Porta Solestà

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Porta Solestà
Porta Cappuccina
Porta Solestà di Ascoli Piceno 01.jpg
Statobandiera Stato Pontificio
Stato attualeItalia Italia
RegioneCoat of arms of Marche.svgMarche
CittàAscoli Piceno-Stemma.png Ascoli Piceno
Coordinate42°51′29.75″N 13°34′19.51″E / 42.858265°N 13.572085°E42.858265; 13.572085Coordinate: 42°51′29.75″N 13°34′19.51″E / 42.858265°N 13.572085°E42.858265; 13.572085
Informazioni generali
Inizio costruzione1230
Materialetravertino
Condizione attualeben conservate e restaurate
Informazioni militari
Funzione strategicaPorta cittadina
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Porta Solestà definita anche porta dei Cappuccini o semplicemente porta Cappuccina è una delle porte della città di Ascoli Piceno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu denominata col termine Cappuccina dal XVI secolo, poiché il commissario Angelini, nel 1544, concesse ai frati cappuccini la possibilità di edificare una chiesetta vicino alla porta.

Fu costruita nel 1230 all'inizio del Ponte Romano da cui si dipartiva un ramo secondario della via Salaria.

L'origine del nome Solestà o anche Solestaio (solis statio), secondo alcuni, deriverebbe da "Sol", poiché si ipotizza l'esistenza di un tempio dedicato a tale divinità. Altri individuano l'etimologia nelle parole "Sullae statio", in memoria della colonna che vi fece mettere Silla.

Fu eretta per volere di Fildesmilio da Mogliano, podestà di Ascoli, utilizzando probabilmente materiali di risulta di una preesistente porta romana.

L'iscrizione latina, in caratteri gotici, incisa sul concio di pietra immurato sulla destra ne ricorda l'edificazione: «Anni transactis ter denis mille ducentis / hanc fieri mandat Fildesmili iussio portam / qui preerat urbi quam circuit undiq(ue) flumen / hanc deus illustret qui super astra manet» «Nell'anno 1230 Fildesmilio, che presiedeva la città che d'ogni parte il fiume circonda, ordinò si edificasse questa porta. Dio, che è al di sopra degli astri, la renda gloriosa»

Un'altra iscrizione, posta più in alto, ricorda la pace e la confederazione del 1450 conclusa con la città di Fermo: «Inclitae societati asculanorum arma haec sempiterna / et firmanorum arma haec sempiterna dicata sunt MCCCCL.» Gli stemmi delle due città sono racchiusi nel campo dello stesso scudo, rappresentati nel blocco posto nella porzione di sinistra della parete al di sopra dell'arco.

Presente, nella centro della sommità del muro, anche un'altra lapide con 3 stemmi allineati, senza iscrizione, circondati da foglie di quercia, risalente alla prima metà del XIII secolo. Gli stemmi laterali sono composti due archi con ai lati torri di diversa altezza collegate da una galleria merlata, configurazione riferibile allo stemma di Ascoli Piceno. Al centro della pietra si trova la forma di uno scudo, ormai illeggibile, che si presume possa essere lo stemma di Fildesmilio da Mogliano.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

L'architettura della porta è semplice e pulita, costituita unicamente da un grande e massiccio arco in blocchi squadrati di travertino a murazione liscia. Una cornice a due listelli corre orizzontalmente sulla fronte e prosegue nei fianchi e sulle facce interne dell'arco.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Rodilossi, Ascoli Piceno città d'arte,"Stampa & Stampa" Gruppo Euroarte Gattei, Grafiche STIG, Modena, 1983, p. 156;

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

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