Ascoli Piceno

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Ascoli Piceno
comune
Ascoli Piceno – Stemma Ascoli Piceno – Bandiera
(dettagli)
Ascoli Piceno – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Ascoli Piceno-Stemma.png Ascoli Piceno
Sindaco Guido Castelli (PdL, Liste Civiche) dal 22 giugno 2009
Territorio
Coordinate 42°51′17″N 13°34′31″E / 42.854722°N 13.575278°E42.854722; 13.575278 (Ascoli Piceno)Coordinate: 42°51′17″N 13°34′31″E / 42.854722°N 13.575278°E42.854722; 13.575278 (Ascoli Piceno)
Altitudine 154 m s.l.m.
Superficie 158,51 km²
Abitanti 49 988[1] (31-10-2013)
Densità 315,36 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Acquasanta Terme, Ancarano (TE), Appignano del Tronto, Castel di Lama, Castignano, Castorano, Civitella del Tronto (TE), Colli del Tronto, Folignano, Maltignano, Roccafluvione, Rotella, Sant'Egidio alla Vibrata (TE), Valle Castellana (TE), Venarotta
Altre informazioni
Cod. postale 63100
Prefisso 0736
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 044007
Cod. catastale A462
Targa AP
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 698 GG[2]
Nome abitanti Ascolani
Patrono sant'Emidio
Giorno festivo 5 agosto
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Ascoli Piceno
Posizione del comune di Ascoli Piceno nella provincia omonima
Posizione del comune di Ascoli Piceno nella provincia omonima
Sito istituzionale

Ascoli Piceno (Asculum Picenum in latino; Ašcùlë in dialetto ascolano) è un comune italiano di 49.988 abitanti[1], capoluogo della omonima provincia nelle Marche, il quarto in regione per popolazione dopo Ancona, Pesaro e Fano.

L'area metropolitana della città conta 105.664 abitanti (dati Istat luglio 2010), includendo il comune stesso e tutti quei comuni con un flusso di pendolarismo superiore al 10% (Acquasanta Terme, Appignano del Tronto, Arquata del Tronto, Castel di Lama, Castignano, Castorano, Colli del Tronto, Folignano, Maltignano, Montegallo, Offida, Palmiano, Roccafluvione, Spinetoli, Venarotta e Valle Castellana). L'area metropolitana è individuata con la metodologia del Functional Urban Regions (FURs).

Il suo centro storico costruito quasi interamente in travertino è tra i più ammirati della regione e del centro Italia, in virtù della sua ricchezza artistica e architettonica. Conserva diverse torri gentilizie e campanarie e per questo è chiamata la Città delle cento torri.[3] In esso si trova la rinascimentale Piazza del Popolo, considerata tra le più belle piazze d'Italia.

Ascoli Piceno è sede vescovile. L'area industriale si sviluppa principalmente nella media e bassa vallata del fiume Tronto.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

La città si trova nella parte meridionale della regione Marche e dista 28 km dal mare Adriatico. Il suo centro urbano sorge ad un'altitudine di 154 m s.l.m., nella zona di confluenza tra il fiume Tronto ed il torrente Castellano, circondato per tre lati da montagne, tra cui vi sono la montagna dell'Ascensione, il colle San Marco e la montagna dei Fiori. Il suo territorio è contornato da due aree naturali protette: il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga a sud ed il Parco Nazionale dei Monti Sibillini a nord-ovest.

Ascoli Piceno ha un'exclave (Piana della Forcella) compresa tra il comune di Acquasanta Terme, quello di Roccafluvione e un'exclave di quest'ultimo (Forcella).

Fiumi e torrenti[modifica | modifica sorgente]

Mappa del territorio ascolano

Monti[modifica | modifica sorgente]

  • Colle San Marco
  • Monte Ascensione
  • Montagna dei Fiori
  • Monte Vettore
  • Collina del Sacro Cuore - Modesta altura che si distingue nel panorama della zona nord della città. La collina spicca e domina sul quartiere di Campo Parignano ed ha assunto questa denominazione a seguito della presenza del monumento dedicato al Sacro Cuore di Gesù. Sull'area del poggio, dislocate lungo la via Monte Ascensione, strada che conduce alla sommità del rilievo, vi sono anche quattordici opere scultoree in travertino, realizzate dall'artista Antonio Mancini, dedicate alla passione di Cristo e raffiguranti i temi delle stazioni della Via Crucis.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Ascoli Piceno.

Il clima della città di Ascoli è di tipo subappenninico, trovandosi a ridosso di importanti catene montuose. Gli inverni sono umidi e freschi, e quando le correnti balcaniche giungono fin sul medio Adriatico, in città si assiste a precipitazioni nevose ed un forte abbassamento della temperatura.Talvolta, le nevicate possono risultare piuttosto intense e persistenti, esaltate dal fenomeno dello stau appenninico. Tra le ondate di gelo più intense negli ultimi 20 anni, con accumuli nevosi importanti, spesso superiori al mezzo metro di manto bianco al suolo, si rammentano quelle di gennaio 1993, dicembre 1996, gennaio 1999, gennaio e febbraio 2005, dicembre 2007, oltre alle copiosissime nevicate del 2012. Sono frequenti gelate notturne e anche il fenomeno della nebbia non è raro, soprattutto lungo la Vallata del Tronto. Le estati risultano calde e con precipitazioni poco frequenti per lo più dovute ad improvvisi e a volte violenti temporali pomeridiani. Nella conca ascolana nei giorni più caldi si possono raggiungere temperature di 37°- 38°, ma generalmente le serate estive sono stemperate da fresche brezze che dall'appennino si incanalano nella vallata e rinfrescano decisamente le temperature notturne. La temperatura media del mese di gennaio si attesta sui 5°- 6° mentre quella di luglio sui 24°- 25°.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Piazza Arringo
panorama su Ascoli dall'Eremo di San Marco

Le origini della città sono avvolte nel mistero, ma è abbastanza sicuro che vi fosse la presenza umana già dall'età della pietra[4] e che la zona fosse abitata già nell'epoca neolitica da popolazioni italiche. Secondo una tradizione italica citata nella letteratura antica (Strabone, Plinio, Festo) la città venne fondata da un gruppo di Sabini, che vennero guidati da un picchio, uccello sacro a Marte, durante una delle loro migrazioni detta ver sacrum. I Sabini si sarebbero fusi con altre popolazioni autoctone dando origine ai Piceni che fondarono Ascoli diversi secoli prima della fondazione di Roma, di cui in età romana divenne il centro principale anche grazie alla sua posizione sulla via Salaria, che collegava le saline alla foce del Tevere a quelle della costa adriatica.

Nel 299 a.C. si alleò con i Romani contro gli Etruschi, Galli e Sanniti e nel 269 a.C. divenne Civitas Foederata a Roma.

Nel 91 a.C. si ribellò a Roma insieme ad altre genti italiche (i Marsi in particolare ed altre popolazioni del sud Italia) e dette vita alla Guerra Sociale. Nell'89 a.C., dopo un lungo assedio, il generale romano Gneo Pompeo Strabone conquistò la città, trucidando i capi della rivolta e mandando in esilio parte dei suoi abitanti. Nell'88 a.C. Ascoli fu iscritta alla Tribù Fabia, e solo nell'80 a.C. venne finalmente riconosciuta la cittadinanza romana a tutte le popolazioni italiche. Giulio Cesare nel 49 a.C. la designò capitale della regione dandole l'appellativo di Picenum. Ai tempi di Augusto, divenne la capitale della quinta regione italica, più tardi nel III secolo d.C. fu eretta a provincia autonoma con il nome di Picenum Suburcarium. Successivamente segue il destino, come altre città, con la caduta dell'impero romano.

Nell'alto Medioevo subì la decadenza economica e le razzie dei barbari, tra cui quella dei Goti di Totila e dei Longobardi di Faroaldo (578).

Per due secoli fu sotto il dominio longobardo del Ducato di Spoleto, (593-789), finché non passò sotto il controllo dei Franchi scesi in Italia al seguito di Carlo Magno. In questi secoli si accentuò il potere dei vescovi (i cosiddetti vescovi-conti), tra cui Corrado II che con apposito diploma concede al feudatario vescovo Bernardo I nel 1037, il diritto di Zecca.

Nel periodo la città viene trascinata in più occasioni nella più vasta lotta per il predominio in Europa tra guelfi e ghibellini.

Nel 1183 si costituisce in Libero comune, conoscendo però il saccheggio e la distruzione ad opera delle armate imperiali di Federico II. Le libertà municipali sono minate dalle lotte di fazione tra le famiglie più in vista, tra cui il Signore Andrea D'Acquaviva. Importanti famiglie nobiliari ascolane medievali, coinvolte direttamente nelle vicissitudini politiche della città, furono quelle dei Guiderocchi e dei Saladini. Durante la conquista di Ladislao I - re di Napoli, la città meritò di essere governata dal famoso condottiere d'Italia Conte da Carrara, appartenente alla nobile famiglia padovana dei Carraresi, al quale il sovrano partenopeo concesse il titolo di Viceré dell'Abruzzo e Principe di Ascoli per sé e per i suoi figli che gli successero, Ardizzone e Obizzo, quando lo seppellirono in pompa magna nel Duomo della città, come vuole il Bascetta.[5] Le lotte finiscono per aprire la strada a personaggi ambiziosi come Galeotto Malatesta (XIV secolo) che viene cacciato da una rivolta e in seguito a Francesco Sforza che instaura una crudele dittatura (XV secolo) che viene abbattuta nel 1482, anche se Ascoli è costretta a riconoscere la sovranità della Chiesa.

Non cessano i disordini interni tra opposte fazioni che conduce a decadi di ribellioni, massacri, razzie, alla crescita del banditismo e alla decadenza delle virtù civili.

Venne annessa alla prima Repubblica Romana e nel 1860 viene annessa al Regno d'Italia di cui seguirà d'ora in avanti tutte le vicende. Degne di nota sono le vicende della resistenza ascolana nel settembre 1943 contro l'occupazione tedesca, che sono valse alla città la Medaglia d'Oro al Valor Militare per attività partigiana (2001).

Una parte del territorio della provincia ascolana è stato per oltre un secolo rivendicato dalla vicina e rivale Fermo, la quale ha perso il capoluogo a seguito dell'Unità d'Italia. Nel 2004, però, la provincia di Fermo è stata di nuovo deliberata, ed istituita nel 2009.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma ascolano del 1382, il più antico di data certa
Disegno dello stemma come in uso dal comune
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stemma di Ascoli Piceno.

Il simbolo che compare sullo stemma comunale della città di Ascoli si compone di porta a due fornici sovrastata dalla galleria merlata tra due torri.

Gli autori locali si sono diversamente espressi sul significato della rappresentazione contenuta nel campo dello scudo. Alcuni hanno considerato l'accostamento di questi elementi architettonici riferibile ad una delle porte cittadine che si apriva nelle mura di cinta urbane medievali, altri hanno scritto che la composizione raffigurerebbe l'antico cassero che sorgeva dove si trova la Fortezza Pia, altri ancora hanno sostenuto che la struttura costituirebbe la sintesi della simbologia delle costruzioni più caratteristiche della città, quindi ponti, torri gentilizie e campanili.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Nel corso del tempo la città fu identificata con il nome greco-romano di Asculon ed Asclos, Strabone la chiamò Asclon (Ἃσκλον); la Tavola Peutingeriana la citò come Asclo Piceno; Paolo Diacono solo Asculus[6]. Ad Ascoli il termine Picenum fu accostato già da Giulio Cesare che la chiamò Asculum Picenum[7] sia per distinguerla dalla città dell'Apulia, Asculum Apulum ora Ascoli Satriano, e sia per riconoscere la sua posizione di appartenenza alla regione del Picenum Suburbicarium.

Durante il periodo delle invasioni gote e longobarde vi fu un imbarbarimento della lingua ed Asculum divenne solo Esculum senza l'aggiunta di Picenum. Intorno all'anno 1000 la denominazione della città sui documenti e sugli statuti dell'epoca fu Esculo che in seguito si trasformò in Asculo ed intorno al 1700 divenne Ascoli.

