Federico Zuccari

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Autoritratto (posteriore al 1588)

Federico Zuccari, chiamato anche Federigo o Zuccaro o Zuccheri (Sant'Angelo in Vado, 1539Ancona, 20 luglio 1609), è stato un pittore italiano, esponente del manierismo italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato da nobile famiglia a Sant'Angelo in Vado nel Ducato d'Urbino, dal pittore Ottaviano de Zucharellis, cognome poi mutato in Zuccaro nel 1569, e da Antonia Neri. Fu il terzo figlio degli otto nati dal loro matrimonio: Taddeo, Bartolomea, Federico, Iacopo, Lucio, Maurizio, Aloysio, Marco Antonio. La sua carriera come pittore è documentata dal 1550 quando si trasferì a Roma nella bottega di suo fratello maggiore Taddeo Zuccari, già affermato pittore nell'Urbe. Federico iniziò quasi per caso, in quanto suo padre lo aveva condotto a Roma dal fratello per avviarlo agli studi di giurisprudenza. Taddeo invece vista la sua grande predisposizione per la pittura e il disegno lo tenne con sé nel suo laboratorio dove crebbe artisticamente.

Il 14 ottobre 1565 venne accettato nell'Accademia del Disegno a Firenze. Aderì successivamente alla Compagnia di San Giovanni di Terrasanta, a cui già suo fratello Taddeo era stato associato dal 17 novembre 1560. Il 29 dicembre 1573 Federico ne divenne poi il primo reggente a vita, carica ricoperta in futuro solo da Antonio Canova. Nel 1592 redasse i fondamenti dello statuto dell'Accademia di San Luca a Roma, della quale divenne Principe nel 1593.

Fra i primi lavori, in assistenza al fratello, prese parte al completamento delle decorazioni del casino di papa Pio IV e della Villa Farnese di Caprarola.

Altre opere furono:

Zuccari fu richiamato anche a Roma da papa Gregorio XIII per continuare la decorazione della Cappella Paolina in Vaticano, iniziata da Michelangelo e per rifare gli affreschi della Sala dei Chiaroscuri. Visitò Bruxelles, dove realizzò una serie di cartoni per arazzi. Nel 1574 era in Inghilterra, dove ricevette la commissione di alcuni importanti ritratti, come quello della regina Elisabetta I, di Maria Stuarda, di sir Nicholas Bacon, sir Francis Walsingham e altri. Un altro quadro dello stesso periodo dovrebbe essere un'Allegoria della Calunnia, ispirata alla descrizione di Luciano di Samosata di un'opera di Apelle.

Giudizio universale (dettaglio), nella cupola della cattedrale di Santa Maria del Fiore di Firenze

Dipinse il ritratto di Uomo con due Cani, oggi a Palazzo Pitti e il Cristo morto e angeli nella Galleria Borghese di Roma. Nel 1585 accettò l'offerta di Filippo II di Spagna per decorare il nuovo Escorial per un salario annuale di 2.000 corone. I lavori si protrassero dal gennaio 1586 alla fine del 1588, quando fece ritorno a Roma, lasciando l'incarico a Pellegrino Tibaldi. Nel 1595 fondò con l'approvazione di papa Sisto V l'Accademia di San Luca, della quale fu il primo Principe. Fra i suoi primi studenti vi fu Bartolomeo Carducci.

A Firenze Federico Zuccari visse in quella che era stata la casa di Andrea del Sarto, attiguamente alla quale fece erigere un bizzarro palazzetto di sua ideazione, il Palazzo Zuccari. Dove vi affrescò le lunette con scene di vita quotidiana rappresentandovi se stesso e la sua famiglia. I suoi buoni rapporti con i parenti Fioravanti di Guffaia, ben considerati alla corte del Granduca di Toscana, contribuirono a fargli ottenere l'incarico dell'affresco della cupola di Santa Maria del Fiore. Federico Zuccari convolò a nozze in Urbino con Francesca Genga, figlia di Raffaele pittore della celebre dinastia che diede i natali al progettista del Palazzo Ducale di Urbino Girolamo Genga. Da questo matrimonio nacquero sette figli: Ottaviano il 15 maggio 1579, pittore, scrittore, dottore in Giurisprudenza e Podestà a Bologna nel 1625; Isabella 2 luglio 1581; Alessandro Taddeo 1584; Orazio 1585; Cinzia 1590; Laura 1592; Gerolamo 1593.

Come il contemporaneo Giorgio Vasari, anche lo Zuccari si dedicò alla critica artistica ed alla storiografia. Nel 1604 viene pubblicato a Pavia il suo libro Origine et Progresso dell'Academia del Dissegno, De Pittori, Scultori e Architetti di Roma. Nel 1605 pubblica a Mantova Lettera a Principi et Signori Amatori del Dissegno, Pittura, Scultura et Architettura, scritta dal Cavaglier Federico Zuccaro, nell'Accademia Insensata con un lamento della Pittura, opera dell'istesso. Nel 1607 a Torino pubblica l'opera ritenuta più importante l'Idea dé Pittori, Scultori et Architetti. Scrisse anche come cronista dei suoi innumerevoli viaggi per l'Europa e per l'Italia. Celebre il suo Passaggio per l'Italia con la dimora di Parma 1608 e Passata per Bologna e Ferrara1609. Riguardo alla sua bravura scrissero: "Zuccaro la tua penna è così dotta, quanto sia dotto il tuo pennel nel proprio vanto; anzi l'un l'altro accenna, Che, con mirabil'arte".

Convinto accademico ed anti-naturalista, ritenne inaccettabile quanto indecorosa la pittura di Caravaggio.

Nel 1588 ottenne un titolo nobiliare ed una forte pensione annua dall'Imperatore Filippo II di Spagna di cui fu pittore di corte dal 1585 al 1588. Ritornato in Italia nel 1591 il Senato di Roma gli concede Cittadinanaza e Patriziato estendibile con i relativi privilegi ai discendenti. Poco prima della morte ottenne il titolo di cavaliere. Federico giunto gravemente ammalato in Ancona il 19 luglio 1609 ospite in casa di Marco Jovitta, ebbe tempo di dettare le sue ultime volontà alla presenza del notaio Mondelci, dichiarando la sua età settant'anni; dispose inoltre lo svolgimento del suo funerale. Morì il 20 luglio 1609 e con solenne cerimonia fu sepolto dai frati agostiniani nel loro convento di Ancona nella tomba di famiglia del suo amico mercante anconetano Marco Jovitta.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Italia
Repubblica di San Marino
Inghilterra
  • Hampton Court, Collezioni reali: Calunnia.
  • Numerosi ritratti alla regina Elisabetta I e a molti dignitari di Corte.
Spagna
  • Valencia, Collegio del Corpus Domini: Purgatorio.

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