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Crema (Italia)

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Crema
comune
Crema – Stemma Crema – Bandiera
Crema – Veduta
L'arco del Torrazzo presso la piazza del Duomo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Cremona-Stemma.png Cremona
Amministrazione
Sindaco Stefania Bonaldi (centro-sinistra) dal 25-6-2017[1]
Territorio
Coordinate 45°22′N 9°41′E / 45.366667°N 9.683333°E45.366667; 9.683333 (Crema)Coordinate: 45°22′N 9°41′E / 45.366667°N 9.683333°E45.366667; 9.683333 (Crema)
Altitudine 79 m s.l.m.
Superficie 34,52 km²
Abitanti 34 359[2] (28-2-2017)
Densità 995,34 ab./km²
Frazioni Santa Maria dei Mosi, Santo Stefano in Vairano, Vergonzana
Comuni confinanti Bagnolo Cremasco, Campagnola Cremasca, Capergnanica, Chieve, Cremosano, Izano, Madignano, Offanengo, Pianengo, Ricengo, Ripalta Cremasca, Trescore Cremasco
Altre informazioni
Cod. postale 26013
Prefisso 0373
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 019035
Cod. catastale D142
Targa CR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti cremaschi
Patrono san Pantaleone
Giorno festivo 10 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Crema
Crema
Crema – Mappa
Posizione del comune di Crema nella provincia di Cremona
Sito istituzionale

Crema (IPA: [ˈkrɛːma], Crèma in dialetto cremasco) è un comune italiano di 34.359 abitanti[2] della provincia di Cremona, in Lombardia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Situata nella bassa Pianura Padana, poco oltre la linea delle risorgive presso la sponda destra del fiume Serio, è il centro principale della provincia dopo il capoluogo Cremona e dà il proprio nome a tutta la parte settentrionale del territorio provinciale: il Cremasco. Il comune appartiene alla regione agraria nº 2 (pianura di Crema)[3] ed è inserito nel contesto del Parco del Serio, a 79 metri sul livello del mare, dista da Cremona 40 km.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'antichità[modifica | modifica wikitesto]

Le origini di Crema sono legate all'invasione longobarda del VI secolo d.C.; il nome deriva probabilmente dal termine longobardo "Crem" che significa "altura". Secondo la tradizione, la fondazione della città risalirebbe al 15 agosto 570 quando, di fronte alla minaccia rappresentata dall'invasione longobarda, gli abitanti della zona trovarono rifugio nella parte più elevata dell'"isola della Mosa", approntandola a difesa sotto la guida prima di Cremete, conte di Palazzo, e poi di Fulcherio. Da questi due personaggi deriverebbero perciò i toponimi Crema e Insula Fulcheria[4]. Secondo altre fonti la sua fondazione risale al IV secolo, quando Milano era capitale dell'Impero romano d'Occidente. Un'altra versione invece parla di un più antico insediamento celtico o etrusco.

Il Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

La prima occorrenza di Crema nei documenti storici risale all'XI secolo come possedimento dei conti di Camisano. In seguito venne governata da Bonifacio marchese di Toscana e sua figlia Matilde. Nel 1098 Matilde diede in dono la città al vescovo di Cremona. Durante questo periodo l'agricoltura prosperò e l'Ordine degli Umiliati introdusse la lavorazione della lana, che fu una delle principali aree economiche fino al XIX secolo

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Assedio di Crema.

Nel 1159, dopo aver stretto un'alleanza con Milano contro la ghibellina Cremona, Crema venne assediata, invasa e distrutta dall'imperatore Federico Barbarossa. L'assedio di Crema fu caratterizzato da parecchi episodi di brutalità. I teutoni appesero alcuni prigionieri cremaschi alle loro macchine belliche sperando che i difensori non colpissero gli ostaggi. Tuttavia questo espediente non funzionò e si trasformò in una carneficina: questo episodio è uno dei più famosi della storia cremasca ed è celebrato da un quadro presente nella sala del Consiglio Comunale, detta appunto "sala degli Ostaggi Cremaschi", a cui è dedicata anche una via.