Ascoli[modifica | modifica sorgente]

Le radici del nome Ascoli non sono prive di dubbi legati alla sua etimologia, Giuseppe Marinelli scrive che la nascita dell'insediamento risalirebbe a 1600 anni prima della fondazione di Roma, quando nel territorio vi fu la presenza di genti, non originarie del luogo, che vissero nell'area cittadina dedicandosi alla caccia ed alla pastorizia delle quali non sono sopravvissuti segni che consentano di profilare la loro cultura di appartenenza. Partendo da queste considerazioni è alquanto arduo ed incerto delineare congetture che risolvano con certezza una fondata etimologia della denominazione.

Umberto Laffi definisce il toponimo di origine illirica ed ipotizza che la denominazione dell'insediamento umano dell'età Neo-eneolitica assunse in latino la forma di Asclum o Asculum.

Gaetano De Minicis e Giuseppe Colucci riportano l'ipotesi del canonico Alessio Simmaco Mazzocchi[8] che attribuisce la derivazione del nome della città alla parola ebraica Escol (escol bortus), traducibile come grappolo d'uva. Da questa interpretazione si dedurrebbe che l'area fu ricca e lodata per la presenza di piante di vite.

Il Colucci, sull'origine del toponimo, aggiunge un'altra possibile interpretazione e sostiene che il popolo degli Opici, noti anche come Ausoni, arrivò nella valle del Tronto e fondò la città dandole il nome di Aescolo da Esculus o Aesculus, ossia l'eschio, una varietà dell'ippocastano, aesculus hippocastanum, pianta largamente presente nel territorio.

Giuseppe Marinelli riferisce che l'etimologia potrebbe essere ricondotta ad "AS", radice egeo-anatolica che esprime i concetti di “luogo di dimora" ed "insediamento urbano”.

Dalle fonti classiche, ed in particolare da una leggenda anteriore all'anno 1000 a.C., si apprende la storia del re Aesis, riportata da Silio Italico, poeta latino, il quale attribuisce il termine Ascoli alla derivazione dalla radice "as" dal nome del re, detto anche Esio re dei Pelasgi. Secondo questa tradizione Aesis fu colui che condusse la popolazione pre-ellenica nella risalita della costa adriatica approdando alla foce del fiume Tronto. I Pelasgi, dopo aver percorso la valle verso l'entroterra, si stanziarono sul colle Pelasgico o monte Pelasgo, l'attuale colle dell'Annunziata, dove eressero un recinto sacro e si fusero con gli abitanti del territorio dando inizio ad un primo insediamento urbano.

La leggenda e le affermazioni di Silio Italico non trovano, al momento, conforto nei riscontri archeologici del territorio. La teoria etimologica trova ed assume rilevanza in quanto aiuta a spiegare anche altri toponimi legati al Picenum come Aso e Jesi, anch'essi riconducibili dalla radice "as", tipica e diffusa nel linguaggio egeo-anatolico.

Esiste anche un'altra leggenda che confermerebbe l'origine e la provenienza greca del popolo dei Piceni. Questa narra dell'acheo Diomede, federato della guerra contro Troia, qui giunto posteriormente all'invasione dorica, che, dopo essere approdato sulle coste della Puglia, si stabilì lungo le coste adriatiche.

Piceno[modifica | modifica sorgente]

L'origine del nome Piceno è attribuito dalla tradizione italica ricordata da Strabone, Plinio[9], Festo[10] e Paolo Diacono, nella sua Historia Langobardorum[11], all'appellativo Picenum, termine che trova la sua derivazione da picus. La narrazione racconta della migrazione di gruppi di Sabini avvenute durante le celebrazioni primaverili del ver sacrum. Questo popolo, tra l'VIII ed il VI secolo a.C., si spostò dalle regioni di provenienza osco-umbre, verso altri territori per cercare pascoli estivi e, in questo viaggio, sarebbe stato condotto da un picchio verde o da re Pico, un sovrano del Lazio[12].

Sino all'avvento del Regno d'Italia, il Comune era indicato con il solo nome "Ascoli". L'aggiunta della specificazione "Piceno" è avvenuta ufficialmente per effetto del regio decreto 9 novembre 1862 n. 978[13][14] che ha autorizzato il Comune di Ascoli ad assumere la denominazione "Ascoli-Piceno", in conformità alla deliberazione del consiglio comunale del 28 luglio 1862.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Il 12 aprile 2001, la città di Ascoli Piceno è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale[15].

Medaglia d'oro al valor militare per attività partigiana - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare per attività partigiana
«La fiera e pacifica città di Ascoli Piceno, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, non esitò a sollevarsi contro il tedesco invasore. Già il 12 settembre, il coraggioso comportamento dei militari del presidio aveva costretto alla resa le forze nemiche, superiori in uomini e mezzi, mentre dal 2 al 5 ottobre, al Colle San Marco, un pugno di giovani ardimentosi, male armati ed equipaggiati, si batterono duramente, contro unità germaniche, subendo dolorose perdite. La popolazione ascolana, non desistette dal proseguire la lotta, partecipando a numerosi scontri, come quelli in località Venagrande, Castellano e Vallesenzana, che furono fra i momenti più significativi della sua irriducibile volontà di partecipare direttamente alla liberazione del territorio. Non meno agguerrita fu l'attività dei "gruppi di azione patriottica", conclusasi con l'ardita liberazione dalle carceri cittadine di tutti i detenuti politici. Ad essa va aggiunta la pericolosa opera svolta a favore di migliaia di prigionieri alleati e di militari italiani sbandati molti dei quali furono condotti in salvo oltre le linee. Numerose furono le perdite di vite umane, le deportazioni e le distruzioni subite dalla città, che fu sempre sorretta dalla fede in una Patria migliore, risorta dalla dittatura fascista.»
— Ascoli Piceno, 12 settembre 1943 - 20 giugno 1944

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Monumenti di Ascoli Piceno.
Facciata esterna Palazzo dei Capitani del Popolo
Palazzo dei Capitani del Popolo
« Ascoli Piceno è una tra le più belle piccole città d'Italia, e non ne vedo altra che le assomigli. André Gide la prediligeva... bella come alcune città della Francia del Sud, non tanto per questo o quel monumento, ma per il suo complesso, la qualità antologica, l'incanto che viene da nulla e da tutto. Bisogna avervi passeggiato, a cominciare dalla piazza del Popolo, la piazza italiana che insieme con quella di San Marco a Venezia dà più di un'impressione di sala, cinta da porticati, chiusa dalla stupenda abside di San Francesco; o costeggiando il Battistero del Duomo; o lungo le rive scoscese del Tronto; e per le strade strette, chiamate rue, dove i palazzi non si contano; e che si allargano in piazzette...

Ascoli è città di torri... Si succedono molti stili, il romanico, il gotico, il rinascimentale, il barocco... con chiese dalle pareti di pietra, senza finestre; un travertino d'un grigio caldo, uniforme, senza intonaco... tutto ornato, lavorato, istoriato... e su ogni porta e finestra, vedi frutta, fogliami, cariatidi femminili, fiori, animali, stelle, o anche semplicemente proverbi e sentenze scolpite. »

(Guido Piovene, Viaggio in Italia, 1957)
« Non c'è altro posto in tutta Italia dove sia possibile percepire la piazza come luogo sociale e, nello stesso tempo, architettonico come la Piazza del Popolo ad Ascoli Piceno. Questa è - come si dice - il cuore della città... Se è bella stagione, approfittate dei bar con i tavolini all'aperto per godervi il vento fresco del tramonto, quando la piazza finisce in ombra, ma la luce ancora illumina i palazzetti rinascimentali, con il tipico portico sottostante, anzi li fa risaltare come in pieno giorno non avviene mai. Quando fa freddo, dalle finestre del bar per cogliere l'insieme rettangolare della piazza, la gente che si affretta e una parte dell'orizzonte naturale al di là della collina su cui è stata innalzata Ascoli. Godetevi le piazze di Ascoli, sono l'essenza della città di provincia, ma anche qualcosa di più, sono il nostro substrato ancestrale di convivenza civile, elemento fisico e culturale del paesaggio urbano, spazio e tempo insieme, cardini della relatività generale dell'Italia. »
(Mario Tozzi, Viaggio in Italia - 100+9 emozioni da provare almeno una volta, prima che finisca il mondo)
Entrata della chiesa di San Francesco, su piazza del Popolo, e la statua di papa Giulio II

Ascoli Piceno è una delle città monumentali d'Italia: il suo centro storico è costruito in travertino, una roccia sedimentaria calcarea estratta dalle cave del territorio, ed ha come fulcro la rinascimentale piazza del Popolo dove si trovano alcuni degli edifici più importanti tra i quali il palazzo dei Capitani, lo storico Caffè Meletti e la chiesa di San Francesco.

Altro fulcro cittadino è lo spazio urbano di piazza Arringo, la piazza più antica di Ascoli, dove si elevano il medioevale battistero di San Giovanni, la cattedrale di Sant'Emidio, che racchiude al suo interno la cripta dedicata anch'essa al santo patrono. Vi sono inoltre il palazzo Vescovile, il palazzo dell'Arengo, sede della pinacoteca civica e di alcuni uffici comunali.

Non solo le piazze, ma anche le strade ed i vicoli di impronta schiettamente medievale contribuiscono a caratterizzare il centro storico come via Pretoriana, via di Solestà, via delle Stelle, via Soderini, via del Trivio, antico cardo e corso Mazzini, decumanus maximus, che attraversa da ovest ad est il centro urbano.

Tra i monumenti sono da ricordare: il ponte Romano di Solestà, uno dei pochi in Italia, visitabili anche al suo interno, le rovine del teatro romano, le grotte dell'Annunziata, ciclopica costruzione del periodo romano, la Fortezza Pia ed il Forte Malatesta, il palazzetto Longobardo con la torre degli Ercolani, una delle torri superstiti tra le circa duecento che compaiono nelle cronache medioevali, per il quale Ascoli ha il soprannome di Città delle cento torri.

Meritevoli di essere citati sono anche i tempietti dedicati al patrono quali: Sant'Emidio alle Grotte e Sant'Emidio Rosso ed inoltre la chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio dalla caratteristica facciata suddivisa in riquadri.

Nelle vicinanze della città si trova la rocca di Castel Trosino, antichissimo insediamento longobardo a strapiombo sul torrente Castellano, in cui alla fine del XIX secolo fu rinvenuta una delle più ricche necropoli d'Italia, i cui preziosi reperti sono ora sparsi in diversi musei in tutto il mondo.

Percorrendo da Ascoli la Salaria in direzione Roma, s'incontra il monumentale albero del Piccioni menzionato per la prima volta in un documento del 1109 e legato, tra storia e leggenda, alla vita cittadina e alle vicissitudini del brigantaggio antiunitario.

