Ferrovia Poggibonsi-Colle Val d'Elsa

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Poggibonsi-Colle Val d'Elsa
Inizio Poggibonsi
Fine Colle di Val d'Elsa
Stati attraversati Italia Italia
Lunghezza 8 km
Apertura 1885
Chiusura 1987
Precedenti gestori FPC / FCP
FS
Scartamento 1 435 mm
Elettrificazione no
Ferrovie

La ferrovia Poggibonsi-Colle Val d'Elsa[1] era una breve diramazione della Ferrovia Centrale Toscana, aperta nel 1885, chiusa all'esercizio commerciale nel 1987 e dismessa nel 2009[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le premesse[modifica | modifica wikitesto]

L'inaugurazione della Ferrovia

La Ferrovia Centrale Toscana fu aperta nel 1849 e congiunge tutt'oggi Empoli con Siena passando per Poggibonsi. A quei tempi, la cittadina di Colle di Val d'Elsa era sede di industrie che producevano carta, vetro e ferro, oltre ad essere uno dei centri di raccolta dell'attività mineraria che si svolgeva tra le colline Metallifere. Risulta quindi difficile spiegarsi perché Colle Val d'Elsa fu esclusa dal tracciato. E infatti già attorno al 1860 cominciarono gli studi per unire Poggibonsi con Colle di Val d'Elsa e da lì proseguire per Volterra e Cecina. Non fu mai trovato un accordo per il tracciato: d'altra parte l'evoluzione della rete ferroviaria del Regno d'Italia faceva decadere tale asse dalla definizione di interesse nazionale, inoltre il costo della tratta Colle di Val d'Elsa – Volterra non poteva essere giustificato dagli interessi economici locali.

La gestione privata[modifica | modifica wikitesto]

Certificato azionario della Società Anonima Ferrovia Poggibonsi – Colle Val d'Elsa

Agli inizi degli anni ottanta del XIX secolo i colligiani decisero quindi di limitarsi al collegamento con la stazione di Poggibonsi-San Gimignano. Furono aperte sottoscrizioni fra i ceti industriali e mercantili e fu dato incarico all'ingegner Arpesani di predisporre il progetto. La sua realizzazione fu un breve tracciato di soli otto chilometri che si snodava lungo il fiume Elsa con confluenza nella Ferrovia Centrale Toscana a Poggibonsi. Nel 1881 venne concessa la costruzione e l'esercizio della linea al Comune di Colle di Val d'Elsa il quale subconcesse il tutto alla Società Anonima Ferrovia Poggibonsi – Colle Val d'Elsa, del gruppo L'Ausiliare di Milano, che più tardi modificherà il nome in Ferrovia Colle – Poggibonsi (FCP). I lavori cominciarono nel 1884 e l'apertura si tenne il 29 marzo dell'anno seguente[3].

La nuova ferrovia era a scartamento standard ed a binario unico. Era presente una fermata intermedia denominata La Rocchetta. A Colle Val d'Elsa era presente un raccordo industriale denominato Raccordo Fonderia, attivo fino almeno agli anni 1920. Inizialmente la linea terminava a Poggibonsi presso una propria stazione provvisoria; solo dopo qualche anno fu possibile attestare i treni da Colle Val d'Elsa nella stazione della Ferrovia Centrale Toscana in direzione di Siena. Con il passare degli anni questa scelta si rivelò sciagurata, perché costringeva il traffico diretto verso Empoli, Firenze e Livorno ad un regresso.

La dotazione originaria comprendeva il seguente materiale rotabile, tutto costruito dalla belga Mabille:

  • quattro locomotender con rodiggio C, immatricolate 1-4;
  • sei carrozze a due assi;
  • tredici carri a due assi.

Nel 1920 le quattro locomotive vennero radiate e sostituite da una T3 proveniente dalla ferrovia Massa Marittima-Follonica (FMF), immatricolata 5 e che mantenne il numero di matricola con il passaggio alla FCP, di proprietà delle Strade Ferrate Sovvenzionate (SFS), che detenevano il pacchetto di maggioranza della FCP, e dalla 812.006 ex FS, che mantenne l'originaria classificazione.

Nonostante un discreto successo iniziale, la Società non riuscì mai a conseguire brillanti risultati economici. La crisi economica della fine degli anni Venti del XX secolo, l'inizio della diffusione del trasporto su gomma, la cessazione delle speranze di prolungamento della breve relazione verso Saline di Volterra e Massa Marittima, l'alluvione nel 1929 che danneggiò la linea[4] furono motivi ben sufficienti per spingere ad economizzare il più possibile l'esercizio.

