Accademia di belle arti di Carrara

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Coordinate: 44°04′41.52″N 10°05′57.12″E / 44.0782°N 10.0992°E44.0782; 10.0992

Accademia di belle arti di Carrara
Carrara-accademia belle arti3.jpg
Palazzo Cybo Malaspina, sede dell'Accademia di belle arti
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàCarrara
Altre sediPietrasanta
Dati generali
Fondazione26 settembre 1769
TipoStatale
Facoltà
PresidenteAntonio Passa
Mappa di localizzazione
Sito web
Ingresso esterno del Palazzo in Piazza Accademia

L'Accademia di belle arti di Carrara, denominata con la sigla (ABAC) è un ateneo pubblico per lo studio delle arti visive con sede in via Roma, 1.

Secondo l'offerta formativa del MUR, l'Accademia di belle arti di Carrara è compresa nel comparto universitario nel settore dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica e rilascia diplomi accademici di I livello (laurea) e di II livello (laurea magistrale).

L'accademia di belle arti di Carrara aderisce al progetto Erasmus.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La fondazione ufficiale dell'Accademia di belle arti di Carrara risale al 26 settembre 1769: ne fu patrona Maria Teresa Cybo-Malaspina, duchessa di Massa e principessa di Carrara (che in effetti a quel tempo era un principato), moglie di Ercole Rinaldo d'Este, duca di Modena.

A dirigere l'istituto venne chiamato lo scultore Giovanni Antonio Cybei, il quale mantenne l'incarico di "Primario Direttore" della scuola, fino alla sua scomparsa, nel 1784.

Già alcuni anni prima erano state gettate le fondamenta di un'accademia, intitolata a san Ceccardo, accogliendo la proposta di Giovanni Domenico Olivieri, scultore carrarese che aveva vissuto alla corte di Filippo V di Spagna e collaborato alla fondazione dell'Accademia di Madrid: Maria Teresa aveva promulgato gli statuti di un'Accademia a Carrara, che prevedeva l'insegnamento delle tre arti, pittura, scultura e architettura, già nel 1757, ma tale progetto non ebbe mai attuazione pratica.

Personalità collegate[modifica | modifica wikitesto]

Tra i molti celebri direttori, o professori, dell'istituto, figurano (oltre al già nominato Giovanni Antonio Cybei), Lorenzo Bartolini, Jean-Baptiste Desmarais, Carlo Prayer, Ferdinando Pelliccia, Lio Gangeri, e Bruno Munari che vi insegnò per tre anni consecutivi tenendo lezioni settimanali.

Si formarono nelle sue aule celebri scultori quali Pietro Tenerani, Pietro Fontana, Carlo Finelli, Benedetto Cacciatori, Luigi Bienaimè, Carlo Chelli, Alessandro Lazzerini, Alessandro Biggi, Carlo Fontana, Giuseppe Boni, Arturo Dazzi, e l'architetto Enrico Del Debbio.

La tradizione di nominare Accademici d'Onore, tra le personalità di grande spicco che facevano visita all'istituto (e tra questi Antonio Canova e John Flaxman), si è rinnovata negli ultimi anni con l'analogo onore riservato a Maurizio Cattelan (2018), Massimo Bottura (2018) e Jeff Koons (2019).

Modalità di ammissione[modifica | modifica wikitesto]

Test di ammissione[modifica | modifica wikitesto]

Già da qualche anno, come nelle altre accademie di belle arti d'Italia, è previsto un test di ammissione rivolto a tutti gli studenti che vogliono accedere alla formazione accademica. L'esame è differente per ognuno degli indirizzi di formazione e comprende, oltre a una prova scritta, anche un eventuale colloquio attitudinale.

Corsi triennali a numero chiuso[modifica | modifica wikitesto]

Possono iscriversi ai test di ammissione tutti coloro che sono in possesso di un diploma quinquennale di maturità di scuola secondaria superiore o titolo equipollente.

Biennio specialistico[modifica | modifica wikitesto]

Per iscriversi al corso di diploma accademico di secondo livello (equipollente per il pubblico impiego alla laurea magistrale in storia dell'arte per le arti visive, oppure scienze dello spettacolo riguardo alla scenografia e net art) è richiesto il titolo di diploma accademico di primo livello o diploma accademico quadriennale (previgente ordinamento) o lauree e diplomi universitari affini per esempio Storia dell'Arte o DAMS o Beni Culturali o Disegno Industriale ecc.

Agli allievi dell‘Accademia non è consentita la contemporanea iscrizione ad altre istituzioni di alta cultura ( ex istituti superiori e/o facoltà universitarie italiane ).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Emilio Lazzoni, Carrara e la sua Accademia di Belle Arti, Tipografia di Cosimo Frediani, Massa-Carrara, 1867.
  • Oreste Raggi, Della R. Accademia di belle arti di Carrara memoria di Oreste Raggi per la grande esposizione di Vienna del 1873, Tipografia di E. Sinimberghi, Roma, 1873.
  • A. Angeli (a cura di), R.Accademia di Belle Arti di Carrara. Il Decennio dal 1924 (II) al 1934 (XII), Tipografia Petretti, Carrara, 1934.
  • D. Canali (a cura di), L'Accademia di Belle Arti di Carrara, Amilcare Pizzi, Milano, 1992.
  • S. Russo (a cura di), La Gipsoteca dell'Accademia di Belle Arti di Carrara, Società Editrice Apuana, Massa, 1996.
  • A. V. Laghi (a cura di), La Pinacoteca dell'Accademia di Belle Arti di Carrara, Electa, Milano, 2002.
  • L.Meloni (a cura di), L'Accademia di Belle Arti di Carrara: e il suo patrimonio, Postmedia Books, Milano, 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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