Colombarone (Pesaro)

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Colombarone
CiviltàRomana
UtilizzoVilla romana
Localizzazione
StatoItalia Italia
ComunePesaro
Amministrazione
VisitabileSi
Sito webwww.archeopesaro.it
Mappa di localizzazione

Coordinate: 43°57′02.84″N 12°47′16.98″E / 43.95079°N 12.78805°E43.95079; 12.78805

Il sito archeologico di Colombarone, si trova sull'ultimo tratto dell'antica via Flaminia che da Pesaro giungeva fino a Rimini, nelle vicinanze dei centri di Gradara e Gabicce Mare in provincia di Pesaro-Urbino. L'area archeologica si trova all'interno del Parco naturale regionale del Monte San Bartolo.

Scavi[modifica | modifica wikitesto]

Colombarone fu già oggetto di scavi nel XVIII secolo da parte dell'erudito pesarese Annibale degli Abati Olivieri. In questa sua ricerca l'Olivieri ipotizzò d'aver trovato l'antica Basilica di S.Cristoforo Ad Aquilam che, secondo il liber pontificalis, nel 743 d.C. fu luogo d'incontro tra l'esarca Eutichio e Papa Zaccaria. Le strutture rinvenute vennero così riportate su pianta dall'architetto Gian Andrea Lazzarini.

Le ricerche dell'Olivieri sono state riprese soltanto nel 1980, nel momento in cui gli studiosi “riscoprono” la pianta del Lazzarini. Nel 1983 il Comune di Pesaro e il Dipartimento di Archeologia dell'Università di Bologna, prima con Nereo Alfieri e poi con Pier Luigi Dall'Aglio, danno il via ai lavori di scavo che portano dopo venticinque anni di attività, luglio 2008, ad aprire il sito ai visitatori. Nel complesso gli scavi hanno dato ragione all'Olivieri riguardo alla presenza in loco dell'antica Basilica, ma si è scoperto che i ritrovamenti effettuati dallo studioso pesarese riguardano una villa tardo romana del IV secolo.

Reperti[modifica | modifica wikitesto]

Il complesso residenziale d'età tardo romana, uno dei pochi della regione Marche, è costituito da cinque ambienti allineati tra loro con pavimenti a mosaico policromi e in bianco e nero che, caratterizzati da motivi geometrici e floreali. La villa acquisisce notevole importanza anche per la qualità dei resti messi in luce, tra cui bracciali e monete d'oro, anfore di provenienza orientale giunte con il commercio, tubazioni di bronzo e un bellissimo capitello.

La residenza probabilmente distrutta durante le devastazioni della guerra greco-gotica, prima di questo suo definitivo abbandono deve aver conosciuto una fase di decadenza, come dimostrano gl'interventi di ripavimentazione, resti di fornaci e focolari che la configurano non più come struttura residenziale, ma di tipo produttivo.

Successivamente sopra i resti della villa, si sviluppò una necropoli la cui presenza, senz'altro è riconducibile all'esistenza della basilica, anteriore alla metà dell'VIII secolo. Il ritrovamento di una tomba a fossa che aveva come fondo il mosaico di un vano della villa e all'interno come corredo, un pettine d'osso databile sempre all'VIII secolo non può che avvalorare l'ipotesi sopra citata.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]