Ferrovia Fano-Urbino

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Coordinate: 43°45′33.57″N 12°50′05.85″E / 43.759326°N 12.834958°E43.759326; 12.834958

Fano-Urbino
Metaurense
Ferrovia Fano-Urbino.png
Inizio Fano
Fine Urbino
Stati attraversati Italia Italia
Lunghezza 48,750 km
Apertura a tratte, dal 1898 al 1916
Chiusura 1932
Riapertura 1942, chiusa nel 1987
Gestore FS (1942-1987)
Precedenti gestori FTP (1915-1932)
Scartamento 1.435 mm
Elettrificazione non presente
Note chiusa per danni di guerra nel 1943, riaperta a tratte dal 1948 al 1956
Ferrovie

La ferrovia Fano-Urbino è una linea ferroviaria italiana di proprietà statale, posta interamente nel territorio della regione Marche. Essa unisce l'entroterra marchigiano con la costa adriatica. Inizia come diramazione della ferrovia Bologna-Ancona presso Fano e prosegue lungo la valle del fiume Metauro attraversando la provincia di Pesaro e Urbino confluendo poi nella linea Urbino-Fabriano presso Fermignano giungendo infine a Urbino.

È stata chiusa al traffico il 31 gennaio 1987 rimanendo comunque completamente integra sia nel percorso che nelle opere d'arte (gallerie, viadotti, ponti).

Dai primi anni del XXI secolo l'Associazione Ferrovia Valle Metauro si batte per la riapertura della linea, occupandosi con i suoi soci della manutenzione ordinaria dell'infrastruttura[1][2][3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Urbino

L'arrivo della ferrovia a Urbino[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Progetto di ferrovia Subappennina.

La ferrovia Fano-Urbino risulta composta di due distinte entità costruite ed esercite differentemente: la linea Fano-Fermignano e la tratta Fermignano-Urbino facente parte della linea Urbino-Fabriano. La prima confluisce nella seconda alla stazione di Fermignano.

Le due linee hanno storie diverse, ma sono accomunate da un avverso destino dopo gli eventi bellici delle due guerre mondiali, in particolare dopo la seconda.

Nel 1867 l'amministrazione provinciale di Pesaro aveva presentato al Ministero dei lavori pubblici un progetto dell'ingegner Amedeo Peyron per la costruzione di una ferrovia definita dei due mari che avrebbe dovuto collegare i porti di Ancona sull'Adriatico e Livorno sul Tirreno passando per Urbino. Ma tale progetto non ebbe seguito[4].

Il 20 settembre 1898 ad Urbino[5] arrivò invece la tratta iniziale della Ferrovia Subappennina, proveniente da Fabriano e passante per Pergola e Fermignano, che avrebbe dovuto attraversare la zona del Montefeltro, passando vicino a San Leo, girando intorno a San Marino e terminando a Santarcangelo di Romagna, stazione ancor oggi esistente sulla ferrovia Bologna-Ancona.

Questa linea, costruita dalla Società per le Strade Ferrate Meridionali tra Fabriano e Urbino e parzialmente costruita in direzione della Romagna, non venne tuttavia mai completata e nel 1905 passò alle Ferrovie dello Stato in seguito alla nazionalizzazione delle ferrovie[6]. La linea era stata progettata anche per scopi militari come alternativa "protetta" alla linea costiera adriatica. I bombardamenti navali effettuati dalla marina austriaca nei primi giorni di belligeranza della prima guerra mondiale lungo la costa adriatica avevano sollecitato la realizzazione dell'intero progetto ma la fine del conflitto sopraggiunse senza che la ferrovia fosse stata completata: i lavori di prosecuzione oltre Urbino, che erano ripresi nel 1914 e avevano avuto un repentino impulso dopo i bombardamenti austriaci, andarono però a rilento.

Un consistente movimento franoso danneggiò una galleria ed alcune centinaia di metri del tracciato ferroviario in costruzione nella zona di San Leo: ci si rese conto che sarebbe stata necessaria una variante per superare la zona della frana. Complice anche l'indecisione dei comuni della zona sul tracciato della ferrovia, i lavori tra Urbino e Santarcangelo di Romagna furono definitivamente sospesi negli anni trenta del Novecento.