Cattedrale di Sant'Emidio
"Il Battesimo di Polisia" di Lazzaro Giosafatti, Cripta del Duomo
Il Battistero di San Giovanni
Affresco della deposizione nella Chiesa di San Vittore
Chiostro interno del Palazzo dei Capitani del Popolo
Forte Malatesta ed il Ponte di Cecco
Edicola di Lazzaro Morelli
Eremo di San Marco
Porta Tufilla
Fonte di Sant'Emidio
Teatro romano
Caffè Meletti
Portale barocco
Edicola votiva (in Via della Volpe)

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiese[modifica | modifica sorgente]

Chiese sconsacrate[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa di San Pietro in Castello - Costruita in stile romanico si eleva su una piccola rupe che fronteggia il ponte Romano di Solestà ed è considerata da Giambattista Carducci l'“antico sacro monumento ascolano”. L'attuale edificio religioso è stato ricostruito sullo spazio delle due precedenti chiese: la prima del secolo VIII, voluta dal vescovo longobardo Auclere, e la seconda edificata nell'anno 1142.
  • Chiesa di San Salvatore di Sotto - Edificio di stile romanico, dedicato a Dio Salvatore e Principe della Pace, si ipotizza che sia stato costruito sull'area di un tempio romano pagano dedicato a Marte. Sorge poco lontano dal ponte di Cecco, sulla sommità di un poggio che la tradizione ascolana identifica col nome di Colle di Marte, alle pendici di colle San Marco. Dopo lo stato di semi-rudere in cui si trovava, ha di recente subito un restauro comprensivo della ricostruzione dell'abside romanico e del rifacimento dell'interno, degli archi trasversali e della copertura.
  • Chiesa di Santa Maria del Lago - Chiesa poligonale voluta da fra Cola da Tursi, eremita che visse in città nel XVI secolo, che si eleva accorpata all'interno del complesso della fortezza malatestiana.
  • Chiesa di Sant'Ilario - Eretta di fronte al tempietto di Sant'Emidio alle Grotte prima dell'anno 1000 utilizzando materiali di epoca romana provenienti da altre costruzioni. Fu residenza della Congregazione dei monaci camaldolesi di Santa Croce di Fonte Avellana dal XII secolo. Fu adibita a casa rurale dopo il 1860, recentemente è stato effettuato un parziale ripristino dell'interno.
  • Chiesa di San Martino Vescovo - Dedicata a san Martino di Tours fu costruita nella zona centrale della città tra i secoli XI e XII. I vari restauri conservativi ne hanno ingentilito l'aspetto arricchendolo di forme di architettura gotica.
  • Chiesa di San Francesco di Paola - L'edificio religioso fu eretto nel XIX secolo in stile neoclassico seguendo il progetto redatto dal virtebese Tommaso Giusti e rivisto dell'architetto ascolano Ignazio Cantalamessa. La posa della prima pietra della fabbrica avvenne alla presenza del vescovo Gregorio Zelli Iacobuzzi il giorno 15 giugno 1845. I lavori di costruzione si conclusero il 3 dicembre 1849 e la chiesa fu consacrata il 7 aprile 1850[16]. L'interno si sviluppa dalla pianta a croce greca a colonnati e soffitto a cassettoni. Il prospetto è caratterizzato dal pronao a sei colonne di ordine ionico[17] sovrastate dal timpano triangolare. Campanile in asse con l'abside. La chiesa è stata restaurata, tra il 1989 ed il 1991, per iniziativa della locale Cassa di Risparmio di Ascoli, che, dopo averne acquistato la proprietà, ha destinato il suo ambiente ad auditorium e sala convegni.[16]

Chiostri[modifica | modifica sorgente]

  • Chiostro Maggiore di San Francesco – Fu costruito nell'anno 1565, per munificenza del signore ascolano Vincenzo Cataldi. La sua struttura è preceduta da un portico del 1300. Il suo spazio si apre in un'ariosa area quadrangolare ed appartiene al complesso della chiesa di San Francesco. Sul muro del porticato si trova una lapide ovale che ricorda le figure dei papi Niccolò IV e Sisto V, entrambi usciti dal convento della città.
  • Chiostro Minore di San Francesco – Costruzione che risale al XIV secolo, ora cortile interno di un edificio, apparteneva anch'esso al complesso della chiesa di San Francesco.

Eremi[modifica | modifica sorgente]

  • Eremo di San Marco – Costruito nella zona del colle San Marco, l'eremo si trova in una posizione del tutto particolare a ridosso di una parete rocciosa. Edificato in pietra concia presenta un doppio ordine di bifore (5 in tutto), mentre alla sua sinistra si erge la torre campanaria. Le prime documentazioni risalgono all'inizio del XIII secolo, quando vi si stabilirono i monaci cistercensi[18].

Statue[modifica | modifica sorgente]

  • Monumento al Sacro Cuore – Il monumento religioso dedicato al Redentore[19], collocato nella parte più alta della collina del Sacro Cuore, è stato inaugurato il 18 maggio dell'anno 1954, giorno in cui si celebra la ricorrenza del Sacro Cuore e data in cui per gli ascolani ricorreva anche il decimo anniversario della ritirata dei soldati tedeschi dalla città. L'opera rappresenta il Cristo, rivolto verso Ascoli, con le braccia aperte in segno di benevola protezione. La statua è stata realizzata come testimonianza per sciogliere il voto religioso che i cittadini avevano rivolto a Gesù affinché durante gli anni della seconda guerra mondiale la città fosse preservata da danni e distruzioni.[20] La scultura è stata ricavata da massi di travertino provenienti dal vicino borgo di Castel Trosino. È alta complessivamente 12 metri, dei quali: 7 m. di basamento e 5 m. di statua, ottenuta dalla sovrapposizione di tre blocchi di pietra.[21] La figura dell'effigie del Cristo è stata eseguita dello scultore ascolano Antonio Mancini. Il basamento, disegnato dall'architetto Vincenzo Pilotti, è stato realizzato dalla locale cooperativa CALTEM. Nel corso del tempo il monumento è stato colpito e lesionato due volte dalla caduta di fulmini. Il primo lo investì nell'anno 1965 e procurò danni leggeri, successivamente sistemati sul posto con opera di restauro dallo stesso esecutore. Il secondo vi cadde il 15 agosto 1990 e, compromettendone la stabilità, rese necessaria la rimozione della statua. Il monumento è stato sottoposto ad un importante e costoso restauro conservativo che ne ha permesso la ricollocazione nella sua sede.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Palazzi[modifica | modifica sorgente]

  • Palazzo del Governo detto anche palazzo san Filippo, è considerato tra gli edifici di maggiori dimensioni della città. La sua facciata occupa l'intero lato est di piazza Fausto Simonetti ed ospita al suo interno la sede della Prefettura e dell'Amministrazione Provinciale.
  • Palazzo dell'Arengo - Palazzo che risale alla fine del XII secolo costituito dall'accorpamento del palazzo del Comune e dall'Arringo. All'interno ha sede la pinacoteca cittadina ed alcuni uffici comunali, tra cui quello del Sindaco.
  • Palazzo dei Capitani del Popolo - Affacciato su piazza del Popolo si distingue per la sua elegante torre merlata medioevale a fianco dello storico caffè Meletti. Costruito fra il XIII ed il XIV secolo con l'unione di tre piccoli edifici separati da due rue.
  • Palazzo Malaspina - Uno degli edifici monumentali della città di Ascoli. Elegante costruzione della seconda metà del Cinquecento, ottenuta con la fusione di edifici trecenteschi con tracce di una torre gentilizia presenti e visibili sul fianco (in via dei Malaspina). L'architettura del palazzo è attribuita da Baldassare Orsini[22] a Cola dell'Amatrice. La facciata è animata da due portali a bugnato che riportano gli stemmi delle famiglie Malaspina e Guiderocchi, anticamente legate. Il prospetto, cadenzato da un triplice ordine di finestre, è caratterizzato da un originale loggiato in alto, sostenuto da fusti privi di capitelli e imitanti tronchi d'albero con i rami mozzi. Nel cortile vi è una caratteristica fontana cinquecentesca, molto ornata. Le sale del piano nobile ospitavano la civica Galleria d'Arte Grafica moderna, ora Galleria d'Arte contemporanea, trasferita nel Complesso di Sant'Agostino. Palazzo Malaspina resta ad oggi uno dei più importanti palazzi privati della regione, ancora abitato dalla famiglia Malaspina.
  • Palazzo Bonaparte - Completamente diverso da tutti i palazzi gentilizi coevi della città rappresenta uno dei migliori esempi dell'architettura rinascimentale ascolana. Le sue mura esterne sono riccamente intessute da pietre intagliate che adornano sia le porte d'ingresso che tutte le finestre.
  • Palazzetto Longobardo - Contiguo alla Torre degli Ercolani che ne è parte integrante, è un pregevole esempio di casa gentilizia con torre annessa. Il complesso risale al XIII secolo. Rappresenta un rarissimo esempio di edilizia residenziale del Medioevo perfettamente conservato.
  • Caffè Meletti - Annoverato nell'elenco dei 150 caffè storici italiani è da sempre considerato il ritrovo dei personaggi più illustri della città, punto di incontro di cultura e di vita mondana. Si affaccia direttamente su piazza del Popolo preceduto da un portico con arcate e soffitto affrescato. La vita del Caffè iniziò il 18 maggio 1907, giorno della sua inaugurazione.

Torri[modifica | modifica sorgente]

  • Torre degli Ercolani - Fu costruita nel XIII secolo contestualmente al Palazzetto Longobardo, seguendo i canoni delle torri gentilizie. All'epoca la torre gentilizia urbana era intesa come una trasposizione del castello entro la cerchia delle mura civiche: conciliava funzioni di stoccaggio e di difesa a beneficio delle consorterie che ne promuovevano la costruzione, ma era soprattutto uno strumento di imposizione visiva.
  • Torre di San Venanzio - È la torre campanaria dell'omonima chiesa di San Venanzio, riadattata dopo essere stata torre gentilizia. L'esile costruzione vanta di aver conservato la doppia cornice di conci di travertino lungo il perimetro superiore.
  • Torri gemelle - Furono costruite nel XII secolo con i tipici conci di travertino. Ubicate una a fianco all'altra in via delle Torri nelle vicinanze della chiesa di Sant'Agostino sono tra i più bei esempi di torri gentilizie ascolane. Entrambi misurano 25 metri di altezza.[23]

Teatri[modifica | modifica sorgente]

  • Teatro Ventidio Basso - Opera realizzata da Ireneo Aleandri di Sanseverino tra il 1840 ed il 1846. Si mostra con la facciata neoclassica, in travertino, arricchita da un colonnato centrale in ordine ionico. La struttura si compone di una sala ovale con quattro ordini di palchi, suddivisi in 23 palchetti ciascuno ed il loggione a galleria, per una capienza totale di 842 spettatori.
  • Teatro dei Filarmonici – Inaugurato nel 1832, fu realizzato con i fondi reperiti dalla Società Filodrammatica che si costituì nel 1827. Ha una capienza di circa 400 posti distribuiti tra la platea, i due ordini di palchi ed il loggione. Il Teatro è attualmente chiuso per restauro.
  • Teatro romano - Con il contributo della Fondazione della Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, del Comune e con la collaborazione della Soprintendenza dei Beni Archeologici per le Marche, nel luglio del 2010, dopo un periodo di restauro, il Teatro romano è tornato ad ospitare eventi teatrali nei periodi estivi. Gli spettacoli allestiti rientrano nell'ambito del circuito dei Teatri antichi uniti.[24]
  • Auditorium San Francesco di Paola – L'auditorium è costituito dall'unione di due edifici religiosi: la chiesa di San Francesco di Paola, del 1848, e quella di San Giovanni ad templum, del XII-XIII secolo. La Fondazione della Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, dopo aver acquistato le due fabbriche, le ha restaurate destinando gli spazi ottenuti ad accogliere convegni e concerti di musica.[25]

Fontane[modifica | modifica sorgente]

  • Fonte di Sant'Emidio – Opera del XVII secolo, incorniciata da una loggia esterna suddivisa in cinque arcate sormontata da una balaustra di colonnine. Il luogo lega la sua storia alla tradizione di uno dei prodigi di sant'Emidio che non avendo a disposizione l'acqua necessaria per battezzare tutti i nuovi fedeli se la procurò battendo un sasso in questo luogo da cui fece sgorgare la sorgente che alimenta questa fonte.
  • Fonte dei Cani - Nata col nome Fonte dei leoni è stata costruita nell'anno 1823 su disegno di Ignazio Cantalamessa. Attualmente è detta dei cani sebbene le sculture collocate sul fronte rappresentino due piccole leonesse, probabilmente recuperate dalla chiesa di Sant'Agostino e databili intorno al XIII secolo. Col trascrrere del tempo l'originaria denominazione è stata trasformata poiché la vasca della fonte si trova ad una modesta altezza rispetto al piano stradale, caratteristica che facilita ed agevola i cani per abbeverarsi.[26]
  • Fontane di Porta Maggiore - Nei pressi di Porta Maggiore si trovano le due monumentali fontane realizzate, in occasione dell'arrivo ad Ascoli dell'Acquedotto del Pescara, dall'architetto Vincenzo Pilotti e dallo scultore Antonio Mancini.[27][28] La composizione delle tre vasche che raccolgono il contenimento dell'acqua è sovrastata dalle figure di due statue, una femminile che reca in mano una conca e rappresenta l'Attesa, l'altra maschile ritratta nell'atto di bere personifica l'Arsura.

