Conservatorio

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Un Conservatorio di musica, comunemente Conservatorio, è una scuola di musica di grado universitario specializzata nello studio della musica e le cui aree accademiche sono articolate in molteplici indirizzi: esecutivo (canto o strumenti), compositivo, della direzione d'orchestra, della direzione di coro, della musica classica, del jazz, della musica elettronica, per la formazione artistico-professionale di cantanti, strumentisti, compositori, direttori (di coro e d'orchestra), tecnici del suono.

In Italia appartiene al comparto dell'Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) e può rilasciare il diploma accademico di primo livello (laurea) e il diploma accademico di secondo livello (laurea magistrale).

In Toscana con il termine Conservatorio si intende anche un educandato che era riservato alle fanciulle meno abbienti per consentire loro, a titolo completamente gratuito, gli studi più elementari (leggere, scrivere, abbaco e lavori donneschi). Questi Conservatori furono istituiti, in luogo di alcuni monasteri, dal Granduca Pietro Leopoldo I di Toscana con Motu Proprio del 21 marzo 1785 (donde il nome Conservatorio femminile leopoldino). Con la legge n. 27/2006 i Conservatori leopoldini sono stati trasformati in Fondazioni ovvero in Enti di diritto privato possedenti un patrimonio atto a perseguire determinati scopi (essenzialmente: istruzione, educazione, cultura, particolarmente per i giovani). Alcune Fondazioni Conservatorio sono anche Agenzie Formative, accreditate dalla Regione (ad esempio la Fondazione Conservatorio "San Giovanni Battista" di Pistoia).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il termine Conservatorio deriva dall'usanza, diffusasi nel XIV e XV secolo presso gli asili, ospizi ed orfanotrofi di pubblica pietà, di iniziare ed educare ad un mestiere (e fra questi quello della musica) gli orfani ed i trovatelli con lo scopo di "conservare" la musica, tramandandola.

In Italia l'attività dei Conservatori, iniziata come opera di assistenza a bambini orfani e poveri, si trasforma in attività di insegnamento musicale.

A legare indissolubilmente il termine "Conservatorio" ad un luogo scolastico in cui la musica assume un ruolo preminente fu la pratica didattica nella città di Napoli. A Napoli operavano fino al tardo secolo XVIII ben quattro Conservatori: "I poveri di Gesù Cristo", "La pietà dei turchini", "Sant'Onofrio a porta Capuana" e "Santa Maria di Loreto", più uno femminile denominato "dell'Annunziata". È in questi luoghi che si è consolidata e sviluppata la scuola musicale napoletana. Nell'Istituto "I poveri di Gesù Cristo", sorto nel 1599 per iniziativa del frate Marcello Fossataro, già nel 1633 erano registrati i nomi di un magister musicae e di un magister lyrae e la biblioteca era fornita di libri di mottetti e di madrigali; inoltre possedeva violini, tromboni, cornetti. Il conservatorio di "Santa Maria di Loreto" venne invece fondato da un artigiano, mastro Francesco, e annovera per la prima volta l'informazione di una cantata intorno al 1656. Verso la metà del XVII secolo si incominciò a insegnare musica anche al "Sant'Onofrio a porta Capuana", nei decenni successivi soprattutto opera comica. "La pietà dei turchini" ebbe origini nel 1583 e le prime notizie di attività musicali risalgono al 1615.[1]

Il Conservatorio di musica di Palermo fu fondato dal viceré De Castro nel 1617 anche se lo studio della musica incominciò molti decenni dopo, con l'introduzione del coro e del violino. Il conservatorio attraversò momenti difficili intorno agli anni venti dell'Ottocento, quando i giovani fuggivano per evitare di essere arruolati nell'esercito borbonico. Verso la metà del secolo, grazie alla ristrutturazione del maestro Raimondi, la scuola riprese slancio e vigore.

Fra i maestri illustri dei primi Conservatori si ricordano Alessandro Scarlatti, Tommaso Traetta (1727 - 1779), Niccolò Jommelli (1714 - 1774), Nicola Antonio Porpora (1686 - 1766). Tra gli allievi, Giovan Battista Pergolesi, Domenico Cimarosa, Leonardo Leo, Gian Francesco de Majo. Tra i maestri operanti negli Ospedali veneziani, Baldassarre Galuppi (1706 - 1785).

Tra i vari insegnamenti, quello del canto non mancava mai, e le istituzioni fornivano alle scholae cantorum numerosi giovani per i loro complessi corali.

A partire dal Settecento, questi Conservatori acquisirono sempre maggiore importanza dal punto di vista dell'educazione musicale, perdendo la loro caratteristica assistenziale e mantenendo il nome di conservatorio per la scuola musicale, espandendo l'insegnamento oltre al canto anche alla teoria, alla composizione, ai vari strumenti musicali ed all'arte drammatica.

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Educazione musicale in Italia e Conservatori di musica in Italia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A. Della Corte, G. M. Gatti, Dizionario di musica, Paravia, 1956, p.154.

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