Con la Pace di Costanza (1185) arrivò il permesso di ricostruire la città come "castrum". Ne seguì una fase di libero comune in cui comunque si verificarono lotte faziose, tipiche dei comuni del Nord Italia in quell'epoca. In ogni caso, la città venne fortificata con nuove mura, fossati e porte (1199), e successivamente una rete di canali valorizzò l'agricoltura. Nel XIII secolo Crema venne anche arricchita della costruzione della Cattedrale e del Palazzo Pretorio.

L'autonomia del comune terminò nel 1335, quando la città si arrese ad Azzone Visconti, la cui famiglia possedette la città fino alla fine del secolo. Nel 1361 Crema fu interessata dalla peste bubbonica. Seguì un breve periodo di regno della famiglia guelfa Benzoni (Bartolomeo e Paolo dal 1403 al 1405, successivamente il loro nipote Giorgio fino al 1423). La signoria passò di nuovo ai Visconti e, dal 1449 in poi, alla Repubblica di Venezia.

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Podestà veneti di Crema.
Evoluzione urbanistica di Crema

In qualità di provincia veneziana dell'entroterra, Crema ottenne numerosi privilegi e fu al riparo dal declino economico del vicino Ducato di Milano sotto il dominio spagnolo. Mantenne una sostanziale autonomia che permise la progettazione di nuove costruzioni. Esse includevano la nuova cinta muraria, la ricostruzione del Palazzo Comunale (1525-1533), il Palazzo della Notaria, ora Palazzo Vescovile. Nel 1580 Crema divenne sede vescovile e fu costruito il santuario di Santa Maria della Croce (1490).

Secondo i documenti custoditi negli archivi della diocesi, Crema fu anche la città d'origine dei Mastai Ferretti, la famiglia senigalliese di papa Pio IX. Secondo una ricerca operata dal parroco del paese d'origine dei Visconti, anche il famoso Innominato, descritto da Manzoni ne I promessi sposi, aveva origine cremasca da parte di madre. Vissuto ai tempi in cui Crema era sotto il dominio della Serenissima, aveva appezzamenti agricoli dalle parti di Bagnolo, pur essendo nato e vissuto nel Palazzo Visconti a Brignano Gera d'Adda, un gioiello di architettura e di fasto vicino a Crema. Brignano era sotto il dominio del Ducato di Milano, perciò a Francesco Bernardino Visconti (l'Innominato) capitò di rifugiarsi nel palazzo Martini, che allora era sotto il Dominio della Repubblica di Venezia e che apparteneva alla famiglia di sua madre Paola Benzoni. In tal modo Francesco Bernardino sfuggiva alla giustizia milanese ed anche trovava asilo in una piccola città dove nella Parrocchia della Cattedrale di Crema, un Benzoni, Leonardo Benzoni figlio di Soccino Benzoni, si laureò alla Sorbona a Parigi e, successivamente, divenne vescovo (non a Crema); era stato quindi un esponente religioso importante (su un capitello del Palazzo esiste tuttora lo stemma di Leonardo Benzoni, un cappello vescovile che sovrasta un cane, simbolo dei Benzoni. Per queste circostanze il nipote di Leonardo Benzoni, Francesco Bernardino Visconti (l'Innominato), poteva sperare di ricevere un maggior riguardo a Crema rispetto a quello che gli sarebbe toccato nel Ducato di Milano, oltre all'inopinabile vantaggio di cambiare velocemente Stato e confini politici in caso di necessità (dal Ducato di Milano alla Repubblica di Venezia) e, quindi, uscire in breve tempo dalla giurisdizione milanese.

