Marche

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Marche
regione
(IT) Regione Marche
Marche – Stemma Marche – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
La Basilica di Loreto, uno dei simboli delle Marche
La Basilica di Loreto, uno dei simboli delle Marche
Localizzazione
Stato Italia Italia
Amministrazione
Capoluogo Ancona-Stemma.png Ancona
Presidente Luca Ceriscioli (PD) dal 1-6-2015
Territorio
Coordinate
del capoluogo
43°37′00″N 13°31′00″E / 43.616667°N 13.516667°E43.616667; 13.516667 (Marche)Coordinate: 43°37′00″N 13°31′00″E / 43.616667°N 13.516667°E43.616667; 13.516667 (Marche)
Altitudine 343[1] m s.l.m.
Superficie 9 401,38 km²
Abitanti 1 543 752[2] (31-12-2015)
Densità 164,2 ab./km²
Province Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro e Urbino
Comuni 236
Regioni confinanti Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Toscana, Umbria
Altre informazioni
Lingue italiano
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 IT-57
Codice ISTAT 11
Nome abitanti marchigiani
Patrono Maria Santissima di Loreto[3]
PIL (PPA) 32.321,8 mln
PIL procapite (PPA) 25.640 [4]
Inno Inno delle Marche
Cartografia

Marche – Localizzazione

Mappa della regione con le sue province
Mappa della regione con le sue province
Sito istituzionale

Le Marche sono una regione italiana a statuto ordinario dell'Italia Centrale di 1 543 752 abitanti[2], con capoluogo Ancona, affacciata verso est sul Mar Adriatico. L'Appennino umbro-marchigiano segna ad ovest il confine con la Toscana, l'Umbria e il Lazio; a nord la regione confina con l'Emilia-Romagna e la Repubblica di San Marino, a sud con l'Abruzzo.

Le Marche sono caratterizzate da una vocazione alla pluralità; lo stesso plurale del nome ne sancisce l'unità fondamentale pur nella ricchezza di aspetti locali: la vocazione all'autonomia di ogni zona è paradossalmente il fattore maggiormente unificante[5]. In effetti, la regione si distingue per una forte omogeneità: il paesaggio agrario caratterizzato da piccoli appezzamenti delimitati da querce, derivato dalla mezzadria[6], il carattere laborioso, temperato e riservato degli abitanti[7], la dimensione urbana di ogni sia pur piccolo centro abitato, una storia di autonomie parallele, una singolare ricchezza di artisti e studiosi celebri, un modello economico-imprenditoriale (il "modello marchigiano") tipico ed esemplare.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Zone altimetriche d'Italia.
Le Marche per zone altimetriche

Le Marche sono collocate sul versante del medio Adriatico e occupano circa 9.365,86 km²[8] di territorio italiano, che si estende tra il fiume Conca a nord e il Tronto a sud; a ovest la regione è limitata dall'Appennino umbro-marchigiano. Essa presenta una forma caratteristica di pentagono irregolare e si sviluppa perlopiù longitudinalmente da nord-ovest a sud-est.

Colline e montagne[modifica | modifica wikitesto]

Veduta fra le verdi colline marchigiane

Le pianure, non rilevabili percentualmente, sono limitate ad una stretta fascia costiera e alla parte delle valli più vicine alla foce dei fiumi. Il territorio marchigiano è dunque interamente collinare e montuoso. In particolare, le Marche sono una delle regioni più collinari d'Italia: le colline comprendono il 69% del territorio (6.462,90 km²) e ben l'82% dei comuni si trova nella fascia collinare[9].

Cecco d'Ascoli, il noto poeta e studioso medievale, rivolgendosi alle Marche, non a caso disse:

« O bel paese con li dolci colli... »
(Cecco d'Ascoli, L'Acerba)

Il restante 31% (2.902,96 km²) del territorio è dunque montuoso[10][11]. L'Appennino che attraversa le Marche è chiamato umbro-marchigiano, e comprende cinque pieghe, incurvate e parallele, con la convessità diretta verso la costa. La piega occidentale si estende interamente in Umbria, le altre quattro interessano invece il territorio regionale e sono descritte di seguito, da ovest verso est[12].

Cingoli BalconeDelleMarche.jpg
Ingrandisci
Panorama delle colline marchigiane da Cingoli, il balcone delle Marche; sullo sfondo il Mar Adriatico ed il Monte Conero
Le quattro pieghe marchigiane dell'Appennino
I Monti Sibillini visti da Fermo
Monte Catria visto da Arcevia
Costa alta del San Bartolo: Gabicce.
Promontorio del Conero: scogli delle Due Sorelle.

La piega centrale dell'Appennino umbro-marchigiano è quella che fa da confine con l'Umbria e che si estende a sud della Bocca Trabaria. Da nord a sud essa comprende i seguenti monti alti più di 1.500 metri: Monte Nerone, Monte Catria, Monte Cucco, Monte Pennino, Monte Fema. Tra il Nerone e il Catria si estende la Serra di Burano. Oltre alla già citata Bocca Trabaria, i passi più notevoli sono quelli di Bocca Serriola, della Scheggia, il Valico di Fossato e il Passo di Colfiorito. La maggior parte dei fiumi della regione nasce da questa piega.

La piega orientale si estende dalla Gola del Furlo a quella di Arquata, per poi continuare per un breve tratto in territorio prima laziale e poi abruzzese, sino al passo di Montereale. Comprende, da nord a sud, Monte Paganuccio, Monte San Vicino, Monte Letegge e la quinta maestosa dei Monti Sibillini, con il Monte Vettore (2478 m), il massimo rilievo regionale, e numerose altre montagne che superano i 2.000 m. Questa piega è contraddistinta da numerose gole, che i fiumi nati più ad occidente devono attraversare per giungere al mare. I passi più noti sono Passo Cattivo, Forca di Presta e Forca Canapine. Nelle prime due pieghe si trovano importanti complessi carsici, tra cui le notissime Grotte di Frasassi.

La terza, breve piega ha una forma ellissoidale ed è compresa tra le valli del Musone e del Potenza. Su di essa sorge Cingoli, a 631 m s.l.m.; la cittadina è circondata da colline più basse e domina quasi tutto il territorio marchigiano, meritandosi l'appellativo di "balcone delle Marche". La massima elevazione di questa piega è quella del Monte Acuto (824 m)[13].

L'ultima piega arriva a lambire il mare ed è costituita dal promontorio del Monte Conero (o Monte d'Ancona), che si protende verso est con le sue alte rupi, a metà della costa adriatica, tra Ancona e Numana. Anche questa piega, come la precedente, ha forma ellissoidale; inoltre ha il versante marittimo molto più ripido rispetto a quello interno.

A nord del passo di Bocca Trabaria[14] c'è un limitato, ma importante, settore appartenente all'Appennino tosco-emiliano, con il Monte Carpegna, di 1415 m. È marchigiana anche la porzione più settentrionale dei Monti della Laga, che si estende a sud di Arquata del Tronto e dove svetta il Monte Macera della Morte, di 2073 m.

I monti più alti

Il massiccio montuoso più elevato della regione, e tra i primi quattro dell'intero Appennino, è quello dei pittoreschi Monti Sibillini, situato a cavallo delle province di Fermo, Ascoli Piceno e Macerata; si ambientano qui suggestive e antiche leggende, come quella di Guerin Meschino, della Grotta della Sibilla e del Lago di Pilato.

Qui si erge il già ricordato Monte Vettore (2476 m), il più alto della regione, e numerose altre montagne che superano i 2000 metri[15]:

Al di fuori del gruppo dei Sibillini si ricordano[12][16]:

Coste[modifica | modifica wikitesto]

Il litorale, lungo 173 km,[17] ha un andamento rettilineo, con lunghe spiagge sabbiose o ghiaiose.

La costa bassa è interrotta a metà dal promontorio del Conero, che divide la costa marchigiana in due tratti con andamento diverso: quello settentrionale è orientato da nord-ovest a sud-est, il meridionale da nord-nord-ovest a sud-sud-est. Monte Conero, il nucleo del promontorio, dà origine ad alte e spettacolari falesie calcaree e rappresenta il punto più alto della costa marchigiana e dell'intero litorale adriatico, con rupi alte più di 500 m a picco sul mare[18]. Il Conero protegge a nord il Golfo di Ancona, nella cui parte più interna è situato il porto di Ancona.

Altro tratto di costa alta è quello del Monte San Bartolo, nei pressi di Pesaro; il colle dell'Ardizio, invece, a sud di Pesaro, pur essendo vicinissimo al mare, non lo tocca. Altro breve tratto di costa alta si trova nei pressi di Grottammare;

Secondo il Ministero della Salute, il 98,2% della costa è balneabile.[19]

Fiumi e gole montane[modifica | modifica wikitesto]

Gola del Furlo

I fiumi hanno carattere torrentizio e sono tipicamente paralleli tra loro, formando quella struttura di valli che spesso è chiamata "a pettine"[20]. Raramente i fiumi marchigiani sono affluenti di altri corsi d'acqua maggiori. Altra importante caratteristica è il fatto che essi nascono quasi tutti nella catena appenninica che fa da confine con l'Umbria e che dunque, per giungere al mare, attraversano la catena orientale formando gole pittoresche come quelle del Furlo, di Frasassi, della Rossa, di Pioraco, dell'Infernaccio, delle Fucicchie e di Arquata[21].

È marchigiana l'alta valle del fiume Nera, affluente del Tevere e dunque appartenente al versante tirrenico, mentre tutti gli altri fiumi ricadono nel versante adriatico[22].

Non sono grandi le differenze di lunghezza tra un fiume marchigiano e l'altro: il più lungo è il Metauro (121 km), seguito dal Tronto (115 km), dal Potenza (95 km), dal Chienti (91 km) e dall'Esino (85 km).

Il centro di alcune città è attraversato dal corso di fiumi: nei pressi della foce del fiume Foglia sorge Pesaro; il fiume Misa, prima di giungere al mare, attraversa Senigallia; il centro di Ascoli Piceno è circondato da due corsi d'acqua, il Tronto e il Castellano, che ivi confluiscono. Alcune foci di fiumi sono state utilizzate per ricavare dei porti canale, come nei casi di Pesaro, Fano e Senigallia.

Il Lago di Pilato a fine maggio.

Laghi[modifica | modifica wikitesto]

Nelle Marche non ci sono grandi laghi naturali. Nonostante la loro piccola estensione, sono molto interessanti dal punto di vista paesaggistico e naturalistico i due laghi di Portonovo, costieri, e il Lago di Pilato, glaciale, posto a 1.941 m di altezza.

Confini geografici ed amministrativi[modifica | modifica wikitesto]

Monte Grimano Terme, che nel referendum 2008 ha respinto l'aggregazione all'Emilia Romagna
Mercatino Conca, che nel referendum del 2008 ha respinto l'aggregazione all'Emilia Romagna

A nord le Marche confinano con l'Emilia-Romagna (provincia di Rimini) e la Repubblica di San Marino; ad ovest con la Toscana (provincia di Arezzo), l'Umbria (provincia di Perugia) e il Lazio (provincia di Rieti); a sud con l'Abruzzo (provincia di Teramo) e ad est con il Mar Adriatico.

Si può adottare come confine fisico delle Marche la linea che:

  • segue lo spartiacque tra Tirreno ed Adriatico (ad ovest),
  • segue la costa adriatica dal promontorio del San Bartolo alla foce del Tronto (ad est)
  • delimita il bacino del fiume Conca dalla sorgente fino a Sassofeltrio e poi quello del fiume Foglia (a nord).
  • delimita il bacino del Tronto (a sud).

Con questo criterio la regione amministrativa coincide in genere con quella geografica; esistono però alcune eccezioni, elencate di seguito.

Fino al 2009 erano marchigiani, in quanto già parte del Ducato di Urbino, sette comuni interamente compresi nella Valmarecchia, che in quell'anno furono annessi all'Emilia-Romagna in seguito a referendum; altri due comuni della Provincia di Pesaro e Urbino, Montecopiolo e Sassofeltrio, referendum consultivi hanno dato esito favorevole, ma l'iter per l'aggregazione è ancora in attesa di completamento. Due comuni hanno invece respinto, sempre tramite referendum, l'aggregazione all'Emilia-Romagna[23].

Sismicità[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio è soggetto a terremoti: infatti, il 97,3% della regione, pari a 230 comuni,[24] è stato classificato a rischio medio o alto.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il Monte Conero emergente dalla nebbia, visto da Loreto.
Il Porto d'Ancona con la neve nel 2012
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Ancona Falconara e Stazione meteorologica di Frontone.

Nella zona litoranea a nord di Ancona il clima è subcontinentale con sbalzi di temperatura da stagione a stagione: estati calde, ma rinfrescate dalla benevola brezza marina, e inverni freddi (a Pesaro la temperatura media di gennaio è di 3,8 °C) con regolari piogge di stagione. A sud di Ancona la subcontinentalità si attenua per lasciare posto a un clima sublitoraneo che assume caratteri più spiccatamente mediterranei nella Riviera delle Palme (a Grottammare la temperatura media di gennaio è di 7,6 °C).[25]

Nelle aree pianeggianti e nelle zone collinari basse regna un clima piuttosto subcontinentale, con estati assai afose e inverni rigidi caratterizzati da nebbie dense in autunno e possibili abbondanti nevicate in inverno. La primavera può essere abbastanza piovosa.

Nelle zone montuose e di alta collina vi sono estati fresche e inverni rigidi con ampia possibilità di neve; l'inverno risulta altresì rigido nelle zone collinari interne dove si possono verificare basse temperature. Infatti le Marche sono state una delle regioni italiane più colpite durante la nevicata del 2012.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia delle Marche e Variazioni territoriali e amministrative delle Marche.

Civiltà picena[modifica | modifica wikitesto]

Le Marche vissero un periodo di unità culturale nell'Età del ferro, quando furono abitate per la quasi totale interezza dai Piceni, con gli importanti centri di Novilara (nei pressi di Pesaro), Ancona, Belmonte Piceno e Ascoli Piceno.

