacoteca conta circa 1800 dipinti, più di 3000 disegni, oltre 8000 stampe. Oltre a quelli: sculture, mobili, oggetti di arti minori, una biblioteca storica con volumi già appartenuti a Giacomo Carrara e materiali legati all’Accademia di Belle Arti.

All’interno delle sue sale sono custodite opere di Pisanello, Botticelli, Giovanni Bellini, Mantegna, Raffaello, Moroni, Baschenis, Fra Galgario, Tiepolo, Canaletto, Hayez e Piccio.

Il patrimonio[modifica | modifica wikitesto]

La raccolta più significativa è quella dei dipinti, che abbraccia un arco cronologico dal Rinascimento alla fine dell’Ottocento.

A dipinti e sculture, protagonisti del percorso di visita, si aggiungono una raccolta di disegni e stampe e nuclei di arti decorative: bronzetti, medaglie, ventagli, porcellane, peltri, argenti e oreficerie.

I fondi antichi dell’archivio e della biblioteca storica completano il patrimonio museale.

Dipinti[modifica | modifica wikitesto]

In totale il museo ne custodisce 1793.

Da Pisanello a Mantegna, da Foppa a Bellini, e, ancora, Raffaello, Tiziano, Lotto, Moroni, Baschenis, Rubens, Tiepolo, Canaletto, Guardi, Hayez e Previati, sono gli autori di alcune della Pinacoteca.

Sculture[modifica | modifica wikitesto]

Le sculture in totale sono 134. Gli oggetti più antichi sono le tre sculture di scuola toscana rinascimentale, giunti in museo attraverso il legato di Giovanni Morelli nel 1891. Nucleo considerevole è quello donato da Federico Zeri nel 1998: 46 oggetti, tra i quali opere di Pietro Bernini, Domenico Guidi, Filippo Parodi, Giovan Francesco Arrighi.

Il patrimonio scultoreo è completato da una serie di busti dell’Ottocento e del primo Novecento, che raffigurano soprattutto personaggi legati alla storia e all’arte locale. 

Disegni[modifica | modifica wikitesto]

I disegni sono 2.824, per la maggior parte raccolti dal conte Giacomo Carrara sia per ragioni di gusto collezionistico sia per la Scuola di pittura da lui fondata. A questo cospicuo nucleo si sono aggiunti altri gruppi di disegni: i fogli architettonici di Jacopo Quarenghi e della sua scuola e i disegni del Piccio e dell’Ottocento bergamasco.

Raccolta distinta è quella dei 777 elaborati grafici degli allievi dell’Accademia di Belle Arti dal primo Ottocento alla metà del Novecento.

Stampe[modifica | modifica wikitesto]

Le stampe sono rappresentate da Mantegna, Dürer, Piranesi e Canaletto. L’Accademia Carrara ne possiede 7.500.

Medaglie[modifica | modifica wikitesto]

Tra le raccolte dell’Accademia Carrara sono conservate anche 221 monete greche, romane, medievali e italiane fino all’Ottocento, e 976 medaglie dal Quattrocento all’Ottocento, con una prevalenza di medaglie cinquecentesche.

Di particolare interesse sono il nucleo di medaglie di Pisanello, la serie di ritratti di personaggi cinquecenteschi, quella di ritratti di papi e quella della collezione Vimercati Sozzi.  

Archivi storici[modifica | modifica wikitesto]

I faldoni (quasi 300) sono suddivisi in due fondi:  

1. Archivio Giacomo Carrara: documenti personali, di famiglia e lettere fino al 1796 circa;  

2. Archivio Commissaría: documenti dell’Accademia di Belle Arti e della Pinacoteca, dal 1800 al 1960 circa.  

Biblioteca storica[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca storica comprende un totale di 1300 volumi, dal Cinquecento all’Ottocento. Il suo nucleo più importante è costituito dai libri appartenuti a Giacomo Carrara, a cui si aggiungono quelli dalla collezione di Salvatore Orsetti e i volumi legati all’attività dell’Accademia di Belle Arti.

Sebbene non manchi la letteratura (Plutarco, Plinio, Giovanni Boccaccio, Pietro Bembo, Torquato Tasso), prevalgono i testi di storia dell’arte, opere di Leon Battista Alberti, Giorgio Vasari, Giovan Paolo Lomazzo, Sebastiano Serlio e Marco Boschini, tra gli altri.  

Alcuni dei volumi (circa 200) sono in deposito temporaneo presso la Biblioteca Civica Angelo Mai di Bergamo

Altre raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Ai mobili e agli arredi si accompagnano porcellane, bronzetti, argenti, oreficerie, vetri, orologi da tavolo, ma anche piccole collezioni di oggetti piuttosto rari: 46 sigilli antichi e moderni, tra i quali due sigilli personali di Giacomo Carrara; 1.632 solfi, cioè calchi settecenteschi di sigilli antichi; 60 ventagli provenienti dalla famiglia Sottocasa; 133 peltri appartenenti al lascito Albertoni (2001).  

Le opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Sala 1[modifica | modifica wikitesto]

Sala 2[modifica | modifica wikitesto]

Sala 3[modifica | modifica wikitesto]

Sala 4[modifica | modifica wikitesto]

Sandro Botticelli, Storia di Virginia Romana

Sala 5[modifica | modifica wikitesto]

Sala 6, 7, 8, 9[modifica | modifica wikitesto]

Sala 10, 11, 12, 13[modifica | modifica wikitesto]

Sala 14, 15, 16, 17, 18[modifica | modifica wikitesto]

Sala 19, 20, 21, 22, 23[modifica | modifica wikitesto]

Sala 24, 25[modifica | modifica wikitesto]

Sala 26, 27, 28[modifica | modifica wikitesto]

  • Piccio (Giovanni Carnovali), Ritratto della contessa Anastasia Spini
  • Giacomo Trècourt, Ritratto di Beatrice (Bice) Presti Tasca
  • Piccio (Giovanni Carnovali), Autoritratto con tavolozza
  • Cesare Tallone, Ritratto di Maria Gallavresi bambina con la madre
  • Francesco Hayez, Giorgio Cornaro inviato a Cipro dalla Repubblica Veneta fa conoscere alla regina Caterina Cornaro, sua parente, ch'ella non è più padrona del suo regno, poiché lo stendardo del Leone sventola già sulla fortezza dell'isola
  • Gaetano Previati, Paolo e Francesca
  • Vittore Grubicy de Dragon, Neve in agosto a Schilpario
  • Giuseppe Pellizza da Volpedo, Ricordo di un dolore (Ritratto di Santina Negri)

Note[modifica | modifica wikitesto]


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Plebani, Maria Cristina Rodeschini, Giovanni Valagussa, Accademia Carrara 100 capolavori, Bergamo, 2015, ISBN 978-88-97737-59-9.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN124962856 · ISNI (EN0000 0001 2374 4916 · GND (DE2058436-2 · BNF (FRcb121703675 (data)