Porte cittadine[modifica | modifica sorgente]

La città di Ascoli aveva il centro abitato racchiuso all'interno della cinta muraria che delimitava l'area urbana dalla campagna.
Le mura erano aperte da sette varchi che indirizzavano il traffico nei punti segnati dalle porte urbane. La posizione dell'incasato ascolano, raccolto tra i solchi dei fiumi Tronto e Castellano, determinò l'esigenza di costruire un ponte in corrispondenza di ogni porta cittadina ad eccezione delle due che si trovavano nella parte ovest direttamente sul piano stradale. (Porta Gemina e Porta Corbara)

  • Porta Gemina - È considerata fra le più vetuste ed importanti porte cittadine ascolane, attraverso i suoi fornici si immetteva la via Salaria all'interno della città provenendo da Roma. Con la sua monumentalità è architettonicamente classificabile come una tipica costruzione romana del I secolo a.C.
  • Porta Corbara – Si apriva all'altezza del piano stradale, nella zona ovest della città, lateralmente al Cassero (Fortezza Pia).
  • Porta Solestà - Fu costruita nell'anno 1230, all'inizio del ponte Romano, per volere di Fidemilio da Mogliano utilizzando probabilmente materiali di risulta di una preesistente porta romana. Mostra al di spora del fornice lo stemma del comune di Ascoli.
  • Porta Tufilla - Eretta tra il 1552 ed il 1555, come testimonia l'epigrafe della linea marcapiano: “PAULO IIII PONT MAX MDLV”, dall'architetto Camillo Merli, sulle fondamenta di una più antica.
  • Porta Maggiore – Varco del lato est della città che mediante ponte Maggiore congiungeva il territorio urbano con l'altra sponda del Castellano. Demolita con l'Unità d'Italia, era stata realizzata nell'anno 1587 come monumentale arco onorario in travertino, per il quale lavorò lo scalpellino Antonio Giosafatti: esordio ascolano della dinastia artistica dei Giosafatti.
  • Porta Cartara – La porta ebbe come primo nome Santo Spirito. Conduceva in città con l'attraversamento del ponte di San Nicola in Ponticello, costruito sul Castellano nella seconda metà dell'XI secolo. Successivamente all'edificazione della cartiera, voluta da papa Giulio II nel 1512, fu rinominata Cartara. Era detta anche Molinara perché molto vicina a un mulino azionato dal fiume.
  • Porta Torricella - Era collegata all'altra sponda del Castellano da un ponte non più esistente. Del varco rimane il profilo, ormai murato, visibile sul muraglione di sostegno del Lungo Castellano Sisto V.

Ponti[modifica | modifica sorgente]

  • Ponte Romano di Solestà - Costruito durante l'età augustea è noto come uno dei ponti più rappresentativi della tecnica e della civiltà romana poiché ha conservato integralmente le sue caratteristiche costruttive. Visitabile all'interno attraverso un corridoio d'ispezione.
  • Ponte di Cecco - Ponte di epoca romana, dell'età repubblicana. Nella tradizione popolare si attribuisce la sua realizzazione al diavolo che, su ordine di Cecco d'Ascoli, poeta ed astrologo ascolano, lo avrebbe realizzato in una sola notte.
  • Ponte Maggiore - Le sue arcate attraversano il torrente Castellano collegando il centro storico al quartiere di porta Maggiore. Fu fatto saltare dai guastatori tedeschi in ritirata durante la seconda guerra mondiale. Lo ricostruì, nell'anno 1946, l'ingegnere Giuseppe Viccei.
  • Ponte Tufillo - Si trova nelle vicinanze di porta Tufilla. La sua prima costruzione si fa risalire al tempo del vescovo ascolano Alberico, nell'anno 1097 e, secondo questa datazione, sarebbe stato il ponte medioevale più antico di Ascoli.
  • Ponte Nuovo - Fu progettato e costruito negli anni tra il 1909 ed il 1911 da Umberto Pierpaoli, architetto, ed Enrico Cesari, ingegnere. Dal suo parapetto di destra si scorge il punto di confluenza di due dei tre corsi d'acqua che attraversano la città: il fiume Tronto ed il torrente Castellano.

Parti decorative di edifici[modifica | modifica sorgente]

  • Edicola di Lazzaro Morelli - Costruita addossata ad un'abside della parete esterna della chiesa di San Francesco, nel 1659, su richiesta del Governatore ascolano Gerolamo Codebò e dedicata alla Madonna di Reggio.
  • Loggia dei Mercanti - Opera cinquecentesca che si aggiunge alla preesistente facciata gotica della chiesa di San Francesco. Commissionata dalla ricca "Corporazione della Lana" si compone di cinque arcate, poggianti su colonne corinzie e termina con un cornicione merlato.
  • Porta della Musa - Questa porta è l'ingresso laterale della cattedrale di Ascoli ed è così poeticamente chiamata dal distico che si legge scalpellato sulla pietra immurata nel suo fianco. Situata tra la IV e la V lesena è un'opera tardo rinascimentale di difficile attribuzione. Alcuni ipotizzano Carlo Crivelli, altri Giuliano da Maiano ed altri ancora Lazzaro di Francesco, ma, quasi sicuramente, è opera di un capace, valente ed ignoto lapicida locale.
  • Portale barocco - Si mostra con un prospetto consistente in un imponente portone, fiancheggiato da due semicolonne ioniche con bugne a fascia, e una sopraelevazione in muratura da cui si affaccia un balcone con ai lati due cariatidi. L'opera è stata realizzata da Giuseppe Giosafatti, nel XVII secolo, per il palazzo del canonico Candido Malaspina che sorgeva sul lato occidentale di piazza Arringo. L'edificio di proprietà del canonico è stato demolito per aprire via XX settembre e raccordarla alla piazza. Attualmente si trova al civico n. 26 di Corso Vittorio Emanuele nella città di Ascoli, dove ha sede la Camera di Commercio.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Fortezze[modifica | modifica sorgente]

  • Forte Malatesta - Costruzione fortificata edificata nei pressi del ponte di Cecco, passo obbligato per chi accedeva nella città dalla zona est. Sorge vicino alle sponde del torrente Castellano, l'attuale fortezza interamente è stata ricostruita sui resti di una precedente rocca per volere del Signore di Rimini Galeotto Malatesta verso la metà del Trecento. Riaperta al pubblico nel 2010 dopo circa dieci anni di restauro, ospita un polo museale polifunzionale.
  • Fortezza Pia - Antica costruzione militare fortificata che si eleva nella zona più alta della città, deve il suo nome a papa Pio IV che, nel 1560, volle farla ricostruire.

Altro[modifica | modifica sorgente]

Piazze[modifica | modifica sorgente]

  • Piazza del Popolo - Di stile rinascimentale è considerata una delle più note piazze d'Italia. Si apre all'incrocio del cardo e del decumano dell'impianto stradale cittadino. Il suo spazio è circoscritto dalle facciate di palazzo dei Capitani, del Caffè Meletti e dalle leggere e gentili forme gotiche della chiesa di San Francesco, tutto il resto del perimetro è delimitato da palazzetti con portici e logge.
  • Piazza Arringo – Questa è la piazza monumentale più antica della città, si ritiene che fosse la sede dell'antico forum e si apre sull'antico percorso della consolare Salaria che attraversava Ascoli. Fu centro propulsore di importanti accadimenti della vita sociale ascolana. Qui predicarono san Francesco d'Assisi, nel 1215, e san Giacomo della Marca, nel 1446. Nell'anno 1335 vi furono redatti gli Statuti del Popolo che sostituirono gli Statuti del Comune.
  • Piazza Ventidio Basso - Ampio spazio irregolare che si apre nel centro storico, già dall'epoca romana e fino al XVII secolo fu il maggiore fulcro commerciale della città. Da questa piazza, ogni anno, si avvia il corteo storico del torneo cavalleresco della Quintana.

Strade[modifica | modifica sorgente]

  • Via delle Stelle – Questa strada è il vecchio camminamento che si snodava al di fuori delle mura cittadine. Intraprendere questo percorso, che inizia nei pressi di porta Romana e giunge fino al ponte Romano di Solestà equivale ad un'immersione a ritroso nel tempo e fruire della possibilità di ammirare un panorama quasi intatto della città ai tempi dell'Età Comunale.
  • Via Salaria - È l'antica strada percorsa dai Romani, chiamata così perché veniva percorsa da Roma fino al mare Adriatico per prendere il sale.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

  • Teatro romano - Addossato alle pendici del colle dell'Annunziata, è stato rinvenuto durante gli scavi condotti nell'anno 1932, e successivi del 1951 e del 1959. Presenta l'emiciclo delle gradinate esposto verso nord, la sua costruzione risalirebbe al I secolo a.C. con successivi restauri ed ampliamenti nella prima metà del I e II secolo dopo Cristo.
  • Grotte dell'Annunziata - Costruzioni monumentali realizzate tra la fine del I secolo a.C. e l'inizio del I secolo d.C., all'epoca in cui l'antica Asculum era divenuta colonia di diritto romano. Si tratta di una vasta opera di sostruzione costituita da una serie di camere coperte a volta. Era in funzione di un edificio monumentale che si affacciava sulla città dal pianoro del colle, con grande effetto scenografico. Si ipotizza che si trattasse di un tempio[29].
  • Percorso archeologico interno a palazzo dei Capitani - Si tratta di un'area archeologica urbana musealizzata che si snoda all'interno di palazzo dei Capitani e mostra la stratigrafia di piani di pavimentazioni che coprono l'arco di tempo compreso tra l'epoca romana ed il Medioevo.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