Invasione gallica e fondazione greca di Ancona[modifica | modifica wikitesto]

Nel IV secolo a.C., l'area settentrionale, fino al fiume Esino, venne invasa dai Galli Senoni, mentre i Greci di Siracusa fondarono la colonia di Ancona. La regione visse allora un periodo di dualità culturale ma anche sociale ed economica, ancor oggi rintracciabile nei dialetti locali.

Periodo romano[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la battaglia del Sentino, nel 295 a.C., i Galli vennero sconfitti da una coalizione tra Romani e Piceni. Quando gli alleati romani divennero troppo invadenti, con la fondazione di colonie in territorio piceno (la più importante Firmum Picenum, odierna Fermo), i Piceni si ribellarono dando vita ad una Guerra sociale con la quale sconfissero i romani. Due importanti strade collegavano le Marche a Roma: la Flaminia, che arrivava a Fano, e la Salaria, che arrivava a Porto d'Ascoli. Inoltre durante il periodo imperiale, Ancona venne scelta da Traiano come porto di Roma verso oriente, come testimonia anche l'iscrizione dell'arco di Traiano di Ancona, nella quale il capoluogo marchigiano è chiamato accessum Italiae, cioè "ingresso d'Italia".

Come tutti i territori delle moderne regioni italiane, anche quello marchigiano ebbe nel periodo romano diverse variazioni amministrative. Sotto l'impero di Augusto il sud della regione faceva parte della Regio V, detta Picenum, mentre la parte nord, detta Ager gallicus picenus, era compresa nella Regio VI, che comprendeva anche i territori orientali dell'attuale Umbria. Con la riorganizzazione amministrativa di Diocleziano, tutto il territorio delle attuali Marche era riunito nella Flaminia et Picenum, che comprendeva anche la Romagna. Questa provincia venne suddivisa sotto l'impero di Teodosio I in due circoscrizioni: le Marche settentrionali, dette Picenum Annonarium, formarono con la Romagna la Flaminia et Picenum Annonarium, mentre il sud della regione costituì il Picenum Suburbicarium[26]. Alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, le Marche, dopo aver fatto parte del regno di Odoacre, entrarono nell'orbita dell'Impero Romano d'Oriente come il resto d'Italia, mentre il vecchio nome "Piceno" si perde.

Alto Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

La Pentapoli marittima.

Durante la Guerra gotico-bizantina, il territorio delle odierne Marche fu teatro di importanti azioni militari; Ancona ed Osimo furono due capisaldi delle azioni militari, la prima bizantina e la seconda gotica. Dopo la vittoria bizantina, la regione, insieme al resto d'Italia, fu sotto il dominio dell'Impero d'Oriente.

Successivamente, in seguito all'invasione dei Longobardi, il territorio regionale si ritrovò spezzato in due parti: le città del nord della regione fino ad Ancona rimasero sotto la giurisdizione dell'Impero Romano d'Oriente, costituendo la Pentapoli bizantina, a sua volta divisa fra le città costiere inglobate nella Pentapoli marittima (Rimini, Pesaro, Ancona, Senigallia e Fano) e quelle interne comprese nella Pentapoli annonaria (Gubbio, Cagli, Urbino, Fossombrone, Jesi e Osimo).

Il sud della regione e la parte nord dell'Abruzzo (odierne province di Macerata, Fermo, Ascoli, Teramo e Pescara) furono invece conquistati dai Longobardi, che istituirono la Marca fermana, la quale confinava ad ovest con il Ducato di Spoleto e a sud con il Ducato di Benevento, anch'essi di istituzione longobarda. La presenza dei Longobardi ha lasciato notevoli vestigia, come ad esempio la necropoli a Castel Trosino sulla via Salaria.

Successivamente l'intero territorio regionale venne unificato prendendo il nome di Marca di Ancona (chiamata anche Marca Guarnierii), indicata sulle antiche carte con il nome di Marca Anconitana olim Picenum. Il termine marca, o meglio "marka", introdotto dai Longobardi, deriva dal germanico e significa "territori di confine" del Sacro Romano Impero. Il governatore inizialmente aveva sede ad Ancona, poi, quando questa città si svincolò dal controllo dello Stato della Chiesa, il governo della Marca si spostò a Fermo, che era la seconda città della regione per importanza politica.

Età comunale[modifica | modifica wikitesto]

La Loggia dei Mercanti di Ancona, simbolo della potenza marinara cittadina.
Il Palazzo della Signoria di Jesi, simbolo delle Libertà comunali.

Si ha un quadro molto chiaro della situazione regionale nel XIV secolo grazie alle Costituzioni egidiane, che servono ad identificare i confini della Marca, in pratica coincidenti con quelli attuali; si elencano anche le cinque città maggiori (Urbino, Ancona, Camerino, Fermo, Ascoli Piceno) e le città grandi (tra cui Pesaro, Fano, Fabriano, Jesi, Recanati, Macerata).[27]

In epoca comunale fiorirono i comuni di Pesaro, Fano, Ancona, Jesi, Fermo e Ascoli Piceno. In particolare la Repubblica di Ancona ebbe momenti di splendore artistico e culturale grazie ai suoi rapporti marittimi con l'Oriente; è infatti una delle repubbliche marinare[28][29] il cui stemma non compare nella bandiera della marina militare.

Il 26 dicembre 1194 nasceva a Jesi Federico II di Svevia, futuro imperatore del Sacro Romano Impero, che onorò la città nel 1216 col titolo di Città Regia[30] conferendole anche diede il titolo di Respublica Aesina, confermando tutti i suoi diritti sulle terre del Contado. Privilegi che le permisero una certa autonomia anche durante la successiva dominazione papale.

Rinascimento[modifica | modifica wikitesto]

Durante il Rinascimento il Ducato di Urbino fu celebre in tutta Europa, un vero e proprio faro dell'arte e della cultura italiana. Altre città sede di signorie importanti economicamente e culturalmente sono state Camerino, Fano, Pesaro, Senigallia, Fabriano e San Severino Marche. Ancona mantenne invece il suo regime repubblicano, come le altre città marinare italiane.

Periodo pontificio[modifica | modifica wikitesto]

Tra la metà del Cinquecento e i primi decenni del Seicento le città marchigiane entrarono nello Stato della Chiesa, che, come tutti gli stati regionali italiani, annullò le entità politiche più piccole. Seguì un periodo di recessione, condiviso da gran parte d'Italia, rischiarato solo dal pontificato di Clemente XII che nel Settecento tracciò la strada oggi detta Vallesina e diede respiro all'economia regionale dichiarando Ancona porto franco.

Periodo napoleonico e risorgimentale[modifica | modifica wikitesto]

Con l'arrivo delle truppe francesi, le Marche si diedero ordinamento repubblicano costituendosi in Repubblica Anconitana, poi assorbita dalla Repubblica Romana. Durante il periodo risorgimentale le Marche parteciparono alle lotte per l'unificazione con i moti di Macerata e con l'eroica resistenza di Ancona durante l'assedio austriaco del 1849, in contemporanea con Roma e Venezia. La battaglia finale dell'unificazione italiana si combatté nelle Marche: celebre è la battaglia di Castelfidardo, che permise l'unione dei territori conquistati da Garibaldi al sud con quelli acquisiti da Vittorio Emanuele II al nord.

Periodo contemporaneo[modifica | modifica wikitesto]

Nella storia più recente si ricorda la Settimana rossa, la Rivolta dei Bersaglieri, e la partecipazione alla Resistenza, tra le più massicce e popolari d'Italia.

Variazioni territoriali recenti[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 2009 la regione includeva il territorio dell'alta valle del fiume Marecchia, già parte del Ducato di Urbino (fin dal XV secolo) e la cui appartenenza alla delegazione di Urbino e Pesaro fu confermata da Pio VII con motu proprio il 6 luglio 1816. Nel 2009 esso venne però distaccato dalle Marche a seguito di un referendum a favore dell'entrata nella Regione Emilia-Romagna e, a seguito dell'esito positivo di quest'ultimo, aggregato alla stessa. Le Marche proposero ricorso alla Corte costituzionale, ritenendo che il parlamento avesse indebitamente ignorato il parere negativo della regione; nel luglio 2010 la Corte si pronunciò sul ricorso giudicandolo infondato[31][32].

Personaggi illustri[modifica | modifica wikitesto]

Personaggi universalmente noti[modifica | modifica wikitesto]

Le Marche si distinguono per aver dato i natali a numerosi personaggi illustri e noti a livello internazionale, anche al di là dei loro specifici settori. Essi hanno lasciato un'importante eredità in campo della letteratura, dell'arte, della scienza, dell'economia e della produzione, dello spettacolo e dello sport. Sono infatti marchigiani[33]:

Personaggi celebri non marchigiani, ma legati alle Marche[modifica | modifica wikitesto]

Marchigiani conosciuti all'estero nell'ambito dei loro specifici settori[modifica | modifica wikitesto]

Di altre personalità marchigiane conosciute anche all'estero, si dà qui sotto l'elenco, nell'ambito dei loro specifici settori[56]:

Papi marchigiani[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a già ricordati Sisto V e Pio IX, altri papi nativi delle Marche sono:

Personaggi illustri nell'ambito artistico e letterario[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Maratta - autoritratto
Copertina dell'edizione del 1922 di Capitan Blood
Gino De Dominicis – Teschio con un lungo naso

Personaggi illustri nell'ambito scientifico[modifica | modifica wikitesto]

Enrico Medi durante una trasmissione televisiva della RAI
  • Enrico Medi (19111974) di Porto Recanati, fisico e politico, studioso del radar e delle fasce ionizzanti nell'alta atmosfera, oggi note come fasce di Van Allen, studi entrambi stroncati dal regime fascista e successivamente confermati da studiosi stranieri. Divenne noto al grande pubblico come divulgatore scientifico televisivo in RAI, dove, tra l'altro, commentò la lunga diretta dello sbarco sulla Luna nel 1969;
  • Maurizio Montalbini (19532009), di Senigallia, sociologo e speleologo. Detiene il primato di permanenza in grotta, con una serie di esperimenti pionieristici relativamente alla cronobiologia ed al ritmo circadiano che lo hanno portato a vivere un totale di quasi tre anni (962 giorni) sottoterra[68], e che gli sono valsi l'appellativo di esploratore del tempo. Il suo primo esperimento, 210 giorni fuori dal tempo, della durata appunto di 210 giorni, ebbe luogo nel 1986 all'interno della grotte di Frasassi; successivamente rimase per ulteriori 48 giorni, ma stavolta assieme ad altre 14 persone, sempre all'interno delle grotte di Frasassi. Nel 1992 ha trascorso oltre un anno (366 giorni) in solitudine nella grotta di Nerone situata presso il Monte Nerone a Piobbico (PU), nel corso di un esperimento che ha prodotto risultati notevoli da un punto di vista sociale, farmacologico e per quanto riguarda la cronobiologia.[69] Nel 1997 ha compiuto, con Luigi Mazzi, un altro esperimento sempre nella base Underlab all'interno delle grotte di Frasassi, durante il quale è stato inoltre testimone del terremoto di Umbria e Marche. Il suo ultimo esperimento avvenuto all'interno della grotta fredda di Acquasanta Terme (AP), denominato Timeless, si è concluso il 7 giugno 2007 dopo 235 giorni dal suo ingresso. Non eseguì solamente esperimenti sotterranei, ma anche in mezzo all'oceano; in particolare nel 1991, durante la missione denominata Pelagos '91, visse per 48 giorni su una zattera[70];
  • Stefano Gresta (1956), di Senigallia, geofisico. Ricercatore, professore associato di topografia e cartografia e poi di sismologia, prima di diventare professore ordinario di geofisica della Terra solida. Autore di oltre 170 pubblicazioni (di cui circa 100 JCR); coordinatore e responsabile di progetti di ricerca sismologici e vulcanologici; componente di numerosi comitati tecnico-scientifici e commissioni, tra cui la Commissione Grandi Rischi; ha partecipato a diversi soggiorni all'estero per studio e lavoro, tra cui, nel 1998, alla 13ª spedizione italiana in Antartide. Dal 1999 al 2001 è stato coordinatore della sezione di Priolo Gargallo del Sistema Poseidon per il monitoraggio sismico e vulcanico in Sicilia.

