Piobbico

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Piobbico
comune
Piobbico – Stemma Piobbico – Bandiera
Piobbico – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Pesaro e Urbino-Stemma.png Pesaro e Urbino
Amministrazione
Sindaco Giorgio Mochi (lista civica) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate 43°35′16.69″N 12°30′35.28″E / 43.587969°N 12.5098°E43.587969; 12.5098 (Piobbico)Coordinate: 43°35′16.69″N 12°30′35.28″E / 43.587969°N 12.5098°E43.587969; 12.5098 (Piobbico)
Altitudine 339 m s.l.m.
Superficie 48,2 km²
Abitanti 2 070[1] (31-12-2014)
Densità 42,95 ab./km²
Frazioni Acquanera, Bacciardi, Ca' Giavaccolo, Cardella, Colle, Cuppio, Monteforno, Piano
Comuni confinanti Apecchio, Cagli, Urbania
Altre informazioni
Cod. postale 61046
Prefisso 0722
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 041049
Cod. catastale G682
Targa PU
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 346 GG[2]
Nome abitanti piobbichesi
Patrono santa Maria in Val d'Abisso
Giorno festivo 8 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Piobbico
Piobbico
Posizione del comune di Piobbico nella provincia di Pesaro e Urbino
Posizione del comune di Piobbico nella provincia di Pesaro e Urbino
Sito istituzionale

Piobbico (Piòbich in dialetto gallo-italico marchigiano[3]) è un comune italiano di 2 070 abitanti[1] della provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Situato nell'Appennino umbro-marchigiano, sorge su di una vallata chiusa tra due montagne, monte Nerone (1526 m) e monte Montiego (975 m), ed è bagnato dai fiumi Biscubio e Candigliano, che si uniscono proprio nel centro abitato. Il territorio presenta scorci paesaggistici e naturalistici affascinanti, inoltre son presenti importanti testimonianze storiche sia monumentali che naturali (geologiche, ipogee).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La presenza dei fiumi, delle cavità naturali hanno consentito l'insediamento di alcune popolazioni fin dalla preistoria su questi territori, come lo testimoniano alcuni ritrovamenti, frecce ed utensili vari. Si hanno poi testimonianze degli etruschi, romani, ma la vera storia del paese si identifica con la famiglia Brancaleoni.

Attorno all'anno 1000 il territorio fu affidato come feudo a questa famiglia, e per quasi cinque secoli il paese si è sviluppato sotto il loro dominio. In questi anni sorge il castello, il borgo sottostante, le chiese, tutta la parte vecchia del paese, e le varie ville e villaggi attorno, che poi conseguentemente all'abolizione del feudalesimo si incorporano al villaggio di Piobbico.

Dall'inizio del XII secolo Piobbico fu una signoria dei Brancaleoni che arrivò a dominare l'intera Massa Trabaria, ma per essersi opposta prima al cardinale Albornoz, poi a papa Martino V perdette definitivamente i suoi possessi a vantaggio dei Feltreschi nella metà del XV secolo. Solo nel 21 dicembre 1827 per decreto di Leone XII Piobbico diviene comune autonomo, e suo stemma sarà un braccio nudo che tiene sollevata una rovere.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del nome Piobbico risale all'epoca romana: in seguito alla guerra sociale, tutti i territori non ribellatisi a Roma avrebbero dovuto ottenere il "diritto di cittadinanza". Al termine della guerra sociale i territori vennero centuriati, ma la parte a ridosso del monte Nerone rimase esclusa dalle assegnazioni e rimase ager publicus. Negli anni publicus evolve in plobicus, plobici fino all'attuale Piobbico.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte dei monumenti presenti risalgono al periodo di insediamento della famiglia Brancaleoni.