L'età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Il museo ospita la riproduzione in ceramica della più antica carta del Cremasco, risalente al XV secolo: l'originale è conservato presso il Museo Correr a Venezia

Con il XVII secolo ebbe inizio la decadenza della città, causata dal fallimento delle sue attività industriali, anche se l'agricoltura continuò ad essere fiorente. Nel 1796 venne fondata l'Accademia dell'Agricoltura. Dopo la caduta della Serenissima nel 1797, l'Esercito Francese depose l'ultimo podestà e creò la cosiddetta "Repubblica Cremasca", annessa dopo pochi mesi alla Repubblica Cisalpina. Crema divenne capoluogo (insieme con Lodi) dell'effimero Dipartimento dell'Adda, e in seguito fu annessa al Dipartimento dell'Alto Po, con capoluogo Cremona.

Dal 1810 al 1816 furono annessi alla città di Crema i comuni suburbani di Castelnuovo, Ombriano, Porta Ombriano, San Bernardino con Vergonzana, San Michele, Santa Maria della Croce e Vairano.

Nel 1815, l'impero di Napoleone si dissolse e Crema divenne parte del Regno Lombardo-Veneto, dipendente dall'Impero d'Austria. In questo periodo riprese lo status di capoluogo, questa volta della Provincia di Lodi e Crema[5].

Cittadini cremaschi che ebbero un ruolo di rilievo nelle vicende risorgimentali furono Enrico Martini, Vincenzo Toffetti e Pietro Donati.

Dopo l'Unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il tram a vapore sul fiume Serio

Crema fu annessa al Regno di Sardegna, con tutta la Lombardia, nel 1859, degradata a capoluogo dell'omonimo circondario nella provincia di Cremona. Dal 1861 fece parte del Regno d'Italia.

Nel 1862 fu toccata dalla ferrovia Treviglio - Cremona, e nel 1880 dalla tranvia interurbana a vapore Lodi - Crema - Soncino (eliminata poi nel 1931). Iniziò un importante sviluppo industriale e demografico.

Nel 1875 al comune di Crema vennero aggregate la frazione Molini di Porta Nuova, già appartenente allo smembrato comune di Vairano Cremasco[6], e la frazione San Bernardino, staccata dal comune di San Bernardino[7].

Nel 1928 furono aggregati alla città di Crema i comuni di Ombriano, San Bernardino e Santa Maria della Croce[8].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiese nel centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Duomo di Crema

Chiese nei quartieri e frazioni[modifica | modifica wikitesto]

La basilica di Santa Maria della Croce

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzi[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Bondenti, ora Terni de Gregori

Ville[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo pretorio con la sua torre, recante il Leone di San Marco
  • Villa Albergoni-Zurla, inizi XIX secolo, nella frazione di Vergonzana;
  • Villino Acerbi, inizi XIX secolo, nel quartiere di Santa Maria della Croce;
  • Villa Pezzani, inizi XIX secolo, nella frazione di Santo Stefano in Vairano;
  • Villa Vailati, XIX secolo, nel quartiere Castelnuovo, villa di campagna ridotta a residenza di lusso;
    Il palazzo comunale di fronte al duomo
  • Villa Rossi, seconda metà XIX secolo, nel quartiere di Ombriano, pregevole esempio di edificio in stile neogotico. Nulla rimane di un grandioso parco che un tempo la circondava;
  • Villa Zaghen, inizi XX secolo, nel quartiere di Santa Maria della Croce, riedificata in stile liberty.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Sommità del Torrazzo
Uno dei chiostri del già convento di Sant'Agostino, ora museo civico

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Crema è inserita nel Parco del Serio. Inoltre sono presenti le seguenti aree verdi attrezzate:

  • Giardini pubblici, allestiti nel 1859 sul luogo dell'antico castello;
  • Giardini pubblici (via Cadorna);
  • Giardini pubblici (via Giardini);
  • Giardini pubblici (via Griffini);
  • Campo di Marte (via Crispi / via Vailati) - vari giochi ludico ricreativi;
  • Parco Chiappa (via Monte di Pietà);
  • Parco ex Nosocomio (viale di S.Maria / via Bramante);
  • Parco Bonaldi (fraz. Sabbioni) - attrezzato percorso vita;
  • Parco S. Bernardino (via Brescia / via XI Febbraio).