Personaggi illustri nell'ambito del diritto, dell'economia e della produzione[modifica | modifica wikitesto]

Paolo Soprani
  • Paolo Soprani (1844-1918), di Recanati, imprenditore, fondatore della omonima fabbrica a Castelfidardo e dell'industria italiana della fisarmonica. Viene da molti considerato il vero inventore del moderno strumento: grazie a lui e a suoi seguaci, infatti, la fisarmonica è diventata strumento musicale di grandi possibilità espressive, orientato, oltre che verso un sempre maggiore sviluppo quantitativo, anche e soprattutto verso nuove conquiste tecniche, entrando nei vari conservatori di Stato;
  • Nazareno Gabrielli (1869-1943), di Tolentino, piccolo imprenditore, nel 1907 apre con la moglie una bottega artigiana di legatoria a Tolentino. Pian piano, la bottega espande la propria attività alla realizzazione di capi di abbigliamento e pelletteria, borse e guanti, e già nel 1922 diventa fabbrica. Si fa un nome quando, nel 1928, la Fiat la incarica di produrre gli interni in pelle per il primo treno reale, costruito su misura per i Savoia. Il genero Nazareno Brandi nel secondo dopoguerra amplia l'attività della Nazareno Gabrielli ad ogni settore dell'abbigliamento, della profumeria e dell'oggettistica da regalo, creando uno dei marchi più prestigiosi nel mondo della moda italiana;
Francesco Angelini
  • Francesco Angelini (1887-1964), di Civitanova Marche, imprenditore farmaceutico[71] e sindaco repubblicano di Ancona. Il 20 dicembre 1919 aprì un piccolo laboratorio farmaceutico ad Ancona, che conoscerà una forte espansione nel secondo dopoguerra. Nel 1940 fondò l' A.C.R.A.F., acronimo di Aziende Chimiche Riunite Angelini Francesco, le cui attività principali sono tuttora la produzione e distribuzione di farmaci. Nell'immediato dopoguerra, importò per primo la vitamina B12 in Italia, un ricostituente per la cura dell'anemia, malattia molto diffusa in quel periodo. Il farmaco venne prodotto e commercializzato con il marchio Dobetin ed ebbe una risposta molto positiva da parte del mercato. L'operazione rappresentò il primo grande successo dell'Angelini. Nel 1959 entrò in azienda il figlio di Francesco, Igino, che fondò una nuova società a Roma, chiamata "Gruppo Angelini". Attraverso la nuova società “Fater”, nel 1961 la Angelini introdusse nel mercato italiano, in joint venture con l'americana Procter & Gamble, i pannolini per bambini usa e getta con il marchio Lines, che ebbero una grande diffusione anche grazie ai caroselli pubblicitari con il grosso ippopotamo blu di nome Pippo, creato dall'agenzia di pubblicità Armando Testa di Torino. In seguito il settore sarà rilevato dal marchio Pampers, mentre rimane attivo il settore degli assorbenti femminili. Tra i farmaci prodotti dal Gruppo Angelini vi sono marchi famosi come Uniplus, Tantum verde, Tachipirina, Moment, Amuchina. Nell'ottica della diversificazione, Angelini già nel 1926 creò la “Industrie Chimiche Italia centrale(ICIC), specializzata nel settore degli oli vegetali: acquistò 300 ettari di terra nella provincia anconetana per la coltivazione del ricino e realizzò impianti di spremitura (all'epoca l'olio era utilizzato come lubrificante per i motori di aeroplano) usati anche per ricavare dai semi di lino l'olio (all'epoca usato per i saponi, i grassi idrogenati e come surrogato della gomma). Alla fine degli anni Cinquanta creò un polo agroalimentare, con la produzione di oli di semi, liquori, salumi. Questa strategia è stata ripresa a metà degli anni '90, dal nipote omonimo, Francesco, a capo della Angelini Holding, da lui fondata nel 1994. Dal 1993, è entrato nel mercato dell'olio, dei salumi e dei vini pregiati: nel 2015 ha definitivamente acquisito la storica azienda enologica marchigiana “Fazi Battaglia[72] di Castelplanio, produttrice del vino Verdicchio dei Castelli di Jesi classico, caratterizzata dalla famosa bottiglia ad anfora;
Fisarmonica prodotta dalla Scandalli di Camerano.
  • Silvio Scandalli (1889 - ?), di Camerano, imprenditore[73]. Nel 1916, assieme ai fratelli Enrico ed Albino, iniziò a produrre fisarmoniche in un piccolo laboratorio casalingo, per poi venderle ai pellegrini della vicina Loreto. Nel 1930 la Scandalli F.lli aprì un nuovo stabilimento con un centinaio di operai ed una produzione di 10 fisarmoniche giornaliere[74]. Molto importante fu l'attività di ricerca dell'azienda, testimoniata dai numerosi progetti presentati presso l'Ufficio Brevetti di Milano[75]. Nel 1946 la Scandalli F.lli si unì alla "Settimio Soprani" di Castelfidardo ed alla "N. Frontalini & F." di Numana, costituendo così la FAbbriche Riunite di FISArmoniche, meglio nota con l'acronimo Farfisa, per creare una grande industria che avrà negli anni a venire un ruolo leader nel mondo degli strumenti musicali. Nel 1948, lo stabilimento di Camerano della Scandalli F.lli impiegava 450 persone per una produzione di oltre 1000 fisarmoniche al mese. Nei primi anni '50 Silvio Scandalli fece partire un ambizioso progetto: con i migliori tecnici dell'azienda creò un modello di fisarmonica di qualità altissima, che diventò in breve il sogno di ogni musicista: il SUPER VI, tuttora insuperato esempio di strumento musicale industriale realizzato con cura artigianale.
    Logo della Farfisa S.p.A.
    Farfisa per lungo tempo fu la leader assoluta del settore della fisarmonica, producendo e distribuendo oltre 180 esemplari al giorno, esportati in tutto il mondo. Nel 1964 agli stabilimenti di Camerano e Castelfidardo se ne aggiunse un altro ad Aspio Terme di Camerano, per un totale di oltre 42.000 mq; in questo periodo Silvio Scandalli e Settimio Soprani erano a capo di un'industria che, oltre alle fisarmoniche, produceva anche chitarre, pianoforti, organi elettronici, amplificatori…. Infatti, dai primi anni 1960, la Farfisa cominciò a produrre anche organi elettrici ed elettronici: la prima serie, Compact, è stata la più nota ed apprezzata, in special modo nei generi beat, rock e leggera. La Compact ha notevolmente influenzato il sound dei gruppi musicali di allora per le sue particolari caratteristiche timbriche a volte molto mordenti (caratteristico era il suo "Multi Tone Booster") e nasali, e questa particolare caratteristica sonora veniva spesso definita con il termine cheesy sound. Vennero prodotti diversi modelli di organi elettronici (portatili, da casa, da chiesa) ed anche di sintetizzatori, produzione continuata fino ai primi anni 1980.
    Organo elettronico Compact Duo della Farfisa S.p.A. alla mostra "Pink Floyd Interstellar" alla Cité de la Musique di Parigi.
    Il modello Compact Duo fu ampiamente utilizzato da Richard Wright dei Pink Floyd nei primi album del gruppo e nei relativi concerti, come testimoniano le immagini del film-concerto “Pink Floyd Live at Pompeii” del 1972. Sly Stone degli Sly & the Family Stone suonava un Farfisa a Woodstock e nelle registrazioni in studio. John Paul Jones dei Led Zeppelin ha utilizzato un Farfisa in "Dancing Days". In un'altra registrazione del 1970 A Tribute to Jack Johnson di Miles Davis, Herbie Hancock suona un Farfisa rotto. Forse il brano più famoso che ha caratterizzato la Farfisa in questo periodo è stato Crocodile Rock di Elton John. Dopo un lungo periodo di crisi produttiva e finanziaria, con la cessione a varie multinazionali giapponesi ed americane, nel 1984 la Farfisa cessò di esistere come azienda multi-prodotto e si divise nei vari settori; il marchio SCANDALLI, sotto la guida di Mirco Patarini, Leonardo e Luciano Menghini tornò ad occuparsi solo di fisarmoniche di qualità, destinate ad artisti di tutto il mondo, prodotte oggi dalla “Scandalli Accordions srl”. La Farfisa venne acquisita nel 1985 dall'ing. Paolo Bontempi, titolare della Bontempi S.p.A. di Potenza Picena, tuttora proprietaria del marchio. Fallito l'ennesimo piano di rilancio della produzione, l'azienda cessò definitivamente l'attività nel 1988.
Logo del Gruppo Eni.
  • Enrico Mattei (1906-1962), di Acqualagna, imprenditore, partigiano e politico, fondatore del gruppo Eni, morto in un incidente aereo nelle campagne di Bascapè (un piccolo paese in provincia di Pavia) di natura sospetta, forse dovuto a un sabotaggio;
  • Orlando Simonelli (? - ?)[76], di Cessapalombo, imprenditore, nel 1936 realizza la sua prima macchina per caffè espresso, chiamata appunto “1936”, scelta dall'Istituto Treccani per rappresentare la cultura, l'innovazione e la ricerca italiana di quell'anno.[77] Nel 1950 mette in produzione la macchina da caffè “Selene”, la prima al mondo ad erogazione continua (equipaggiata con una pompa oleodinamica). Nel 1976 l'azienda viene trasformata nella Nuova Simonelli, con sede a Belforte del Chienti. Nel 1985 nasce la “Program”, la prima macchina da caffè tradizionale equipaggiata con un vero e proprio “computer di bordo”. Nel 1993, a seguito del consolidamento della presenza sui mercati esteri, viene fondata la filiale USA con sede a Ferndale, nello Stato di Washington. Nel 2005 viene inaugurato il nuovo stabilimento produttivo di Fonte Moreto (Belforte del Chienti) su un'area di 20 mila metri quadrati, capace di produrre una macchina da caffè ogni 4 minuti;
  • Egisto Bontempi (? - ?)[78], di Castelfidardo, imprenditore, antifascista. Nel 1937 a Potenza Picena fondò con Dante Mancini, anch'egli di Castelfidardo, “La Fisarmonica”, fabbrica di fisarmoniche che esportava i suoi prodotti in tutto il mondo e occupava fino a 70 dipendenti. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale la produzione per i mercati esteri fu sospesa e proseguì, fra enormi difficoltà e con pochi operai, per il solo mercato nazionale. Egisto Bontempi partecipò al CLN di Potenza Picena, e, come rappresentante del PSI, entrò nella prima Giunta comunale del dopoguerra. Nel 1946, con la riapertura del commercio internazionale, “La Fisarmonica” riprese la produzione, portandola negli anni successivi, grazie anche all'ingresso in azienda del figlio del titolare, ing. Paolo Bontempi, a diventare leader mondiale nel campo degli strumenti musicali giocattolo. La Ditta si trasferì fuori dal centro urbano e mutò il nome in Gruppo Bontempi, arrivando, nel periodo 1978/1980, ad occupare anche 650 dipendenti a Potenza Picena, e ad aprire un nuovo stabilimento a Martinsicuro in Abruzzo. Nel gennaio 2014 l'azienda ha richiesto il concordato preventivo[79]. La Bontempi era conosciuta principalmente per la costruzione di organi in plastica detti “Chord Organ”, piccoli strumenti a tastiera nei quali il suono è prodotto da aria soffiata attraverso delle ance da un piccolo motore. Ha prodotto anche diversi modelli di tastiera elettronica e strumenti musicali a scopo educativo come tastiere, chitarre, batterie e percussioni varie, destinati al mercato dei giocattoli. La Bontempi è anche stata proprietaria del celebre marchio di strumenti musicali Farfisa, avendo formulato un progetto di rilancio dello storico stabilimento di Camerano;
  • Giorgio Fuà (19192000), di Ancona, economista, fondatore della facoltà di economia dell'Università Politecnica delle Marche di Ancona, poi a lui intitolata, e dell'"Istituto Adriano Olivetti di studi per la gestione dell'economia e delle aziende" - ISTAO di Ancona;
Oliviero Pigini mostra una chitarra EKO ad un giovanissimo Gianni Morandi
  • Oliviero Pigini (19221967), di Castelfidardo, imprenditore, fondatore della fabbrica di strumenti musicali EKO. Valutando le nuove richieste del mercato, nel 1956 abbandona la produzione di fisarmoniche della sua famiglia per commercializzare col marchio GIEMMEI (acronimo di Giocattoli Musicali Italiani) chitarre di fabbricazione jugoslava per principianti, comunque adatte anche ai professionisti. Passa poi alla vendita di una produzione italiana effettuata in Sicilia da un liutaio palermitano. Deciso a iniziare la produzione di chitarre in proprio, Pigini rileva lo stabilimento dello zio, nei pressi della stazione di Osimo, e assume alle proprie dipendenze manodopera specializzata nella lavorazione del legno. Conosce due rinomati liutai catanesi, i fratelli Paladino, convincendoli a trasferirsi con le loro famiglie a Castelfidardo. Ottiene inoltre dal tedesco Wenzel Rossmeisl, chitarrista jazz e liutaio, la rappresentanza per l'Italia delle chitarre da jazz e degli amplificatori che produce col rinomato marchio Roger. La produzione di chitarre, sia acustiche che elettriche, inizia nel 1960 con la fondazione della Eko, una società in accomandita semplice costituita con due altri industriali del settore. L'altrettanto importante produzione degli amplificatori viene avviata da Bruno Baldoni, esperto di elettronica, e Vinicio Tanoni, progettista e specialista in meccanica, che danno vita al tuttora attivo marchio FBT. La Eko produce una vasta gamma di chitarre, adatte ad ogni esigenza, anche grazie alla lunga esperienza di Rossmeisl, che riduce la propria produzione per dedicarsi alla distribuzione dei prodotti italiani, ponendosi in diretta concorrenza con la prestigiosa ditta tedesca Framus. Nel 1961 le chitarre Eko sono distribuite in tutta l'Europa occidentale. Alcuni esemplari raggiungono persino il Nord America, dove attirano l'attenzione di Thomas e Guy LoDuca, due fratelli italo-americani titolari della società LoDuca Bros, fondata nel 1941 a Milwaukee, rinomata produttrice di fisarmoniche e organi elettrici e operativa con una rete di circa seicento negozi in tutti gli Stati Uniti, che gli garantiscono la vendita di centinaia di migliaia di chitarre di tutti i tipi. La produzione industriale richiede spazi e risorse finanziarie: perciò il fratello minore di Pigini, Lamberto, un sacerdote cattolico con uno spiccato senso dell'imprenditorialità, gli suggerisce di trasferirsi a Recanati, dove esiste una vecchia fabbrica abbandonata che può essere presa in affitto ad un prezzo ragionevole. Il consiglio comunale favorisce il nuovo insediamenti fornendo alcuni servizi essenziali (fogne, acqua), a titolo gratuito per tutta la fase di avviamento. La "nuova" Eko amplia la gamma dei suoi prodotti e riesce a conquistare nuovi mercati, con un fatturato in continua crescita. La quota delle chitarre italiane esportate nel mondo sale dallo 0,8% del 1956 al 12% del 1965 per merito esclusivo di Pigini, che proprio per questa continua crescita deve nuovamente cambiare sede, sempre a Recanati. Nel 1965 dispone di 350 operai interni e un indotto di circa 100 addetti delle ditte esterne, cui appalta alcune lavorazioni o la realizzazione dei microfoni.
    I Rokes con una Eko Gibson Flying V
    Le sue chitarre sono utilizzate da molti tra i più noti gruppi italiani dell'epoca beat come i Rokes, i Kings, i Nomadi e i New Dada. La bontà dei suoi prodotti è tale che deve addirittura far fronte alle ordinazioni di altri grandi marchi del settore come la inglese Vox e l'americana Thomas. Con queste due aziende dà vita al più grande polo musicale dell'epoca, la EME (Elettronica Musicale Europea). All'apice del successo, ed anzi pronto a raccogliere nuove sfide, muore improvvisamente a soli 45 anni a causa di un infarto. Oggi la ditta Eko, gestita dal fratello di Oliviero, Lamberto, è la prima azienda italiana nella distribuzione di strumenti musicali;
  • Sergio Anselmi (19242003), di Senigallia, storico, scrittore, accademico. Professore di storia economica nelle università di Ancona (vi ha diretto l'Istituto di Storia economica e Sociologia) e nell'università di Urbino. La sua ricerca si concentrò sulla regione adriatica spaziando dal medioevo sino ai nostri giorni ed in particolare sull'economia mezzadrile marchigiana. La sua opera è di fondamentale importanza per capire le dinamiche storiche ed economiche che hanno interessato la regione Marche nel corso dei secoli;
Logo della Clementoni S.p.A.
Contenitore insalata in metacrilato bicolore opalino.
Contenitori per insalata in metacrilato bicolore opalino prodotti dalla Fratelli Guzzini negli anni cinquanta.

