Montelabbate

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Montelabbate
comune
Montelabbate – Stemma
Montelabbate – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Pesaro e Urbino-Stemma.png Pesaro e Urbino
Amministrazione
Sindaco Cinzia Ferri (M5S) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 43°50′56.15″N 12°47′27.24″E / 43.848931°N 12.7909°E43.848931; 12.7909 (Montelabbate)Coordinate: 43°50′56.15″N 12°47′27.24″E / 43.848931°N 12.7909°E43.848931; 12.7909 (Montelabbate)
Altitudine 65 m s.l.m.
Superficie 19,57 km²
Abitanti 6 754[1] (31-12-2010)
Densità 345,12 ab./km²
Frazioni Apsella, Farneto, Montelabbate, Osteria Nuova, Ripe
Comuni confinanti Monteciccardo, Pesaro, Tavullia, Urbino, Vallefoglia
Altre informazioni
Cod. postale 61025
Prefisso 0721
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 041036
Cod. catastale F533
Targa PU
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 144 GG[2]
Nome abitanti montelabbatesi
Patrono san Terenzio
Giorno festivo 24 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montelabbate
Posizione del comune di Montelabbate nella provincia di Pesaro e Urbino
Posizione del comune di Montelabbate nella provincia di Pesaro e Urbino
Sito istituzionale

Montelabbate (Montlabèt in dialetto gallo-italico marchigiano) è un comune italiano di 6.754 abitanti[1] della provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Montelabbate si estende nella parte terminale della vallata del fiume Foglia, a 10 km dalla costa adriatica e dalla città di Pesaro. Comprende le frazioni di Apsella, Osteria Nuova, Farneto, Ripe e una parte di Montecchio.

Il suo territorio, dell'ampiezza di 20 km² e diviso in due da una propaggine appartenente al comune di Sant'Angelo in Lizzola, presenta un carattere morfologicamente diversificato: il tratto pianeggiante della vallata del Foglia, fortemente segnato dall'edilizia industriale, cede velocemente il passo ai rilievi collinari che lo delimitano a nord e a sud.

L'altitudine è compresa tra i 50 e i 300 m s.l.m.

L'idrografia, oltre al fiume Foglia, è rappresentata da alcuni corsi d'acqua a carattere intermittente. Sulla destra del fiume si succedono: il torrente Apsa, il fosso Apsella, il fosso Brasco (che segna in parte il confine con il comune di Sant'Angelo in Lizzola), il rio Tombaccia e il tratto terminale del rio della Valle (che costituisce una porzione del confine con il comune di Pesaro). Sulla sinistra del fiume, invece, troviamo il fosso Taccone e il fosso della Cornacchia: il primo segna il confine con i comuni di Sant'Angelo in Lizzola e Tavullia, il secondo con quello di Pesaro.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il castello sul colle[modifica | modifica sorgente]

Il castello di Montelabbate deve il proprio nome agli abati del vicino cenobio benedettino di San Tommaso in Foglia che lo eressero attorno all'XI secolo per difendersi dalle scorrerie degli urbinati e dei pesaresi in lotta tra loro. Il monastero, infatti, in seguito al rafforzamento territoriale dei due secoli precedenti, era divenuto centro di notevole riguardo dal punto di vista politico e oggetto di numerosi tentativi di occupazione da parte delle signorie confinanti.[3]

La residenza dell'abate presso questo fortilizio è attestata fino alla soppressione del cenobio (XV secolo), quando il castello e il territorio di Montelabbate passarono in mano alla signoria pesarese dei Malatesta che munirono la residenza abbaziale di una rocca e restaurarono le mura, mentre in basso il Borgo si estendeva e i suoi mercati diventavano sempre più fiorenti e rinomati. Fu certamente anche a causa di questi traffici commerciali che, all'inizio del Quattrocento, si decise di edificare un ponte nel tratto di fiume sottostante.