  • Parco dell'Annunziata - Il parco estende la sua superficie nella zona più alta della città, sull'antico colle Pelasgico, ed è considerato il polmone verde di Ascoli. Il luogo, panoramico e strategico, ha storicamente accolto opere difensive fortificate. Qui si elevava l'antico cassero, distrutto in epoca piceno-sabina da Gneo Pompeo Strabone e ricostruito in epoca romana, ora accoglie i resti della Fortezza Pia e delle sostruzioni romane delle grotte dell'Annunziata. Ebbe come prima intitolazione Parco della Rimembranza, denominazione scelta per ricordare i 379 caduti ascolani del primo conflitto mondiale, in memoria dei quali gli alunni delle scuole elementari piantarono altrettanti alberi, ad ognuno dei quali fu apposto il nome di un caduto. Fu inaugurato il 5 luglio 1925, in occasione della commemorazione del decimo anniversario dell'entrata in guerra, alla presenza del principe ereditario Umberto di Savoia. L'area su cui si estende il parco era, fino ad allora, una zona con scarsa presenza di vegetazione, l'amministrazione comunale ascolana, stanziando la somma di 40.000 lire, ne affidò l'incarico di sistemazione all'ingegnere Paoletti che ne curò la progettazione realizzando la strada d'accesso, che si apre da via Pretoriana e, subito dopo, l'opera di piantumazione di circa 4000 essenze arboree tra alberi ed arbusti.[30] Nell'anno 1927 fu costruita la scalinata dell'Annunziata che da via Dino Angelini arriva al parco. In tempi successivi fu realizzata la strada che conduce fino alla Fortezza Pia ed ebbe luogo la sistemazione del piazzale.
  • Parco di Porta Romana “Ugo Tasselli” – Situato nel quartiere di Porta Romana ad ovest del centro storico nell'area dell'ex tirassegno, c’è il parco urbano intitolato a Ugo Tasselli, un giovane ascolano prematuramente scomparso. All’ingresso di viale Treviri è esposta una targa dedicata alla sua memoria. Inaugurato il 30 marzo 2014, di forma rettangolare, presenta verde attrezzato con area giochi per bambini, un campo da calciotto, un campo per calcetto e polifunzionale, due campi da bocce, un’area per cani e una struttura con bar, spogliatoi e servizi.[31]
  • Giardino botanico “Benito Di Lorenzo” - Il giardino, inaugurato nell'anno 1988, si trova in viale della Repubblica nell'area dell'Istituto tecnico agrario statale “Celso Ulpiani”. Nato con scopi prevalentemente didattici ospita innumerevoli varietà di piante tra cui olivi di rara varietà.[32]
  • Giardini pubblici di corso Vittorio Emanuele II - La creazione dei Giardini pubblici risale al 1869 circa quando il Municipio incaricò una commissione di nove cittadini di studiare la sistemazione dell'ingresso della città a Porta Maggiore. II terreno si presentava collinoso, abbandonato pieno di sconcezze. Tale zona, rimasta inutilizzata, compresa tra Villa Vecchi (oggi Luciani), l'emiciclo dopo il ponte Maggiore, via delle Chiaviche e corso Vittorio Emanuele II. La commissione deliberò di farvi un pubblico giardino e apprestò un bozzetto che fu esposto nei locali della biblioteca affinché la pubblica opinione potesse liberamente pronunciarsi in merito al lavoro e suggerire le eventuali e opportune modificazioni o variazioni. Il progetto piacque e si notò fin dall'inizio l'effetto positivo prodotto "da uno spazio esposto ai venti del levante nella estate, rallegrato dal sole d'inverno e le salutari emanazioni delle piante che avrebbero giovato indubbiamente alla salute degli ascolani costretti a vivere tra rete umide e malsane." I lavori furono dati in appalto e diretti da Giulio Gabrielli, pittore e bibliotecario. Durante la loro esecuzione furono rinvenute grandi buche colmate con terra di scarico dove si raccolsero frammenti di epoca romana. Furono scoperti due cunicoli o grotti praticabili ma senza via d'uscita, lavorati irregolarmente e a quanto pare allo scopo di estrarvi pietra da costruzione. I Giardini pubblici furono inaugurati nel 1873 e già nel 1877 si parlava di ampliare i giardini con l'annessione dell'orto della parrocchia di San Vittore ma insorsero elette difficoltà e il progetto svanì. Nel 1879 vi fu costruito uno chalet, piccolo fabbricato comunale al centro dei giardini pubblici. Nel 1961 furono eseguiti nuovi lavori di sistemazione che comportarono la demolizione dello chalet ottocentesco e la collocazione della statua di re Vittorio Emanuele II trasferita da piazza Arringo. Nel 1998 sono state collocate altre due statue (“Porta della luce” e “Il picchio e l'aquila”) realizzate in occasione del concorso nazionale per opere di scultura in travertino ascolano.[33]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[34]

Secondo l'ultimo censimento la popolazione è di circa 50 mila abitanti, ma bisogna considerare la presenza di un numero consistente di persone abitanti all'interno del comune ma non residenti o difficilmente censibili, come gli stranieri non regolarizzati e gli studenti fuori sede che alloggiano in città. Va poi considerato che l'elevato costo delle abitazioni ha spinto molti ascolani a trasferirsi in zone non distanti dal centro cittadino, con alcune zone periferiche della città si trovano ormai a lambire i comuni limitrofi (come Folignano, Maltignano, Venarotta, Castel di Lama, Spinetoli, Colli del Tronto e Castorano) che segnano aumenti significativi di popolazione e indici di vecchiaia molto più bassi.
Tutto questo induce ragionevolmente a ritenere che la città di Ascoli Piceno sia a tutti gli effetti molto più popolosa rispetto ai dati ufficiali.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2009 ad Ascoli risultavano residenti 2.484 cittadini stranieri, pari al 4,9% della popolazione. Al 31 dicembre 2010 risultavano residenti 2.725 cittadini stranieri, pari al 5,3% della popolazione. Il gruppo etnico più numeroso è quello rumeno. Le nazionalità straniere principali presenti nella città sono:[35]

  1. Romania, 652
  2. Polonia, 375
  3. Albania, 342
  4. Macedonia, 229
  5. Cina, 181
  6. Filippine, 160
  7. Marocco, 152
  8. Ucraina, 124
  9. Serbia, 73
  10. Moldavia, 39

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Casa circondariale - L'istituto è situato nella zona di Marino del Tronto ed è funzionante dal 1981. È caratterizzato principalmente da una separazione, sia strutturale che gestionale: la Sezione Giudiziaria, il Circondariale vero e proprio e la Sezione "Marino", Penale che ospita i detenuti sottoposti al regime previsto dall'articolo 41 bis (Ordinamento penitenziario), più noto come Regime di carcere duro.[36]
  • Forze armate - La città di Ascoli Piceno è sede dello storico 235º Reggimento Addestramento Volontari "Piceno". La caserma Clementi è l'unica in Italia dedicata alla formazione dei soli Volontari di truppa di **** femminile. Nel 2001 in piazza del Popolo vi è stato il primo giuramento nella storia della Repubblica italiana di donne soldato. Fino al 21 dicembre 2007 la città è stata anche sede del Comando Reclutamento e Forze di Completamento Esercito "Marche". Dal 1º gennaio 2008, nell'ambito della riorganizzazione degli Enti territoriali dell'Esercito, il nuovo Comando Militare Esercito "Marche" è stato trasferito ad Ancona. Da non dimenticare che è stata sede della Scuola A.U.C. (Allievi Ufficiali di Complemento) e all'epoca era chiamata anche la 2^ Modena (Accademia).

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

  • Biblioteca comunale Giulio Gabrielli - Fondata nell'anno 1849, dopo aver avuto sede nel palazzo dell'Arengo, tranne nel periodo tra il 1910 ed il 1938 che fu ospitata nel palazzo dei Capitani del Popolo, è stata trasferita all'interno del Polo culturale di Sant'Agostino nel 1999. La biblioteca conta la presenza di circa 200.000 volumi tra cui, il più antico, è un codice benedettino del XII secolo ed una raccolta di corali miniate. Acquisì, dopo l'unità d'Italia, i fondi librari delle corporazioni religiose.
  • Biblioteca ed Archivio Diocesano - Istituita nell'anno 1935, annovera al suo interno circa 50.000 volumi, tra i quali quelli della biblioteca capitolare ed i testi donati da Giuseppe Fabiani e Francesco Antonio Marcucci.
  • Archivio di Stato

Università[modifica | modifica sorgente]

Facoltà di Architettura

La città di Ascoli Piceno è sede amministrativa e didattica della Scuola di Architettura e Design dell'UNICAM.[37]:

  • Scuola di Architettura e Design “E. Vittoria” (UNICAM)
  • Scuola di Scienze e Tecnologie (UNICAM)
  • Facoltà di Medicina e Chirurgia (UNIVPM)
  • Istituto superiore di Scienze Religiose “Mater Gratiae” collegato alla Pontificia Università Lateranense

Musei[modifica | modifica sorgente]

Media[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

I film più importanti girati in questa città:

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Serie TV[modifica | modifica sorgente]
Festivalbar[modifica | modifica sorgente]

La città negli anni novanta è stata, grazie al patron Vittorio Salvetti prima, e al figlio Andrea dopo, tappa fissa del Festivalbar. Nella cornice di piazza del Popolo si sono svolte le edizioni del 1991, 1992, 1993, 1994, 1995, 1999. Nel 1995, causa lavori di restauro all'arena di Verona, sede delle finalissime della manifestazione, la città di Ascoli ospitò le due serate delle finali presentate da Amadeus, Federica Panicucci e Laura Freddi.

Spot pubblicitari[modifica | modifica sorgente]

Nel 1998, in una scena di uno spot pubblicitario per la FIAT, si notavano Fiat 500[ambiguo] girare intorno a piazza del Popolo con lo sfondo della chiesa di San Francesco. Nel 2012 piazza del Popolo è stata scelta come scenario per lo spot televisivo di Telecom - Impresa Semplice e per lo spot natalizio della Vodafone.

Teatro[modifica | modifica sorgente]

  • Compagnia dei Folli - Gruppo teatrale italiano di strada e d'immagine fondato nel 1984 a Castel Trosino. Dopo molti anni di attività, nell'anno 2002, la Compagnia ha dato vita ad uno spazio teatrale nella città presso il Palafolli dove ha creato anche una scuola di teatro.
  • Compagnia del Capannone – Costituita nell'anno 1987 perseguendo l'impegno di proporre commedie in dialetto ascolano, oltre a testi in lingua italiana.[41] Tra le sue rappresentazioni la commedia Sparpagghiò la storia e la morte con musiche di Giovanni Allevi.
  • Synergie Teatrali - Compagnia di prosa professionale costituitasi ad Ascoli Piceno.[42]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Olive all'ascolana, Anisetta e Frustingo.

Il piatti che maggiormente rappresentano la cucina e la gastronomia locale sono le olive all'ascolana ed il Fritto all'ascolana ed entrambi devono il loro nome alla città. Le olive verdi tenere, dopo essere state denocciolate e riempite con un morbido composto a base di carne mista vengono impanate e fritte. Il fritto all'ascolana è una pietanza che si compone di costolette di agnello, carciofi, olive ascolane e crema fritta (cremini).

Un'altra specialità territoriale, legata alla tradizione, è l'oliva in salamoia. Si tratta di olive verdi tenere ascolane che, dopo la raccolta, sono messe in salamoia con acqua, sale ed erbe selvatiche, tra cui il finocchietto, seguendo la ricetta di un monaco cellarius che, nel XVI secolo, si occupava della conservazione dei cibi nel convento dei Benedettini Olivetani della chiesa di Sant'Angelo Magno. La varietà dell'Oliva Ascolana del Piceno era già conosciuta e ricordata da Plinio e Marziale, fu apprezzata anche da Sisto V, dai compositori Gioacchino Rossini e Giacomo Puccini. La particolarità di questa pianta è di essere coltivabile, per il facile attecchimento, in poche zone del territorio ascolano che si distinguono per peculiari caratteristiche del terreno (humus). Il suo frutto, utilizzato per la preparazione delle olive ripiene, si distingue per avere un nocciolo piccolo ricoperto da un mesocarpo polposo e tenero.

I dolci tipici ascolani sono legati per lo più ai periodi di festa. Un esempio è il frustingo, dolce natalizio realizzato con fichi secchi, noci, mandorle e canditi, molto simile nel gusto e nella preparazione al celebre pane di pere zurighese. E poi i dolci tipici del periodo di Carnevale e Pasqua: le castagnole inzuppate nell'anisetta, liquore dolce all'anice prodotto nel Piceno, la cicerchiata, i ravioli con ripieno i castagne o di ricotta e la zuppa inglese detta “Pizza dolce”, farcita alle creme, che rappresenta il dessert tipico della tradizione picena.

Infine i Piconi (Ravioli): sono fatti con pasta frolla all'esterno e dentro un impasto di ricotta fresca, cacao amaro e castagne (qualcuno aggiunge un goccio di rum). Semplici e cotti al forno, sono adatti alle colazioni primaverili. Ci sono ovviamente anche i piconi al formaggio, fatti con pecorino fresco e stagionato, consumati come antipasti per il pranzo di Pasqua.

Per quanto riguarda gli alcolici, tutta la zona dell'ascolano è nota per la produzione del Rosso Piceno Superiore, del Falerio e del vino cotto, ottenuto dalla concentrazione del mosto mediante cottura.