Personaggi illustri nell'ambito dello spettacolo[modifica | modifica wikitesto]

  • Angelica Catalani (17801849), di Senigallia, famosa soprano. I compositori scrivevano opere appositamente per lei, gli impresari gareggiavano tra loro per assicurarsi, con lauti stipendi, i suoi ingaggi. Trasferitasi a Parigi, avendo sposato un ufficiale francese, fu ascoltata e notata da Napoleone, che le propose un compenso di 100.000 franchi l'anno. Recatasi a Londra il suo successo fu strepitoso ed i suoi guadagni altissimi (una sola serata le rese 2.000 sterline). Tornata a Parigi nel 1814, Luigi XVIII le affidò la direzione del Théâtre Italien, con il compenso annuale di 160.000 franchi.
  • Giuseppe Persiani (17991869), di Recanati, compositore, iniziò la sua carriera dirigendo l'orchestra del teatro della sua città (che dal 1898 porta il suo nome). Su richiesta di Alessandro Lanari, impresario del teatro La Pergola di Firenze, scrisse la sua prima opera: Piglia il mondo come viene, melodramma buffo in due atti, che andò in scena la sera del 24 gennaio 1826, ottenendo un buon successo. Conobbe il celebre soprano Fanny Tacchinardi, che sposò nel 1829. Le sue opere principali sono Danao re d'Argo e Ines de Castro. Nel 1837, i coniugi Persiani si trasferirono definitivamente a Parigi.
Renata Cortiglioni dirige il coro di voci bianche della Rai.

Personaggi illustri nell'ambito dello sport[modifica | modifica wikitesto]

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Tasso di attività: 51,7%
  • Occupati per tipo di attività:
    • agricoltura 2%
    • industria 39,3%
    • altre 58,7%
  • Tasso di disoccupazione: 6,6%

Fonte:[95]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti (migliaia)

Nel 2006[96] i nati sono stati 13.757 (9,0‰), e i morti 15.809 (10,3‰), con un incremento naturale di -2.052 unità rispetto al 2005 (-1,3‰). Le famiglie contano in media 2,5 componenti. Il 31 dicembre 2007 su una popolazione di 1.520.636 abitanti e una densità di 157 abitanti per km² si contavano 81.890 stranieri (5,4%). Nel 2010, la popolazione straniera è aumentata notevolmente superando le 155000 persone e raggiungendo il 10% del totale.[97]

Città più popolose[modifica | modifica wikitesto]

Ancona e il suo porto
Pesaro: il Palazzo Ducale
Fermo: duomo

Comuni della regione con più di 15.000 abitanti, al 2014, secondo la stima dell'ISTAT[98].

Pos. Comune Provincia Abitanti
1 Ancona Ancona Ancona 101.258
2 Pesaro Pesaro e Urbino Pesaro e Urbino 94.705
3 Fano Pesaro e Urbino Pesaro e Urbino 63.977
4 Ascoli Piceno Ascoli Piceno Ascoli Piceno 50.109
5 San Benedetto del Tronto Ascoli Piceno Ascoli Piceno 46.861
6 Senigallia Ancona Ancona 45.091
7 Macerata Macerata Macerata 42.072
8 Jesi Ancona Ancona 40.514
9 Civitanova Marche Macerata Macerata 40.450
10 Fermo Fermo Fermo 37.274
11 Osimo Ancona Ancona 35.037
12 Fabriano Ancona Ancona 31.994
13 Falconara Marittima Ancona Ancona 26.509
14 Porto Sant'Elpidio Fermo Fermo 26.141
15 Recanati Macerata Macerata 21.409
16 Tolentino Macerata Macerata 20.381
17 Castelfidardo Ancona Ancona 18.859
18 Sant'Elpidio a Mare Fermo Fermo 17.006
19 Potenza Picena Macerata Macerata 16.024
20 Grottammare Ascoli Piceno Ascoli Piceno 15.817
21 Porto San Giorgio Fermo Fermo 15.719
22 Corridonia Macerata Macerata 15.461
23 Urbino Pesaro e Urbino Pesaro e Urbino 15.371
24 Vallefoglia Pesaro e Urbino Pesaro e Urbino 15.029

Le città sedi di studi universitari sono quindici, appartenenti a quattro università: Università Politecnica delle Marche di Ancona (con sedi anche ad Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, San Benedetto del Tronto, Pesaro), Università di Urbino[99] (con sedi anche a Fano e Pesaro), Università di Macerata (con sedi anche a Civitanova Marche, Fermo, Jesi, Osimo, Spinetoli), Università di Camerino (con sedi anche ad Ascoli Piceno, Matelica, Recanati, San Benedetto del Tronto); ciò rende le Marche la seconda regione d'Italia per rapporto tra abitanti ed università (388.242 abitanti per università) e per rapporto tra abitanti e sede universitarie (103.000 abitanti per sede).

Cittadini stranieri[modifica | modifica wikitesto]

Nella seguente tabella sono riportati gli stranieri residenti in regione al 31 dicembre di ogni anno.[100]

Nazionalità 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009
Albania Albania 10.939 13.352 15.316 16.952 18.183 19.701 21.531 22.246
Romania Romania 2.748 4.728 6.158 7.494 8.504 15.400 19.602 21.679
Marocco Marocco 8.120 9.354 10.416 11.034 11.635 12.597 14.070 14.642
Macedonia Macedonia 5.472 7.014 7.547 8.320 9.409 9.730 10.409 10.789
Cina Cina 1.762 2.582 3.710 4.678 5.499 6.288 7.279 8.171
Tunisia Tunisia 3.081 3.424 3.872 4.098 4.361 4.625 5.067 5.133
Polonia Polonia 1.097 1.843 2.412 2.950 3.616 4.503 4.946 5.098
Ucraina Ucraina 665 2.245 2.917 3.179 3.456 3.851 4.394 4.778
Moldavia Moldavia 272 1.058 1.328 1.629 1.868 2.599 3.286 4.001
Pakistan Pakistan 1.287 1.671 1.999 2.226 2.366 2.651 3.010 3.573
Senegal Senegal 1.096 1.464 1.648 1.707 1.830 1.923 2.172 2.406
Serbia Serbia 1.315 952 1.252 1.360 1.076 1.360 1.275 994
Totale 54.660 70.557 81.890 91.325 99.285 115.299 131.033 140.457

Dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Dialetti marchigiani.

Le Marche, insieme all'Umbria e al Lazio, si contraddistinguono per la presenza di un continuum fra tre ripartizioni dialettali, una delle quali ulteriormente suddivisa. Le suddivisioni dialettali sono dunque quattro, che sfumano impercettibilmente una nell'altra:

Tre degli otto grandi gruppi dialettali italiani sono così rappresentati nelle Marche: uno diffuso soprattutto in Italia settentrionale, uno in Italia centrale, uno in Italia meridionale.

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1º gennaio 1948, ex art. 131 della nostra vigente Costituzione, le Marche sono una regione ad autonomia ordinaria della Repubblica Italiana, ma solo con la legge n. 281 del 1970 furono attuate le sue funzioni.

La regione Marche è suddivisa in 5 province e 236 comuni.

Stemma Provincia Mappa Comuni Abitanti
(1/9/2009)
Superficie
(km²)
Sito Istituzionale
Provincia di Ancona-Stemma.png Provincia di Ancona Map of comune of Ancona (province of Ancona, region Marche, Italy).svg 47 481.028 1.963 Ancona
Provincia di Ascoli Piceno-Stemma.png Provincia di Ascoli Piceno Map of comune of Ascoli Piceno (province of Ascoli Piceno, region Marche, Italy).svg 33 214.032 1.228 Ascoli Piceno
Provincia di Fermo-Stemma.png Provincia di Fermo Map of comune of Fermo (province of Fermo, region Marche, Italy).svg 40 178.619 862 Fermo
Provincia di Macerata-Stemma.png Provincia di Macerata Map of comune of Macerata (province of Macerata, region Marche, Italy).svg 57 325.896 2.779 Macerata
Provincia di Pesaro e Urbino-Stemma.png Provincia di Pesaro e Urbino Map of comune of Pesaro (province of Pesaro and Urbino, region Marche, Italy).svg 59 315.623 2.567 Pesaro e Urbino
Coat of arms of Marche.svg Marche Map of region of Marche, Italy, with provinces-it.svg 236 1.545.098 9.401 Marche

Istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Fano: Arco di Augusto
Fabriano: piazza del Comune
Senigallia: la Rotonda

Sono organi della Regione il Consiglio regionale, la Giunta e il suo Presidente. Tutti gli organi della regione sono ad Ancona.

Presidente[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenti delle Marche.

Il Presidente della Giunta regionale è eletto a suffragio universale e diretto in concomitanza con l'elezione del Consiglio regionale, e fa parte dell'organo consiliare. Nella prima seduta del nuovo Consiglio regionale il Presidente della giunta espone il programma del governo regionale e presenta gli assessori, tra i quali indica il Vicepresidente chiamato a sostituirlo in caso di assenza o impedimento temporaneo. Il Presidente della Giunta regionale può sostituire il Vicepresidente e gli assessori previa comunicazione al Consiglio regionale.

Il Presidente della giunta regionale ha le seguenti funzioni:

  • Rappresenta la Regione.
  • Nomina e revoca gli assessori, fra i quali il Vicepresidente, attribuisce le deleghe agli assessori e può revocarle.
  • Può conferire incarichi particolari a singoli consiglieri regionali.
  • Dirige la politica della Giunta e ne è responsabile.
  • Promulga le leggi, emana i regolamenti, indice i referendum previsti dallo Statuto
  • Sovrintende all'azione amministrativa regionale.
  • Partecipa ai lavori della Conferenza Stato-Regioni e della Conferenza unificata, tenuto conto degli indirizzi generali del Consiglio.
  • Promuove, su deliberazione della Giunta, la questione di legittimità costituzionale e i conflitti di attribuzione dinanzi alla Corte Costituzionale e ne dà immediata comunicazione al Consiglio.

Giunta regionale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Giunta regionale delle Marche.
  • La Giunta regionale è l'organo esecutivo della Regione ed è composta dal Presidente e da non più di dieci assessori, compreso il Vicepresidente.
  • La Giunta opera collegialmente, in armonia con le direttive impartite dal Presidente della Giunta.
  • La Giunta adotta, su proposta del suo Presidente, un regolamento interno che ne disciplina il funzionamento.
  • Le deliberazioni della Giunta non sono valide se non è presente la maggioranza dei suoi componenti e se non sono assunte a maggioranza dei presenti.
  • Le sedute della Giunta non sono pubbliche, salvo diversa decisione della Giunta stessa.
  • La Giunta regionale pubblica periodicamente il Notiziario della Giunta regionale Marche[101], che può essere sia letto direttamente on line in versione digitale, che in versione cartacea facendone richiesta gratuita dal suddetto sito. Data la varietà e la facilità di fruizione dei servizi offerti, il sito è visitato periodicamente dai marchigiani residenti all'estero, in particolare da quelli che si trovano negli Stati Uniti e in Argentina. Il Notiziario, sia in versione cartacea che in digitale, e la newsletter permettono infatti loro di restare in contatto con la Regione Marche e con ciò che vi avviene.

Consiglio regionale (Assemblea legislativa delle Marche)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Consiglio regionale delle Marche.

Il Consiglio regionale è l'organo legislativo e della rappresentanza democratica della Regione ed è eletto a suffragio universale e diretto; esso svolge la funzione di indirizzo e di controllo politico del governo regionale.

Il Consiglio della regione Marche è formato da quarantadue consiglieri regionali. Ha il compito di eleggere il proprio presidente e l'ufficio di presidenza, e approvare a maggioranza assoluta dei componenti il proprio regolamento di organizzazione e funzionamento interno ed il regolamento interno di amministrazione e contabilità.

Il Consiglio organizza i suoi lavori in commissioni permanenti per l'esame, in sede referente, delle proposte di legge regionale e di altre deliberazioni consiliari e per l'esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo sull'amministrazione regionale, nelle materie di rispettiva competenza. Il Consiglio può inoltre istituire Commissioni speciali e di inchiesta.

Stemma, gonfalone e inno[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stemma delle Marche.
Gonfalone della regione

Con legge regionale n. 13 del 15 marzo 1980[102] e pubblicata sul bollettino regionale n. 28 del 22 marzo 1980, vengono definiti lo stemma ed il gonfalone della regione.

