Pietrasanta

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Pietrasanta
comune
Pietrasanta – Stemma Pietrasanta – Bandiera
Pietrasanta – Veduta
Piazza Duomo, a Pietrasanta.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Tuscany.svg Toscana
ProvinciaProvincia di Lucca-Stemma.png Lucca
Amministrazione
SindacoAlberto Giovannetti (centro-destra) dal 24-6-2018
Territorio
Coordinate43°56′42.68″N 10°13′05.77″E / 43.94519°N 10.21827°E43.94519; 10.21827 (Pietrasanta)Coordinate: 43°56′42.68″N 10°13′05.77″E / 43.94519°N 10.21827°E43.94519; 10.21827 (Pietrasanta)
Altitudine14 m s.l.m.
Superficie41,6 km²
Abitanti23 542[1] (31-12-2019)
Densità565,91 ab./km²
FrazioniCapezzano Monte, Capriglia, Strettoia, Montiscendi (frazione di Strettoia), Vallecchia, Valdicastello, Marina di Pietrasanta, Solaio, Vitoio, Castello, Africa, Macelli, Crociale, Ponte Rosso, Traversagna, Borgo Metati Rossi (frazione di Strettoia).
Comuni confinantiCamaiore, Forte dei Marmi, Montignoso, Seravezza, Stazzema
Altre informazioni
Cod. postale55045
Prefisso0584
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT046024
Cod. catastaleG628
TargaLU
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantipietrasantini, vulgo piastrini
Patronosan Martino e san Biagio
Giorno festivo3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pietrasanta
Pietrasanta
Pietrasanta – Mappa
Posizione del comune di Pietrasanta all'interno della provincia di Lucca
Sito istituzionale

Pietrasanta è un comune italiano di 23 542 abitanti[1] della provincia di Lucca in Toscana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ducato di Tuscia
aureo di Aistolfo, 749

Le ricche testimonianze archeologiche e le sicure fonti storiche attestano e comprovano la continua presenza dell'uomo nella terra dominata dall'antica Pietra Apuana. Vi si avvicendano Etruschi, Liguri-Apuani, Romani e, dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, i Longobardi.

Il Ducato longobardo ha lasciato nel luogo una ricca e varia eredità: toponimi, cognomi, fondazioni e, soprattutto, il seme dal quale sarebbero poi discesi i Nobili di Corvaia e di Vallecchia, feudatari di Versilia.

Repubblica di Lucca

Ma tutto questo succedeva quando Pietrasanta ancora non esisteva. Per veder nascere il suo borgo murato, si sarebbe dovuto attendere il 1255 quando, per contrastare le consorterie feudali dei Vallecchia e dei Corvaia, il nobile milanese Guiscardo di Pietrasanta[2], Podestà della Repubblica di Lucca, decise di fondarla ai piedi della preesistente Rocca longobarda e del borgo chiamato Sala. Per popolare la nuova città fece trasferire gli abitanti di Corvaia e di altri luoghi[3].
Ancora oggi la cittadina versiliese adotta come stemma quello della famiglia dei Pietrasanta, con una colonna sormontata da un’ostia.

La fondazione duecentesca rappresenta la cesura fra due epoche storiche: la fine del periodo feudale con la cacciata dei Signori di Corvaia e Vallecchia, definiti Zelatores Pisani Communis e l'insediamento del nuovo potere Comunale.

Per la sua posizione strategico-militare e per l'importanza economica delle sue risorse agricole e minerarie, la Pietrasanta lucchese sarà oggetto di continue mire di conquista da parte pisana, genovese e fiorentina.

Castracani degli Antelminelli

In particolare alla base della lunga lotta fra Pisa e Lucca è la volontà di impossessarsi di un territorio molto importante per la presenza del porto di Motrone, per il controllo della Via Francigena e per le ricche risorse minerarie del ferro e dell'argento.