Eventi, tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

  • Torneo cavalleresco della Quintana e Festa patronale - La città è per molti versi legata alle tradizioni religiose e civili ed i principali avvenimenti cittadini ruotano intorno alla festività del patrono sant'Emidio che si celebra il 5 agosto che ha il suo culmine dopo la mezzanotte con i fuochi d'artificio. La prima domenica di agosto si tiene la solenne sfilata storica della Quintana cui partecipano oltre 1.500 figuranti in costume e le autorità cittadine, Sindaco compreso nel ruolo di Magnifico Messere. Al termine della sfilata si tiene il torneo cavalleresco della Quintana, basato su antichi statuti del XIV secolo e che si rinnova dal 1955 senza interruzioni. Da alcuni anni è stata anche inserita la manifestazione della Quintana in notturna, si svolge la sera del secondo sabato di luglio.
  • Premio Internazionale Città di Ascoli Piceno - Si svolge ogni anno, tra la fine di novembre ed i primi di dicembre, organizzato dall'Istituto Studi Medievali Cecco d'Ascoli. Si tratta di un premio letterario che viene assegnato ad una personalità nel campo della medievistica internazionale che si è contraddistinta per la pubblicazione di testi che contribuiscono all'indagine storica e al valore della ricerca storiografica. Tra i vincitori del premio si ricordano Elémire Zolla (1987), Ovidio Capitani (1989), Liliana Cavani (1991 per il film Francesco) e Pupi Avati (2008 per il film Magnificat del 1993). Nel 1987 la Giuria del Premio assegnò una menzione speciale allo storico francese Jacques Le Goff.
  • Fritto misto all'Italiana - Tra fine aprile ed inizio maggio si svolge un'importante manifestazione gastronomica con la presenza di stands provenienti dalle regioni d'Italia e da molti paesi del mondo, che permette di degustare molti dei tipi di fritti italiani e non solo, tra cui la locale oliva fritta all'ascolana.
  • Mercatino dell'Antiquariato - Si svolge nel centro storico ogni terza domenica del mese. Una delle rassegne più meritevoli del panorama mercati artigiani divenuto negli anni un punto di riferimento per migliaia di appassionati dell'arte antica. Migliaia le proposte, appartenenti ai settori merceologici dell'antiquariato; si possono trovare dai mobili agli argenti, dai gioielli ai dipinti, dai disegni alle stampe, dalle sculture agli oggetti d'arte, tutto di epoche comprese fra il Settecento e il Novecento; ma anche tappeti, tessuti e pizzi, ceramiche e manufatti d'arte.
  • Ascoliva Festival – È il festival mondiale dell'originale oliva ripiena all'ascolana. La prima edizione si è svolta nella centralissima piazza Arringo dall'8 al 15 agosto 2013. L’evento di tipo gastronomico-culturale, intende valorizzare non solo la tipica oliva all’ascolana, ma anche i suoi altri importanti tesori enogastronomici e quelli culturali della città e di tutto il territorio piceno. Degustazioni, laboratori, dibattiti, eventi, spettacoli, itinerari culturali e altro accompagnano i giorni della manifestazione.[43]
  • Tenera Ascoli - Manifestazione che si svolge nel mese di novembre organizzata nell'ambito delle attività di Slow Food Marche. Protagonista assoluta è l'oliva della varietà Ascolana Tenera, ma è possibile degustare anche gli altri prodotti tipici del Piceno. Nell'evento si succedono ****, degustazioni, una colazione itinerante nel cuore del centro storico e un mercato con le migliori produzioni gastronomiche provenienti dalle varie aree del Piceno e gustosi appuntamenti a tavola. Ci sono i Laboratori del Gusto sull'oliva tenera, sull'eccellenza enologica del Piceno, sull'olio extravergine, il tartufo e l'anisetta.
  • Carnevale di Ascoli - Il Carnevale di Ascoli è una manifestazione tradizionale, originale ed interessante per il suo carattere goliardico e popolare che coinvolge la partecipazione dei cittadini, mascherati sia in gruppi che in carri la domenica ed il martedì grasso.

Persone legate ad Ascoli Piceno[modifica | modifica sorgente]

Personalità del passato:

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Suddivisioni storiche[modifica | modifica sorgente]

La suddivisione storica di Ascoli Piceno è riportata nel testo degli Statuti Comunali del 1377. Al tempo la città era divisa in quattro quartieri che corrispondevano all'antico insediamento urbano:

  • Sant'Emidio,
  • Santa Maria Intervineas,
  • San Venanzo,
  • San Giacomo.

Ogni quartiere era a sua volta ripartito in sei sestieri.

Successivamente, una delibera consiliare del 14 settembre 1881 cambiò la denominazione precedentemente adottata e la trasformò nella seguente nomenclatura corrispondente:

  • Vittorio Emanuele,
  • Garibaldi,
  • Cecco D'Ascoli,
  • Ventidio Basso.

Avanti nel tempo i quartieri di Cecco d'Ascoli e Ventidio Basso furono rinominati rispettivamente Giuseppe Mazzini e Camillo Benso conte di Cavour.

Nell'anno 1969, a causa dell'espansione urbana, si rese necessario un esame di revisione della toponomastica cittadina. Per tale studio fu incaricata una commissione che ritenne di adottare nuovamente le precedenti denominazioni. Il consiglio comunale ascolano l'approvò il giorno 16 giugno 1970, e da allora i 4 quartieri del centro storico riassunsero l'antico nome.

Intorno ai 4 quartieri centrali vi sono 8 rioni:

  • Borgo Solestà,
  • Campo Parignano,
  • Borgo Chiaro,
  • Castagneti,
  • Santi Filippo e Giacomo,
  • Porta Maggiore
  • Borgo Cartaro,
  • Porta Romana.

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Il territorio del comune di Ascoli Piceno è stato suddiviso dapprima in 11, poi fino al giugno dell'anno 2009, in nove circoscrizioni:

  • 1º Centro storico
  • 2º Circoscrizione Borgo Solestà
  • 3º Campo Parignano
  • 4º Porta Maggiore e Santi Filippo e Giacomo
  • 5º Mozzano
  • 6º Venagrande
  • 7º Piagge
  • 8º Monticelli
  • 9º Villa Sant'Antonio

Quartieri e zone della città[modifica | modifica sorgente]

  • Centro Storico
  • Ascoli21 (area ex SGL Carbon)
  • Bellavalle
  • Borgo Chiaro (Santa Chiara)
  • Borgo Solestà (Porta Cappuccina)
  • Brecciarolo
  • Campo Parignano (Porta Tufilla)
  • Castagneti
  • Croce di Tolignano
  • Luciani
  • Marino del Tronto
  • Monterocco
  • Monteverde
  • Monticelli
  • Pennile di Sotto (San Marcello)
  • Poggio di Bretta
  • Porta Cartara
  • Porta Maggiore
  • Porta Romana
  • Santi Filippo e Giacomo
  • Tofare
  • Vallevenere

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Bivio Giustimana, Campolungo, Caprignano, Carpineto, Casalena, Casamurana, Case Schiavi, Castel Trosino, Cavignano, Cervara, Colle, Colle San Marco, Colloto, Colonna, Colonnata, Coperso, Faiano, Fonte di Campo, Funti, Giustimana, Il Palazzo, Lago, Lisciano, Lisciano di Colloto, Montadamo, Monte di Rosara, Morignano, Mozzano, Oleificio Panichi, Palombare, Pedana, Piagge, Pianaccerro, Polesio, Ponte Pedana, Porchiano, Rosara, San Pietro, Santa Maria a Corte, Talvacchia, Taverna di mezzo, Trivigliano-Villa Pagani, Tozzano, Tronzano, Valle Fiorana, Valle Senzana, Valli, Vena piccola, Venagrande, Villa Sant'Antonio.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Industria[modifica | modifica sorgente]

Ascoli Piceno si industrializzò notevolmente grazie alle sovvenzioni statali provenienti dalla Cassa del Mezzogiorno. La città vanta una discreta zona industriale (zona Campolungo) con la presenza di alcune importanti aziende italiane e multinazionali con stabilimenti produttivi attivi nella gomma, carta, prodotti farmaceutici (Pfizer[44]), dolciari (Barilla[45]), surgelati (Nestlè) e dei cavi (Prysmian). A causa della crisi economica, la Manuli Rubber e la Maflow hanno ridotto notevolmente la loro produzione nel corso 2009, mentre la Ahlstrom ha definitivamente delocalizzato dalla città. La maggior parte dell'economia ruota, però, intorno a piccole e medie aziende a conduzione familiare e sulla fornitura di servizi professionali per i piccoli centri della valle del Tronto e delle montagne circostanti.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Negli ultimi anni la città di Ascoli ha accentuato la sua forte vocazione turistica. Il centro storico, costruito quasi interamente in travertino è in parte pedonalizzato e attrae molti turisti consapevoli di ammirare una città d'arte per molto tempo poco conosciuta.[46] Testimonianza della crescita turistica è il proliferare di strutture microricettive come bed and breakfast e agriturismi e l'apertura di alcuni alberghi. A trarre vantaggio è l'economia locale. Anche il commercio che nonostante la concorrenza dei centri commerciali sorti negli ultimi anni, registra continue aperture soprattutto nel centro storico. La città è anche visitabile attraverso un tour a bordo di un simpatico trenino turistico denominato "Ascoli Explorer" che con audioguida in italiano ed inglese, guida gli ospiti nelle strette e caratteristiche rue medievali del centro storico offrendo un suggestivo panorama di oltre venti monumenti e scorci di Ascoli Piceno.[47]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

La città è unita al casello San Benedetto del Tronto-Ascoli Piceno dell'Autostrada A14 mediante il Raccordo autostradale 11 (più noto con il nome di superstrada Ascoli-Mare), è collegata con Roma e Rieti attraverso la Strada statale 4 Via Salaria. L'arteria ha caratteristiche di strada extraurbana secondaria e a scorrimento veloce. Sempre tramite la strada statale Salaria, all'incirca nei pressi di Arquata del Tronto si snoda la Strada statale 685 delle Tre Valli Umbre che attraverso i trafori di Forca Canapine e di Forca di Cerro permette di raggiungere l'Umbria e quindi la via Flaminia. A sud è in costruzione la Pedemontana Abruzzo-Marche (aperta al transito in alcuni tratti) che dalla superstrada Ascoli-Mare collegherà le città di Ascoli e Teramo.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La città è capolinea della ferrovia Ascoli Piceno–San Benedetto, servita anche da collegamenti verso Ancona, Macerata e Fabriano. La stazione di Ascoli Piceno rientra nel programma Centostazioni di Ferrovie dello Stato ed è stata completamente ristrutturata nel 2009. Al fianco della stazione ferroviaria c'è l'autostazione, importante struttura per la mobilità è un nodo di scambio ferro-gomma, l'unico nelle Marche. Sempre nel Comune di Ascoli, oltre alla stazione centrale, ci sono quelle ubicate nelle frazioni di Marino del Tronto e di Villa Sant'Antonio, entrambe sulle stessa linea ad est della città.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Ascoli Piceno.

Consolati[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Rapporti di amicizia[modifica | modifica sorgente]

La città di Ascoli ha, inoltre, stretto e intrattiene rapporti di amicizia con altre "città partner" o "città sorelle", geograficamente e politicamente distinte, con l'obiettivo di favorire il contatto umano e lo scambio di legami culturali e di collaborazione.

Sport[modifica | modifica sorgente]

La città è rappresentata in molte discipline sportive, vantando oltre diecimila tesserati, circa centocinquanta associazioni sportive e circa trenta impianti dislocati nel territorio comunale. Il calcio è lo sport più seguito, avendo l'Ascoli Calcio 1898, la prima squadra marchigiana a raggiungere la massima serie e rimanervi per molti anni.

Il 22 settembre 2012 il centro storico della città ha ospitato la “Notte Azzurra dello sport”. L'evento ha visto le esibizioni sportive della varie associazioni dilettantistiche.[58]

Città europea dello Sport 2014[modifica | modifica sorgente]

La città di Ascoli Piceno è stata ufficialmente proclamata Città europea dello Sport per l'anno 2014 dall'ACES (Associazione delle Capitali Europee dello Sport). Il riconoscimento è stato conferito il 7 novembre 2012 al sindaco Guido Castelli a Bruxelles, presso la sede del Parlamento Europeo.[59]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ascoli Calcio 1898.