« Lo stemma della regione Marche è costituito dal disegno stilizzato di un picchio verde che si sovrappone in parte alla lettera maiuscola m, di colore nero, in campo bianco delimitato da una striscia verde in forma di scudo. »
(Art. 1)
« Il gonfalone della regione è di colore bianco con la scritta "Regione Marche" in colore verde e reca al centro lo stemma di cui all'articolo precedente. Il gonfalone si completa con il nastro tricolore (verde, bianco, rosso) annodato al di sotto del puntale. »
(Art. 2)

Nel 1980 la Regione ha adottato come stemma l'immagine di un picchio verde, in quanto simbolo e totem dei Piceni, cioè della prima civiltà che caratterizzò tutta la regione nell'Età del Ferro.[103]

Nel 2007 è stato commissionato al musicista ascolano Giovanni Allevi l'Inno delle Marche.[104]

Nel 2013 la regione Marche decide di aggiungere un testo all'Inno delle Marche e incarica una commissione di cui fa parte Giulio Rapetti, in arte Mogol, di scegliere il miglior testo tra tutti quelli partecipanti al pubblico concorso indetto. La scelta della commissione cade sulle parole scritte dal marchigiano Giacomo Greganti e vengono scelti i BTwins, due allievi di Mogol, per l'interpretazione del pezzo. Ed è stato proprio Mogol nel corso delle celebrazioni della Giornata delle Marche il 10 dicembre 2013 a San Benedetto del Tronto a tenere a battesimo l'esecuzione dell'Inno cantato dai due gemelli ascolani.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Conferita l'11 ottobre 2010:

Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.»
— D.P.C.M. 11 ottobre 2010, ai sensi del ai sensi dell'art.5, comma 5, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 dicembre 2008.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Industria ed artigianato: il modello marchigiano[modifica | modifica wikitesto]

Museo della fisarmonica a Castelfidardo
Poltrona Frau
Tod's
Hogan
Scavolini
Benelli
Eko
iGuzzini
Indesit
Ariston

L'economia marchigiana è caratterizzata da una fiorente piccola-media industria ad alta specializzazione distribuita equamente in tutto il suo territorio, ma concentrata soprattutto nel litorale e nelle valli, in distretti industriali specializzati; tali industrie sono la naturale evoluzione di antiche attività artigianali. Si tratta del cosiddetto "modello marchigiano", espressione coniata da Giorgio Fuà, il padre fondatore dell'ISTAO di Ancona, centro di formazione dell'imprenditoria marchigiana, dai fratelli Merloni ai Guzzini ai Della Valle. Nelle Marche ci sono ventotto distretti industriali, come in Lombardia, ma con una buona qualità della vita e senza i problemi di periferie, ritmi frenetici, pendolarismo. Altra caratteristica fondamentale del modello marchigiano è un'imprenditoria che non dipende né da aiuti statali, come spesso al Sud, né da grandi prestiti chiesti alle banche, come al Nord. Piuttosto questa forma di economia si può avvicinare a quella del Veneto e del Friuli[105].

Tra i settori di spicco e di rilevanza nazionale si segnalano (da nord a sud):

Si devono inoltre ricordare le industrie diffuse su tutto il territorio regionale, non propriamente inseribili nel modello marchigiano:

Di seguito la tabella che riporta il PIL ed il PIL procapite[120] prodotto nelle Marche dal 2000 al 2008:

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008
Prodotto Interno Lordo
(Milioni di Euro)
30.527,8 32.291,3 33.912,9 34.794,0 36.170,9 36.994,1 38.542,6 40.929,7 41.612,2
PIL ai prezzi di mercato per abitante
(Euro)
20.898,0 22.002,8 22.946,7 23.278,2 23.925,7 24.277,5 25.150,1 26.166 26.652

Di seguito la tabella che riporta il PIL[120], prodotto nelle Marche ai prezzi correnti di mercato nel 2006, espresso in milioni di euro, suddiviso tra le principali macro-attività economiche:

Macro-attività economica PIL prodotto % settore su PIL regionale % settore su PIL italiano
Agricoltura, silvicoltura, pesca € 598,0 1,55% 1,84%
Industria in senso stretto € 8.967,9 23,27% 18,30%
Costruzioni € 2.006,3 5,21% 5,41%
Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni € 7.166,9 18,59% 20,54%
Intermediazione monetaria e finanziaria; attività immobiliari ed imprenditoriali € 8.711,1 22,60% 24,17%
Altre attività di servizi € 6.753,5 17,52% 18,97%
Iva, imposte indirette nette sui prodotti e imposte sulle importazioni € 4.338,9 11,26%% 10,76%
PIL Marche ai prezzi di mercato € 38.542,6

Pesca[modifica | modifica wikitesto]

Monumento al pescatore, a San Benedetto del Tronto
Pescherecci a Porto Civitanova
Pescherecci nel mandracchio di Ancona. Al centro il Lazzaretto

Per ciò che riguarda la pesca, le Marche rivestono un rilevante ruolo a livello nazionale. Le statistiche nazionali per la consistenza della flotta vedono infatti ben quattro porti marchigiani tra i primi venti italiani per tonnellata di stazza lorda (TSL): il porto di Ancona è al terzo posto, quello di San Benedetto al nono posto, quello di Porto Civitanova al quattordicesimo, quello di Fano al diciassettesimo. Complessivamente le Marche sono al secondo posto nella classifica nazionale per tonnellaggio, con 11.200 TSL, dopo la Sicilia, che ha 29.800 TSL[121]. Dato che la Sicilia ha però ha uno sviluppo costiero notevolmente maggiore (1500 km contro i 173 marchigiani), le Marche risultano avere il primato in Italia nel rapporto tra tonnellaggio della flotta peschereccia e sviluppo costiero: 64 TSL/km contro i 19,8 TSl/km dell'Sicilia.

Anche per quanto riguarda la commercializzazione del pescato, le Marche hanno rilevanza nazionale: i mercati ittici di Ancona sono nel loro insieme al secondo posto nell'Adriatico[122] e al sesto posto in ambito nazionale[123].

Porto posto nella classifica nazionale per TSL tonnellate di stazza lorda n° di imbarcazioni
Ancona 4.566 207
San Benedetto 2.845 123
Porto Civitanova 14° 2.167 84
Fano 17° 1.812 90
Marche 11.200 -

Tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Il ciclo dell'anno[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso dell'anno si susseguono nelle Marche diversi eventi legati al ciclo delle stagioni. Non si riportano qui le manifestazioni e le usanze nate dopo gli anni sessanta del Novecento.

Gennaio

La festa dell'Epifania, oltre che con le usanze diffuse in tutta Italia, come quella della Befana, è celebrata anche con i canti rituali di questua detti "della Pasquella", che è il nome locale della festa. Vivissima un tempo, poi quasi caduta in disuso, l'usanza si è salvata dall'oblio grazie all'impegno di alcuni gruppi musicali e di alcuni comuni. I canti, nei diversi dialetti della regione, hanno un testo antico, sono accompagnati dall'organetto e sono itineranti, in quanto hanno lo scopo di augurare il buon anno casa per casa, raccogliendo offerte di cibi e di vino[124][125].

Carnevale
Il Cavallo di fuoco di Ripatransone

La celebrazione del Carnevale è diffusa ovunque, ma assume carattere particolarmente spettacolare nel Carnevale di Fano, nel Carnevale di Offida e nel Carnevale di Ascoli; tra le maschere carnevalesche antiche e recenti si ricordano il Rabachen e la Cagnera, di Pesaro[126], Mosciolino[127] e Papagnoco[128], di Ancona, il costume del guazzaró, di Offida[129], lu sfrigne, di Ascoli[130].

Quintana di Ascoli Piceno
Pasqua

Legate al periodo pasquale sono: il Cavallo di fuoco di Ripatransone, risalente al 1682 consistente in un peculiare spettacolo pirotecnico; la Turba, di Cantiano (PU), sacra rappresentazione del Venerdì Santo risalente al 1440.

Pentecoste
Sciò la pica di Monterubbiano

Durante la Pentecoste dal 1965 si svolge a Monterubbiano (FM) la festa di Sciò la Pica, legata all'origine mitica del popolo piceno e al suo totem, il picchio verde, oggi emblema delle Marche[131].

Giugno

Il ventiquattro giugno è la festa di San Giovanni Battista, che è celebrata nelle Marche con il rito di lavarsi il viso con acqua profumata, come in un rito di purificazione; l'acqua si prepara raccogliendo fiori ed erbe profumate e immergendoli in un catino, tenuto fuori dalla finestra per tutta la notte[124].

Agosto
La Festa del Mare di Ancona

Ad agosto si svolgono tre delle più note manifestazioni tradizionali marchigiane, sul tipo delle giostre e dei tornei medievali: la Cavalcata dell'Assunta a Fermo (dal 1182, ripresa nel 1982), la Quintana ad Ascoli (almeno dal 1377, ripresa nel 1955), la Contesa del secchio a Sant'Elpidio a Mare (dal 1953).

Settembre

Nel mese di settembre, si svolge ad Urbino dal 1955 la Festa dell'aquilone, legata alla nota poesia di Giovanni Pascoli; in questa occasione centinaia di aquiloni volteggiano sopra il cielo della città ducale. Inoltre in settembre si tiene a Loreto sin dal XVIII secolo la Corsa del drappo, spettacolare corsa di cavalli lungo la ripida salita di Montereale.

Feste del raccolto

Le feste del raccolto più importanti, denominate "feste del covo", sono la Festa del Covo di Campocavallo di Osimo, risalente al 1939[132], e la Festa del Covo di Candia di Ancona, risalente nelle sue attuali forme al 1932[133].

Fisarmonica fabbricata a Castelfidardo
Dicembre

In dicembre si deve ricordare anzitutto l'antichissima festa della Venuta, festa medievale che nel 1617, grazie all'iniziativa del frate cappuccino anconitano fra' Tommaso[134], si diffuse capillarmente in tutte le Marche[135]; a questa celebrazione è dedicato il successivo paragrafo. Si ricorda anche la tradizione del presepe marchigiano, affermatasi in seguito della precoce diffusione dei conventi francescani, risalente al tempo in cui San Francesco era ancora in vita e frequentava la regione[136]. L'ambientazione è la tipica campagna collinare marchigiana, ma rivisitata in chiave medio-orientale.

Feste del mare

Nei porti marchigiani il legame con il mare si celebra durante le varie feste del mare, consistenti tutte in processioni religiose in mare con seguito di barche, nel ricordare coloro che hanno perso la vita in mare durante l'anno, nella degustazione di specialità gastronomiche legate alla pesca, in fuochi d'artificio che si specchiano sul mare. Da oltre trent'anni si celebrano: la Festa del mare di Ancona, la Festa del mare di Fano (PU), la Festa del mare di Porto San Giorgio (FM), la Festa del Mare di Campofilone (FM). Da oltre dieci anni si celebrano la Festa del mare di Porto Recanati (MC) e la Festa del mare di Porto Civitanova (MC).

Musica, danza e giochi[modifica | modifica wikitesto]

I tre assi, massimo punteggio del gioco marchigiano della Petrangola.

Il ballo tradizionale tipico marchigiano è il Saltarello, che ancora vanta scuole di ballo ed entusiasmo popolare[137]; è accompagnato dal tamburello e dall'organetto. Lo strumento musicale per eccellenza delle Marche è la fisarmonica, prodotta artigianalmente nella zona di Castelfidardo[138].

Viva è la tradizione degli stornelli[139] e dei canti popolari in dialetto, accompagnati dalla fisarmonica o dall'organetto; alcune cittadine organizzano rassegne ad essi dedicate[140].

Nelle Marche, come in altre regioni che un tempo appartenevano allo Stato della Chiesa, si gioca a carte con le carte piacentine. Gioco di carte tipico marchigiano è la Petrangola; il fatto di poter essere giocato anche in più di dieci persone lo fanno preferire specialmente durante le festività natalizie, in occasione di raduni di parenti ed amici[141].

Festa delle Marche e Festa della Venuta[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Festa della Venuta.
Focaraccio della Venuta

Il consiglio regionale ha deciso nel 2004 di celebrare il 10 dicembre la giornata delle Marche[142], allo scopo di "riflettere e sottolineare la storia, la cultura, le tradizioni e le testimonianze della comunità marchigiana, per rafforzarne la conoscenza e il senso di appartenenza".[143] La data scelta è quella in cui, in ogni parte del mondo, le tante comunità marchigiane residenti all'estero ricordano da sempre, spontaneamente, le loro origini; lo stesso 10 dicembre è infatti anche la festa della Madonna di Loreto, riconosciuta dai marchigiani come riferimento ideale e spirituale della propria terra e delle proprie origini. Infatti, nelle due notti che precedono la ricorrenza, nelle città e nelle campagne marchigiane si usa celebrare la festa della Venuta, accendendo grandi focaracci, o falò[144].

In occasione della celebrazione viene assegnato il "Picchio d'oro" ai marchigiani "che si sono distinti nei rispettivi settori professionali o che con il loro nome abbiano portato lustro alla comunità regionale".[145]

L'idea di celebrare una giornata delle Marche è nata tra le comunità marchigiane dell'Argentina, in cui tra il XIX secolo e il XX secolo emigrarono migliaia di marchigiani contribuendo al progresso argentino, che coltivano il legame con la loro terra d'origine.

Le ultime edizioni sono state dedicate ai temi seguenti:

  • 2005: "Le Marche nel mondo"; giornata celebrata in collaborazione con la comunità marchigiana di Buenos Aires;
  • 2006: "Le Marche e l'Europa"; giornata celebrata in collaborazione con la comunità marchigiana di Bruxelles;
  • 2007: "I giovani delle Marche"; giornata celebrata in collaborazione con la comunità marchigiana di Montreal;
  • 2008: "Gli anziani delle Marche, pieni di vita"; giornata celebrata in collaborazione con la comunità marchigiana di Sydney;
  • 2009: "Anniversario di padre Matteo Ricci - le Marche e l'Oriente";
  • 2010: "Anniversario di Giovanni Battista Pergolesi";
  • 2011: "Le Marche e l'Unità d'Italia", in concomitanza con i festeggiamenti per il centocinquantenario dello Stato italiano;
  • 2012: "Lo sport: vincere per la vita", per festeggiare i numerosi atleti marchigiani che hanno partecipato alle Olimpiadi.
  • 2013: "I Marchigiani. La forza della nostra comunità"
  • 2014: "Crescita, sviluppo, lavoro", ma anche Giacomo Leopardi,

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Aeroporti civili[modifica | modifica wikitesto]

Il maggiore aeroporto della regione è l'aeroporto di Ancona-Falconara, in cui operano sia i vettori di linea, sia le più importanti compagnie charter internazionali. Di importanza locale è l'Aeroporto di Fano.