I Lucchesi, nel 1308, riorganizzano il nuovo borgo ed il territorio ad esso pertinente nella Vicaria di Pietrasanta. Castruccio Castracani, signore di Lucca dal 1316 al 1328, decide di fortificare il centro abitato con un valido sistema di mura difensive, del quale ancor oggi si vedono i resti, e con la costruzione della Rocchetta Arrighina.

Medici

La città continuò a prosperare anche sotto le alterne dominazioni di Lucca e Pisa.

Pietrasanta diviene possesso di Genova dal 1437 al 1484, quando è conquistata dalla Firenze medicea.
Nel 1494 Piero de' Medici è costretto a cederla a Carlo VIII che, forte del suo esercito, è diretto a Napoli nel corso della prima Guerra d'Italia; per denaro il re francese prontamente la rivende a Lucca.

Nel 1513 Pietrasanta ed il suo territorio, con un lodo di Papa Leone X, vengono definitivamente attribuiti allo Stato di Firenze.

Sono anni di stabilità politico-amministrativa (nasce il Capitanato) e di espansione economica.
È il periodo in cui Michelangelo è in terra di Versilia in cerca di quel materiale che si rivela prezioso non solo per l'economia dei suoi tempi, ma anche per quella futura: il marmo.

Pietrasanta e la Versilia tra Granducato di Toscana e Repubblica di Lucca nel 1673

Marmo che caratterizza gli edifici più importanti della città tra cui spicca per bellezza e splendore il Duomo che raccoglie al suo interno importanti opere d'arte e la Sacra icona della Madonna del Sole.

Grazie al Granduca Cosimo I Pietrasanta diviene un'importante centro militare, parte del sistema di difesa e di controllo sulla Toscana settentrionale e sui passi appenninici.

Asburgo Lorena

Nel 1737, alla morte di Gian Gastone, si estingue la dinastia dei Medici e la corona del Granducato passa a Francesco Stefano di Asburgo-Lorena.

Poi è Granduca suo figlio Leopoldo I che in Toscana attua una serie di provvedimenti destinati a cambiare radicalmente l'economia del territorio: promuove la bonifica della palude costiera, l'incremento del commercio e dell'industria, la creazione di una scuola per la lavorazione artistica del marmo.
Nel 1790 Leopoldo diventa Imperatore d'Austria, e il suo secondogenito Ferdinando III, diventato Granduca, continua la politica illuminata del padre.

L'occupazione francese interrompe il governo della dinastia lorenese fino alla caduta di Napoleone.
Con il ritorno del Granduca Ferdinando III nel 1814, vengono presto intrapresi ulteriori lavori di bonifica lungo la costa toscana, rimuovendo così in modo radicale la causa della malaria che da secoli era motivo della decadenza dei luoghi (1820).

Regno d'Italia

Suo figlio Leopoldo II nel 1841 decide d'innalzare Pietrasanta al rango di "Città Nobile" per la sua storia, le importanti famiglie che l'hanno abitata e le sue istituzioni e in suo onore viene anche dedicata la statua tuttora in piazza Duomo[4].

Ma ormai la Toscana e quindi Pietrasanta seguono le vicende del Risorgimento italiano: dopo i diffusi moti rivoluzionari del 1848 e le guerre d'indipendenza, con la pesante repressione austriaca il sostegno popolare viene meno.
Leopoldo abdica a favore del figlio Ferdinando, ma il Granducato decade e nel 1860 un plebiscito ne sancisce l'unione al Regno di Sardegna e quindi al nuovo Regno d'Italia dal 1861.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

«Quel che mi piace è Pietrasanta:
bellissima cittadina, con piazza unica,
una cattedrale da grande città,
e, sfondo, le Alpi Apuane.
E che paese all'intorno!»