La principale squadra della città, come già affermato in precedenza, è l'Ascoli Calcio 1898, di cui ospita le gare interne presso lo stadio “Cino e Lillo Del Duca”. Fra le prime società sportive delle Marche, fondata nel 1901[60] con il nome di Candido Augusto Vecchi, presente dalla stagione 1972-1973 nelle massime categorie del calcio professionistico (Serie A e Serie B). L'Ascoli, nel corso della sua storia più che centenaria, ha conseguito 2 promozioni dalla serie C alla serie B e ben 5 dalla serie B alla serie A, conquistando anche una Mitropa Cup nel 1987 e una Supercoppa di Lega di serie C nel 2002. Ha inoltre giocato la finale della coppa Anglo-Italiana 1994-1995. Fiore all'occhiello della storia sportiva della società restano comunque le numerose stagioni disputate nelle massime categorie del calcio nazionale: ben 16 in serie A (migliore piazzamento il 5º posto ottenuto nel 1979-1980) e 18 in serie B, tutte nel periodo compreso tra il 1972-1973 ed il 2012-2013. Attualmente la squadra milita in Lega Pro Prima Divisione.
Altre società meno blasonate del capoluogo ascolano sono:

Calcio a 5[modifica | modifica sorgente]

Il calcio a 5 è molto praticato ad Ascoli Piceno e nelle zone limitrofe, la squadra principale della cittadina è l'Adverso Ascoli Calcio a 5 che disputa attualmente il campionato di Serie C1 marchigiano, numerose sono anche le squadre di Serie D.

Atletica leggera[modifica | modifica sorgente]

Tra le associazioni sportive ricordiamo la storica società l'ASD ASA Ascoli, fondata nel 1956. Una società che vanta di aver avuto ben 6 olimpionici, tra i quali Carlo Vittori, Armando de Vincentis, Antonio Brutti e Marco Marchei.

Automobilismo[modifica | modifica sorgente]

Ascoli Piceno ospita ogni anno, nel tracciato Colle San Marco-Colle San Giacomo, la cronoscalata "Coppa Paolino Teodori" valevole per il "CIVM - Campionato Italiano Velocità Montagna". Il 19 giugno 2011 si è svolta l'edizione del cinquantenario corredata da diversi eventi collaterali, mentre la cinquantunesima edizione è stata disputata il 22 luglio 2012 ed è stata fortemente disturbata dalla pioggia. Dal 2008 gli è stata riconosciuta anche la titolazione di Challenge FIA e Coppa Europa. L'edizione 2013 è stata valida anche per il CEM - Campionato Europeo della Montagna.

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Ascoli Piceno è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia: la prima nel 1913, l'ultima nel 2004.

Gioco della bandiera[modifica | modifica sorgente]

L'antico gioco della bandiera è rappresentato principalmente da quattro sestieri quintanari, quali: Porta Maggiore, Porta Romana, Porta Solestà e Porta Tufilla, che militano nella massima serie della Tenzone Aurea, campionato nazionale di sbandieratori e musici d'Italia organizzato dalla Federazione Italiana Sbandieratori.[61]
Dal 6 al 8 settembre 2013, la città ha ospitato la competizione della Tenzone Aurea, campionato italiano Sbandieratori e Musici di Serie A1 organizzato dalla F. I.SB.[62]

Pallamano[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pallamano Ascoli.

In città è presente l'ASD Pallamano Ascoli, fondata nel 1976. Ha disputato numerosi campionati di serie A1 e A2. Attualmente milita in serie B, la terza serie del campionato italiano maschile di pallamano. Il campo da gioco è il palasport “Ezio Galosi”.

Pattinaggio[modifica | modifica sorgente]

La disciplina del pattinaggio è rappresentata dalla ASD Pattinatori Piceni, fondata nel 2012 (pattinaggio a rotelle) e dalla Cento Roller, fondata nel 2011 (pattinaggio artistico a rotelle). Entrambe operano nel pattinodromo “Tullio Pallotta”.
Dall'8 al 10 settembre 2012, il pattinodromo della città ha ospitato i campionati mondiali di pattinaggio corsa.[63]

Rugby[modifica | modifica sorgente]

In città è presente l' Amatori Rugby Ascoli, società rugbista fondata nel 1960. Nel 1975 vinse il campionato di serie C, ma in seguito per mancanza di fondi la società si sciolse nei primi anni ottanta. Rifondata nel 2007 l' ARA vanta un discreto seguito soprattutto tra i giovanissimi.
Importante ricordare l'esordio della nazionale italiana ad Ascoli Piceno con l'incontro Italia-Samoa (26-4) giocato allo stadio “Cino e Lillo Del Duca” il 28 novembre 2009. L'evento, ha contribuito a far conoscere maggiormente in città lo sport del rugby.[64]

Sci[modifica | modifica sorgente]

La provincia di Ascoli ha un territorio per buona parte montuoso e nei mesi invernali si può praticare lo sci sulle piste della stazione di Forca Canapine a cavallo tra i comuni Arquata del Tronto e di Norcia sui monti Sibillini o sulla stazione di San Giacomo, Monte Piselli, in provincia di Teramo. Le associazioni sciistiche con sede ad Ascoli sono l'ASD Sci Club Piceno, l'ASD Sci Club Ascoli, l'ASD Sci Club Montepiselli (sci alpino) e l'ASD Sci Club Monteverde.

Tennis[modifica | modifica sorgente]

Il tennis è rappresentato principalmente dall'ASD Circolo tennis Ascoli “Morelli”, fondata nel 1923. Nel 1958 l'associazione sportiva venne intitolata a Francesco “Checco” Morelli, tennista ascolano prematuramente scomparso. I campi da gioco sono nel complesso tennistico “Vittorio Roiati”.

Altri sport[modifica | modifica sorgente]

  • Baseball e Softball: presente in città l'Ascoli Baseball & Softball Oaks;
  • Calcio da tavolo - Subbuteo: in città dal 2004 opera anche il Subbuteo Club Ascoli, nato grazie alla passione di alcuni giocatori di subbuteo che dopo anni sono tornati all'attività agonistica. Dopo tre stagioni di serie C, nel 2007 lo SCA ha conquistato la promozione in serie B nel circuito FISCT e nel 2008 quella in serie A. Dal 2007 la città ospita il Memorial Costantino Rozzi, torneo nazionale di calcio da tavolo;
  • Mountain bike: l’area extraurbana del comune è caratterizzata da una conformazione collinare e in parte montana. Per tali caratteristiche è stato possibile realizzare un bike park. L’associazione coordinatrice è l’ ASD Ascoli Bike Team che si occupa principalmente di escursionismo in mountain bike.
  • Tiro con l'arco: tra le associazioni sportive ricordiamo l'ASD Compagnia Arcieri Piceni. Il 27 e 28 aprile 2013, la città ha ospitato allo stadio "Squarcia" i campionati nazionali di tiro con l'arco a squadre per società;[65]
  • Torball e Goalball: presente in città l'APD Picena non vedenti. Dal 23 al 28 ottobre 2012, la città ha ospitato i campionati europei di goalball (pallarete), disciplina sportiva praticata da atleti non-vedenti ed ipovedenti.[66]

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Cino e Lillo Del Duca.

Di seguito sono riportati i principali impianti presenti nel territorio comunale:

  • Stadio “Cino e Lillo Del Duca” (viale C. Rozzi) - Stadio comunale che ospita le partite giocate in casa dall'Ascoli Calcio. Inaugurato nel 1962 fu ampliato dal Presidente Costantino Rozzi nel 1974. Ha una capienza di 20.550 spettatori.
  • Stadio “Ferruccio Corradino Squarcia” (via G. Pascoli) - Situato tra ponte di Cecco e la chiesa di San Vittore. Ogni anno, al suo interno, viene allestito il campo dei giochi per la competizione dei cavalieri giostranti della Quintana. Prima della costruzione dello stadio “Cino e Lillo Del Duca” ospitava le partite dell'Ascoli Calcio.
  • Bike park “Ascoli Natural Bike Park” (loc. Monte Piselli, San Marco, Piagge, Castel Trosino) - Inaugurato nel dicembre del 2013 e posto nella zona sud del Comune, offre una varietà di piste per le varie discipline della mountain bike come il cross country, il freeride leggero e altre.[67]
  • Palazzetto dello sport “Ezio Galosi” (via A. Mancini) - Situato nel quartiere di Monterocco ha una tribuna con una capienza di circa 800 posti a sedere.
  • Palazzetto dello sport “Monticelli” (via degli Iris).
  • Bocciodromo (via Abruzzo).
  • Campo da calcio “San Marcello” (via C. Rozzi).
  • Campo da calcio di Monterocco (via A. Mancini).
  • Campo da rugby “Severino Aurini” (via della Canapa).
  • Campo scuola atletica leggera “Mauro Bracciolani” (via De Dominicis).
  • Centro sportivo “Città di Ascoli” (strada della Bonifica).
  • Centro sportivo “Pennile” (via Marche).
  • Centro sportivo “Quartiere Tofare” (via Sassari).
  • Complesso tennistico “Vittorio Roiati” (viale C. Rozzi).
  • Pattinodromo “Tullio Pallotta” (via Marche).
  • Palabasket (via G. Spalvieri).
  • Piscina (via G. Spalvieri).
  • Poligono di tiro (via Salaria Inferiore, loc. Campolungo).
  • Velodromo comunale “Don Mauro Bartolini” (via dei Frassini).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Comune di Ascoli Piceno. Le cento torri. URL consultato il 12 novembre 2012.
  4. ^ S. Balena, op. cit., pag. 44.
  5. ^ A.Bascetta, Isabella de Clermont. Le Regine di Napoli, Abe, Avellino 2010.
  6. ^ Paulus Diaconus, Historia Langobardorum «In qua sunt civitates Firmus, Asculus et Pinnis et iam vetustate consumpta Adria, quae Adriatico pelago nomen dedit».
  7. ^ Gaius Iulius Caesar, Commentarii de bello civili «Cum his duabus Asculum Picenum proficiscitur».
  8. ^ A. M. Mazzocchi, Diatriba del Piceno, Saggi di Dissertazioni Accademiche, Tomo III.
  9. ^ Naturalis Historia III, 110, «Orti sunt (Picentes) a Sabinis voto vere sacro».
  10. ^ Giambattista Carducci, Su le memorie e i monumenti di Ascoli nel Piceno. Fermo, Saverio Del Monte, 1853, p. 2, «Picena regio, in qua est Asculum, dicta, quod Sabini cum Asculum proficiscerentur, in vexillo eorum Picus consederit».
  11. ^ Historia Langobardorum/Liber II, 19 «Huius habitatores cum a Savinis illuc properarent, in eorum vexillo picus consedit, atque hac de causa Picenus nomen accepit».
  12. ^ Antonio Rodilossi, Ascoli Piceno città d'arte. Modena, "Stampa & Stampa" Gruppo Euroarte Gattei, Grafiche STIG, 198, p. 13.
  13. ^ Regio decreto 9 novembre 1862 n. 978. In: Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, anno 1862, vol. V, dal n. 409 al n. 1100. Torino, Stamperia Reale.
  14. ^ Cfr. anche Guida generale degli Archivi di Stato italiani, voce Archivio di Stato di Ascoli Piceno, Roma, 1981, pag. 7(393) e pag. 14(400).
  15. ^ Dal sito del Quirinale
  16. ^ a b Fondazione CARISAP Auditorium di San Francesco di Paola.
  17. ^ Antonio Rodilossi, Ascoli Piceno città d'arte. Modena, "Stampa & Stampa" Gruppo Euroarte Gattei, Grafiche STIG, 1983, pag. 132
  18. ^ Scheda dell'Eremo di San Marco sul sito itisap.com
  19. ^ G. Marinelli, op. cit. pag. 98.
  20. ^ Bruno Squarcia, Enciclopedia picena. Antonio Mancini scultore e ciclista (.pdf) in Flash Ascoli, N. 296, 2002, p. 27. URL consultato il 17 maggio 2012.
  21. ^ G. Marinelli, op. cit. pag. 99.
  22. ^ G. Marinelli, op. cit. p. 187.
  23. ^ Comune di Ascoli Piceno Le cento torri
  24. ^ Comune di Ascoli Piceno Inaugurazione del Teatro Romano - La Commedia dei Gemelli
  25. ^ Fondazione CARISAP - Auditorium di San Francesco di Paola
  26. ^ Fonte dei Cani - sito ufficiale del Comune di Ascoli Piceno URL consultato il 10 febbraio 2012.
  27. ^ Le fontane di Porta Maggiore – picusonline.it
  28. ^ Alla cerimonia inaugurale dell'acquedotto consorziale di Pescara di Arquata del Tronto, avvenuta il 16 ottobre 1955, intervenne il presidente della Repubblica Italiana Giovanni Gronchi. - sito del CIIP di Ascoli Piceno
  29. ^ Ipotesi proposta nel 1977 dall'archeologo Mario Torelli in sede di recensione all'opera "Asculum I". Il santuario di Ascoli rientrerebbe nella tipologia dei noti complessi templari di età sillana edificati in pianori su luoghi d'altura adeguatamente muniti di opere sostruttive.
  30. ^ Comune di Ascoli Piceno. Nuovi lavori per la sistemazione del parco dell'Annunziata. URL consultato il 27 maggio 2013.
  31. ^ Picusonline. Inaugurato il Parco ″Ugo Tasselli″ a Porta Romana. URL consultato il 2 aprile 2014.
  32. ^ Giardino botanico "Celso Ulpiani". URL consultato il 27 maggio 2013.
  33. ^ Comune di Ascoli Piceno Comune di Ascoli Piceno. I Giardini pubblici. URL consultato il 27 maggio 2013.
  34. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  35. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  36. ^ Associazione Antigione.it - Osservatorio. URL consultato il 9 dicembre 2012.
  37. ^ Consorzio Universitario Piceno Corsi di laurea I e II livello A.A. 2012/2013
  38. ^ Laprimaweb. Inaugurazione del Museo Alto Medioevo ad Ascoli Piceno. URL consultato il 22 marzo 2014.
  39. ^ Musei della Cartiera Papale
  40. ^ Museo Archeologico Statale Ascoli Piceno
  41. ^ Compagnia del Capannone
  42. ^ Synergie Teatrali
  43. ^ Prima Pagina Online. Nasce Ascoliva Festival, una settimana di degustazioni. URL consultato il 30 luglio 2013.
  44. ^ Chi Siamo - Pfizer Italia.
  45. ^ Stabilimenti Barilla
  46. ^ Il Resto del Carlino Tanti turisti per l'estate dei morti. Il ponte di Ognissanti
  47. ^ Prima Pagina Online. Ascoli Explorer, la città corre sul binario del turismo. URL consultato il 23 maggio 2013.
  48. ^ Comune di Ascoli Piceno Gemellaggio con Treviri
  49. ^ Comune di Ascoli Piceno Gemellagio con Massy
  50. ^ Sito della città di Banská Bystrica Scheda delle Twin towns
  51. ^ Chattanooga.gov Scheda Chattanooga's Twinning Cites
  52. ^ Ilmascalzone.it Protocollo d'intesa con Chattanooga (USA)
  53. ^ Il Resto del Carlino. Norcia, feudo bianconero in terra umbra. Siglato l'accordo tra i sindaci delle due città: promozione turistica, gastronomia e sport. URL consultato il 9 febbraio 2013.
  54. ^ Comune di Amatrice. Protocollo d' intesa fra i Comuni di Amatrice ed Ascoli Piceno. URL consultato il 9 febbraio 2013.
  55. ^ Il Tempo.it Ok al protocollo d'intesa con Ascoli «Insieme per rilanciare l'economia». URL consultato il 9 febbraio 2013.
  56. ^ Sito Arengo TV Scheda Firma protocollo d'intesa tra Ascoli e Veles
  57. ^ Prima Pagina Online Ascoli, intesa con il Marocco
  58. ^ Comune di Ascoli Piceno Notte Azzurra dello Sport
  59. ^ Ascoli città europea dello sport 2014. Il riconoscimento a Bruxelles. Il premio ricevuto dal sindaco Guido Castelli presente alla manifestazione svoltasi al Parlamento Europeo. Il Messaggero.it. URL consultato il 7 novembre 2012.
  60. ^ Sebbene la maggioranza delle fonti consideri il 1º novembre 1898 quale giorno di nascita della polisportiva Candido Augusto Vecchi (così era denominato inizialmente il club marchigiano), la data corretta sarebbe, in base a quanto riportato dai giornali locali dell'epoca, il 2 giugno 1901. L'idea di anticipare la data d'istituzione della compagine pare essere stata concepita all'inizio degli anni settanta dal giornalista ascolano Peppe Vecchiotti, affinché il sodalizio calcistico piceno venisse riconosciuto come uno dei più antichi d'Italia, in occasione del settantacinquesimo anniversario di fondazione della FIGC (1973).
  61. ^ Picus online Tenzone Aurea, a Faenza si sfidano musici e sbandieratori. URL consultato il 20 gennaio 2013
  62. ^ Prima Pagina Online. Ascoli si aggiudica la Tenzone Aurea 2013. URL consultato il 20 gennaio 2013.
  63. ^ Comune di Ascoli Piceno Campionati mondiali pattinaggio corsa
  64. ^ Il Sole 24 ORE Italia del rugby finalmente vittoriosa: battuta Samoa 24-6
  65. ^ Prima Pagina Online. Ad Ascoli i Campionati Italiani di Tiro con l'arco. URL consultato il 31 gennaio 2013.
  66. ^ Comitato Italiano Paralimpico Goalball: Ascoli Piceno si aggiudica l'organizzazione degli Europei 2012
  67. ^ Comune di Ascoli Piceno. In mountain bike nel parco, nasce Ascoli natural bike park. URL consultato l'8 dicembre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Sebastiano Andreantonelli, Historiae Asculanae, Padova, Typis Matthaei de Cadorinis, 1673;
  • Tullio Lazzari, Ascoli in prospettiva colle sue più singolari Pitture, Sculture, e Architetture..., Ascoli, Per il Morganti, e Picciotti, 1724;
  • Giambattista Carducci, Su le memorie e i monumenti di Ascoli nel Piceno. Fermo, Saverio Del Monte, 1853;
  • Gaetano De Minicis, Numismatica ascolana, o sia dichiarazione delle monete antiche di Ascoli nel Piceno, Fermo, Editore Gaetano Paccasassi, 1853;
  • Gaetano De Minicis, Giornale Arcadico di Scienze, Lettere ed Arti, Volume CXLV, ottobre, novembre dicembre 1856, Roma, Tipografia delle Arti, 1856;
  • Raccolta Ufficiale delle Leggi e dei Decreti del Regno D'Italia, Anno 1862 Dal N 409 al 1100 Volume Quinto, Torino Stamperia Reale, p. 2985;
  • Cesare Mariotti, La chiesa di S. Emidio alle Grotte presso Ascoli Piceno, Rassegna Bibliografica dell'Arte Italiana, IX, 1906; poi in Id., Scritti di storia e d'arte ascolana. Ascoli Piceno, Casa Editrice G. Cesari, 1935;
  • Giuseppe Fabiani, Ascoli nel Quattrocento, Collana di Pubblicazioni Ascolane, Società Tipolitografica Editrice, Ascoli Piceno, 1950;
  • Giuseppe Fabiani, Il terremoto del 1703 e il tempietto votivo di S. Emidio alle Grotte, nel vol. Artisti del Sei-Settecento in Ascoli. Ascoli Piceno 1961 ("Collana di pubblicazioni storiche ascolane", XIII);
  • Giacinto Cantalamessa Carboni, Memorie intorno ai letterati della città di Ascoli nel Piceno, 1830, ristampa anastatica, Forni Editore, Bologna, anno 1972;
  • Luigi Leporini, Ascoli Piceno. L'architettura dai maestri vaganti ai Giosafatti, Ascoli Piceno 1973;
  • Umberto Laffi e Marinella Pasquinucci, Asculum I, Pisa, Giardini, 1975;
  • Bernardo Nardi e Lucia Pellei, Ascoli dimenticata: San Salvatore di Sotto. Fermo, La Rapida, 1976;
  • Gioia Conta e Umberto Laffi, Asculum II', Pisa, Giardini, 1982;'
  • Bernardo Nardi, Ascoli da Sant'Emidio alla Quintana. Ascoli Piceno, Edizioni Prosperi, 1982;
  • Antonio Rodilossi, Ascoli Piceno città d'arte. Modena, "Stampa & Stampa" Gruppo Euroarte Gattei, Grafiche STIG, 1983.
  • Francesco Antonio Marcucci, Saggio delle cose ascolane e de' i vescovi di Ascoli nel Piceno, ristampa anastatica, Arnaldo Forni Editore, Sala Bolognese, maggio 1984;
  • Stefano Papetti, I Giosafatti e la scultura ad Ascoli tra Seicento e Settecento, in Scultura nelle Marche dalle origini all'età contemporanea, a cura di Pietro Zampetti, Fiesole, Nardini, 1993;
  • (a cura di) Daniela Ferriani, Ascoli Piceno: Pinacoteca Civica, Bologna, Calderini, 1994;
  • Bernardo Carfagna, Rocche e castelli dell'ascolano, Ascoli Piceno, Edizione La Sfinge Malaspina (Stampa Editoriale Eco srl - S. Gabriele (TE)), anno 1996;
  • Giorgio Giorgi. Cronaca Ascolana. Ascoli Piceno, Edizione Libreria Rinascita, 1996;
  • Adriano Ghisetti Giavarina, Opus, quaderno di storia dell'architettura e restauro, Carsa Edizioni, 6/1999;
  • Antonio De Santis, Ascoli nel Trecento, vol. I (1300 - 1350), Collana di Pubblicazioni Storiche Ascolane, Ascoli Piceno, Grafiche D'Auria, ottobre 1999;
  • Antonio De Santis, Ascoli nel Trecento, vol. II (1350 - 1400), Collana di Pubblicazioni Storiche Ascolane, Ascoli Piceno, Grafiche D'Auria, ottobre 1999;
  • Secondo Balena, Ascoli nel Piceno - storia di Ascoli e degli ascolani, Società Editrice Ricerche s.a.s., Via Faenza 13 Folignano, Ascoli Piceno, stampa Grafiche D'Auria, edizione dicembre 1999, ISBN 88-86610-11-4;
  • Furio Cappelli, La Cattedrale di Ascoli nel Medioevo. Società e cultura in una città dell'Occidente, Ascoli Piceno, Lamusa, 2000;
  • Cristiano Marchegiani. Temi del Barocco nell'architettura fra Seicento e Settecento ad Ascoli, in Memorie, Accademia Marchigiana di Scienze, Lettere ed Arti, XXXVII (1998-1999), Ancona 2002;
  • Cristiano Marchegiani, Sul ruolo dei lapicidi nel primo Seicento ascolano. Il caso del tabernacolo mariano di piazza del Popolo, in "Opus. Quaderno di storia dell'architettura e restauro", 7 (2003);
  • Mario Polia, Tra Sant'Emidio e la Sibilla. Forme del sacro e del magico nella religiosità popolare ascolana Arnaldo Forni Editori, Bologna, 2004
  • Attilio Galli, Sant'Emidio, la sua vera immagine. Ascoli Piceno, Tipografia Falco, 2004;
  • Adalberto Bucciarelli, Sant'Emidio alle Grotte. Ascoli Piceno, G. e G. Gagliardi Editore, Centro Stampa Piceno, 2007;
  • Giuseppe Marinelli, Dizionario Toponomastico Ascolano - La Storia, i Costumi, i Personaggi nelle Vie della Città, D'Auria Editrice, Ascoli Piceno, marzo 2009;
  • Cristiano Marchegiani, Ingressi urbani nella Marca del tardo Cinquecento. "Nuova Strada e Porta Maggiore" in Ascoli: monumento a papa Sisto "vindice" e "pacificatore", in "Studi Maceratesi", 46 (2012), pp. 399-448.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Marche Portale Marche: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Marche