Stazione di Torano

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Torano
stazione ferroviaria
Torano (Carrara) - Locomotiva FMC N.7.JPG
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàCarrara, frazione Torano
(parco naturale regionale delle Alpi Apuane)
Coordinate44°05′34.81″N 10°06′22.41″E / 44.093004°N 10.106226°E44.093004; 10.106226Coordinate: 44°05′34.81″N 10°06′22.41″E / 44.093004°N 10.106226°E44.093004; 10.106226
LineeMarmifera dal 1876 al 1964
Caratteristiche
TipoStazione in superficie, passante, di diramazione
Stato attualeDismessa
Attivazione1876
Soppressione1964
Binari1 passante + 2 scalo
DintorniTorano

La stazione di Torano era una stazione ferroviaria posta sulla ferrovia Marmifera Privata di Carrara al servizio del bacino marmifero di Torano, a Carrara nell'area del parco naturale regionale delle Alpi Apuane. Era configurata come stazione di diramazione per i tracciati per Piastra e Tarnone.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Una locomotiva FS gr. 835, immatricolata come FMC n. 7, transita alla testa di un convoglio presso la stazione

La stazione venne inaugurata il 19 agosto 1876, in concomitanza all'apertura al servizio dei primi due tronchi della ferrovia[1][2][3]. Torano all'epoca della sua inaugurazione non era stata configurata come stazione di diramazione, ma semplicemente come stazione passante per Piastra, in quanto mancava ancora l'allacciamento con Tarnone e con i bacini di escavazione di Colonnata, realizzato il 15 maggio del 1890. Da tale data la stazione divenne di diramazione per Tarnone e da lì fino a Colonnata e Ravaccione[3].

Venne soppressa il 15 maggio 1964 a causa della chiusura dell'intera infrastruttura dovuta alla concorrenza del traffico su gomma[4].

Strutture e impianti[modifica | modifica wikitesto]

La stazione disponeva di un fabbricato di servizio da dove si gestiva il traffico sul tratto di linea e di tre binari, uno passante della linea e gli altri due di scalo. Nei pressi della stazione vi era un impianto per la lavorazione dei blocchi di marmo, al 2014 ancora esistente ma dismesso e in abbandono.

Movimento[modifica | modifica wikitesto]

La stazione venne interessata, nei suoi anni di servizio, dal solo traffico merci in quanto sulla linea non si effettuava servizio passeggeri regolare.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ferdinando Milone, L'Italia nell'economia delle sue regioni, op. cit.
  2. ^ La Marmifera - carraraonline.com, coll. est.
  3. ^ a b Università degli Studi di Firenze: Facoltà di Architettura, coll. est.
  4. ^ Annalisa Giovani, Stefano Maggi, Muoversi in Toscana. Ferrovie e trasporti dal Granducato alla Regione, op. cit.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Società botanica italiana, Bollettino, 1894.
  • Ferdinando Milone, L'Italia nell'economia delle sue regioni, 1955.
  • Luigi Lavagnini, Carrara nella leggenda e nella storia, Società Editrice Italiana Demetra, 1962.
  • Mario Pieri, I marmi d'Italia: graniti e pietre ornamentali: mineralogia, geologia, tecnologia e merceologia dei marmi, analisi chimica e microscopica di 110 esemplari, le pigmentazioni coloranti nei marmi, la formazione di macchie deturpanti, i marmi antichi analizzati, Hoepli, 1964.
  • Lorenzo Gestri, Capitalismo e classe operaia in provincia di Massa-Carrara: dall'Unità d'Italia all'età giolittiana, L. S. Olschki, 1976.
  • Giuseppe Casarrubea, I Fasci contadini e le origini delle sezioni socialiste della provincia di Palermo, Volume 1, S. F. Flaccovio, 1978.
  • Annalisa Giovani, Stefano Maggi, Muoversi in Toscana. Ferrovie e trasporti dal Granducato alla Regione, Il Mulino, Bologna, 2005. ISBN 88-15-10814-9.

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