Evaristo Baschenis

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Evaristo Baschenis, Accademia musicale di Evaristo Baschenis alla spinetta e di Ottavio Agliardi con arciliuto; mandola, chitarra, violone, intavolatura per liuto, 1665 circa. Olio su tela, 115 x 163 cm. Bergamo, Casa Agliardi. Sul bordo della spinetta si legge EVARISTUS/ BASCHENIS/ BERGOMl/P.

Evaristo Baschenis (Bergamo, 7 dicembre 1617Bergamo, 16 marzo 1677) è stato un pittore italiano.

Evaristo Baschenis, Ragazzo con canestra di pane e biscotti, 1660 ca., Collezione privata
Evaristo Baschenis, Cucina, 1660 ca, collezione privata

Identità[modifica | modifica wikitesto]

La figura di Baschenis, uno dei maggiori pittori bergamaschi del Seicento nonché ideatore della natura morta di soggetto musicale, è rimasta avvolta in un alone di mistero fino a quando Piero Capuani accertò, attraverso il ritrovamento dell'atto di battesimo nel registro parrocchiale della Basilica di Sant'Alessandro in Colonna a Bergamo, la sua data di nascita.

Il ritrovamento consentì di conoscere anche il nome del padre del misterioso artista, Simone Baschenis, confermato anche da un documento del 1631; la madre, Maddalena Francesca Volpi, venne scoperta grazie al ritrovamento di un documento di vendita del 1647, custodito all'Archivio di Stato di Bergamo.

Le fondamentali scoperte archivistiche (1996) di Enrico De Pascale, in coincidenza con le due grandi mostre dedicate al pittore all'Accademia Carrara di Bergamo (1996) e al Metropolitan Museum of Art di New York (2000-2001), hanno contribuito a illuminare molti aspetti della vita e dell'opera del Baschenis, i suoi rapporti con la città, con la committenza, con l'ambiente culturale, artistico e musicale in cui visse. Tra i documenti più importanti il testamento olografo e l'inventario dei suoi beni e della sua collezione di dipinti, oltre alla nota della vendita di tutto quanto conservato nella sua casa-bottega al momento della morte, il 16 marzo 1677. Particolarmente rilevanti anche le documentazioni relative ai contatti nazionali e internazionali del pittore, i suoi ripetuti soggiorni a Roma, Venezia e Milano, l'alunnato (1639-1642) presso il pittore cremasco Gian Giacomo Barbelli (giusta il contratto di apprendistato rinvenuto da Marino Paganini).

La famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Baschenis (famiglia).

L'ecclesiastico[modifica | modifica wikitesto]

Baschenis prese gli ordini tra il 1640 e il 1643, difatti in un atto del 1640 viene citato semplicemente come Evaristo Baschenis senza i titoli ecclesiastici, che invece vengono già riportati in documenti del 1643. Ed è proprio in quegli anni che l'attività pittorica del "Prevarisco" dovette avere inizio, subito dopo il passaggio alla condizione di ecclesiastico, senza che però se ne conosca, a tutt'oggi, né chi fu il maestro che lo avviò alla professione né il processo artistico e formativo che lo portò a raggiungere vertici indiscussi di qualità.

La condizione di sacerdote gli permise di viaggiare (nel 1650 è documentato un soggiorno di tre mesi a Roma) e di esercitare la sua attività artistica con il massimo della libertà e della disponibilità di tempo, essendo egli di famiglia benestante.

L'artista[modifica | modifica wikitesto]

Evaristo Baschenis, Natura morta di Strumenti Musicali, 1670 ca., Bruxelles, Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique

Evaristo Baschenis si applicò quasi esclusivamente al genere della Natura morta, ritraendo soprattutto insiemi di strumenti musicali, spesso velati da un sottile strato di polvere, ad indicare il trascorrere del tempo, come una sorta di Vanitas. L'interesse per gli strumenti musicali è dovuto al fatto che Evaristo Baschenis fu anche un apprezzato musicista dell'epoca, come dimostra fra l'altro il suo autoritratto nel Trittico Agliardi. Del resto la pratica musicale, associata alla poesia, alla letteratura e allo studio della storia, era pratica assai diffusa a quel tempo nelle famiglie nobili bergamasche.

Intorno agli anni '50 del Seicento, il pittore si legò d'amicizia con Jacques Courtois, detto il Borgognone che si trovava per motivi di lavoro nella città lombarda, con il quale intrattenne per lunghi anni rapporti epistolari e professionali. Baschenis dipinse anche alcune copie delle sue opere, richiestissime dai collezionisti del tempo. Ma il lavoro più prestigioso e impegnativo di Baschenis resta quello (in gran parte disperso) per la biblioteca del monastero di San Giorgio Maggiore a Venezia.