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Il porto principale è il porto di Ancona, il primo in Italia per traffico internazionale di veicoli e passeggeri, con oltre 1,5 milioni di passeggeri e 200.000 TIR ogni anno[146], e uno dei primi dell'Adriatico per le merci[147]. È sede di autorità portuale e di direzione marittima.

Sono sedi di capitaneria il porto di Pesaro e il porto di San Benedetto del Tronto; sedi di circondario marittimo sono il porto di Fano, il porto di Civitanova Marche e il porto di Porto San Giorgio. Si ricordano inoltre il porto di Senigallia e il porto di Numana[148].

Strade principali[modifica | modifica wikitesto]

Lungo il litorale corrono le principali arterie stradali: l'autostrada A14 - Adriatica e la statale 16 - Adriatica, che collegano la regione con l'Emilia Romagna a nord e con l'Abruzzo a sud.

Dalla costa risalgono le valli e si dirigono verso l'Appennino e il confine con l'Umbria quattro strade principali (statali e con la caratteristica di superstrade) e varie provinciali, elencate di seguito da nord a sud[149]:

Tagliano invece trasversalmente le valli le seguenti strade:

Distanze stradali (minime)[150]
in km Ancona Ascoli Piceno Fermo Macerata Pesaro Urbino
Ancona - 119 63 50 62 90
Ascoli Piceno 119 - 60 87 177 192
Fermo 63 60 - 39 120 148
Macerata 50 87 39 - 102 116
Pesaro 62 177 120 102 - 35
Urbino 90 192 148 116 35 -

Le due strade consolari che interessano la regione, la Flaminia e la Salaria, già strade statali, sono ora di competenza provinciale:

Sono raccordi stradali la statale 76 dir, che collega la statale 76 con l'aeroporto di Ancona-Falconara, e la statale 681, asse attrezzato del porto di Ancona.

Interessano il territorio regionale i seguenti itinerari europei:

Linee ferroviarie[modifica | modifica wikitesto]

La linea ferroviaria più importante che percorre la regione è la Milano-Lecce, classificata tra le linee fondamentali italiane[151]; essa comprende il tratto Bologna–Ancona, aperto nel 1861, e il tratto Ancona-Lecce, aperto tra il 1863 e il 1866. Linea fondamentale[151] è anche la linea ferrovia Roma-Ancona, completata nel 1866.

Ferrovie di interesse regionale sono le linee Ascoli–San Benedetto, Pergola–Fabriano e Civitanova–Fabriano.

Linee dismesse sono la Fano–Urbino e la Porto San Giorgio–Amandola.

Nodi logistici[modifica | modifica wikitesto]

Il Consiglio regionale delle Marche ha individuato tre nodi logistici[152]: il porto di Ancona, l'interporto di Jesi e l'aeroporto di Ancona-Falconara.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Uno scorcio della campagna marchigiana

I dati riguardanti il turismo nelle Marche indicano un aumento costante anno dopo anno. Nel 2007 si sono registrati più di 2 milioni di arrivi (1.820.473 italiani e 349.898 stranieri[153]) e 12 milioni e mezzo di presenze.[154]

Diciassette sono le bandiere blu assegnate ai comuni della costa, diciannove quelle arancioni assegnate dal Touring Club Italiano ai comuni montani e dell'entroterra; ventidue borghi inoltre rientrano nell'"Associazione dei borghi più belli d'Italia". Inoltre quasi il 10% della superficie regionale risulta tutelata, tra cui due parchi nazionali, quattro parchi regionali, sei riserve naturali.

Promozione turistica[modifica | modifica wikitesto]

Sino al 2010, lo slogan scelto dalla regione Marche per la promozione turistica era Le Marche: l'Italia in una regione, tratto dal libro di Guido Piovene Viaggio in Italia del 1957[155].

Nel gennaio 2010 è stato prodotto uno spot televisivo e cinematografico della regione dal titolo Marche: le scoprirai all'infinito, in cui Dustin Hoffman legge L'infinito del poeta recanatese Giacomo Leopardi.[156] Lo stesso anno, in occasione di una fiera del turismo a Shanghai, la Rainbow di Iginio Straffi crea un filmato dove le Winx illustrano in 4 minuti risorse turistiche e non della regione; da esso sarà tratto uno spot di 70 secondi trasmesso durante la prima edizione di Carosello Reloaded.

Le "Marche non ti abbandonano mai" è lo spot di promozione delle Marche interpretato da Neri Marcorè nel 2014.[157]

La promozione turistica delle Marche punta su sei temi[158]: "Marche in blu", "Made in Marche", "The Genius of Marche", "Spiritualità e Meditazione", "Parchi e Natura", "Dolci colline e antichi borghi".

Nel 2014 le Marche divengono protagoniste della terza stagione della fiction Che Dio ci aiuti attraverso Fabriano (la nuova location della serie) e ai video Su e giù per le Marche aspettando Suor Angela della durata di due minuti trasmessi prima della messa in onda del primo episodio di ogni serata; i luoghi dei video finora trasmessi sono i seguenti:

Un evento universale che darà visibilità alla tradizione, alla creatività e all'innovazione sul tema dell'alimentazione sarà l'Expo 2015, di scena a Milano dal primo maggio al 31 ottobre. Per la regione Marche, Expo 2015 rappresenta la sede privilegiata per valorizzare le eccellenze regionali sotto il profilo enogastronomico, culturale e turistico, e per comunicare le strategie di internazionalizzazione, celebrare l'ambizione per la qualità che caratterizza ogni attività dei marchigiani.[159]

Località balneari[modifica | modifica wikitesto]

Le Marche hanno ottenuto nel 2014 diciannove Bandiere blu, seguendo in Italia soltanto la Liguria, che ne ha ottenute venti[160].

Gabicce Monte e Vallugola visti da Gabicce Mare

Città d'arte[modifica | modifica wikitesto]

La galleria rococo di Palazzo Pianetti a Jesi.

Notevole è il patrimonio artistico regionale, con opere che vanno dal Romanico al Gotico cistercense, dalla pittura trecentesca a quella rinascimentale di Raffaello, Carlo Crivelli e Lorenzo Lotto. Le città della regione sono ricche di luoghi con atmosfere medievali o settecentesche, oppure hanno il carattere di "città ideali" del Rinascimento, capitali di piccole repubbliche. Nei centri urbani, spesso ancora cinti da mura, si alternano antichi luoghi commerciali e di potere, piazze toccate da antiche vie romane, palazzi di antiche famiglie nobili o luoghi dello spirito e sedi ecclesiastiche.

La città di Urbino, con la sua architettura rinascimentale, è patrimonio dell'umanità, ed insieme ad Ascoli Piceno, con il suo centro storico interamente costruito in travertino, sono tra le mete più visitate.

Borghi più belli d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Bandiere Arancioni

Veduta di Offagna con la sua Rocca, bandiera arancione dal 2013.

Città murate[modifica | modifica wikitesto]

Le quattrocentesche Mura di Jesi

Castelli e fortezze[modifica | modifica wikitesto]

Santuari ed abbazie[modifica | modifica wikitesto]

Basilica della Santa Casa

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

Musei e aree archeologiche[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Musei delle Marche.

Parchi e Riserve Naturali nelle Marche[modifica | modifica wikitesto]

Parchi regionali
Parchi nazionali

Arquata del Tronto è l'unico comune d'Europa racchiuso all'interno di due parchi nazionali: il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, a sud, ed il Parco Nazionale dei Monti Sibillini a nord[161]

Riserve naturali

Piste ciclabili[modifica | modifica wikitesto]

ZPS - Zone di Protezione Speciale[modifica | modifica wikitesto]

Questi sono, per quanto concerne la regione Marche, i siti delle Zone di Protezione Speciale[163].

Provincia di Ancona
Provincia di Ascoli Piceno
  • Litorale di Porto d'Ascoli (La Sentina)
  • Montagna dei Fiori
  • Monte dell'Ascensione
  • Monte Oialona - Colle Propezzano
Provincia di Macerata
  • Dalla Gola del Fiastrone al Monte Vettore
  • Gola di Sant'Eustachio, Monte d'Aria e Monte Letegge
  • Monte Giuoco del Pallone
  • Monte San Vicino e Monte Canfaito
  • Valle Rapegna e Monte Cardosa
  • Valle Scurosa, Piano di Montelago e Gola di Pioraco
  • Valnerina, Montagna di Torricchio, Monte Fema e Monte Cavallo
Provincia di Pesaro e Urbino

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Prodotti agroalimentari tradizionali marchigiani.

Le Marche offrono un'ampia varietà di piatti, contando su sapori provenienti sia dal pesce dell'Adriatico che da quelli tipici della collina e della montagna. Inoltre 20 vini, tra DOC e DOCG, accompagnano le creazioni della cucina locale con aromi più o meno intensi.

L'antipasto tipico della regione è freddo e si può comporre di un'ampia varietà di salumi e formaggi locali come il salame di Fabriano, i salamini alla cacciatora, il prosciutto, il ciauscolo, la lonza, il lonzino, il prosciutto di Carpegna, il ciarimbolo, la coppa marchigiana, il mazzafegato, la galantina, il migliaccio, il salame di pecora, il prosciutto aromatizzato del Montefeltro, il salame soppressato lardellato e di Frattula, la salsiccia di fegato, il casecc, il formaggio di fossa, il pecorino in botte, il raviggiolo e la casciotta d'Urbino).

Tra i formaggi, la cui produzione è diffusa in tutto il territorio regionale, in particolare vanno menzionati i pecorini, che si differenziano in base all'area di produzione: nelle province di Pesaro-Urbino, Ancona e Macerata, finita la salatura, le forme vengono scottate con il siero per ritardare la maturazione; ai monti Sibillini si utilizza il caglio aromatizzato coi profumi e sapori quali fiori di basilico, maggiorana, chiodi di garofano, noce moscata; nel Montefeltro si fa stagionare il pecorino nelle caverne di tufo e prende il nome di formaggio di fossa. La pancetta, la goletta e la salsiccia sono tra i prodotti più frequentemente usati per il condimento.

Una presenza costante nell'alimentazione marchigiana sono gli animali da allevamento di bassa corte, ossia polli, conigli, tacchini e altri, e a tal proposito è nota la ricetta tipica del coniglio in porchetta.

Nell'entroterra, nel corso dell'anno, è possibile trovare tartufi bianchi e neri. Le zone tipiche del tartufo sono l'entroterra della provincia di Pesaro-Urbino, parte di quello di Ascoli Piceno, Macerata e Ancona. Il tartufo bianco, il più pregiato, si può trovare in particolare nella provincia di Pesaro-Urbino, nelle zone di Sant'Angelo in Vado, Acqualagna (capitale del tartufo), Pergola e Apecchio. Ad Amandola, nel Fermano, in autunno, si tiene la mostra mercato del tartufo bianco pregiato dei monti Sibillini. Il tartufo nero è diffuso nelle zone interne dell'intero territorio regionale, soprattutto ad Acqualagna, Cagli, Acquasanta Terme, Roccafluvione, Comunanza, Montefortino, Camerino, Castelsant'Angelo sul Nera e Visso.

L'olio marchigiano è di antiche origini e veniva apprezzato sin dal XIII secolo. Si distinguono quattro distretti produttivi: Colli Pesaresi, Colline Anconetane, Castelli di Jesi e Ascolano. Tuttavia l'olio extravergine di oliva di Cartoceto è l'unico marchigiano a denominazione DOP. Esistono poi i seguenti oli di oliva monovarietali: Coroncina, Piantone di Mogliano, Mignola, Raggia, Raggiola, Sargano di Fermo e Piantone di Falerone.

Per lungo tempo il simbolo gastronomico della regione marchigiana è stata la polenta, tanto che i marchigiani, proprio per questo, erano definiti 'magna-pulenda'. Versata fumante sulla spianatora (grande tavolo di legno), riuniva la famiglia 2 volte al giorno. Ancora oggi i condimenti sono numerosi e molteplici, e variano durante il periodo dell'anno e le zone. Sul territorio regionale si può provare la polenta con ceci e fave, allo stoccafisso, con ricotta e saba, alla carbonara, il pulendo' a butta' ggjio e persino la polenta Vruscata, ovvero avvolta in foglie di cavolo e lasciata per tutta la notte a cuocere sotto la brace. Numerosi sono gli adagi popolari al riguardo: "Trenda di', sessanda pulende" (in trenta giorni si mangia sessanta volte la polenta), "La pulenda preshto tira e preshto 'llenda" (la polenta sazia subito, ma altrettanto presto fa perdere quel senso di pienezza).

Tuttavia vi sono anche altri primi piatti tipici nelle Marche. Fra tutti meritano di essere menzionati i frascarelli, diversi tipi di gnocchi, che vengono chiamati "surcitti", i celebri cappelletti e il brodetto di pesce, che viene preparato in maniera diversa in ogni località costiera marchigiana (brodetto di Porto Recanati, alla fanese, alla sambenedettese, all'anconitana). La regione è anche celebre, come l'Emilia Romagna, per la produzione di pasta all'uovo, fra cui spiccano i maccheroncini di Campofilone e i Vincisgrassi, specialità culinaria simile alle lasagne, dalle quali però differiscono per la sfoglia più sottile e per la presenza di animelle e chiodi di garofano nel sugo.

