Stazione di Fantiscritti

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Fantiscritti
stazione ferroviaria
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàCarrara
(parco naturale regionale delle Alpi Apuane)
Coordinate44°05′25.12″N 10°08′02.6″E / 44.09031°N 10.134055°E44.09031; 10.134055Coordinate: 44°05′25.12″N 10°08′02.6″E / 44.09031°N 10.134055°E44.09031; 10.134055
LineeMarmifera dal 1976 al 1964
Caratteristiche
TipoStazione in superficie, passante
Stato attualeDismessa
Attivazione1890
Soppressione1964
Binari2 + 1 carico
DintorniCave di Carrara
Cave omonime
NoteSede del Museo di Fantiscritti

La stazione di Fantiscritti era una stazione ferroviaria posta sulla ferrovia Marmifera Privata di Carrara. Inaugurata nel 1890, essa si trovava nel pieno delle cave carrarine omonime e serviva principalmente per il servizio merci.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Convogli merci in sosta sui tronchini di carico della stazione
Locomotiva FMC in arrivo alla testa di un convoglio sul secondo binario

La stazione venne inaugurata il 15 maggio 1890 in concomitanza con l'apertura al servizio dell'ampliamento della strada ferrata verso le pendici di escavazione[1].

La stazione operò ininterrottamente fino al 15 maggio 1964, anno in cui la ferrovia fu soppressa a causa della concorrenza su gomma[2].

Strutture e impianti[modifica | modifica wikitesto]

Lo scalo era costituito da un fabbricato di servizio dove avevano sede gli uffici della dirigenza del movimento, da un altro fabbricato sopraelevato provvisto di banchina e di 4 binari, uno di corsa, un altro per gli incroci[3] e due tronchini per il carico del marmo[4]. Questo avveniva tramite un carroponte, al 2014 ancora esistente e funzionante, che poteva andare avanti e indietro tramite due rotaie sopraelevate rispetto al terreno (una è posta sulla banchina del secondo edificio di servizio).

Dagli anni 2000 nel fabbricato principale ha sede il museo di Fantiscritti e da lì si può effettuare il tour delle cave che inizia della stazione e finisce alle pendici delle cave[5].

Movimento[modifica | modifica wikitesto]

Il traffico che ha caratterizzato l'impianto è stato principalmente merci, ma in un primo periodo vi fu anche un piccolissimo traffico passeggeri effettuato anch'esso dalla FMC attraverso un piccolo carro biasse dell'epoca dell'attivazione dei primi due tronconi di linea[6][7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bollettino dei trasporti e dei viaggi in ferrovia, op. cit.
  2. ^ Giovani, Maggi
  3. ^ Entrambi si possono vedere nella seconda foto storica.
  4. ^ Nella prima foto si possono notare il secondo fabbricato, le due aste di manovra ed il carroponte sopraelevato.
  5. ^ Marmo Tour - Visita alle Cave di marmo di Carrara
  6. ^ Bernieri
  7. ^ Inventario dell'archivio della ferrovia Marmifera Privata di Carrara, Tomo 1 - Servizio passeggeri, op. cit.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bollettino dei trasporti e dei viaggi in ferrovia, 1893.
  • Giuseppe Lipparini, Letture moderne: per le scuole secondarie di avviamento al lavoro secondo i nuovi programmi ministeriali, C. Signorelli, 1930.
  • Confederazione fascista dei lavoratori dell'industria, Atti del primo convegno nazionale dei lavoratori del marmo, granito e pietre affini, tenutosi a Carrara, il 16 e 17 settembre 1933-XI: convegni per lo studio della produzione indetti dalla confederazione nazionale sindacati fascisti dell'industria, Stab. F. Damasso, 1933.
  • Paola Bianchi e Laura Ricci, Inventario dell'archivio della ferrovia Marmifera Privata di Carrara, Tomo 1, biblioteca civica di Carrara, 2001.
    • Servizio passeggeri, 1891-1902.
  • Annalisa Giovani e Stefano Maggi, Muoversi in Toscana. Ferrovie e trasporti dal Granducato alla Regione, Bologna, Il Mulino, 2005, ISBN 88-15-10814-9.
  • Marcello Bernieri, I TRENI. Dalla prima "vaporiera" alla Marmifera di Carrara, Carrara, Società Editrice Apuana, marzo 2011, ISBN non esistente.

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