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 3 833, ovvero l'11,15% della popolazione. Di seguito sono riportate le comunità numericamente più significative[10]:

Paese Popolazione (2015)
Romania 839
Marocco 444
Albania 399
Egitto 276
Ucraina 271
India 148
Nigeria 132
Moldavia 115
Ecuador 109
Perù 109

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Dialetto cremasco[modifica | modifica wikitesto]

A Crema si parla il dialetto cremasco, che foneticamente appartiene all'area dei dialetti gallo-latini della Lombardia orientale. Ha affinità linguistica con i dialetti bergamasco e bresciano, tutti e tre di origine cenòmane[11].

Il più noto poeta dialettale fu Federico Pesadori (Vergonzana, 3 settembre 1849 - Bolzano, 8 aprile 1923).

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Museo civico di Crema e del Cremasco[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Museo civico di Crema e del Cremasco.

Il Museo civico, istituito nel 1960, si trova nel convento rinascimentale di Sant'Agostino.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Il piatto più caratteristico è costituito dai tortelli cremaschi (i turtèi), dalla particolare pizzicatura della pasta e con un ripieno dolce, composto da grana, amaretti, uva sultanina, cedro candito, spezie, e un biscotto speziato tipico, il mostaccino.

Va ricordato inoltre il salva, formaggio DOP tipico della zona di Crema, consumato tradizionalmente con le tighe (peperone verde lombardo) confezionate sott'aceto.

Piatto povero tipicamente invernale, in accompagnamento al cotechino o ai lessi è il pipèto.

Dolci della città sono: la torta Bertolina (Bertulina), una popolare torta autunnale a base di uva fragola, a cui è dedicata anche una festa di piazza, la più nobile Spongarda, consumata tutto l'anno.

La pizza tipica cremasca contiene i seguenti ingredienti: cipolle, peperone verde lombardo, zola DOP e noci.

In tempo di carnevale si preparano i "chisói" o "chisulì", palline ripiene di un impasto preparato con scorza di limone, lievito di birra, uva sultanina, mela e strutto.

Persone legate a Crema[modifica | modifica wikitesto]

Architetti[modifica | modifica wikitesto]

Artisti[modifica | modifica wikitesto]

Musicisti[modifica | modifica wikitesto]

Giornalisti e scrittori[modifica | modifica wikitesto]

Politici, militari e patrioti[modifica | modifica wikitesto]

Religiosi[modifica | modifica wikitesto]

Scienziati[modifica | modifica wikitesto]

Giuristi[modifica | modifica wikitesto]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 2 febbraio, Purificazione di Maria Santissima, è chiamata festa della Ceriola. In chiesa si benedicono candele e vengono distribuite alle famiglie.
  • Nella frazione Santa Maria della Croce si tiene ogni anno l'omonima fiera, nel fine settimana prossimo al 25 marzo, mentre il 3 aprile si celebra l'anniversario dell'apparizione della Vergine a Caterina degli Uberti.
  • Il 10 giugno si celebra la festa di san Pantaleone, patrono della città e della diocesi di Crema.
  • A metà agosto ha luogo la Tortellata cremasca dove è possibile degustare il piatto tipico cittadino.
  • I bambini ricevono i regali da santa Lucia la notte tra il 12 e il 13 dicembre. Tradizionale è l'appuntamento con le bancarelle di santa Lucia, nel centro della città, durante la giornata del 12.
  • Dal 24 dicembre all'ultima settimana di gennaio è possibile visitare il Presepe dei Sabbioni.