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La critica[modifica | modifica wikitesto]

La morte del Prevarisco, sopraggiunta per malattia il 16 marzo 1677 all’età di cinquantanove anni, causò la brusca interruzione di un’attività che stava attraversando il suo momento di massima fortuna, sia critica che commerciale. Il testamento dell’artista, recentemente ritrovato (1996) insieme all’inventario di tutti i suoi beni mobili e immobili, nonché la notizia della messa all’incanto sulla pubblica piazza di Bergamo di tutti i suoi averi, ivi compresi le tele, i pennelli, i colori, i telai, i disegni ecc., testimonia che la bottega cessò immediatamente di esistere e produrre e che il pittore non disponeva evidentemente di collaboratori in grado di proseguire l’attività dell’atelier (nessun aiuto di bottega è menzionato nei documenti e tra gli eredi).  D’altra parte che il pittore, contestualmente impegnato nell’attività sacerdotale, operasse da solo è dimostrato, a nostro avviso, anche dall’esiguo numero di opere certamente autografe sin qui individuate: una quarantina circa, tutte di qualità altissima, eseguite in trent’anni di attività.

I primi importanti studi sul pittore si devono a Marco Rosci (1971,1985) autore della prima catalogazione scientifica dell'opera del Maestro e di una sua interpretazione storico-critica, ancora oggi validissima. Gli studi successivi di Alberto Veca, Gian Casper Bott e soprattutto di Enrico De Pascale, hanno consentito ulteriori puntualizzazioni, sia sul piano attributivo, eliminando dal catalogo del Maestro le opere dei suoi numerosissimi seguaci e imitatori (e contribuendo a meglio definire la personalità di Bartolomeo Bettera, il migliore tra gli emuli del Maestro) sia sul piano interpretativo e storico-artistico.

NOTE[modifica | modifica wikitesto]


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. LUPIS, Il Plico, Milano 1675 D. CALVI, Effemeride Sagro-Profana di quanto di memorabile sia successo in Bergamo….., III, Milano 1677 F. M. Tassi, Vite de’ Pittori, Scultori e Architetti bergamaschi, I, II, Bergamo 1793 (edizione critica a cura di F.Mazzini, Milano 1970) P. Locatelli, Illustri bergamaschi, II, Bergamo 1869 A. J. Wauters, Les instruments de musique d'Evaristo Baschenis bergamasque, in “Bulletin des Musées Royaux des Arts decoratifs et industriels”, Bruxelles 1908 M.Biancale,  Evaristo Baschenis, Bergamasco, dipintore degli antichi liuti italiani, in L’ Arte, 15, p.321-343, 1912 L.ANGELINI, I Baschenis, pittori bergamaschi Bergamo 1943 R.LONGHI, Dal Moroni al Ceruti, in «Paragone. Arte», 4, 41, pp. 18-36 1953,. A.Geddo, Evaristo Baschenis, Milano1965 M., ROSCI, Baschenis, Bettera & co: produzione e mercato della natura morta del Seicento in Italia, Milano: Görlich, 1971. M.Rosci, Evaristo Baschenis, in I Pittori Bergamaschi, Il Seicento, III, Edizioni Bolis -Banca Popolare di Bergamo, Bergamo 1985 M.Rosci,   Bartolomeo e Bonaventura Bettera in “I Pittori Bergamaschi”. Il Seicento III, Bergamo 1985 M. Gregori a cura di, Pittura a Bergamo dal Romanico al Neoclassicismo, Milano: Pizzi, 1991. G.C., Bott Ut pictura musica: la Ricercata Quinta di Evaristo Baschenis, in “Arte Documento” , 9.1995(1996), p. 132-137. M. OLIVARI, Baschenis a Brera. Due inedite presenze, in “Nuovi Studi”, I, Milano 1996, pp.161-165 G. C. BOTT, La mosca, le mele e la polvere: la musica dipinta in un quadro di Evaristo Baschenis, in F. Rossi, C. Bertelli (a cura di), Evaristo Baschenis e la natura morta in Europa, catalogo della mostra (Bergamo, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, 4 ottobre 1996-12 gennaio 1997), Milano: Skira, 1996, pp. 117-122. M., DALAI EMILIANI, Materiali e congetture per il laboratorio prospettico di Baschenis, in F. Rossi, C. Bertelli (a cura di), Evaristo Baschenis e la natura morta in Europa, catalogo della mostra (Bergamo, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, 4 ottobre 1996-12 gennaio 1997), Milano: Skira, 1996, pp. 105-111. E.De Pascale, Baschenis privato. L’eredità, la bottega, la collezione in Evaristo Baschenis e la Natura Morta in Europa, catalogo della mostra a cura di F.Rossi, Bergamo -Accademia Carrara, Skira editore, Milano 1996, pp.51-64 E. DE PASCALE, (1996a), Appendice documentaria, in F. Rossi, C. Bertelli (a cura di), Evaristo Baschenis e la natura morta in Europa, catalogo della mostra (Bergamo, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, 4 ottobre 1996-12 gennaio 1997), Milano: Skira, 1996, pp. 69-77. E. DE PASCALE, (1996b), Baschenis e dintorni: il “caso” Bartolomeo Bettera, in F. Rossi, C. Bertelli (a cura di), Evaristo Baschenis e la natura morta in Europa, catalogo della mostra (Bergamo, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, 4 ottobre 1996-12 gennaio 1997), Milano: Skira, 1996, pp. 79-85. G., FERRARIS, L. GIRODO,., Guida alla identificazione degli strumenti musicali, in F. Rossi, C. Bertelli (a cura di), Evaristo Baschenis e la natura morta in Europa, catalogo della mostra (Bergamo, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, 4 ottobre 1996-12 gennaio 1997), Milano: Skira, 1996, pp. 307-331. G.C., Bott Der Klang im Bild : Evaristo Baschenis und die Erfindung des Musikstillebens, Berlino 1997 E. DE PASCALE,., Il violino e la rosa: nuovi contributi per Evaristo Baschenis, in «Bergomum», 92, 3, pp. 65-87, 1997 M., PAGANINI, Inediti d’archivio riguardanti Evaristo Baschenis, in «Bergomum», 92, 3, pp. 89-122, 1997 E.De Pascale, In Praise of Silence, in The Still Lifes of Evaristo Baschenis. The Music of Silence, catalogo della mostra a cura di A.Bayer, New York Metropolitan Museum of Art, Edizioni Olivares, pp.30-52, Milano-New York 2000 E. DE PASCALE,., La Musica del Silenzio. Evaristo Baschenis al Metropolitan Museum of Art di New York, in “La Rivista di Bergamo”, n. 25, 2001 L.Pilon, Evaristo Baschenis nelle collezioni dei conti Morlani e Colleoni  in “Bergomum”, Bollettino della Civica Biblioteca Angelo Mai di Bergamo, anno XCVIII, n.1-2, pp. 69-77, 2003.  E. GRAZIOLI, La polvere nell’arte, Milano, 2004 R., LAPUCCI, Caravaggio e l’ottica: perché bisogna saper vedere e osservare, Firenze: Restart, 2005. A. Morandotti, Evaristo Baschenis, Collana Pittori Bergamschi-L’Eco di Bergamo, n.20,  Bergamo 2009; E.DE PASCALE-G.FERRARIS, Ut Pictura Musica. Evaristo Baschenis in S MACIOCE.- E. DE PASCALE, (a cura di), La musica al tempo di Caravaggio, Atti del Convegno Internazionale di Studi, Gangemi Editore, Roma 2012. E. DE PASCALE,.,  Il mestiere delle armi. Evaristo Baschenis pittore di battaglie, in “La Rivista di Bergamo”,, n. 71, 2012; E.DE PASCALE-G.FERRARIS, Baschenis, ArteDossier, n. 344, giugno, Giunti editore, Firenze, 2017 .