La crescia, da cui ha preso origine la moderna piadina romagnola, è una focaccia originaria di Urbino, diffusa però su tutto il territorio regionale. Particolare è "la crescia co' lu paulittu" preparata il primo gennaio. Si tratta di una specie di pizza con dentro una piccola moneta, detta paulittu (da Paolo, moneta di 50 centesimi dello Stato pontificio). Chi l'avesse trovata nella sua fetta di pizza sarebbe diventato padrone di casa per un anno intero.

Il chichi ripieno è una focaccia rustica tipica di Offida, condita con tonno, acciughe, peperoncino, capperi e carciofi sottaceto. Da essere menzionati sono i ravioli all'ascolana, detti calcioni.

È nei secondi piatti che il carattere del popolo marchigiano si delinea in modo più preciso, esprimendo sempre la sua predilezione per un mangiare semplice e talvolta robusto. Il piccione ha da sempre rappresentato per la gente delle Marche un boccone appetitoso ed esistono numerose ricette che vedono come ingrediente questo volatile. Ascoli Piceno è una delle città italiane in cui il fritto è parte integrante della tradizione e della cultura popolare. Nel Piceno sono molti gli alimenti che vengono fritti, soprattutto durante le ricorrenze religiose. Le olive ascolane, ripiene di carne o pesce, sono oggi diffuse in tutto il mondo. Meno famose, ma altrettanto buone, sono le cotolette d'agnello fritte, la crema fritta (servita con le olive), i carciofi fritti, le cervella d'agnello fritte, la salvia in pastella fritta e le zucchine fritte.

Ma è nei secondi piatti di pesce che la cucina regionale è più nota: per comprendere quanto è variegata e ampia la cucina di mare, basti sapere che le Marche sono la regione italiana in cui il rapporto fra pesce pescato e abitanti è il più alto. San Benedetto del Tronto, primo porto peschereccio dell'Adriatico, è l'emblema delle tradizioni culinarie della costa marchigiana. Sarebbe prolisso dilungarsi a citare ogni ricetta a base di pesce in uso nella regione, così ci si può limitare a citarne le più famose. Primi fra tutti il brodetto di pesce, i "guatti" e i bombetti (molluschi endemici del medio-alto Adriatico), le cozze e lo stoccafisso, specialità all'anconetana.

Alcuni dei dolci tipici marchigiani sono il salame di fichi, di cui Giacomo Leopardi era ghiotto, il pan nociato, il ciambellone, i fuscelli al forno, le zeppole, diffuse anche in altre regioni, il frustingo, antichissimo e tipico del periodo natalizio, la rocciata, dolce invernale, i ravioli dolci, detti 'calcioni', i cavallucci e la serpe di Apiro, la tartaruga e i ciceru', ovvero una sfoglia ripiena di ceci, zucchero e saba e lu serpe, dolce natalizio. Nel periodo pasquale ancora oggi si prepara la pizza dolce, detta anche crescia brusca o caciu', le ciambelle, spesso insaporite con l'anice, e la rècina di Camerino. I dolci tipici del periodo di Carnevale sono le sfrappe, gli scroccafusi, le castagnole, la cicerchiata, il sanguinaccio dolce, i caciune di Monte Urano, gli Arancini (dolce) e la frustenga.

Le Marche vantano inoltre la produzione di alcuni particolari tipi di marmellata, come quella di pomodori verdi, o la confettura di bacche di rosa canina, la marmellata di mele cotogne e radici di cicoria, e la visciolata.

Prodotti di qualità riconosciuti e regolamentati[modifica | modifica wikitesto]

Tra i prodotti agroalimentari tradizionali si ricorda il pecorino marchigiano, sia fresco, sia stagionato.

Vini e alcolici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Vini delle Marche.

Altre bevande alcoliche:

Si ricorda infine la sapa che, pur derivata dal mosto, non è una bevanda, ma un condimento.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sport nelle Marche.
La Robursport Volley Pesaro festeggia la vittoria dello scudetto 2008-09

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Il calcio occupa una fetta importante degli sport più praticati nella regione Marche, in particolare dal secondo dopoguerra. La squadra marchigiana più rappresentativa è l'Ascoli, attualmente iscritta al campionato di serie B che può anche vantare svariati anni di militanza in serie A. Diverse stagioni in serie B anche per l'Ancona e la Sambenedettese, attualmente entrambe in Lega pro.

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

Altro sport molto diffuso è la pallacanestro, rappresentata a livello nazionale in particolare dalla Victoria Libertas Pallacanestro, conosciuta in passato come Scavolini Pesaro, che ha vinto due scudetti. Le altre società di pallacanestro marchigiane che hanno disputato la massima serie nazionale sono la Sutor, il Fabriano Basket e l'Aurora Basket Jesi.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

Per la pallavolo spiccano squadre rilevanti a livello nazionale ed internazionale sia maschili che femminili: la Volley Lube, squadra maschile di Treia, vanta la conquista di 3 scudetti e una Champions League, mentre la Robursport, squadra femminile di Pesaro, ha ottenuto la vittoria di 3 scudetti. Tra gli atleti di successo si ricordano Paolo Tofoli e Samuele Papi.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Gli impianti sportivi all'aperto più capienti della regione sono lo stadio Del Conero di Ancona (23.976 posti), lo stadio Cino e Lillo Del Duca di Ascoli Piceno (20.550 posti) e lo stadio Riviera delle Palme di San Benedetto del Tronto (15.000 posti). Il principale palasport sono l'Adriatic Arena di Pesaro (10 323 posti) e il PalaRossini di Ancona (5 066 posti). La capienza indicata è in tutti i casi relativa ai posti a sedere.

Motociclismo[modifica | modifica wikitesto]