  • Castello dei Brancaleoni; eretto nel XIII secolo, rimaneggiato in seguito e trasformato nel 1573-1587 in una splendida dimora rinascimentale, lasciato in grave abbandono e deturpato nel dopoguerra all'interno, è stato sottoposto negli ultimi anni a radicali lavori di restauro. Si presenta oggi come un complesso di costruzioni aggiuntesi al nucleo primitivo e allungate sul crinale del roccione che domina il centro dell'ampio bacino dove si distende il paese. Entrati nella residenza spicca il cortile d'onore, progettato dall'architetto Baccio Pontelli e fatto costruire dal Conte Guido Antonio I Brancaleoni, capitano del duca Federico da Montefeltro. La costruzione risale al decennio 1470-1480. Questo cortile rettangolare, circondato da un portico ad arcate sostenute da colonne doriche, richiama il più ampio e maestoso cortile del palazzo di Urbino. All'interno del palazzo è possibile ammirare la camera del conte Antonio II detta “Camera Greca”. La stanza è affrescata con episodi di storia e mitologia Greca realizzati nel 1585 da Giorgio Picchi, scultore durantino, mentre gli stucchi sono opera della scuola del Brandani, in quanto lo scultore morto nel 1575, non riuscì a terminare l'opera. Nelle sale del palazzo hanno sede oggi il Museo civico Brancaleoni e l'Esposizione permanente di abiti e gioielli della collezione Alessandro Righi Luperti.
  • Chiesa di San Pietro, è situata nel borgo medievale ai piedi del castello, fu sede della Compagnia del SS. Sacramento fondata nel 1562, mentre l'esistenza dell'edificio è documentata sin dal 1348. La chiesa venne ristrutturata nel XVII secolo, come attesta ancora l'iscrizione in una pietra angolare datata 1649. All'interno della chiesa spicca una pala d'altare raffigurante San Pietro ed attribuita a Giorgio Picchi.
  • Chiesa di Sant Antonio, si trova ai piedi del borgo. Costruita nel 1375 a causa di un voto del conte Antonio Brancaleoni, fu riedificata a seguito del terribile terremoto del 1781.
  • Chiesa di Santo Stefano, riedificata dai Brancaleoni nel 1784 dopo il terremoto, è di stile barocco. La più importante opera all'interno è la pala "Riposo della Sacra Famiglia durante la fuga in Egitto" di Federico Barocci (1593-1680) e una serie di statue di profeti e personaggi biblici.
  • Santa Maria in Val d'Abisso, è il più antico edificio di culto del territorio piobbichese e risale almeno all'XI secolo. Il santuario sorge proprio ai piedi del monte Nerone, ove secondo la tradizione sarebbe stata rinvenuta l'immagine della Madonna conservata al suo interno. L'impianto attuale, riferibile al XV e XVI secolo, ospita una pala riconducibile a Raffaellino dal Colle e tele di scuola barocca, oltre ad affreschi di scuola umbro-marchigiana. L'interno è a navata unica in stile romanico con il soffitto a capriate. Nell'abside a costoni si ammira un crocifisso di maiolica, a sinistra dell'altare maggiore è collocato un affresco cinquecentesco raffigurante la Vergine con il Bambino.
  • Fornace, di età romana. Queste strutture antiche sono state ritrovate durante i lavori di restauro di una casa nel centro storico del paese. La fornace presenta due o forse tre camere di cottura distinte ed un complesso ed interessante sistema per il convogliamento dell'aria calda. Sono conservati gli archi in laterizio che sostenevano il piano di cottura e le due bocche di alimentazione, che si aprono in un muro a conci di pietra, che funge nello stesso tempo da contenimento e da facciata.

I dintorni[modifica | modifica wikitesto]

Strada di Piobbico

Il territorio comunale di Piobbico è disseminato di rocche e castelli parzialmente ridotti in ruderi sulle alture del paese, che fungevano da posti di guardia, eremi, o vecchie abitazioni dei Brancaleoni. I più importanti sono:

  • Eremo di Morimondo. Immerso nel verde incontaminato, sono ancora visibili i ruderi dell'antico edificio. La sua esistenza è già attestata all'inizio del secolo XIII e sede di una comunità ascetica che praticava la regola di San Pier Damiani. L'edificio sacro fu scelto come luogo di sepoltura da molti Brancaleoni, sorgeva a ridosso del torrente, ancor oggi detto Fosso dell'Eremo; decadde a partire dal secolo XVII e fu sconsacrato all'inizio del XIX secolo.
  • I Muracci ovvero Mon de la casa. Su un picco appartenente al massiccio del monte Nerone, a strapiombo sul paese di Piobbico, sorgeva la primitiva dimora dei Brancaleoni, il castello di Mondellacasa, nome con il quale vennero sempre designati i signori di Piobbico. Nel corso del XIII e XIV secolo essi abbandonarono questo antico maniero per trasferirsi più a valle nel castrum di Piobbico, per cui la costruzione cominciò lentamente a decadere, tanto che oggi ne restano solo pochi ruderi, i Muracci.
  • Castello dei Pecorari. Costruito alla fine del XII secolo, domina il lato sinistro del corso superiore di fiume Candigliano: possesso originario dei Brancaleoni sin dal XIII secolo, nel 1446 passò di mano ai loro rivali Ubaldini, per volontà di Federico da Montefeltro, signore di Urbino. Resta ancora intatta la struttura del poderoso mastio.

Inoltre sono presenti soprattutto nel monte Nerone importanti e numerosi siti naturalistici, forre, grotte. Su di una grotta sono stati ritrovati ossa di Ursus spelaeus risalenti a migliaia di anni fa. I resti sono conservati nel museo civico

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia si basa sul commercio, l'artigianato e il lavoro dipendente. Le aziende presenti sono a carattere artigianale, prevalentemente sul settore meccanico ed edile. Piobbico mantiene tuttora l'antica tradizione della produzione di tappeti realizzati sugl'antichi telai. Ultimamente un impulso notevole si è avuto nel turismo, col fiorire dei numerosi agriturismi sparsi sul territorio.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

  • Polentone alla carbonara: di cui si svolge la sagra a settembre.
  • Passatelli: una pasta fresca con uova, formaggio, pane grattugiato.
  • Crescia di Pasqua: con il formaggio o dolce.
  • Bostrengo: tipico dolce invernale.
  • Crostoli: una piadina sfogliata.
  • Pruspino: un liquore ottenuto con il frutto dello spino nero, le prugnole.

Persone legate a Piobbico[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Tarducci, sacerdote. Ha pubblicato nel 1897 "Piobbico e i Brancaleoni" ritenuto una delle più autorevoli fonti di storia della nobile famiglia Brancaleoni e di Piobbico.
  • Pietro Palazzini, cardinale della chiesa cattolica, nato a Piobbico il 19 maggio 1912.
  • Costanzo Felici, medico naturista vissuto a Piobbico nel XVI secolo.
  • Francesco Tarducci, letterato e storico nato a Piobbico nel 1842.
  • Telesforo Iacobelli (detto Lelè), presidente mondiale del Club dei Brutti, grazie al suo temperamento, alle tante originali e singolari idee e battaglie, ha reso famosa Piobbico nel mondo.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • InRock Piobbico - Festa del 1º maggio;
  • Fiera di San Felice - Mostra mercato del fungo Spignolo - terza domenica di maggio;
  • La Fiorita - domenica del Corpus Domini;
  • Cantine Jazz - primo week end di luglio;
  • Dilettanti allo sbaraglio - luglio;
  • Fiera Natività di Maria Vergine, Sagra del polentone alla carbonara, Festa dei Brutti - prima domenica di settembre;
  • Settimana Rinascimentale - fine agosto;
  • La processione delle Rocche - 8 settembre;
  • Rassegna Corale 3º sabato di ottobre;
  • Fiera Agroalimentare, Mostra Mercato del fungo - terza domenica di ottobre;
  • Premio Costanzo Felici - concorso biennale;
  • Presepe vivente - domenica prima del Natale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2 luglio 1985 31 maggio 1990 Pietro Ioni DC Sindaco
1° giugno 1990 23 aprile 1995 Adriano Blasi PCI / PDS Sindaco
24 aprile 1995 13 giugno 1999 Adriano Blasi Centro-sinistra Sindaco
14 giugno 1999 12 giugno 2004 Adriano Blasi Centro-sinistra Sindaco
13 giugno 2004 7 giugno 2009 Giorgio Mochi Crescere con Piobbico Sindaco
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Giorgio Mochi Crescere con Piobbico Sindaco
26 maggio 2014 in carica Giorgio Mochi Crescere con Piobbico Sindaco