Mercati[modifica | modifica wikitesto]

A giorni feriali alterni (ogni martedì, giovedì e sabato) si svolge il mercato coperto cittadino lungo via Giuseppe Verdi. Viene ripetuto anche durante alcune festività (ad esempio: il 25 aprile o il 2 giugno).

Film ambientati a Crema[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale, come si presenta nella sua attuale estensione, è il frutto di un accorpamento avvenuto in due fasi dello stesso con i territori dei Comuni all'epoca confinanti con Crema. La prima espansione del territorio della città si è avuta nel 1875 con la soppressione del Comune di Vairano Cremasco il cui territorio venne ripartito con il Comune di Santa Maria della Croce. A Crema fu assegnata la frazione di Santa Maria dei Mosi; mentre a Santa Maria della Croce fu assegnato il capoluogo Vairano. La stessa sorte la ebbe anche il Comune di San Michele Cremasco il cui territorio venne anch'esso ripartito tra Crema e il Comune di Ripalta Nuova (ora Ripalta Cremasca); a Crema fu assegnata la frazione San Bartolomeo ai Morti e a Ripalta Nuova invece fu assegnata San Michele. La seconda e ultima espansione avvenne nel 1928 quando furono definitivamente aggregati alla città i Comuni di San Bernardino Cremasco (con le rispettive frazioni di Castelnuovo e Vergonzana), Santa Maria della Croce (con la rispettiva frazione di Vairano e altre località), e infine il Comune di Ombriano[12].

La maggior parte di questi comuni soppressi sono divenuti contigui per espansione edilizia alla città e sono divenuti, di fatto, dei quartieri suburbani (o sobborghi) per via della sussistenza di alcune fasce verdi e di altre barriere come la ferrovia, il canale Vacchelli e il fiume Serio che li tengono separati seppur di poco dalla città.

Porte storiche della città[modifica | modifica wikitesto]

Porta Ombriano
  • Porta Serio (Pòrta Sère);
  • Porta Ombriano (Pòrta Umbrià);
  • Porta Pianengo o porta Tadini (Pòrta Tadì);
  • Porta Ripalta o porta dell'Ospedale (Pòrta da l'Uspedàl).

Suddivisioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

Quartieri[modifica | modifica wikitesto]

Quartieri storici[modifica | modifica wikitesto]
Quartieri di recente costituzione[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Altre località[modifica | modifica wikitesto]

  • Cascinetto
  • Garzide di Sotto
  • Lago di Cava I
  • Lago di Cava II
  • Lago di Cava III
  • Pozzo
  • Stati Uniti-Ceriola
  • Torre di Sopra Santa Maria
  • Torre di Vairano

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia era caratterizzata nel secolo scorso dall'agricoltura, con produzione di foraggi, cereali (degna di nota quella del grano), pioppi, e dall'allevamento nel contesto dell'economia provinciale. Dagli anni settanta, sono presenti aziende casearie e importanti aziende alimentari in generale, oltre a industrie metallurgiche, meccaniche, elettroniche e tessili.

Un aspetto notevole dell'artigianato è costituito dalle fabbriche di organi musicali; tale settore venne portato a livelli di eccellenza da Pacifico Inzoli nel 1867 e da Giovanni Tamburini nel 1893. I due maggiori organi italiani esistenti (16.000 canne) del duomo di Milano e di Messina, tra i più grandi d'Europa, sono opera degli organari cremaschi.[13][14]

Nel XX secolo, dalla fine degli anni sessanta sino al 1992 l'Olivetti ha avuto un importante polo produttivo nella città lombarda, che arrivò a toccare quota 3150 addetti nel 1971 e che all'atto della chiusura nel 1992 contava ancora 700 dipendenti. L'Olivetti arrivò in città alla fine degli anni sessanta acquisendo l'area industriale di via Mulini, dove si trovava la Serio-Everest, un'azienda fondata nel 1929 da sette fuoriusciti dalla Said di Milano, Società anonima italiana dattilografia. La Serio-Everest è stata la prima azienda al mondo a produrre una macchina per scrivere con tastiera a 4 file di tasti invece che 3. Arrivò a contare 1.600 addetti e fu inglobata dall'Olivetti a partire dal 1967.