La costruzione e la gestione di Ferrovie e Tramvie Padane[modifica | modifica wikitesto]

La tribolata storia del collegamento pedemontano con Fabriano e Santarcangelo di Romagna non aveva scoraggiato gli urbinati che avevano intrapreso altre iniziative, così con Regio Decreto nº 1435 del 16 novembre 1911[7] fu approvata la convenzione per l'esercizio della ferrovia a vapore Fano-Fossombrone-Fermignano, stipulata con la Società Anonima delle Ferrovie e Tramvie Padane (FTP), con sede a Milano.

Il 25 aprile 1915 la ferrovia collegò Fano a Fossombrone, inaugurata il 1º maggio successivo, ed il 30 novembre 1916 arrivò a Fermignano dove si congiunse con la linea Urbino-Fabriano di Ferrovie dello Stato che da Fabriano già raggiungeva Urbino[4][8].

Nel 1932 la concessionaria Ferrovie e Tramvie Padane venne dichiarata fallita in seguito ad insuperabili difficoltà di carattere economico e costretta a chiudere. A partire dal 1º gennaio 1933 fu chiusa al traffico ferroviario (R.D.L. 14 ottobre 1932 n. 1496) sostituito da un autoservizio della Società Anonima Servizi Automobilistici Pesaro Urbino Macerata Feltria (SAPUM)[5].

La stazione di Fermignano

La gestione di Ferrovie dello Stato[modifica | modifica wikitesto]

Il giorno 2 febbraio 1942 venne riaperto all'esercizio il tronco Fano-Fossombrone[9] mentre il 17 maggio successivo venne riaperto il restante tratto fino a Fermignano entrambi sotto la gestione di Ferrovie dello Stato[10], in seguito alle pressioni esercitate dal podestà di Fossombrone ing. Getulio Emanuelli[11], ma il servizio ferroviario ebbe termine nuovamente nel 1943 a causa degli eventi bellici; la ferrovia venne distrutta nel luglio 1944 dai tedeschi in ritirata. Della Fano-Urbino non rimasero che rovine[4].

Con decreto legislativo Luogotenenziale 12 aprile 1946, n. 405, la tratta Fano-Fermignano, già nella disponibilità dello Stato[A 1], venne inclusa nella rete di Ferrovie dello Stato, che ne assumeva l'esercizio.

Il 20 maggio 1947 venne ripristinata la tratta Pergola-Fabriano, di 32 km (che sembrava assicurare garanzie di traffico per la presenza di miniere, poi esaurite) e il 7 novembre 1948 la Fano-Fossombrone, di 26 km. Si dovette attendere il 2 ottobre 1955 per la Fossombrone-Fermignano ed il 2 febbraio 1956 per la restante tratta Fermignano-Urbino[5], ridando così vita al collegamento diretto tra Fano e Urbino via Fermignano che, diventata stazione di testa, costringeva i treni ad un regresso. Rimaneva da ricostruire il tratto Fermignano-Pergola, ma si andava già delineando lo sviluppo della motorizzazione sulle strade ordinarie, così iniziò la vendita dei caselli e dei fabbricati, ed alcuni tratti di rilevato furono usati per l'allargamento di strade nazionali e provinciali.

La chiusura e la dismissione[modifica | modifica wikitesto]

Le tratte sopravvissute agli eventi bellici e unificate nel "nuovo" collegamento Fano-Fermignano-Urbino rimasero senza significativi ammodernamenti del binario e dei sistemi di esercizio. Gli orari non furono adattati alle richieste dell'utenza e la concorrenza dei mezzi su gomma ne ridussero i volumi di traffico passeggeri e merci.

Nel 1985, a seguito del decreto ministeriale n.90/T del 4 luglio 1985, venne istituita un'apposita commissione col compito di svolgere un'indagine conoscitiva sulle linee ferroviarie a scarso traffico. Tale commissione inserì in un primo momento la ferrovia Fano-Urbino tra le linee da sopprimere il 1º giugno 1986. Tale data venne poi prorogata al 28 settembre successivo al fine di verificare con le Regioni l'esistenza di condizioni per ridurre il disavanzo di gestione. Tali verifiche, terminate nel luglio 1986, consentirono di salvare tutte le linee ad eccezione della Fano-Urbino. Per questo motivo, con decreto del 28 luglio 1986, veniva disposta la soppressione del servizio viaggiatori a partire dal 28 settembre 1986[12].