Fonte: Ministero dell'Interno [5].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Audax Piobbico 1968 Calcio che milita nel girone A di Promozione. L'altra squadra milita nel girone A di Terza Categoria marchigiana ed è il Piobbico 90, dai colori sociali biancorossi. L'Audax Calcio Piobbico inoltre gioca nel campionato di Serie D di calcio a 5 girone A marchigiano.

Sulle montagne del territorio adiacente son praticabili: trekking, mountain bike, arrampicata, speleologia, paracadutismo, sci.

Nei fiumi e alcuni laghi: pesca sportiva.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 497.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marco Bani, Monte Nerone, Sant'Angelo in Vado 1989.
  • Delio Bischi, I Brancaleoni di Piobbico in Costanzo Felici e Francesco Sansovino, Rimini 1982.
  • Delio Bischi, La vita del palazzo Brancaleoni. Inventari del 1792, Pesaro 1983.
  • Delio Bischi, Di alcuni testamenti dei Brancaleoni in "Deputazione di Storia Patria per le Marche", Ancona 1989.
  • Delio Bischi, Apecchio, Piobbico, Acqualagna in Catria e Nerone un itinerario da scoprire, Pesaro 1990.
  • Delio Bischi, I "maceri da guado". Persistente problema nei secoli XIII-XVII in "Atti del convegno internazionale sul Guado", Erfurt (Turingia)1992.
  • Delio Bischi, Cagli e i Brancaleoni della Rocca (secoli XIII-XVI), s.l. 1993.
  • Delio Bischi, Il castello dei Pecorari di Piobbico, Urbino 1995.
  • Delio Bischi, Il palazzo Brancaleoni di Piobbico. Fasi costruttive in vecchi e nuovi documenti (secoli XIII-XX) in Atti e Memorie, 101 (1996).
  • Delio Bischi, Piobbico in Palazzi e dimore storiche del Catria e Nerone, Bari 1998.
  • Gottardo Buroni, La diocesi di Cagli (Marche), Urbania 1943.
  • Stefano Cresta, Guida alla sezione Geo-paleontologica del museo "Brancaleoni" e alla stratigrafia di Monte Nerone.
  • Sante Fini. PIOBBICO- Antica Contea dei Brancaleoni- Storia - Arte - Natura - Edita dal Comune di Piobbico - 1 Ediz. 1999 - 2 ediz. 2011.
  • Giuseppe Palazzini, Storia e statuti di Roccaleonella. Feudo del Capitolo della Cattedrale di Cagli, Fano 1963.
  • Giuseppe Palazzini, Le chiese di Piobbico, Roma 1964.
  • Pietro Palazzini, La Bibbia dei Brancaleoni, Roma 1991.
  • Edda Rigi Maroncelli, C'era una volta un feudo, 1983.
  • Edda Rigi Maroncelli, I Brancaleoni di Rocca Lionella, Sant'Angelo in Vado 1987.
  • Edda Rigi Maroncelli, Filomena Brancaleoni. Fine di un feudo, Ancona 1988.
  • Alberto Mazzacchera, Il forestiere in Cagli. Palazzi, chiese e pitture d'una antica città e terre tra Catria e Nerone, Urbania 1997.
  • S. Tacconi, I conti Brancaleoni di Piobbico. Il castello, Urbino 1958.
  • Antonio Tarducci, Piobbico e i Brancaleoni. Memorie storiche, Cagli 1897.
  • Ulrico Agnati, Per la storia romana della provincia di Pesaro e Urbino, Roma 1999

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN143178287