Giovan Francesco Loredan

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Giovan Francesco Loredan o Loredano (Venezia, 27 febbraio 1607Peschiera, 13 agosto 1661) è stato uno scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Venezia da Lorenzo Loredan di Santa Maria Formosa ed Leonora Boldù. Rimasto orfano di entrambi i genitori in tenera età, fu allevato dallo zio Antonio Boldù ed ebbe per maestro Antonio Colluraffi, più volte ricordato nelle pubblicazioni degli Incogniti.

Divise la sua prima giovinezza tra lo studio e gli stravizi. Frequentò a Padova le lezioni del Cremonini e incominciò, prima del 1623, a radunare attorno a sé quel gruppo di letterati che formò poi l'Accademia degli Incogniti. Come fondatore dell'Accademia degli Incogniti e membro di molte altre Accademie ebbe strette relazioni con quasi tutti i letterati della sua epoca. Oltre all'attività letteraria, ebbe anche parte negli affari pubblici. A venti anni fu registrato nel libro d'oro, ma la sua carriera cominciò abbastanza tardi: nel settembre 1632 fu eletto Savio agli Ordini e nel 1635 era Tesoriere della fortezza di Palmanova. Al suo ritorno riorganizzò l'Accademia degli Incogniti (1636) e, nel 1638, nonostante i tentativi per evitarlo, fu obbligato, in quanto unico discendente del suo ramo, a contrarre matrimonio con Laura Valier. Fu poi provveditore ai banchi (1640), provveditore alle pompe (1642), nel 1648 fece il salto di qualità ricoprendo l'incarico diavogador del comun incarico che ricoprì più volte (1651, 1656 e 1657) e provveditore alle biave (1653). Raggiunse successivamente le cariche di Inquisitore di Stato e di membro del Consiglio dei Dieci. Nel 1656 entrava nel Minor Consiglio, cioè tra i sei patrizi che, insieme al doge, componevano la Serenissima Signoria. Dovette però subire qualche rovescio politico, perché negli anni seguenti non ebbe più cariche importanti. Nel 1660 era provveditore a Peschiera. L'anno seguente (13 agosto 1661) moriva.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Oltre agli Scherzi Geniali (Sarzina, Venezia, 1632) scrisse romanzi più volte ristampati e tradotti anche in francese, come La Dianea (Venezia, Sarzina, 1635) e L'Adamo (ivi 1640), operette di soggetto religioso, come Sensi di devozione sui Sette Salmi penitenziali, (Venezia, Guerigli, 1652); Vita di Alessandro III pontefice, (Venezia, Sarzina, 1637); Vita di S. Giovanni vescovo di Traù, (Venezia, Guerigli, 1648); I gradi dell'anima, (Venezia, Guerigli, 1652), raccolte di cicalate accademiche (Bizzarrie accademiche, Venezia, Guerigli, 1655), Sei dubi amorosi (ivi, Sarzina, 1632); Il cimiterio; epitafi giocosi (insieme con Pietro Michiel, Tivoli, Mancini 1646), una Iliade giocosa (Venezia, 1654), compilazioni storiche (Ribellione e morte del Valestain, sotto lo pseudonimo di Gnaeo Falcidio Donaloro, Milano, Ghisolfi, 1634 che gli costò un'ammonizione da parte degli Inquisitori di Stato; Istoria de' re Lusignani, con lo pseudonimo di Enrico Giblet, Bologna, Monti, 1647), una Vita del Marino (Venezia, Sarzina, 1633), una raccolta di Lettere ancora con lo pseudonimo di E. Giblet (Venezia, Guerigli, 1653).
In qualità di fondatore dell'Accademia degli Incogniti curò le pubblicazioni delle opere collettive dell'Accademia: Cento Novelle, Venezia, Guerigli, 1651; Discorsi accademici, Venezia Sarzina, 1635; Le glorie degli incogniti, Venezia, Valvasense, 1647; Novelle amorose, Venezia, eredi del Sarzina, 1641.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Accademico Eteroclito (Francesco Maidalchino), Il Loredano. Panegirico, Venezia 1634.
  • G. Brunacci, Vita di Giovan Francesco Loredan, Venezia 1662.
  • A. Lupis, Vita di Giovan Francesco Loredan senator veneto, Venezia 1663.
  • V. Brocchi, L'accademia e la novella nel Seicento: Giovan Francesco Loredan, "Atti del R. Istituto veneto di scienze, lettere e arti", s. 7, IX (1897-98), pp. 284-311.
  • N. Ivanoff, Giovan Francesco Loredan e l'ambiente artistico a Venezia nel Seicento, "Ateneo veneto", III 1965, pp. 186-190.
  • A. Morini, Sous le signe de l'inconstance. La vie et l'oeuvre de Giovan Francesco Loredan (1606-1661), noble vénitien, fondateur de l'Académie des Incogniti, diss., Université de Paris IV, 1994.
  • A. Morini, Giovan Francesco Loredan: sémiologie d'une crise, "Revue des études italiennes", XLIII 1997, pp. 23-50.
  • M. Miato, L'Accademia degli Incogniti di Giovan Francesco Loredan. Venezia (1630-1661), Firenze 1998.
  • A. Morini, Giovan Francesco Loredan (1606-1661): le retour à la bergerie, in: Soulèvements et ruptures: l'Italie en quête de sa révolution. Actes du Colloque du CSLI, a cura di B. Toppan, Nancy 1998, pp. 73-88.
  • Giovan Francesco Loredano, Morte del Volestein e altre opere, a c. di L. Manini, La Finestra editrice, Lavis 2015 ISBN 978-8895925-60-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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