Il castello di Montelabbate fu strategicamente importante nel mese di novembre del 1443 quando ebbero ad accamparvisi, nel corso della sanguinosa battaglia di Monteluro, prima le truppe di Francesco Sforza, poi quelle di Niccolò Piccinino e infine quelle di Sigismondo Malatesta.[4]

Per l'amenità del luogo, il castello fu uno dei soggiorno preferiti di Costanzo I Sforza. Secondo la tradizione a Costanzo si deve probabilmente la costruzione del torrione di levante (ciò che di più rilevante resta dell'antico fortilizio) che ricorda in alcuni particolari stilistici le architetture militari di Francesco di Giorgio Martini. Lo stesso principe restaurò anche, unendoli in una sola costruzione, la residenza degli abati e la rocca malatestiana.[5]

Nel 1540 il duca Guidubaldo II Della Rovere concesse il castello in feudo al pesarese Giangiacomo Leonardi i cui eredi tennero in possesso il castello fino al 1804.[6]

Il paese a valle[modifica | modifica sorgente]

Il centro dell'attuale abitato si sviluppa su un'area che fin dal periodo medievale fu sede di uno dei più importanti mercati del pesarese: di qui il toponimo "Borgo Mercato", introdotto per indicare questa parte dell'abitato, distinguendola da quella che, con l'edificazione del castello (XI secolo), si era andata sviluppando alla sommità del colle soprastante.

Il corso principale, via Roma - già Borgo Mercato, si apre con il nuovo municipio (1982), progetto dell'architetto Leone Podrini, edificato sul luogo del palazzo scolastico (1928). Accanto sorge lo storico palazzo comunale la cui mole, per la massiccia torre dell'orologio che s'innalza al centro della facciata, trova dimensioni corrispondenti soltanto nel prospiciente palazzo Marcucci (XIX secolo) mentre contrasta con l'ininterrotta teoria di abitazioni che, poco oltre, sorgono ai margini dell'ampio corso. Nel piccolo giardino pubblico retrostante il vecchio palazzo municipale trova collocazione un grande dolio romano rinvenuto all'inizio del XVII secolo nel promontorio di Gabicce e in seguito acquisito dalla famiglia dei conti Leonardi Della Rovere.[7]

Al centro dell'abitato è la chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Quirico e Giulitta. La pristina chiesa intitolata a questi martiri, che fu soggetta al monastero di San Tommaso in Foglia e della quale si hanno notizie sin dall'anno 1137, sorgeva probabilmente di fronte al nuovo municipio. In età medioevale il fenomeno dell'incastellamento portò ad un progressivo spopolamento dell'abitato e indusse il trasferimento della cura all'interno del vicino castello, dove la maggioranza degli abitanti aveva cercato riparo. La chiesa del Mercato, ormai non più utilizzata, conobbe secoli di totale abbandono. Alla fine del Settecento, quando la struttura versava ormai in uno stato di completa rovina, venne demolita e riedificata sul luogo dove sorge attualmente. Il nuovo edificio sacro, completato ed aperto al culto nel 1814, subì importanti interventi di restauro nel 1921 quando fu eretto a sede parrocchiale. Il campanile fu edificato nel 1929. L'attuale assetto strutturale è il risultato delle trasformazioni operate tra il 1946 e il 1950. L'interno, eseguito su progetto di Guerrino Barbaresi secondo linee neoclassiche quattrocentesche, custodisce, tra le altre opere, un Crocifisso ligneo cinquecentesco, un San Girolamo nel deserto attribuito al pesarese Giannandrea Lazzarini (1710-1801) e una pregevole Cena degli apostoli, prima opera del durantino Domenico Peruzzini che la realizzò nel 1629 su commissione di una locale confraternita.

Proseguendo sulla via principale si osserva un lavatoio pubblico risalente al 1892.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[8]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Polisportiva Montelabbate che milita nel girone A marchigiano di Promozione, l'altra squadra di calcio è l'Osteria Nuova che milita in Seconda Categoria.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ A. Degli Abbati Olivieri, Memorie della Badia di San Tommaso in Foglia nel contado di Pesaro, Pesaro, Gavelli, 1778, pp. 101-102
  4. ^ La vicenda viene riassunta in R. Rossi, Montelabbate - Memorie di una comunità, Urbania, STIBU, 2002, pp. 27-29
  5. ^ L. Michelini-Tocci, Castelli Pesaresi sulla riva destra del Foglia, Pesaro, 1973, pp.86-90.
  6. ^ Per le vicende del castello di Montelabbate durante tale periodo e la cronotassi dei suoi conti cfr. R. Rossi, Montelabbate - Memorie... cit., pp. 35-52; R. Rossi, Francesco Antonio Leonardi della Rovere, ultimo conte di Montelabbate (+1804), in 'Pesaro città e contà' n.17, 2003, pp. 139-148
  7. ^ C. Ravara Montebelli, Crustumium - Archeologia adriatica fra Cattolica e San Giovanni in Marignano, Roma, 2007, pp.83-85
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]