Ferrovia Cana-Arcille-Grosseto

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Cana-Arcille-Grosseto
InizioCana
FineGrosseto
Stati attraversatiItalia Italia
Apertura1920
Chiusura1950 (?)
Scartamento1 435 mm tra Arcille e Grosseto
950 mm tra Cana e Arcille
Ferrovie

La ferrovia Cana-Arcille-Grosseto è stata una ferrovia privata non elettrificata, poi dismessa, per il collegamento di Cana a Grosseto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La ferrovia entrò in funzione nel tratto compreso tra Cana ed Arcille nel 1916, quando entrò di fatto in funzione l'originaria ferrovia Cana-Arcille-Rispescia. Il suddetto tratto era a scartamento ridotto e fu costruito per il trasporto della lignite estratta presso le miniere dell'area collinare tra Cana e Baccinello. I convogli-merci partivano dalla stazione di Cana dirigendosi a valle.

Nel 1920 fu completato il tratto Arcille-Grosseto a scartamento normale per poter collegare la preesistente linea ferroviaria direttamente alla sede grossetana delle officine Ansaldo, servite da una propria stazione, e alla principale stazione di Grosseto, ove i convogli potevano proseguire sia verso nord in direzione Livorno che verso sud in direzione Roma.

Stazioni e fermate
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Cana
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Baccinello
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Arcille
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Istia d'Ombrone
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Linea per Rispescia
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Grosseto Ansaldo
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Linea per Roma
Station on track
Grosseto
Continuation forward
Linea per Livorno

Con la definitiva dismissione del tratto compreso tra Arcille e Rispescia avvenuta nel 1925, la ferrovia Cana-Grosseto rimase l'unica in funzione fino alla metà del secolo scorso, epoca in cui fu decisa la sua definitiva dismissione in seguito alla cessazione delle attività estrattive.

Oltre alle principali stazioni di Cana, Arcille e Grosseto, lungo la linea ferroviaria vi erano anche le stazioni di Baccinello, Istia d'Ombrone (avente un collegamento a una fornace) e Grosseto Ansaldo situata all'estremità nord-orientale della città ove sorgono altri stabilimenti artigianali e industriali.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Innocenti, Istia e il suo territorio: briciole di storia, Grosseto, Editrice Innocenti, 2007, p. 91.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]