(Giosuè Carducci)

Centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Interno del Duomo di Pietrasanta

Il centro storico accoglie vari monumenti, tra i quali il Duomo di San Martino (XIII-XIV secolo) in stile romanico-gotico e la chiesa di Sant'Agostino (sec. XIV), oggi sospesa al culto, in stile romanico, con l'annesso campanile tardo barocco. Accanto all'edificio si può ammirare soprattutto il chiostro di Sant'Agostino, nel quale è il Centro culturale "Luigi Russo", caratterizzato dalla Biblioteca Comunale "G. Carducci" e da una raccolta di bozzetti.

Sulla piazza è anche la Torre Civica o Torre delle Ore, in stile gotico (curiosamente non annessa al Palazzo comunale); sempre nella stessa piazza è il Teatro Comunale. Degna di nota è la Rocchetta Arrighina, accanto alla quale si trova l'arco di Porta a Pisa.

Sempre sulla piazza si ergono varie costruzioni risalenti al XVI secolo: la Colonna del Marzocco accanto alla fontana omonima, il Palazzo Panichi Carli e il monumento a Leopoldo II, volgarmente detto il Canapone.

Particolare dell'interno del Duomo di Pietrasanta

Palazzo Moroni è sede del Museo archeologico che accoglie numerosi reperti d'epoca etrusca.

La città possiede anche una rete di cunicoli sotterranei, oltre a opere difensive strategiche quali le mura di cinta ben visibile dalla piazza, raggiungibili grazie a un sentiero che termina alla Rocca di Sala, dalla quale si può ammirare la piana versiliese da Viareggio a Forte dei Marmi. Nelle giornate più limpide sono visibili anche alcune isole dell'Arcipelago Toscano e, più spesso, la costa ligure.

Di grande interesse sono anche la chiesa di San Francesco e l'oratorio di San Giacinto.

In città è anche il MuSA, museo reale e virtuale di Scultura ed Architettura, di moderna concezione e che illustra tutto il procedimento di estrazione del marmo, principale risorsa della città, con l'illustrazione della creazione e lavorazione delle più importanti opere scultoree ed architettoniche.

Sono infine interessanti anche le stradine della Pietrasanta antica, come la caratteristica via del Riccetto con pavimentazione in ciottoli di fiume, o via della Fontanella, dove è l'Osservatorio astronomico "Spartaco Palla".

Edifici storici[modifica | modifica wikitesto]

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

I.Mitoraj
Il Centauro

Molte sculture adornano le piazze e le strade della città:

  • Franco Adami, Il Giudizio del Minotauro, Rotonda della Via Aurelia
  • Fernando Botero, Il Guerriero, Piazza Matteotti; affreschi del Paradiso e Inferno, Chiesa della Misericordia via Mazzini.
  • Pietro Cascella, Memoria di Pietrasanta, Piazza Matteotti
  • Girolamo Ciulla, Il coccodrillo, Via Asmara, Tonfano
  • Jean-Michel Folon, L'Oiseau, Rotonda del Viale Apua
  • Igor Mitoraj, Il Centauro, Piazzetta del Centauro; Annunciazione, lunetta della Chiesa di Sant'Agostino
  • Marcello Tommasi, Gruppo bronzeo (scena rurale per il Mercato comunale), Via Oberdan;
  • Kan Yasuda, Chiave del Sogno, Piazza della Stazione

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo archeologico versiliese "Bruno Antonucci", con sede nel Palazzo Moroni in Piazza del Duomo
  • Museo dei bozzetti "Pierluigi Gherardi", nel cinquecentesco ex-convento di S. Agostino
  • MuSA
  • Museo "Padre Eugenio Barsanti", in Palazzo Panichi è dedicato al Padre Scolopio Eugenio Barsanti, inventore, con Felice Matteucci, del motore a scoppio.
  • Osservatorio astronomico "Spartaco Palla", nel Parco della Fontanella
  • Casa natale di Giosuè Carducci, nella frazione di Valdicastello

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2018 la popolazione straniera residente era di 1 380 persone.[6] Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