Attorno all'azienda a Crema si formò poi un'area, abitazioni, centro ricreativo e aziende. Dopo la fine della storia dell'Olivetti l'area di via Bramante è stata recuperata grazie all'insediamento del Dipartimento di Informatica dell'Università degli Studi di Milano e di diverse aziende tecnologiche che hanno recuperato l'area. La storia di Serio-Everest e Olivetti a Crema è stata raccontata nel 2002 dalla pubblicazione "Dalla Everest all'Olivetti" edita dal Centro di ricerche Alfredo Galmozzi.

Nell'ultimo periodo, c'è stata una forte crescita delle aziende cosmetiche (è stato istituito anche un'associazione apposta detta Polo Della Cosmesi). All'ultima fiera internazionale Cosmoprof 2017 di Bologna si sono presentate ben 41 aziende del territorio Cremasco (https://www.cremaoggi.it/2017/03/17/lamministrazione-visita-al-cosmoprof-bologna-41-aziende-cremasche-la-50-edizione/).

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Stazione ferroviaria

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Le principali direttrici stradali che interessano Crema sono la strada provinciale ex SS 235 (di Orzinuovi), la strada provinciale ex SS 415 (Paullese) e la strada provinciale ex SS 591 (Cremasca).

Ferrovie e tranvie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Crema, ubicata nel centro cittadino, si trova sulla ferrovia Treviglio-Cremona ed è servita da treni regionali svolti da Trenord nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Lombardia.

Fra il 1880 e il 1931 la città era servita dalla tranvia Lodi-Crema-Soncino.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Crema.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Storicamente la principale (nonché più antica) squadra calcistica della città è il Crema: fondato nel 1908, nel secondo dopoguerra (capitanato dal campione del mondo Renato Olmi) giocò per tre stagioni in Serie B. Scioltosi nel 1994 a seguito di una fusione, è stato rifondato nel 1995 ripartendo dalle categorie regionali lombarde, che ha via via risalito fino ad accedere alla Serie D. I colori sociali sono il bianco e il nero.

Seconda società cittadina è la Pergolettese, espressione del quartiere di Pergoletto. Fondata nel 1932, ha mutato più volte fisionomia sociale: venne infatti ridenominata Pergocrema nel 1974, Cremapergo nel 1994 (a seguito di una fusione col suddetto Crema) e ancora Pergocrema nel 2002. Successivamente fallita, è stata rifondata nell'estate 2012 su iniziativa del Pizzighettone, che ha trasferito la propria sede sociale a Crema e riadottato l'originaria denominazione Pergolettese, ereditandone la tradizione sportiva. Il "Pergo" annovera quale maggior risultato della sua storia alcune partecipazioni al campionato nazionale di terza serie. I colori sociali sono il giallo e il blu.

Entrambe le squadre giocano le loro gare interne presso la principale arena scoperta cremasca, lo stadio Giuseppe Voltini, costruito nel 1920.

La città ospita nel mese di giugno la fase finale del Trofeo Dossena, competizione calcistica internazionale riservata alla categoria Primavera.

Calcio a 5[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio a 5 è il GSD Videoton 1990 C5, che, come unica società di Crema e, attualmente, dal 29 luglio 1996, dell'intera provincia di Cremona, dal 1996 prende parte all'attività di calcio a 5 organizzata dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio.

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di pallacanestro femminile è il Basket Team Crema che milita nella Serie A2. Nel basket maschile si distingue la Pallacanestro Crema (militante in Serie B) e l'Ombriano Basket (serie D).

