Umbria Mobilità

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Umbria Mobilità
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per Azioni
Fondazione1º dicembre 2010
Sede principalePerugia
SettoreTrasporto
ProdottiTrasporto pubblico
Sito webwww.umbriamobilita.it

Umbria TPL e Mobilità S.p.A, nota semplicemente come Umbria Mobilità, è un'azienda di trasporto pubblico locale che gestisce l'infrastruttura ferroviaria di proprietà della Regione dell'Umbria (Ferrovia Centrale Umbra) e il relativo patrimonio immobiliare.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un percorso iniziato nel 2006,[1] Umbria Mobilità si è costituita ufficialmente il 1º dicembre 2010 dallo scioglimento e conseguente fusione di sette aziende umbre: sei aziende di trasporti - ovvero APM ed APM Esercizi (Perugia), ATC TPL e Mobilità (Terni), SSIT Gestione e SSIT Servizio (Spoleto) e Ferrovia Centrale Umbra - più la società strumentale Umbria House. Si è trattato della prima operazione in Italia di accorpamento in un unico soggetto di tutte le realtà locali del trasporto pubblico regionale[2] (rimaneva comunque separata la Minimetrò S.p.A., accorpata ad Umbria Mobilità per la sola parte gestionale).[3]

La società detiene anche un terzo del pacchetto azionario di Roma TPL (partecipazione - in rosso per 40 milioni di euro - ereditata da apm S.p.A.), mentre il 15 dicembre 2011 Umbria Mobilità ha acquisito il 100% della Sira (Società industriale romana autolinee).[4] Dopo la devoluzione dei servizi di trasporto a favore della controllata Umbria Mobilità Esercizio avvenuta il 1º marzo 2014[5], a Umbria Mobilità è rimasto il ruolo di gestore dell'infrastruttura per le linee ferroviarie precedentemente in carico alla FCU. Nel 2014, la società ha ceduto il ramo d'azienda legato all'esercizio del solo trasporto pubblico regionale alla subentrante Busitalia-Sita Nord[6][7].

Un'indagine della Guardia di Finanza avviata e coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia ha scoperto una serie di irregolarità - tra le quali figurano anche gravi reati commessi dai più alti funzionari - le quali, tra l'altro, sommate al debito di 60 milioni di euro per un totale di 100 - rischiano di portare l'azienda, che negli anni ha elargito credito per 40 milioni alla Roma TPL e al consorzio Cotri di Roma - alla liquidazione coatta amministrativa:[8] a distanza di anni, l'inchiesta avrebbe scoperto un accordo illecito nascosto dietro al buco milionario di Umbria Mobilità, spiegando che i dirigenti di apm si sarebbero fatti corrompere per far partecipare l'azienda al consorzio romano (in particolare, l'ex dirigente di apm avrebbe percepiti compensi per 2 milioni “incurante degli ingenti danni patrimoniali" causati all'azienda). Nel 2019 il gip di Perugia ha disposto (e le fiamme gialle hanno eseguito) quattro arresti e alcuni sequestri per 8 milioni di euro, ma in primo grado il tribunale ha rigettato per difetto di giurisdizione. La vertenza rimane in parte in attesa di giudizio d'appello, mentre alcuni degli imputati sono stati definitivamente assolti.[9]

Umbria Mobilità Esercizio[modifica | modifica wikitesto]

Il gravissimo dissesto che colpì dapprima la S.p.A. apm e poi - di rimbalzo - la S.p.A. Umbria Mobilità, ha originato una serie di operazioni hanno "svuotato" l'azienda - rimasta autonoma - svenendone tutti i settori di attività, col passaggio intermedio della cessione alla neo-costituita Umbria Mobilità Esercizio, a Busitalia Sita Nord S.p.A. del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, che l'ha acquisita gradualmente fino al raggiungimento del 100% delle partecipazioni sociali. Attualmente, quindi, Umbria Mobilità gestisce in autonomia ben poco rispetto a quanto fece in passato.

