Fava di Fratte Rosa

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Fava di Fratte Rosa
Fava di Fratte Rosa.jpg
Origini
Luogo d'origineItalia Italia
RegioneMarche
DiffusioneRegionale
Zona di produzioneFratte Rosa, Barchi, San Lorenzo in Campo, Pergola e Mondavio
Dettagli
Categoriaortofrutticolo
SettoreProdotti vegetali allo stato naturale o trasformati
Consorzio di tutelaAssociazione dei Produttori della Fava di Fratte Rosa

La fava di Fratte Rosa è una varietà di fava autoctona, coltivata a Fratte Rosa, un paesino marchigiano.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La fava di Fratte Rosa[1] è una varietà di fava autoctona, coltivata in un particolare tipo di terreno argilloso e ricco di calcare, detto "Lubaco", presente nel territorio frattese. Questa specie marchigiana si mantiene dolce e tenera fino al termine della sua maturazione ed è consumata sia fresca che secca. La Favetta, identifica l'Associazione dei suoi produttori che coltivano, oltre ai territori del comune di Fratte Rosa, anche quelli dei comuni di Barchi, San Lorenzo in Campo, Pergola e Mondavio[2]. La stessa argilla, che arricchisce i terreni, è utilizzata per produrre le terrecotte dette " cocci "[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fratte Rosa sorge tra le valli del Metauro e del Cesano su terreni argillosi denominati " Lubachi ". L'eccessiva presenza di argilla ha favorito la costruzione di " case di terra " . Nel tempo, le piante coltivate ed il terreno argilloso hanno portato ad un particolare tipo di fava, derivante da incroci tra favino e fava. Un detto, dice che la fava migliore è quella che viene dai Lubachi. Una delle tradizioni gastronomiche che distinguono Fratte Rosa è una particolare preparazione di pasta alimentare denominata " Tacconi ", ottenuta da una miscela di farina di grano e farina di quella particolare varietà di fava. Il timore di rimanere senza la farina di grano ha spinto i ceti verso l'utilizzo della farina di fava. Oggi la fava di Fratte Rosa è stata oggetto di recupero da parte del C.R.A. di Monsampolo del Tronto e restituita agli areali di origine per l'avvio di una filiera corta di ordine alimentare e gastronomico incentrata sulla valorizzazione di una biodiversità orticola reinserita a forza e con profitto nei processi colturali. La varietà è stata reperita nella zona riferibile al Comune di Fratte Rosa (PU) arroccato sulla cima di un colle a circa 400 m di altitudine posta a cavaliere tra le medie valli del Cesano e del Metauro, al confine con la provincia di Ancona.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei piatti tipici della cucina frattese sono i Tacconi[4]: formato di pasta realizzato con una percentuale di farina di fave[5]. Avendo il timore di rimanere senza la farina di grano, ha spinto i contadini verso l’impiego di farine alternative come quella di fava. I tacconi si presentano come piccole strisce di cm 20 - 25 di lunghezza e mm 3 - 4 di spessore[6]. Oltre a questo genere di pasta, possiamo trovare un altro piatto tipico, ovvero " Le Fave in Porchetta "[7]. Questa ricetta è stata ideata per non sprecare le fave che non potevano essere più mangiate fresche. La cottura le rendeva morbide, anche quelle più dure.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ slow food, su fondazioneslowfood.com.
  2. ^ Favetta, su typi.it.
  3. ^ Cocci, su turismo.it.
  4. ^ Tacconi, su valcesano.com.
  5. ^ Tacconi, su trigliadibosco.it.
  6. ^ Cosa sono i Tacconi, su fratterosa.org.
  7. ^ Fave in porchetta, su marcheintavola.com.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ambra Micheletti, La biodiversità agraria delle Marche : il repertorio regionale L.R. 12/2003.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]