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di pallavolo maschile cittadina è la Reima Crema che fino al 2009/2010 gareggiava nella serie A2 e nel campionato 2005/2006 è stata promossa alla serie A1, rinunciando poi a disputarla. Dopo stagioni alterne in serie B, oggi la Reima Crema svolge solo attività giovanile. La principale squadra femminile è la Volley 2.0 Crema (Serie C), nata dalla fusione di A.S. Atalantina, Golden Volley e Crema Volley.

Tennis[modifica | modifica wikitesto]

Crema è sede del Tennis Club Crema, circolo tennistico tre volte campione d'Italia negli anni ottanta[19] e attualmente militante nel campionato di serie A1.

Rugby[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di Rugby a 15 di Crema è il Crema Rugby Club 1977, che milita nel campionato di Serie C1.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

I principali impianti sportivi di Crema sono:

Tra le altre strutture si segnalano tre campi sportivi per la pratica del calcio, un campo da rugby[20] due palestre di pugilato[21], il palazzetto dello sport Paolo Bertoni[22] e 14 palestre[23], talora in uso promiscuo con le istituzioni scolastiche.

Personalità sportive legate a Crema[modifica | modifica wikitesto]

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Ciclisti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Affluenza e risultati: COMUNALI 2017 - 11 giugno - ballottaggioo, elezioni.interno.it. URL consultato il 26-6-2017.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  3. ^ Provincia di Cremona, Tabella dei valori media dei terreni, riferiti all'anno 2010, valevoli per l'anno 2011, documento consultato il 13 agosto 2011
  4. ^ Soddu Corrado, Crema Romana, Ed. Lulu 2010, Milano.ISBN 978-1-291-00562-2
  5. ^ Di fatto, l'unico capoluogo era però la città di Lodi.
  6. ^ La restante parte del territorio comunale fu aggregata al comune di Santa Maria della Croce
  7. ^ Regio Decreto 1º aprile 1875, n. 2420
  8. ^ Regio Decreto 15 aprile 1928, n. 951
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2015 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato l'11 giugno 2016.
  11. ^ Luciano Geroldi, Vocabolario del dialetto di Crema, Tipolito Uggé, 2004, p. XV.
  12. ^ Per tutto questo paragrafo la fonte è il seguente libro da cui si ricavano i dati qui riportati: Giogio Zucchelli, Le ville storiche del cremasco. Secondo itinerario, Libreria Editrice Buona Stampa, Crema 1998, pagg. 9-57-91-115-143-167-187-219.
  13. ^ L'organo Tamburini del Duomo di Messina, organoduomomessina.it. URL consultato il 23 giugno 2014.
  14. ^ Emanuele Vianelli, Gli organi del Duomo di Milano dal XV secolo, cmdm.it. URL consultato il 23 giugno 2014.
  15. ^ Aldo Parati, Crema ha una sorella: Melun, in La Provincia, martedì 24 giugno 2001.
  16. ^ Gianni Bianchessi, La città abbraccia Melun, in La Provincia, domenica 16 settembre 2001.
  17. ^ Stefano Zaninelli, Crema e il ponte verso l’Oriente: siglato il gemellaggio con la città cinese di Nanning, in Crema OnLine, giovedì 24 settembre 2015. URL consultato il 27 settembre 2015.
  18. ^ Crema diventa un po' cinese, in La Provincia, venerdì 25 settembre 2015.
  19. ^ Valvassori, Gianmario - Valvassori, Gian Battista, 100 anni di tennis a Crema : storia del Tennis Club Crema : 1908-2008, Crema, Tennis Club Crema, 2008.
  20. ^ Campi sportivi nel sito istituzionale del Comune di Crema
  21. ^ Altri impianti nel sito istituzionale del Comune di Crema
  22. ^ Palazzetto dello Sport Paolo Bertoni nel sito istituzionale del Comune di Crema
  23. ^ Palestre nel sito istituzionale del Comune di Crema

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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