Nello specifico, a causa dell'operazione di cessione a Umbria Mobilità Esercizio (e quindi a Busitalia), la Umbria Mobilità ha perso la gestione del servizio extraurbano nell'Umbria intera e dei servizi urbani di Perugia, Spoleto, Terni, Amelia, Assisi, Città di Castello, Foligno, Gualdo Tadino, Gubbio, Montefalco, Narni, Nocera Umbra, Orvieto, Spello, Todi e Trevi. Inoltre, gestiva i percorsi meccanizzati di Perugia, Spoleto, Cascia e Amelia, i servizi di navigazione sul lago Trasimeno, il Minimetrò di Perugia (insieme alla Minimetrò S.p.A.) e la funicolare di Orvieto (c.d. mobilità alternativa).

Sistema tariffario integrato Unico Perugia[modifica | modifica wikitesto]

Contestualmente all'apertura del Minimetrò, la apm S.p.A. (poi Umbria Mobilità) ha varato il nuovo biglietto integrato, del costo di € 1,50 (a fronte del precedente biglietto di € 0,80 per 70 minuti).

Esercizio attuale[modifica | modifica wikitesto]

L'Umbria è il mercato principale di Umbria Mobilità: nella regione, la società:

  • gestisce l’infrastruttura ferroviaria regionale (Ferrovia Centrale Umbra, linea il cui tracciato si snoda quasi totalmente nel territorio umbro, lungo la valle del Tevere) ed è responsabile della circolazione dei treni attraverso il sistema di controllo centralizzato del traffico;
  • gestisce il percorso e gli immobili della ex ferrovia Spoleto-Norcia (linea a scartamento ridotto a trazione elettrica che attraversava l’appennino umbro, dismessa nel 1968, il cui tracciato è stato in seguito utilizzato come strada ciclopedonale), i quali - per la loro particolare rilevanza - sono ricompresi tra i beni di notevole interesse storico-artistico (in particolare, la vecchia stazione di Spoleto, di recente restaurata, assolve alla funzione di Museo della Ferrovia);
  • gestisce parcheggi a pagamento.

Umbria Mobilità opera anche al di fuori dell'Umbria. A Roma gestisce il trasporto su gomma della rete periferica (assieme ad altri operatori privati[3]) attraverso Roma TPL. Si occupa inoltre della gestione di parcheggi in sei regioni italiane.[3] Annovera tra le sue attività altresì:

  • la gestione di parcheggi in sette regioni italiane per un totale di oltre 7.000 posti auto;
  • la gestione di infrastrutture ferroviarie nel Lazio e negli Abruzzi;
  • la manutenzione dei mezzi; nonché
  • la produzione di energie rinnovabili, la "implementazione di tecnologie per la gestione di servizi e l’informazione all’utenza" e l'installazione di tornelli antievasione a livello "internazionale".[3]

La società conta 62 dipendenti.[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ivano Porfiri, Trasporti, nasce la società umbra della mobilità, in umbria24.it, 29 novembre 2010.
  2. ^ Nasce l'azienda unica dei trasporti pubblici regionale, in perugia.virgilio.it.
  3. ^ a b c d L'azienda, umbriamobilita.it.
  4. ^ Andrea Luccioli, Umbria Mobilità fa affari nella Capitale [collegamento interrotto], in giornaledellumbria.it, 15 dicembre 2011.
  5. ^ Nasce Umbria Mobilita Esercizio Archiviato il 7 marzo 2014 in Internet Archive.. URL consultato nel marzo 2014.
  6. ^ Busitalia si prende Umbria Mobilità e fa una promessa: 300 autobus nuovi, in Perugia Today, 24 marzo 1914. URL consultato nel gennaio 2015.
  7. ^ Umbria mobilità è privata: anche l'ultimo 30% ceduto a Busitalia. in Il Messaggero, 8 luglio 2014. URL consultato nel gennaio 2015.
  8. ^ Umbria mobilità, 100 milioni di deficit, su Quotidiano dell'Umbria. URL consultato il 12 luglio 2020.
  9. ^ Umbria mobilità, tutti assolti anche in appello: oltre 142 mila euro di spese legali da liquidare, su Umbria24.it. URL consultato il 12 luglio 2020.
  10. ^ Bilancio Esercizio 2017, su umbriamobilita.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]