Castello dei Brancaleoni

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Castello dei Brancaleoni
Palazzo Brancaleoni.png
Ubicazione
StatoItalia Italia
RegioneMarche Marche
CittàPiobbico-Stemma.png Piobbico
Coordinate43°35′22.06″N 12°30′47.88″E / 43.589461°N 12.5133°E43.589461; 12.5133Coordinate: 43°35′22.06″N 12°30′47.88″E / 43.589461°N 12.5133°E43.589461; 12.5133
Informazioni generali
Stilemedievale-rinascimentale
CostruzioneXIII secolo-XV secolo
Materialelaterizi e pietra
Primo proprietarioGentile Brancaleoni
Condizione attualeben conservato e restaurato
Proprietario attualeRepubblica italiana
VisitabileSi
Sito webwww.castellobrancaleoni.i
Informazioni militari
Funzione strategicacastello e rocca
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Facciata di ingresso del palazzo Brancaleoni

Il castello dei Brancaleoni, detto anche palazzo Brancaleoni, è un edificio situato a Piobbico, in provincia di Pesaro e Urbino. Appartenne ai conti Brancaleoni, signori del territorio dal 1213 al 1816.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Eretto nel XIII secolo come fortezza, rimaneggiato in seguito e trasformato nel 1573-1587 in una splendida dimora rinascimentale per volere dei conti di Piobbico Guido e Roberto. Lasciato in grave abbandono e deturpato all'interno nell'ultimo dopoguerra, è stato sottoposto in tempi recenti a radicali lavori di restauro. Si presenta oggi come un complesso di costruzioni aggiuntesi al nucleo primitivo e allungate sul crinale del roccione che domina il centro dell'ampio bacino dove si distende il paese.[2]

Entrati nella residenza, sormontata da una torre con un orologio destrorso incorporato, spicca il cortile d'onore, progettato dall'architetto Baccio Pontelli e fatto costruire dal conte Guido Antonio I Brancaleoni, capitano del duca di Urbino Federico da Montefeltro. La struttura risale al decennio 1470-1480. Questo atrio rettangolare, circondato da un portico ad arcate sostenute da colonne doriche, richiama la più ampia e maestosa corte del palazzo ducale di Urbino. Degna di nota è la cappella gentilizia dedicata a san Carlo Borromeo.[3]

All'interno del castello è possibile ammirare la stanza privata del conte Antonio II, detta “camera greca”. Il locale è affrescato con episodi di storia e mitologia ellenica realizzati nel 1585 da Giorgio Picchi, scultore durantino, mentre gli stucchi sono opera della scuola di Federico Brandani, in quanto lo scultore morto nel 1575, non riuscì a terminare l'opera. Interessanti gli affreschi attribuiti a Federico Zuccari che celebrano la famiglia Brancaleoni, in particolare Antonio II e la contessa Laura Cappello circondati dalla loro numerosa prole. Nelle sale del palazzo hanno sede oggi il museo civico Brancaleoni e l'esposizione permanente di abiti e gioielli della collezione Alessandro Righi Luperti.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bischi, Il Palazzo.., p. 6
  2. ^ Tacconi, p. 13
  3. ^ Tacconi, p. 15
  4. ^ Bischi, La vita.., pp. 20-24

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Delio Bischi, Il Palazzo Brancaleoni di Piobbico, Ancona 1996
  • Delio Bischi, La vita del Palazzo Brancaleoni, Pesaro 1983
  • Sisto Tacconi, I conti Brancaleoni, Piobbico, il Castello, Tipografico Editoriale Urbinate, Urbino 1958

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