La Regione Marche ottenne un'ulteriore proroga ma, a causa dei costi elevati per l'eliminazione dei passaggi a livello, la linea fu sospesa dall'esercizio il 31 gennaio 1987[12][13], con decreto dell'allora ministro dei trasporti Claudio Signorile (PSI).

L'ultimo treno fu il regionale 5662, effettuato con l'ALn 668-1935 del DL di Fabriano, e partì da Pesaro alle 18:55 per giungere ad Urbino alle ore 20:00[14].

Il 14 luglio 2000 nasce Associazione Ferrovia Valle Metauro con lo scopo di valorizzare la tratta con un servizio di velorail ad uso turistico. Successivamente l'associazione puntò al ripristino dell'intera tratta[15].

Con decreto ministeriale n. 430 del 15 dicembre 2011, a firma del ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera, a causa della decisa contrarietà al ripristino o al mantenimento del sedime dell'allora amministrazione provinciale guidata da Matteo Ricci (PD), venne dichiarata ufficialmente dismessa[16].

Sviluppi recenti e le ipotesi di ripristino[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 luglio 2012 l'Assemblea Legislativa della Regione Marche inserì il ripristino della ferrovia Fano-Urbino, con funzioni di metropolitana leggera, all'interno del Piano Regionale infrastrutture, trasporto merci, logistica con un costo stimato di € 110 milioni[17].

Il 10 aprile 2013 il Consiglio di Stato respinse[18] il ricorso presentato da Associazione Ferrovia Valle Metauro contro la dismissione della linea[19].

Il 10 febbraio 2015 l'Assemblea Legislativa della Regione Marche espresse un voto favorevole e di svolta sulla richiesta di revoca della dismissione della tratta ferroviaria approvando in Consiglio regionale una mozione presentata dal gruppo dei Verdi orientata in tal senso[20].

Il 27 ottobre 2015 l'Assemblea Legislativa della Regione Marche approvò una mozione per l'acquisizione dell'intero sedime nei confronti di Ferrovie dello Stato Italiane[21][22].

Il 13 dicembre 2016 l'Assemblea Legislativa della Regione Marche approvò una mozione per richiedere a Ferrovie dello Stato Italiane la pubblicazione di un bando per il ripristino o alla gestione della tratta ferroviaria o a fini turistici o come metropolitana di superficie o come tram, individuando nel contempo eventuali fonti di finanziamento per il ripristino della linea e per l'avvio di un progetto per la promozione della mobilità dolce facendo uso di parte del tracciato ferroviario[23].

