Accademia di belle arti di Roma

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 41°54′27.1″N 12°28′32.93″E / 41.907528°N 12.475814°E41.907528; 12.475814

Accademia di Belle Arti di Roma
Campo Marzio - Ripetta Accademia 1210376.JPG
Stato Italia Italia
Città Roma
Tipo Università Statale
Presidente Mario Alì
Direttore generale Tiziana D'Acchille
Sito web

L'Accademia di Belle Arti di Roma è una fra le più importanti e antiche accademie di belle arti d'Italia ed è stata, inoltre, la prima legalmente riconosciuta dal Ministero dell'Istruzione italiano.

Con la riforma del settore artistico-musicale (Legge 21 dicembre 1999, n. 508[1]) l'Accademia diviene una delle sedi primarie di alta formazione, di specializzazione e di ricerca in ambito artistico e gode di piena autonomia didattica e amministrativa. Rientra quindi nel comparto universitario dell'Alta formazione artistica e musicale (AFAM) e può rilasciare diplomi accademici di primo livello (laurea) e di secondo livello (laurea magistrale).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del Cinquecento, spinti dal desiderio di onorare le arti e di riunire, finalmente, attorno ad un unico tavolo tutti gli artisti di riconosciuta autorevolezza dell'epoca, Girolamo Muziano e Federico Zuccari si fecero promotori della fondazione di un'accademia a Roma che riunisse le tre arti, della pittura, scultura e architettura, collegate fra di loro dall'uso del disegno come strumento espressivo primario.

L'accademia, denominatasi in un primo momento "di San Luca", grazie alla presenza dei più insigni artisti sia italiani che stranieri, crebbe subito talmente tanto, da essere presa a modello per le analoghe istituzioni che sorsero in tutta Europa tra il XVII e XVIII secolo.

La necessità illuminista di trasformare l'insegnamento teorico delle scuole in una più concreta trasmissione dei saperi, spinse l'istituzione, di una "Scuola libera del nudo" che, sotto la direzione dell'Accademia di San Luca, organizzava il primo livello d'apprendimento, dedicato alla copia dal vero del corpo umano. La Scuola libera del nudo esiste ancora oggi, a latere dell'Accademia vera e propria.

All'accademia venne affidato il compito di controllare su quanto si andava operando all'interno della città in campo artistico: alcuni esempi sono la ricostruzione della basilica di San Paolo fuori le mura distrutta da un incendio ed il restauro del Pantheon.
All'Istituto venne assegnato l'edificio ottocentesco del "ferro di cavallo", situato in via di Ripetta. La fama in continua crescita consentì, inoltre, l'arricchimento della biblioteca con nuovi volumi, riviste d'arte e altri documenti di particolare valore.

Nel 1883 furono donati all'Accademia i fregi distaccati dalle pareti della torre cinquecentesca di Paolo III Farnese nel convento dell'Ara Coeli, salvati grazie alla sensibilità del pittore Francesco Prosperi, allora suo direttore. Attualmente, alcuni di essi, restaurati di recente, sono ospitati dal Circolo Ufficiali della Caserma dei Carabinieri di Piazza del Popolo.

Direzione[modifica | modifica wikitesto]

Tra i vari direttori di alto prestigio, recentemente non riconfermato, c'è stato lo scenografo Gaetano Castelli. Direttrice attualmente in carica è Tiziana D'Acchille. Il Presidente attualmente in carica è Mario Alì, giurista e Consigliere della Corte dei Conti.

Offerta formativa[modifica | modifica wikitesto]

Corsi di Diploma accademico di primo livello (triennali)[modifica | modifica wikitesto]

Dipartimento Arti visive e discipline dello spettacolo:

Dipartimento Progettazione e arti applicate:

Dipartimento Comunicazione e didattica dell'arte:

  • Didattica del museo e degli eventi espositivi Piano di studi URL consultato il 04/01/2011

Corsi di Diploma accademico di secondo livello (biennali)[modifica | modifica wikitesto]

Corsi sperimentali Dipartimento Arti visive e discipline dello spettacolo[2][3]:

Dipartimento Progettazione ed arti applicate:

  • Arti multimediali e tecnologiche Piano di studi URL consultato il 04/01/2011
  • Culture e tecnologie della moda Piano di studi URL consultato il 04/01/2011
  • Grafica e Fotografia Piano di studi URL consultato il 04/01/2011

Dipartimento Comunicazione e didattica dell'arte:

  • Comunicazione e didattica dell'arte e degli eventi espositivi Piano di studi URL consultato il 04/01/2011
  • Comunicazione e valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo[4] Piano di studi URL consultato il 04/01/2011

Persone legate all'Accademia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Annuario. Accademia di Belle Arti e Liceo Artistico Roma, Roma 1924/1927.
  • Guzzi, Domenico | Drudi, Barbara, Accademie Roma Milano, Colonnella 17 luglio-5 settembre 1999.
  • Assunto, Rosario, Neomanierismo. Antonio D'Acchille e la sua scuola nell'Accademia di belle arti di Roma, testi di Rosario Assunto, Giorgio Tempesti, Ud'A, Chieti 1997.
  • Damigella, Anna Maria, Futurismo. 1909-1918. Corso tenuto all'Accademia di belle arti, Roma 1996-97, Lithos, 1997.
  • Giovani incisori dell'Accademia di belle arti di Roma. Galleria della Pigna, Mostra tenuta dal 18 febbraio al 3 marzo, Artigianato tipografico, Roma.
  • Giovannoni, Gustavo, Roma, Reale Accademia romana di belle arti denominata di San Luca.
  • La scuola di D'Acchille: nell'Accademia di belle arti di Roma, luglio 1987, Cias, Roma 1987.
  • Lombardo, Sergio, Arte e ricerca. Conferenza tenuta nell'Aula Magna dell'Accademia delle Belle Arti di Roma, Centrografico GPR, 1975.
  • Mostra di giovani artisti dell'Accademia di Belle Arti di Roma, Napoli 1975.
  • Patrizi, Costantino, La r. Accademia di belle arti e Liceo artistico di Roma. Conferenza, F.lli Pallotta, Roma 1938.
  • Scuola di D'Acchille nell'Accademia di belle arti di Roma. Palazzo S. Giorgio. Campobasso 16-31 dicembre 1989, Arti Grafiche La Regione, 1989.
  • Vagnetti, Fausto, La r. Accademia di belle arti di Roma, F. Le Monnier, Firenze 1942.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN169963347 · ISNI: (EN0000 0001 2116 9479