La piccola Atene[modifica | modifica wikitesto]

Pietrasanta
Spazi d'arte

Propiziata dalla disponibilità del marmo, già dal tardo medioevo la regione versiliese aveva prodotto generazioni di scultori. Nei secoli successivi la tradizione è continuata sino al XX secolo, in particolare nel secondo dopoguerra, quando Pietrasanta ha accolto studi di artisti internazionali del marmo e del bronzo e la nascita di numerosi laboratori di copisti e di fonderie.
Le numerose occasioni di mostre di pittura e scultura via via presentate nella città, nei suoi spazi pubblici e nelle numerose gallerie d'arte, hanno contribuito a lasciarle un patrimonio artistico pubblico in continua crescita, esposto nelle Collezioni comunali.

Oltre ai numerosi laboratori artigianali, Pietrasanta ha sparse sul territorio numerose gallerie d'arte, nel numero record di una ogni 1200 abitanti circa.[7]

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2010, all'inizio di giugno, si tiene la rassegna letteraria della Mondadori Anteprime: ti racconto il mio prossimo libro, dove decine di autori affollano il centro storico con incontri, dibattiti e presentazioni dei loro ultimi lavori.

Ogni estate si svolge il Festival La Versiliana nella frazione di Marina di Pietrasanta.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Una via del centro

Località e frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1914 Forte dei Marmi, già frazione di Pietrasanta, viene costituito comune autonomo. Da allora Pietrasanta non ha più continuità territoriale in quanto la località di Strettoia è diventata un'exclave circondata dai comuni di Seravezza, Montignoso e Forte dei Marmi.

Salendo nelle frazioni collinari di Capriglia, Capezzano Monte e Strettoia (quest'ultima costituente un'exclave alle spalle di Forte dei Marmi), si gode di una bella vista su Mar Ligure e Mar Tirreno, con un panorama che spazia dall'Isola Palmaria, nel Golfo della Spezia, fino alle coste livornesi e all'antistante Isola di Gorgona. Nelle giornate serene si distinguono nettamente all'orizzonte i contorni dell'Isola d'Elba, della Corsica e talvolta le vette delle Alpi Marittime al di là della costa ligure.

La stazione balneare di Marina di Pietrasanta è invece nota per la grande pineta in cui ogni estate si tiene il Festival della Versiliana.

La chiesa[modifica | modifica wikitesto]

Pietrasanta, assieme agli altri comuni della Versilia, Forte dei Marmi, Seravezza e Stazzema, con esclusione per quest'ultimo della Frazione di Arni, appartiene all'Arcidiocesi di Pisa a differenza di Viareggio, Camaiore e Massarosa, ora considerati erroneamente anch'essi comuni della Versilia[senza fonte], che appartengono a quella di Lucca.
Questa secolare divisione risale al tempo dei Medici perché, essendo Pietrasanta e il suo Capitanato un'enclave del Granducato di Toscana nel territorio di Lucca, il territorio era diviso fra la Diocesi di Luni (oggi inclusa nella Spezia) e quella di Lucca. Con un suo lodo il Papa Leone XI assegnò tutto il Capitanato alla Diocesi di Pisa e così è rimasta da allora.

A Vallecchia si trova la Pieve di Santo Stefano.

Strettoia, sede di una antichissima pieve ricostruita nel dopoguerra, è una frazione distaccata con il suo territorio dal resto del Comune per effetto dello scorporo del Comune di Pietrasanta, per l'istituzione del Comune di Forte dei Marmi, perorata dal Senatore Montauti di Lucca, i cui sponsor erano i Conti Siemens-Schuckert, residenti a Lucca, proprietari di parte della pineta litoranea, ai quali interessava gestire in proprio il territorio.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Pietrasanta è situata sulla Strada statale 1 Via Aurelia che la collega in direzione sud a Lido di Camaiore e Viareggio e in direzione nord a Querceta e Massa. La Strada statale 439 Sarzanese-Valdera collega la città al capoluogo della Provincia, per proseguire fino a Follonica.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La Stazione di Pietrasanta, posta sulla linea Genova-Pisa, è servita dalle relazioni regionali Trenitalia svolte nell'ambito dei contratti di servizio stipulati con la Regione Toscana denominate anche "Memorario".