Il 2 agosto 2017 il Senato della Repubblica approvò in via definitiva una legge sull'istituzione di ferrovie turistiche tra le quali venne compresa anche la ferrovia Fano-Urbino[24][25]. I costi per la riapertura al solo uso turistico vennero stimati in circa 40 milioni di euro[26].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Stazioni e fermate
Continuation backward
linea per Bologna
Station on track
0+000 Fano 14 m s.l.m.
Unknown route-map component "xABZgl" Unknown route-map component "CONTfq"
linea per Ancona
Unknown route-map component "exSKRZ-Au"
Autostrada A14 - Strada europea E55
Unknown route-map component "exABZg+l" Unknown route-map component "exKDSTeq"
5+082 raccordo CODMA
Unknown route-map component "exHST"
5+083 Rosciano di Fano † 1952 40 m s.l.m.
Unknown route-map component "exBHF"
8+308 Cuccurano 45 m s.l.m.
Unknown route-map component "exHST"
12+490 Cartoceto-Lucrezia 55 m s.l.m.
Unknown route-map component "exBHF"
15+153 Saltara-Calcinelli 65 m s.l.m.
Unknown route-map component "exHST"
18+856 Serrungarina-Tavernelle 80 m s.l.m.
Unknown route-map component "exHST"
21+961 Montefelcino-Isola del Piano 81 m s.l.m.
Unknown route-map component "exBHF"
26+259 Fossombrone 107 m s.l.m.
Unknown route-map component "exWBRÜCKE"
ponte sul fiume Metauro
Unknown route-map component "exWBRÜCKE"
ponte sul fiume Metauro
Unknown route-map component "exHST"
29+726 San Lazzaro di Fossombrone 115 m s.l.m.
Unknown route-map component "exBHF"
32+287 Calmazzo 133 m s.l.m.
Unknown route-map component "exHST"
37+396 Canavaccio 167 m s.l.m.
Unknown route-map component "exWBRÜCKE"
ponte sul fiume Metauro
Unknown route-map component "exWBRÜCKE"
ponte sul fiume Metauro
Unknown route-map component "exABHFl+l"
Unknown route-map component "exCONTfq" + Unknown route-map component "exlBHFgq"
43+164
73+773
Fermignano linea per Fabriano † 1944 203 m s.l.m.
Unknown route-map component "exTUNNEL1"
75+552 galleria Crocicchio (950 m)
Unknown route-map component "exBRÜCKE"
76+758 viadotto sul fosso di S. M. degli Angeli (142 m)
Unknown route-map component "exBRÜCKE"
77+111 viadotto sul fosso della Concia (124 m)
Unknown route-map component "exTUNNEL1"
78+045 galleria Cà Corona (871 m)
Unknown route-map component "exBRÜCKE"
78+989 viadotto sul fosso della Concia (105 m)
Unknown route-map component "exLSTR" + Unknown route-map component "exKBHFe"
79+359 Urbino 306 m s.l.m.
Unknown route-map component "exLCONTf"
linea per Santarcangelo (non completata)

La linea è una ferrovia a binario semplice non elettrificato e a scartamento ordinario da 1.435 mm. La gestione dell'infrastruttura è affidata a Rete Ferroviaria Italiana.

La linea risulta integra, armata ma in stato di abbandono, a parte sporadici interventi di pulizia da parte di volontari.

L'esercizio di Ferrovie dello Stato era regolato dal Dirigente Unico con sede a Fano[4].

In origine la velocità massima consentita era compresa tra 75 e 80 km/h, venne abbassata nel tratto Fano-Fossombrone a 60 km/h a causa del cattivo stato del binario[4].

L'armamento della linea è di tipo americano con rotaie da 37,2 kg/m (messe in opera dal 1947) nel tratto Fano-Fossombrone, di tipo UNI 50 (con rinnovamento del 1985) nel tratto Fossombrone-Fermignano e di tipo FS 46,3 (con rinnovamento del 1975) tra Fermignano e Urbino[4].

Il massimo peso assiale è di 18 t. per asse tra Fano e Fossombrone e tra Fermignano e Urbino, con limitazione di velocità a 25 km/h - 20 t. per asse tra Fossombrone e Fermignano[4].

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

La ferrovia inizia come diramazione della ferrovia Bologna-Ancona presso la stazione di Fano e prosegue lungo la valle del fiume Metauro attraversando i Comuni di Fano, Cartoceto, Colli al Metauro, Montefelcino, Fossombrone e Fermignano confluendo quindi nella ferrovia Urbino-Fabriano. Da qui, a partire dalla seconda guerra mondiale, avviene il regresso dei treni che consente di raggiungere Urbino.

La linea presenta una lunghezza complessiva di 48,75 km di cui ben 31,64 km (circa il 65% dell'intero percorso) in rettilineo[27]; le pendenze della linea sono contenute nel tratto tra Fano e Fermignano e sono comprese tra il 7 e il 15‰ mentre si presenta più impegnativo il tratto compreso tra Fermignano e Urbino dove la pendenza oscilla tra il 21 e il 25‰.

I raggi di curvatura sono superiori ai 300 metri, ad eccezione di quattro curve di raggio compreso tra i 274 e i 294 m[27].

Sul tracciato sono inoltre presenti 8 gallerie, 11 viadotti[4] e 25 ponti[28]. Le principali opere d'arte sono quattro ponti sul fiume Metauro presenti nel tratto Fossombrone-Fermignano e tre viadotti, uno sul fosso di Santa Maria degli Angeli (di 142 m) e due su quello della Concia (di 105 e 124 m), e due gallerie, Cà Corona (di 871 m) e Crocicchio (di 950 m), nel tratto Fermignano-Urbino.

