Floriano Bodini

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Floriano Bodini (Gemonio (VA), 8 gennaio 1933Milano, 2 luglio 2005) è stato uno scultore, incisore e medaglista italiano. È presente con numerose opere in musei e collezioni pubbliche e private e ha realizzato monumenti in vari contesti nazionali e internazionali[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Floriano Bodini nasce l'8 gennaio 1933 a Gemonio (Va) da Ada Mascioni e Antonio Bodini, primo di tre figli.

Il nonno materno Virgilio Mascioni, della famiglia degli organari, è pittore e affreschista e avvia il nipote alla passione per l'arte[2].

Nel 1936 la famiglia si trasferisce a Milano dove tornerà nel 1946, dopo il periodo dello sfollamento.Qui, concluso il Liceo Artistico, Bodini viene indirizzato alla scultura da Vitaliano Marchini e frequenta i corsi di Francesco Messina all'Accademia di Brera.

Nella metà degli anni '50, con Giuseppe Banchieri, Mino Ceretti, Gianfranco Ferroni, Giuseppe Guerreschi, Bepi Romagnoni, Tino Vaglieri e Giuseppe Martinelli, fa parte del gruppo milanese di giovani artisti definito Realismo Esistenziale[3].

La prima personale è alla Galleria Amici delle Arti di Gallarate, con presentazione dell'amico pittore Giuseppe Guerreschi[4].

Espone dal 1952 nelle principali rassegne giovanili internazionali e riceve numerosi premi[5].

Nel 1964, edita dai Quaderni di Imago, viene pubblicata la prima monografia a cura di Luciano Bianciardi e Duilio Morosini, con fotografie di Pepi Merisio.

Nel 1962 è invitato alla XXI Biennale d'Arte di Venezia, esponendo sette opere.

Nel 1968 espone la scultura "Ritratto di un Papa", in legno di cirmolo, alla Galleria Gian Ferrari. L'opera, che suscita un enorme interesse di critica[6], sarà in seguito collocata nei Musei Vaticani.

Lo scultore ha anche un'intensa attività di grafica, di cui nel 1973 esce il primo catalogo generale "Un diario spietato", di Enzo Fabiani.

Insegna, giovanissimo, al Liceo Artistico a Brera e all'Accademia di Carrara, di cui è direttore fino al 1987, mentre dal 1991 al 1994 ne è presidente.

Lascia l'insegnamento a Carrara per assumere la cattedra di scultura al Politecnico di Architettura di Darmstadt dal 1987 fino al 1998.

A partire dal 1970, dopo il legno e il bronzo, la sua ricerca si allarga all'uso del marmo, materiale essenziale per il ciclo delle grandi opere pubbliche, che inizierà negli anni '80.

Lavora nel suo studio a Milano e nei laboratori di marmo prima di Carrara, poi di Viggiù.

Nel 1982 partecipa alla Biennale di Venezia con una personale alla carriera.

Espone continuativamente con personali e collettive in Italia e all'estero.

Nel 1998 viene inaugurato a Gemonio il Museo Civico Floriano Bodini, con un'ampia donazione dell'artista di opere sue e di suoi contemporanei e un'ingente collezione di libri.

Muore a Milano il 2 luglio 2005 e il 2 novembre 2007 Milano gli conferisce l'onore del Famedio al Cimitero Monumentale quale cittadino che è entrato a fare parte della storia della città.

Opere monumentali[modifica | modifica wikitesto]

Maestro del Palio di Asti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1998, il comune di Asti, ha commissionato a Bodini, la realizzazione dei due sendalli per la festa del santo Patrono san Secondo.
Uno dei due, come tradizione, è stato offerto il primo martedì di maggio al patrono ed è conservato nella collegiata del Santo.
Il secondo è stato consegnato al vincitore della corsa del Palio, la terza domenica di settembre. Quell'edizione fu vinta dal comune di Castell'Alfero.

Nel 1999 il Soroptimist International Club di Asti ha commissionato la Pergamena d'Autore, tradizionale premio conferito al partecipante del Palio di Asti che meglio ha figurato durante la sfilata del corteo storico. L'opera denominata Bozzetto, una tecnica mista 25x35 è stata assegnata al Borgo Don Bosco.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovanni Bonanno, Floriano Bodini - Maestro della scultura esistenziale, Caltanisetta, Edizioni Lussografica, 2015, p. 87, ISBN 978-88-8243-370-3.
  2. ^ Arturo Bodini, Stefano Bodini, L'ansia della ricerca, Varese, Varese Può, 2015, p. 23.
  3. ^ Flavio Arensi, Bodini Esistenziale, in Flavio Arensi, Nicola Loi, Maria Stuarda Varetti (a cura di), Floriano Bodini, Lucca, Maria Pacini Fazzi, 2016, p. 10, ISBN 978-88-6550-504-5.
  4. ^ Giuseppe Guerreschi, Presentazione mostra personale, Floriano Bodini, Gallarate, Galleria Amici della Arti, giugno 1958.
  5. ^ Mario De Micheli, Scultura italiana del dopoguerra, Milano, Schwarz Editore, 1958, p. 270.
  6. ^ Dino Buzzati, Singolare statua di Papa Paolo VI, in Corriere della Sera, 24 maggio 1968.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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