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Capolinea di Pietrasanta, comune alla Tranvia litoranea di Viareggio e alla Tranvia di Massa, in una cartolina d'epoca

Il trasporto pubblico locale è garantito dalle autocorse gestite dalla società CTT Nord con le quali si possono raggiungere Forte dei Marmi e Viareggio, frazioni e località di montagna dei comuni limitrofi (Seravezza e Stazzema) e il capoluogo di provincia, Lucca.

In passato Pietrasanta era servita da ben due differenti impianti tranviari. Il 15 luglio 1915 fu attivato il servizio con tram elettrici sulla diramazione Fiumetto-Pietrasanta della linea Viareggio-Forte dei Marmi gestita dalla società Anonima Tranvia elettrica litoranea di Viareggio. Il servizio proseguì fino al 1945.

Dal 16 gennaio 1916 iniziarono le corse a vapore svolte, a dispetto del nome, delle Tranvie Elettriche della Versilia, che gestiva una rete di linee a scartamento metrico che raggiungevano anch'esse Forte dei Marmi (via Querceta), Seravezza e Arni (località Culaccio). Tale servizio fu soppresso nel 1936, a favore di autocorse gestite dalla società Fratelli Lazzi.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 1951 Amos Tomagnini Partito Comunista Italiano Sindaco
1951 1956 Franco Palagi, Tito Salvatori Democrazia Cristiana Sindaco
1956 1964 Augusto Sarti Partito Socialista Italiano Sindaco
1964 1967 Sindaco
1967 1970 Filippo Eugene Luchi Democrazia Cristiana Sindaco
1970 1985 Rolando Cecchi Pandolfini Partito Comunista Italiano Sindaco
20 settembre 1988 15 luglio 1992 Moreno Vitto Giovannini Partito Socialista Italiano Sindaco
15 luglio 1992 8 marzo 1993 Sirio Macchiarini Democrazia Cristiana vicesindaco
8 marzo 1993 7 giugno 1993 Calogero Ragusa Commissario
7 giugno 1993 21 febbraio 2000 Manrico Nicolai Partito Democratico della Sinistra Sindaco
21 febbraio 2000 1º maggio 2000 Antonio De Bonis Commissario
1º maggio 2000 12 aprile 2010 Massimo Mallegni Forza Italia
Il Popolo della Libertà
Sindaco
12 aprile 2010 15 giugno 2015 Domenico Lombardi Partito Democratico Sindaco
15 giugno 2015 3 ottobre 2017 Massimo Mallegni lista civica Pietrasanta prima di tutto Sindaco [8]
4 ottobre 2017 24 giugno 2018 Giuseppe Priolo Commissario
24 giugno 2018 in carica Alberto Giovannetti FI-LN-FdI/Pietrasanta viva-Lista Mallegni Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

La città è gemellata[9][10][11] con:

Patti di Amicizia[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio del paese, l'Unione Sportiva Dilettantistica Pietrasanta 1911, che nella sua storia ha disputato due stagioni in Serie C nell'immediato dopo guerra, una in Serie C2 e decine di campionati in Serie D, attualmente milita in Eccellenza Toscana.

Il 28 maggio 1990 l'8ª tappa del Giro d'Italia 1990 si è conclusa a Marina di Pietrasanta con la vittoria di Stefano Allocchio.