Nel 1931 venne pertanto immessa in servizio un'automotrice a benzina a sedici posti di costruzione ungherese con cui fu possibile aumentare con poche risorse la frequenza dei treni che raggiunsero in questo le sedici coppie. Una seconda automotrice, proveniente anch'essa FMF, seguì nel 1933 mentre, per rilanciare il traffico merci, nel 1934 furono attivati a Colle Val d'Elsa il Raccordo Vetrerie e il Raccordo Giacchi. Nonostante gli sforzi, la situazione economica rimase sempre pessima. La FCP gestì la ferrovia fino all'aprile del 1934 quando, non più interessata a continuare il servizio, chiese la trasformazione della ferrovia in autoservizio e, in seguito alla risposta negativa, ne cedette l'esercizio alle Ferrovie dello Stato. Nonostante ciò, la società detenne la concessione fino al 1953, anno in cui la ferrovia venne finalmente incorporata definitivamente nella rete FS; la FCP rimase solo proprietaria del materiale rotabile, comunque accantonato da anni in pessime condizioni[5], fino alla sua vendita all'azienda statale nel 1959 con conseguente demolizione.

L'esercizio delle FS[modifica | modifica wikitesto]

Le FS accantonarono subito il materiale motore FCP che venne sostituito dalle locomotive gruppo 822 del Deposito di Siena, le uniche ammesse a circolare sul leggero binario della linea. Fallito il tentativo da parte dell'Azienda di declassare la linea a raccordo merci sopprimendo il traffico passeggeri o, come alternativa, la cessione dell'esercizio ad un'altra società privata, la ferrovia continuò a funzionare fino al 1943[senza fonte] quando venne interrotta per danni bellici causati dalla seconda guerra mondiale.

A guerra terminata le FS cercarono nuovamente di cessare il servizio prendendo come pretesto i danni subiti; nonostante ciò si decise per la ricostruzione, così il 1º agosto 1948 riprese il servizio ferroviario tra Colle Val d'Elsa e Poggibonsi-San Gimignano. Nel 1953 la concessione fu finalmente trasferita dalla FCP all'azienda statale mentre il materiale originario, accantonato in pessime condizioni dal 1934, venne venduto alle FS solo nel 1959 e quindi demolito. Nel frattempo l'armamento venne rinnovato permettendo così nel 1958 la sostituzione delle 822 con le 875 e le 880 per i treni merci, mentre il traffico passeggeri fu svolto con le ALn 772.

Sempre negli anni 1950 il traffico merci vide un importante incremento: numerosi carri carichi di sabbia silicea destinata alle vetrerie giungevano a Colle Val d'Elsa, mentre in partenza il grosso del traffico era costituito dalla pirite estratta dalle colline Metallifere seguita dai prodotti agricoli della zona.

Lo sviluppo del traffico merci fu però di breve portata, infatti cominciò a declinare già negli anni 1960 a causa del nuovo piano regolatore di Colle di Val d'Elsa che prevedeva lo spostamento delle industrie lontano dalla stazione. Inoltre la presenza di numerosi passaggi a livello per lo più incustoditi era fonte sempre più di pericolo per lo sviluppo inarrestabile del traffico su gomma. La già bassa velocità massima della linea (35 km/h per le automotrici, 30 km/h per il materiale ordinario) venne pertanto ulteriormente penalizzata con l'introduzione di un rallentamento fisso a 10 km/h lungo un tratto di quasi un chilometro tra le progressive 6+366 e 7+156, rallentamento poi abbassato a 6 km/h ed esteso per più di due chilometri. In conseguenza a ciò i tempi di percorrenza si dilatarono notevolmente, dai 16 minuti degli anni 1950 si arrivò ai 26 minuti del 1975 con conseguente contrazione del traffico passeggeri che pertanto venne assicurato con sole quattro coppie.