Buona è inoltre la tradizione motociclista nella zona di Pesaro e Urbino che vanta numerosi atleti, fra i quali spicca la figura di Valentino Rossi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ db-city.com
  2. ^ a b Dati ISTAT - Popolazione residente al 31 dicembre 2015
  3. ^ I Vescovi delle Marche salutano i turisti (DOC), Conferenza Episcopale Italiana. URL consultato l'8 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 6 giugno 2006).
  4. ^ PIL pro capite a parità di potere d'acquisto, dati Istat relativi al 2009
  5. ^ Sull'unità e pluralità delle Marche si vedano:
    • Autori vari, Studi maceratesi, Volume 16, Centro di studi storici maceratesi, 1982 (pagina 13): ...non è unità nella uniformità, ma unità nella pluralità;
    • Sergio Anselmi, Le Marche, Giulio Einaudi, 1987 (pagina 53): ...la sostanziale unità della regione;
    • Elisée Reclus, Attilio Brunialit, L'Italia nella natura, nella storia, negli abitanti, nell'arte e nella vita presente, Società editrice libraria, 1904 (pagina 23): Alla varietà del suolo corrisponde grande varietà di abitudini e linguaggio... permane però la nota comune che è il carattere dei marchigiani...
  6. ^ Guido Piovene, Viaggio in Italia
  7. ^ Sul carattere dei marchigiani si vedano:
    • Autori vari, Letture delle Marche, R.A.D.A.R., 1969 (pagina 59)
    • Paolo Volponi (a cura di) Scrittori di "Attraverso l'Italia," 1930/1972, Touring club italiano, 1984 (pagina 212)
    • Elisée Reclus, Attilio Brunialit, L'Italia nella natura, nella storia, negli abitanti, nell'arte e nella vita presente, Società editrice libraria, 1904 (pagina 23)
  8. ^ Dopo lo scorporo dei sette comuni dell'Alta Valmarecchia ceduti alla regione Emilia-Romagna nel 2009.
  9. ^ Rete rurale; numero di comuni per zone altimetriche
  10. ^ Dei comuni dell'Alta Valmarecchia distaccati nel 2009 Casteldelci e Pennabilli sono considerati montani, gli altri collinari
  11. ^ Zone altimetriche ISTAT della provincia di Pesaro e Urbino
  12. ^ a b Guida rossa del TCI, edizione 1979, (da pagina 12)
  13. ^ Da non confondersi con il Monte Acuto situato nella piega centrale, nelle vicinanze di Monte Catria
  14. ^ Sono tante le fonti che considerano la Bocca Trabaria il limite tra Appennino Umbro-marchigiano e Tosco-emiliano, ad esempio:
    • Bollettino della Società geografica italiana, Volume 110, Civelli, 1973 (pagina 584)
    • Viaggio in Italia - anno II nº 37 - Appennino Umbro-Marchigiano, (Gruppo Editoriale Fabbri);
    • Questo Nostro Mondo - L'Italia (Istituto Geografico De Agostini - Novara);
    • enciclopedia Sapere.it, sapere.it.
    • Francesco Bonasera, La realtà dell'Italia d'oggi, G. Giappichelli, 1987 (pagina 87).
  15. ^ I dati sulle montagne sono tratti dai volumi seguenti, incrociandone i dati:
    • Silvano Vinceti, Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Armando Editore, 2007;
    • Renzo Roiati, La Sibilla appenninica e le nove stelle maggiori della vergine, Lìbrati Editrice, 2006 (pagina 87), per Cima Vallelunga, Monte Torrone e Cima di Prato Pulito
    • G. Colombo, Who's who in Italy - parte 3, (pagina 2892): per la cima dell'Osservatorio
  16. ^ Carta geografica delle Marche, Belletti editore, Misano Adriatico
  17. ^ Franco Bertini (a cura di). Storia delle Marche. Bologna, Poligrafici editoriale, 1995. pagg. 12-13
  18. ^ A volte vengono considerate quelle del Parco di Strugnano, in Slovenia, le più alte dell'Adriatico, con i loro 80 metri sul livello del mare. Vedi l'articolo di Adriana Galvani (Università di Bologna, Dipartimento di Discipline Storiche, Antropologiche, Geografiche): L'Adriatico tra Est ed Ovest
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  21. ^ Romano Gasperoni, Fulvio Fulvi, Umbria e Marche (pagina 103)
  22. ^ Tre sono i comuni marchigiani il cui territorio è parte del bacino del Nera: Castelsantangelo sul Nera, Ussita e Visso; Anche Serravalle di Chienti ha un settore del proprio territorio che ricade nel versante tirrenico.
  23. ^ Resto del Carlino del 10 marzo 2008, articolo Fallito il referendum dei 'secessionisti' a Monte Grimano e Mercatino Conca
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  31. ^ La Valmarecchia rimane in Romagna
  32. ^ Si veda Il Resto Del Carlino - Pesaro - "Secessione, Pesaro più che Marche è Romagna"
  33. ^ L'elenco è compilato in base ad analoghi elenchi presenti nei testi che parlano delle Marche in senso generale nelle varie lingue, come le guide e i libri di geografia italiana, citando le personalità citate in tutti gli elenchi. Come esempi si riportano i seguenti:
    • in Italiano
      • Autori vari, Marche: Ancona, Ascoli Piceno, Macerata, Pesaro-Urbino, Touring Editore, 1998 (pagina 25);
      • Giovanni Annibaldi, Marche, Electa, 1965 (pagina 7);
      • Giuseppe Rossi, La rinascenza dell'arte del Piceno, Bisson & Leopardi, 1925 (pagina VII)
      • Mario Gastaldi, L'Italia centrale: meridionale e insulare; viste da centinaia di poeti e scrittori italiani contemporanei, Gastaldi, 1967 (pagina 111);
      • Autori vari, Enciclopedia SEI, Società editrice internazionale, voce Marche (pagina 317 - volume 3)
      • Umberto Cerroni, Precocità e ritardo nell'identità italiana, Meltemi Editore srl, 2000 (pagina 168)
    • In altre lingue:
      • Georg Kauffmann, Emilia-Romagna, Marken, Umbrien, Reclam, 1971;
      • Autori vari, Italy today, Istituto poligrafico dello Stato, 1955.
  34. ^ In Inglese: Bernard Berenson, Italian Painters of the renaissance, vol. 2, Phaidon 1952 (in Inglese, p.94). Da questo testo si cita: the "most famous and most loved" master of the High Renaissance ("il più famoso e più amato maestro del Rinascimento").
  35. ^ In Inglese: Oxford History of Western Music, da cui si cita: Rossini's fame surpassed that of any previous composer, and so, for a long time, did the popularity of his works (la fama di Rossini ha superato quella di qualsiasi compositore precedente, e così, per lungo tempo, la popolarità delle sue opere").
  36. ^ In Italiano: Autori vari, Tutto letteratura italiana, De Agostini, 2010 (pagina 182);
    • in Inglese: Presentazione della figura di Leopardi da cui si cita: Giacomo Leopardi, one of the greatest Italian poets of all times (Giacomo Leopardi, uno dei più grandi poeti italiani di tutti i tempi").
  37. ^ In Inglese: Sito di biografie, da cui si cita: Maria Montessori was a pioneer of theories in early childhood education, which are still implemented in Montessori schools all over the globe ("Maria Montessori è stata una pioniera delle teorie di educazione della prima infanzia, ancora applicate in scuole Montessori in tutto il mondo"). Per il numero delle scuole Montessori nel mondo vedi: Sito statunitense sul Metodo Montessori, da cui si cita: there are about 4,500 Montessori schools in the United States and about 20,000 worldwide (Ci sono circa 4.500 scuole Montessori negli Stati Uniti, e circa 20.000 in tutto il mondo).
  38. ^ In Inglese: Colum Hourihane, The Grove Encyclopedia of Medieval Art and Architecture, volume 2, OUP USA, 2012 (voce Gentile da Fabriano) da cui si cita: "He was the most important italian representative of the elaborate Late Gothic style of painting that dominated European painting around 1400 ("fu il più importante rappresentante italiano dello stile tardo gotico che dominò la pittura europea nel tardo Quattrocento").
  39. ^ In Inglese: Edward W. Bodnar, with Clive Foss Later travels, Harvard University Press, 2003, da cui si cita: Cyriac of Ancona was the most enterprising and prolific recorder of Greek and Roman antiquities in the fifteenth century and the accuracy of his records entitles him to be called the founding father of modern classical archeology (Ciriaco d'Ancona è stato il raccoglitore più intraprendente e prolifico di antichità greche e romane nel XV secolo e la precisione dei suoi scritti permette di considerarlo il padre fondatore della moderna archeologia classica).
  40. ^ In Inglese: Catholic Encyclopedia, da cui si cita: with Michaelangel, Raphael, and Leonardo, he is one of the great intellects of the High Renaissance (con Michelangelo, Raffaello e Leonardo è uno dei grandi intelletti del primo Rinascimento").
  41. ^ In Inglese: The great popes through history: an encyclopedia", capitolo Sixtus V, Greenwood Press, 2002.
  42. ^ In Inglese: Encyclopaedia Britannica, voce Matteo Ricci da cui si cita: was a pioneer in the attempt at mutual comprehension between China and the West (pioniere nel tentativo di comprensione reciproca tra la Cina e l'Occidente).
  43. ^ Encyclopaedia Britannica, voce Giovanni Battista Pergolesi, da cui si cita: Italian composer whose intermezzo La serva padrona (“The Maid Turned Mistress”) was one of the most celebrated stage works of the 18th century ("Compositore italiano il cui intermezzo La Serva Padrona fu una delle più celebrate composizioni del Settecento"). Si veda anche: M. Accattatis, Giovanni Battista Pergolesi: la creazione del mito nell'ideologia romantica, consultabile qui da cui si cita: Why has this musician in particular been elevated as a symbol not only of a period of Italian music, but as a symbol of music itself, of its capacity to express the history and destiny of man? Why a myth of Pergolesi? We must not forget that the myth of Pergolesi is also a historic reality (Perché questo musicista in particolare è stato elevato come simbolo non solo di un periodo della musica italiana, ma come un simbolo della musica in sé, della sua capacità di esprimere la storia e il destino dell'uomo? Perché un mito di Pergolesi? Non dobbiamo dimenticare che il mito di Pergolesi è anche una realtà storica).
  44. ^ In Francese: François-Joseph Fétis, Correspondance, da cui ci cita: célèbre compositeur italien d'opéra, connu particulariement pour "La Vestale" et "Ferdinand Cortez" (celebre compositore d'opera italiano, conosciuto particolarmente per La Vestale e Ferdinand Cortez).
  45. ^ In Inglese: The great popes through history: an encyclopedia", capitolo Pius IX, Greenwood Press, 2002.
  46. ^ In Inglese: Pekka Gronow, Ilpo Saunio, International History of the Recording Industry, A&C Black, 1999, da cui si cita: The most famous singer of the period was undoubtedly Beniamino Gigli ("il più famoso cantante del periodo fu indubbiamente Beniamino Gigli").
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  54. ^ cfr. “Mémoires de J. Casanova de Seingalt écrites par lui-même”, Paris, Garnier Frères, Tome 1°, Chapitre VIII, pagg. 203-212 in Testo dell'Histoire de ma vie edizione 1880
  55. ^ Diario, Stendhal, Einaudi, Vol. 2, pag. 427 - 428
  56. ^ Non sono citati i personaggi conosciuti solo o soprattutto in Italia
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  60. ^ The Sea Hawk, in Progetto Gutenberg. il romanzo The Sea Hawk di Rafael Sabatini in lingua inglese nel sito del progetto Gutemberg
  61. ^ Captain Blood, in Progetto Gutenberg. il romanzo Capitan Blood di Rafael Sabatini in lingua inglese nel sito del progetto Gutemberg
  62. ^ il libro Mario Buccellati: Prince of Goldsmiths su Google libri
  63. ^ De Dominicis sottolinea l'importanza del punto di vista del ragazzo Down Paolo Rosa «interno all'opera stessa e opposto a quello degli spettatori». Vedi Ester Coen, la Repubblica, 12 luglio 1999, p. 29.
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  65. ^ (EN) Biografia di E. Phillips nella Catholic Encyclopedia
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  69. ^ È morto Montalbini, "esploratore del tempo". Visse un anno isolato in una grotta., La Repubblica, 20 settembre 2009. URL consultato il 21 settembre 2009.
  70. ^ È morto lo speleologo Montalbini. Ha vissuto per tre anni nelle grotte., Il Resto del Carlino, 19 settembre 2009. URL consultato il 21 settembre 2009.
  71. ^ cfr. La storia dell'azienda farmaceutica Angelini
  72. ^ cfr. La storia dell'azienda vitivinicola Fazi Battaglia
  73. ^ cfr. La storia dell'azienda F.lli Scandalli di Camerano
  74. ^ Sandro Strologo, Per una storia della Farfisa, Camerano, Comune di Camerano, Comune di Numana, Comune di Castelfidardo, Provincia di Ancona, 2009.
  75. ^ Il primo, del 1924, portava il titolo di "Perfezionamento nei dispositivi meccanici a tasto per combinare più voci in accordo nelle fisarmoniche a mantice", mentre nel 1932 fu inventato un sistema che permetteva di smontare la parte degli organi meccanici di comando sia dei bassi che degli accordi. cfr. Strologo, cit.
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  78. ^ cfr. La storia dell'azienda Bontempi di Potenza Picena.
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  81. ^ Jazz En Ligne Biographie de Lee Konitz
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  88. ^ Addio al grande Maestro Gervasio Marcosignori, indimenticabile “Poeta della Fisarmonica”
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  99. ^ Articoli della Stampa del 5 marzo 1980: Decentramento e l'università torna a vivere e Urbino è da cinque secoli la Oxford italiana. Consultabile alla seguente pagina
  100. ^ demo.istat.it
  101. ^ Regione Marche
  102. ^ Adozione dello stemma e delle insegne della regione Marche ai sensi dell'art. 2 dello Statuto.
  103. ^ glossario
  104. ^ L'Inno delle Marche
  105. ^ * Curzio Maltese, articolo su Repubblica del 2007: Il successo nascosto del modello;
    • Curzio Maltese, I padroni delle città, Feltrinelli Editore, 2007 (capitolo "Ancona, modello Marche"), ISBN 978-88-588-0177-2. Testo consultabile su Google Libri a questa pagina. Si cita la frase: Ancona è al centro esatto, nel cuore del "modello marchigiano", il Sud del Nord e il Nord del Sud, nel senso che si lavora e si guadagna molto, ma si campa bene.
    Sull'origine e sulle caratteristiche del modello marchigiano si vedano i seguenti articoli di giornale, scritti nel 1980, ossia nel momento in cui si cominciò a parlare a livello nazionale della peculiare situazione economica delle Marche, tutti riportati in stralcio nel volume di Francesco Flamini Marche ...isola felice?, ediz. f.lli Aniballi, 1981 (pagine 131-205):
    • G. Da Rold, Corriere della Sera del 13 maggio 1980;
    • R. Lugli, La Stampa del 5 marzo 1980;
    • L. Vergani e A. Giuliani, Corriere della Sera;
    • A. Mazzuca, Il Giornale del 26 marzo 1980;
    Si riportano infine gli articoli del numero speciale della Stampa dedicato al modello marchigiano, consultabile a questa pagina:
    • C. Granata, La Stampa del 5 marzo 1980: Il nuovo slogan è produrre meglio, non di più
    • F.A., La Stampa del 5 marzo 1980: Non basta lavorare bene, bisogna saper vendere
    • F.C., La Stampa del 5 marzo 1980: Quasi 50mila le imprese artigiane, spesso al confine tra industria ed arte
    • R.L., La Stampa del 5 marzo 1980: Qui l'emiro viene a scegliersi la barca che costa miliardi
    • R. Lugli, La Stampa del 5 marzo 1980: Forse in questa terra vent'anni fa è nato il «boom» economico
    • C. Granata, La Stampa del 5 marzo 1980: Con scarpe e strumenti musicali Macerata ha invaso l'Europa
    • V.S., La Stampa del 5 marzo 1980: Record di produzione a Pesaro.. Due ruote per fuggire il traffico
    • R.S., La Stampa del 5 marzo 1980: Il gusto di un ragazzino marchigiano cent'anni fa inventò la fisarmonica
    • M.V., La Stampa del 5 marzo 1980: I mobili di Pesaro prendono la strada dell'Arabia Saudita
  106. ^ Sito ufficiale
  107. ^ Mototeca storica marchigiana; Sito ufficiale
  108. ^ Il Mondo, Volume 32, 1981 (pagina 44).
  109. ^ Per la Pieralisi, vedi a questa pagina. Sono invece ormai chiuse le altre industrie tradizionali jesine; Sima (Storia della SIMA), Gherardi (Storia della Gherardi), SAFFA (Storia della SAFFA), Guerri (Storia della Guerri).
  110. ^ Lo stabilimento di Ancona.
  111. ^ Per tutti i cantieri marchigiani: Fulvio Fortezza, La nautica da diporto: reti produttive, risorse umane e sfide strategiche, FrancoAngeli, 2009 (pagina 40). Il cantiere navale di Ancona non è propriamente inseribile nel modello marchigiano, in quanto è un'industria di grandi dimensioni (per lo meno prima della crisi dei primi anni 2000) e che per di più usufruisce di fondi statali, appartenendo alla Fincantieri. È inserito nell'elenco in quanto le sue maestranze hanno dato origine ad una tradizione che si è poi riversata nella cantieristica minore, sia in Ancona, sia negli altri centri cantieristici marchigiani.
  112. ^ Monica Amari, I musei delle aziende: la cultura della tecnica tra arte e storia, FrancoAngeli, 2001 (pagina 151)
  113. ^
    • S. Gatti, Società, politica e impresa a Fabriano, Ancona 1995;
    • C. Bariberis, Aristide Merloni, storia di un uomo e di un'industria di montagna, Bologna 1981.
  114. ^ Autori vari, Top Employers Italia 2012, FrancoAngeli, 2012 (pagina 113). Consultabile su Google libri a questa pagina.
  115. ^ Mario Gastaldi, L'Italia centrale: meridionale e insulare; viste da centinaia di poeti e scrittori italiani contemporanei Gastaldi, 1967 (pagina 122).
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  117. ^ Adele Zito, Moda italiana: i protagonisti : ritratti di grandi firme, Il Ventaglio, 1993
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  136. ^ Norberto Mancini, I canti della Natività di Jacopone da Todi, ed. Macione e Pisani, Isola del Liri, 1941; Norberto Mancini, La mia Terra, edizione CEI, 1954 (pagina 289)
  137. ^ Centro di Studio sul Folklore Piceno
  138. ^ Stefano Milioni, Artigianato in Italia, Touring Editore, 2003 (pagina 112) - consultabile su Google libri
  139. ^ Stornelli marchigiani
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  142. ^ Legge numero 26 del primo dicembre 2005
  143. ^ Dal sito dedicato alla Giornata delle Marche
  144. ^
    • Il Falò per la Venuta, pellegrinaggio.org.
    • Roberto Almagià, Le regioni d'Italia, volume X, UTET, 1961 (pagina 314)
    • Tradizioni e costumi d'Italia, Istituto geografico De Agostini, 1983 (pagina 356 - Ancona - e pagina 343 - Loreto)
  145. ^ Dal sito della giornata delle Marche
  146. ^ intervista a Luciano Canepa, Porto di Ancona da primato., presidente dell'autorità portuale, pubblicata dal giornale "Il sole - 24 ore" del 17/11/2010. Si escludono da questa classifica, naturalmente, i porti interessati al piccolo traffico interno, come Ischia, Reggio Calabria o Messina
  147. ^ per ciò che riguarda i container, Ancona è al quarto posto tra i porti adriatici italiani e al sesto comprendendo anche quelli sloveni e croati, come risulta dalla relazione dell'ISTAO del 2010 citata in altra nota
  148. ^ Elenco dei 13 Comandi presenti nella regione Marche
  149. ^ Per la classificazione di "strade principali" si veda Piano regionale infrastrutture, trasporto merci, logistica - seduta del 3 luglio 2012, n. 84. Tra le provinciali, sono elencate solo quelle che erano originariamente strade statali.
  150. ^ Itinerari ViaMichelin (più brevi)
  151. ^ a b Mappa delle linee ferroviarie italiane
  152. ^ Consiglio delle MArche - Piano infrastrutture, merci e logistica, pagina 33
  153. ^ Dati Istat 2007
  154. ^ Turismo
  155. ^ L'Italia in una regione
  156. ^ Elsa Muschella, Dustin e le Marche, flop su Leopardi., Corriere della Sera, 30 dicembre 2009. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  157. ^ Marche non ti abbandonano mai
  158. ^ portale destinazione marche
  159. ^ Regione Marche Expo 2015
  160. ^ Programma bandiere blu, da nord a sud
  161. ^ Narciso Galiè e Gabriele Vecchioni, Arquata del Tronto - il Comune dei due Parchi Nazionali, Società Editrice Ricerche.
  162. ^ Riserva Naturale del Monte San Vicino e Monte Canfaito
  163. ^ Dettagli sui siti
  164. ^ a b Dove non diversamente indicato, le informazioni sono tratte da: Sito della regione Marche per l'expo 2015
  165. ^ Sito di Coldiretti
  166. ^ Il quotidiano.it, 3 maggio 2015, consultabile alla seguente pagina: Più vicina la IGP olio extravergine d'oliva delle Marche. Il disciplinare, già approvato, è consultabile alla seguente pagina: Disciplinare di produzione dell'olio extravergine di oliva “Marche”
  167. ^ Salumi tipici italiani
  168. ^ Sito di Slow food
  169. ^ a b c Daniela Guaiti, La grande cucina regionale italiana – Marche, Edizioni Gribaudo, 2010 (pagina 125). ISBN 9788879068420
  170. ^ I vini passiti delle Marche
  171. ^ AA.VV. Il libro del vino. Manuale teorico & pratico, capitolo DOC Offida, eidizoni G.R.H. S.p.A., 2004 ISBN 9788887180794
  172. ^ Liquore al cumino di Ussita
  173. ^ Prunus di Valle rea

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