Maria Teresa Cybo-Malaspina

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Maria Teresa Cybo-Malaspina
Digital collage named "Maria Teresa, Duchess of Massa and Carrara, Duchess of Modena".png
Ritratto di Maria Teresa Cybo-Malaspina
Duchessa di Massa e Principessa di Carrara
Stemma
In carica 18 agosto 1731 – 25 dicembre 1790
Predecessore Alderano I Cybo-Malaspina
Successore Maria Beatrice Ricciarda d'Este
Duchessa consorte di Modena e Reggio
In carica 22 febbraio 1780 – 25 dicembre 1790
Predecessore Carlotta Aglaia di Borbone-Orléans
Successore Dominio napoleonico (1796–1814), poi Maria Beatrice di Savoia
Nome completo Maria Teresa Francesca Cybo-Malaspina
Nascita Novellara, Contea di Novellara e Bagnolo (oggi Italia), 29 giugno 1725
Morte Reggio Emilia, Ducato di Modena e Reggio (oggi Italia), 25 dicembre 1790 (65 anni)
Luogo di sepoltura Tempio della Beata Vergine della Ghiara, Reggio Emilia, Italia
Dinastia Cybo-Malaspina
Padre Alderano I Cybo-Malaspina
Madre Ricciarda Gonzaga
Consorti 1 Eugenio Giovanni Francesco di Savoia-Soissons
2 Ercole III d'Este
Figli Maria Beatrice Ricciarda d'Este
Rinaldo Francesco d'Este

Maria Teresa Francesca Cybo-Malaspina (Novellara, 29 giugno 1725Reggio Emilia, 25 dicembre 1790), figlia ed erede di Alderano I Cybo-Malaspina e Ricciarda Gonzaga, fu la quinta duchessa sovrana di Massa e principessa di Carrara (1731–1790) e l'ultimo membro dei Cybo-Malaspina a governare su questi territori.

Come moglie di Ercole III d'Este, ultimo duca di Modena e Reggio degli Este e ultimo membro maschile del ramo diretto della sua dinastia, Maria Teresa fu anche duchessa consorte di Modena e Reggio (1780–1790).

Cybo-Malaspina
Sovrani di Massa e Carrara
Coat of arms of the House of Cybo-Malaspina.svg

Ricciarda
Giulio I
Alberico I
Carlo I
Alberico II
Carlo II
Alberico III
Alderano I
Maria Teresa
Maria Beatrice

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La duchessa Maria Teresa

Maria Teresa era la figlia primogenita di Alderano I Cybo-Malaspina, duca di Massa, e di Ricciarda Gonzaga (1698-1768), discendente dal ramo gonzaghesco dei conti di Novellara. Aveva due sorelle minori, andate spose a nobiluomini italiani.

In seguito alla prematura morte del padre, ancora bambina fu al centro di complicati accordi matrimoniali in quanto la sua dote comprendeva lo stato: il 10 novembre 1734 furono firmati i contratti matrimoniali con il principe Eugenio Giovanni Francesco di Savoia-Soissons, duca di Troppau e conte di Soissons, cadetto dei Savoia. Il futuro sposo, appena ventenne e quindi di dieci anni più grande della principessa, morì di sifilide a Mannheim esattamente quattordici giorni dopo.[1]

In breve tempo iniziarono di nuovo lunghe consultazioni tra le dinastie italiane, straniere e l'Impero, al centro anch'esso di lotte per la successione a Carlo VI: tra tutti la spuntò il duca di Modena e Reggio, Francesco III, che assicurò allo stato un futuro sbocco sul Tirreno costringendo alle nozze il proprio figlio appena quattordicenne Ercole Rinaldo, successore al trono. Le nozze vennero celebrate per procura a Massa nel 1741 senz'alcuno sfarzo, sia per il disinteresse dello sposo che per le scarse risorse finanziarie cybee.

Il matrimonio non fu affatto felice e ciò porto la dinastia estense, per gli stessi motivi toccati in quel secolo ai Medici e ai Gonzaga di Mantova, a una rapida estinzione: dall'unione nacquero nei primi anni due figli, ma dopo aver adempiuto i propri obblighi coniugali lo sposo iniziò a condurre una vita dissipata e corrotta, umiliando Maria Teresa con le sue relazioni aperte con amanti. Maria Teresa, obbligata a soggiornare a Modena, dove comunque poteva contare sulla stima e sull'affetto dei suoceri, mantenne l'abitudine di tornare in estate nella sua patria oltre gli Appennini per occuparsi dei suoi Stati di famiglia. I rapporti sempre più deteriorati col marito portarono la coppia alla separazione definitiva.[2]

Maria Teresa si ritirò a Reggio Emilia, allietata solo dalle visite dell'unica figlia Maria Beatrice e del genero Ferdinando d'Asburgo.[3]

Governo illuminato[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ducato di Massa e Carrara.

Maria Teresa, in linea con la sua epoca, praticò un governo illuminato dimostrando grandi capacità amministrative.