Negli anni 1970 le FS decisero di migliorare la ferrovia Empoli – Siena compresa la diramazione per Colle Val d'Elsa. Questa doveva essere quasi interamente ricostruita su di un nuovo tracciato caratterizzato da una galleria sotto al colle di Maltraverso ed innesto a Poggibonsi-San Gimignano in direzione di Empoli, più numerosi sovrappassi per l'eliminazione di altrettanti passaggi a livello. Nonostante tali lavori fossero cominciati effettivamente agli inizi degli anni 1980, vennero ben presto abbandonati a causa delle restrizioni dei finanziamenti per la Empoli – Siena[6]. Contemporaneamente, con l'orario estivo del 1982 cessò il servizio passeggeri mentre continuò quello merci che diminuì costantemente fino al 4 luglio 1987, quando circolò l'ultima tradotta.

La dismissione[modifica | modifica wikitesto]

La Stazione

La linea è stata ufficialmente chiusa al traffico il 2 novembre 1987 e nonostante ciò la Stazione di Colle Val d'Elsa fu presenziata da un deviatore per altri tre anni fino al 1990; dopodiché si cominciò a rimuovere qualche tratto di binario in corrispondenza dei passaggi a livello e in stazione di Colle Val d'Elsa dove fu completamente asportato per la costruzione di un parcheggio sotterraneo. Dalla parte di Poggibonsi la sede ferroviaria è stata riconvertita in strada fino al passaggio a livello di largo Gramsci.

Il disarmo[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 marzo 2009 è stato emanato un decreto ministeriale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha dichiarato dismessa la tratta ferroviaria e ha disposto il passaggio di proprietà del sedime e dei fabbricati agli enti locali[7].

Pista ciclabile a Colle Val d'Elsa sul tracciato ferroviario

Nei mesi seguenti i comuni di Colle di Val d'Elsa e di Poggibonsi hanno ripulito dalla folta vegetazione la tratta extraurbana che aveva ricoperto il binario dopo tanti anni di abbandono. Successivamente è stata costruita una pista ciclabile al suo posto, ricoprendo i binari, secondo le disposizioni contenute nel decreto ministeriale di dismissione. La pista ciclabile è stata inaugurata nel novembre 2011. L'associazione Ferrovia Colle Poggibonsi, nata nel 1997 come sezione della FTI - Ferrovie Turistiche Italiane allo scopo di lanciare un impiego turistico della linea e che si era distinta nel corso degli anni in questo senso, si è sciolta all'inizio del 2010.

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Stazioni e fermate
Unknown route-map component "STR+l" Unknown route-map component "CONTfq"
linea per Chiusi
Station on track
7+960 Poggibonsi - San Gimignano
Unknown route-map component "CONTgq" Unknown route-map component "xABZgr"
Linea per Empoli
Unknown route-map component "exHST"
3+474 La Rocchetta
Unknown route-map component "exKBHFe"
0+200 Colle Val d'Elsa
Note

Le progressive erano in origine diminuite di 200 m.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il nome esatto del comune è Colle di Val d'Elsa, il nome della stazione era invece senza preposizione: Colle Val d'Elsa. Nel testo si usa una o l'altra dizione a seconda se ci si riferisce rispettivamente alla città o alla stazione.
  2. ^ Decreto Ministeriale del 3 marzo 2009, n. 127.
  3. ^ Sviluppo delle ferrovie italiane dal 1839 al 31 dicembre 1926, Roma, Ufficio Centrale di Statistica delle Ferrovie dello Stato, 1927. Vedi Alessandro Tuzza, Trenidicarta.it. URL consultato il 19 luglio 2010.
  4. ^ L'alluvione fece crollare il ponte sul fiume Elsa posto alla progressiva kilometrica 4+749.
  5. ^ L'esercizio della ferrovia infatti era effettuato dal 1934 esclusivamente con materiale FS.
  6. ^ Furono realizzati alcuni sovrappassi stradali ed iniziato lo scavo della galleria di Maltraverso.
  7. ^ Redazionale, Dismessa la ferrovia Colle Poggibonsi, in Sienafree.it, 27 marzo 2009. URL consultato il 20 aprile 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Federici, Quel treno per Colle, in Tutto Treno & Storia, novembre 2004, 12, 54-65. Ponte San Nicolò (PD), Duegi Editrice. ISSN 1124-4232.
  • Adriano Betti-Carboncini, Siena e il treno, Cortona, edizioni Calosci, 1991.
  • Luca Guerranti-Giuseppe Mantelli L'epoca delle strade ferrate Un treno per Colle: strada ferrata Poggibonsi-Colle Val d'Elsa nel 125º anno dalla sua costruzione 29 marzo 1885- 29 marzo 2010 a cura dell'Associazione Storica Poggibonsese, Nencini editore Poggibonsi, 2011

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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