MOSTRE

C.STERLING , La nature morte de l'antiquité à nos jours, Paris 1952

R. Longhi, R.Cipriani, G.Testori, I pittori della realtà in Lombardia, Milano 1953

M.VALSECCHI Un incontro bergamasco. Ceresa-Baschenis nelle collezioni private bergamasche, Galleria Lorenzelli, Bergamo 1972

A.VECA, Inganno & Realtà, Galleria Lorenzelli, Bergamo 1980

A.VECA, Vanitas. Il simbolismo del tempo, Galleria Lorenzelli, Bergamo 1981.

A.VECA, Simposio, Galleria Lorenzelli, Bergamo 1983

F. Rossi (a cura di), Il Seicento a Bergamo, catalogo della mostra, Bergamo  1987

A.VECA, Lombardia 1620 circa, Galleria Lorenzelli, Bergamo 1989

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A.Morandotti-F.Frangi, Il ritratto in Lombardia. Da Moroni a Ceruti, catalogo della mostra, Milano 2002

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E.DE PASCALE, Baschenis in A. Bayer- M.Gregori (a cura di), The Painter of Reality…….(Cremona  New York, The Metropolitan Museum of Art, 17 novembre 2000-4 marzo 2001), Milano:  2004.

Omaggio a Baschenis, catalogo della mostra 7-13 ottobre 2006, Palazzo Credito Bergamasco, Bergamo 2006

Di Lorenzo A.- Frangi F. . (a cura di),  La raccolta Mario Scaglia: dipinti e sculture, medaglie e placchette da Pisanello a Ceruti,  catalogo della mostra cura di, Museo Poldi Pezzoli, Milano 2007

F. Falletti (a cura di), Meraviglie sonore, cat. della mostra, Firenze 2007

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G. Gruber (a cura di) Il Maestro della tela jeans. Un nuovo pittore della realtà nell’Europa della fine del XVII secolo, catalogo della mostra, Galleria Canesso,  Parigi 2010, pp.34-35

D.Dotti, Evaristo Baschenis, in Moretto, Savoldo, Romanino, Ceruti. Cento capolavori dalle collezioni bresciane, catalogo della mostra, Brescia, n.29, Milano 2014, pp.104-105

E.De Pascale, Evaristo Baschenis, in Il cibo nell'arte, catalogo della mostra, Brescia, Palazzo Martinengo, Milano 2015

E. De Pascale, Evaristo Baschenis. Un inedito nella collezione di UBI Banca, Lubrina editore, Bergamo 2015   

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