Nel 1757 riformò l'economia carrarese tramite editti che concedevano gli agri marmiferi alle varie comunità paesane delle cave, fece proseguire e completare una strada che da Massa conducesse a Modena, l'odierna via Vandelli, cercò di creare a Massa un ospedale moderno e, in linea con il giuseppinismo dell'epoca, tentò una riforma del clero locale in vista della creazione da parte del Papa di una diocesi che comprendesse solamente il territorio del ducato, allora accorpato nella diocesi di Luni.

L'Accademia di Carrara[modifica | modifica wikitesto]

Monumento funebre di Maria Teresa Cybo D'Este, realizzato da Giuseppe Pisani con busto in marmo di Giovanni Antonio Cybei. Reggio Emilia, Basilica della Madonna della Ghiara

Tra le molteplici opere di rinnovamento iniziate dalla Duchessa, una tra le principali è sicuramente la fondazione di un'Accademia d'Arte a Carrara. Nel 1757, accogliendo il suggerimento di Giovanni Domenico Olivieri, scultore carrarese che aveva vissuto alla corte di Spagna e collaborato alla fondazione dell'Accademia di Madrid, Maria Teresa aveva promulgato gli statuti di un'Accademia intitolata a San Ceccardo (vescovo di Luni e patrono di Carrara), che avrebbe dovuto curare la preparazione alle delle tre arti principali, pittura, scultura e architettura. Esisteva ovviamente in loco una precedente tradizione di avviamento alla scultura, che avveniva favorita dalla antica metodo della bottega: singoli privati avevano uno studio in Carrara -allora famoso come quello del Baratta al Baluardo- e si facevano mecenati dei propri allievi.[4]

Il primo tentativo rimase però lettera morta se, dodici anni dopo, il 26 settembre 1769 Maria Teresa, con un successivo chirografo, sancisse l'atto di fondazione ufficiale dell'Accademia di Belle Arti di Carrara, eliminando però dal suo statuto il corso di Pittura: furono infatti istituite le sole sezioni della Scuole di Scultura e di Architettura perché l'Accademia, così creata, promuovesse lo sviluppo di arti legate alla locale industria e il commercio del marmo. Il Direttore primario della Scuola di Scultura fu Giovanni Antonio Cybei; l'ispettore della Scuola di Architettura fu Filippo Del Medico, che progettò anche la sede dell'Accademia (l'attuale Palazzo Rosso, che ospita ora la Biblioteca Civica locale), i cui lavori iniziarono nel 1771.

Nel 1781 Maria Teresa istituì una tassa sui marmi per finanziare i costi della scuola ma la morte della fondatrice nel 1790, la lontananza dalla città della nuova duchessa, che risiedeva a Milano con il marito e la bufera giacobina portarono in decadenza l'istituzione, che si riprese quando lo stile Impero prima e il neoclassicismo dopo riportarono in auge architetture e sculture marmoree.

Morì nel 1790 e venne sepolta nella Basilica della Madonna della Ghiara di Reggio Emilia.[5]

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la nascita dei primi due figli la coppia visse separata:

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Cybo-Malaspina
Sovrani di Massa e Carrara
Coat of arms of the House of Cybo-Malaspina.svg

Ricciarda
Giulio I
Alberico I
Carlo I
Alberico II
Carlo II
Alberico III
Alderano I
Maria Teresa
Maria Beatrice
Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Alberico II Cybo-Malaspina Carlo I Cybo-Malaspina  
 
Brigida Spinola, patrizia genovese  
Carlo II Cybo-Malaspina  
Fulvia Pico della Mirandola Alessandro I Pico della Mirandola  
 
Laura d'Este  
Alderano I Cybo-Malaspina  
Cardinale Camillo Pamphili Pamphilio Pamphili  
 
Olimpia Maidalchini  
Teresa Pamphili  
Olimpia Aldobrandini Giorgio Aldobrandini  
 
Ippolita Ludovisi  
Maria Teresa Cybo-Malaspina  
Alfonso II Gonzaga Camillo II Gonzaga  
 
Catalina d'Avalos d'Aquino d'Aragona  
Camillo III Gonzaga  
Ricciarda Cybo Malaspina Carlo I Cybo-Malaspina  
 
Brigida Spinola, patrizia genovese  
Ricciarda Gonzaga  
Sigismondo d'Este, marchese di San Martino Filippo d'Este, marchese di Lanzo  
 
Margherita di Savoia  
Matilde d'Este  
Principessa Teresa Maria Grimaldi Ercole Grimaldi, principe ereditario di Monaco  
 
Aurelia Spinola dei principi della Molietta  
 

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ O.Raffo, p.3.
  2. ^ L.Chiappini, p.44.
  3. ^ L.Chiappini, p.46.
  4. ^ O.Raffo, p.6.
  5. ^ L.Chiappini, p.70.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luciano Chiappini, Gli Estensi, Milano, Dall'Oglio, 1967, SBN IT\ICCU\LO1\0839913.
  • Olga Raffo, Maria Teresa Cybo-Malaspina d'Este : sovrana illuminata, donna triste, in Il tempo delle donne, le donne del tempo, Lucca, Pacini Fazi editore, 2003, SBN IT\ICCU\UFI\0433469.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Duchessa di Massa e Principessa di Carrara Successore Cybo-Malaspina-stemma.jpg
Alderano I 1731 - 1790 Maria Beatrice
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