La più antica società sportiva è il Tiro a Segno, fondata nel 1888 affiliata alla Unione Italiana di Tiro a Segno, una delle federazioni fondatrici del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, CONI. Denominata Sezione di Tiro a Segno Nazionale (TSN), la società è molto attiva, con un bell'impianto ubicato al Verziere a ridosso del centro storico, dove oltre che alle attività istituzionali, il TSN è ente sportivo e pubblico, vi si svolgono manifestazioni di livello nazionale e internazionale. Notevole è l'attività prettamente sportiva. Molti sono e sono stati i tiratori di livello nazionale e internazionale usciti dalla cosiddetta fucina della Società, a dimostrazione della vivacità di questo sport a Pietrasanta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b ISTAT, Bilancio demografico e popolazione residente al 31 dicembre 2019, su demo.istat.it. URL consultato il 4 settembre 2020.
  2. ^ Giovanni da Cermenate, Historia Iohannis de Cermenate notarii mediolanensis, XIII-XIV secolo
  3. ^ Lucha andò in Versiglia e disfece Gombitelli, Monte Magno e soctopuoseno li capitani della Versiglia e fecero Pietrasanta...E così le puosero nome perch’era podestà di Lucha messer Guiscardo da Pietrasanta.
  4. ^ L'Amministrazione di Pietrasanta commissionò l'erezione della scultura a Vincenzo Santini nel 1842 e sul suo basamento fu fatta incidere poi la data 1848 per ricordare l'anno in cui il sovrano aveva concesso lo Statuto liberale, peraltro poi revocato per imposizione di Francesco Giuseppe. Caduto il Granducato nel 1859 fu deciso di conservare il monumento apponendo sul retro del basamento il decreto dell'Assemblea Toscana del 16 agosto 1859 con il quale i Lorena erano stati dichiarati decaduti dal trono di Toscana, con l'aggiunta della frase «Esempio ai popoli ed ai regnanti».
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ ISTAT, Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2018, su demo.istat.it. URL consultato il 14 ottobre 2019.
  7. ^ Pietrasanta Magazine (archiviato dall'url originale il 28 gennaio 2011).
  8. ^ Si dimette in vista della candidatura in Parlamento
  9. ^ Comune di Pietrasanta | Città gemellate
  10. ^ Montgomery now has a sister city, 29 aprile 2009. URL consultato il 23 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 7 marzo 2014).
  11. ^ Gemellaggi: delegazione di Utsunomiya in visita in città, riattivato il canale con la città giapponese, su La Gazzetta di Viareggio. URL consultato il 20 gennaio 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • C.Bordoni, A.Laghi, Pietrasanta arte & lavoro : i laboratori di marmo e le fonderie della Versilia, Apuana ed., Massa, 1996
  • M. Pacini Fazzi, La via Francigena : itinerario storico Porta Beltrame-Pietrasanta-Camaiore, Lucca, 1997
  • L' Alcyone e la scoperta della Versilia, atti del convegno, Pietrasanta, 1999
  • Folon, catalogo della mostra, Pietrasanta, Chiostro di Sant'Agostino, 1999
  • I.Biancalana, Il colle di Pietrasanta : architettura militare e civile di un sistema difensivo medievale, 2003
  • M.Taglioli, Itinerari etruschi, Centro culturale L.Russo, Pietrasanta, 2010
  • O.Mjoker, Botero, catalogo della mostra in Pietrasanta, Ed.Mondadori, Milano, 2012
  • AA.VV., Mitoraj a Pietrasanta, Comune di Pietrasanta, 2013
  • I.Del Punta, Breve storia di Pietrasanta, Pacini, Pisa, 2013
  • P.Mori, M.Taiuti, I tesori nascosti nelle chiese del centro storico di Pietrasanta, Pezzini ed., Viareggio, 2016
  • L.Santini, La Madonna del Sole di Pietrasanta, Istituto Storico Lucchese, Versilia storica, 2018
  • P.P.Dinelli, Cartoline dalla Versilia, Rotary Club Viareggio Versilia, 2019

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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