Sono rimasti molti edifici, come stazioni e caselli, in alcuni casi riutilizzati per gli scopi più diversi.

Vi sono 55 passaggi a livello, alcuni dei quali asfaltati, come a Santo Stefano di Gaifa e Fano.

Traffico[modifica | modifica wikitesto]

L'ultimo orario di servizio (1986) prevedeva 15 treni viaggiatori tra Pesaro e Urbino con un tempo di percorrenza massimo di 1 ora e 22 minuti. La velocità commerciale era di 44,7 km/h ed il servizio era svolto con automotrici ALn 668, da 68 posti ciascuno, in singola, doppia e, talvolta, tripla composizione[27].

L'orario prevedeva anche treni merci, non ordinari, con destinazione Cartoceto (arrivi di concimi e carta da macero e partenze di cartoni, mobili e oggetti di arredamento) e/o Fermignano (arrivi di ferro, legname e concimi e partenze di tabacco e mangimi) ed era svolto con locomotive diesel D.343 serie 2000[4][27].

Materiale rotabile[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie e Tramvie Padane (1915-1932)[modifica | modifica wikitesto]

Venivano impiegate quattro locomotive a vapore a tre assi accoppiati (rodiggio C), di fabbricazione Breda, con una potenza di 255 kW e velocità massima di 50 km/h (gruppo 40 FTP). I rimorchi erano costituiti da 8 carrozze a due assi e 53 carri[29]. Sul più impegnativo tratto Fermignano-Urbino venivano usate le locomotive a vapore 870, a tre assi, del deposito di Fabriano[29].

Il materiale, decaduta la concessione di Ferrovie e Tramvie Padane, il 31 dicembre 1932, venne trasferito sulla ferrovia Ferrara-Codigoro[29].

Ferrovie dello Stato (1942-1987)[modifica | modifica wikitesto]

Tra Fano e Urbino, sotto la gestione di Ferrovie dello Stato, hanno circolato automotrici ALn 56 serie 2000 e ALn 556 serie 2200 da 56 posti del deposito locomotive di Fabriano, ALn 880 da 88 posti del deposito di Bologna e infine ALn 668 da 68 posti (serie 1400 del deposito di Fabriano e serie 1000 e 1900 del deposito di Rimini)[29], quest'ultime anche con rimorchi LDn 24 in composizione per trasporto merci[5][27].

Nel 1968, vennero trasformate due automotrici ALn 56 serie 2000 in altrettante automotrici-bagaglio ALDn 32.2026 e 2060 pulcinaie o piccionaie (del deposito di Fabriano) adibendole al trasporto di pulcini vivi[29].

Negli ultimi anni d'attività circolavano inoltre le locomotive diesel D.143, D.343 serie 2000, le locomotive a vapore 745, del deposito di Ancona, e una coppia di treni merci raccoglitori, trainati da locomotive a vapore 740, del deposito di Fabriano[27][29].

Il progetto di ripristino[modifica | modifica wikitesto]

Treno diesel ATR 220 Tr Swing in esercizio sulla ferrovia Civitanova Marche-Fabriano

Il giorno 11 aprile 2015 Associazione Ferrovia Valle Metauro ha presentato e consegnato formalmente al Sindaco di Urbino Maurizio Gambini un progetto preliminare di ripristino della ferrovia redatto da Società Ingegneria Pegaso (con sede a Milano) e Sistema Ingegneria (con sede a Firenze).

Dall'analisi dei costi di produzione e delle relative fonti di approvvigionamento economico per il nuovo esercizio ferroviario, risulterebbe che i parametri di efficienza d'esercizio fissati dal D.Lgs 422/97 (35%) sarebbero pienamente soddisfatti attestandosi dal 53% al 71%: un dato da metropolitana FS.

Nel dettaglio il progetto prevede, a fronte di un costo di € 86.747.000, velocità massime di 125 km/h tra Fano e Fossombrone e di 80 km/h tra Fossombrone e Urbino per 18 coppie di treni al giorno.

È altresì incluso un profondo e radicale ammodernamento della linea comprensivo di: costruzione di 2 sottovia e 4 sovrappassi, riduzione dei passaggi a livello da 55 a 21 e aggiunta di due fermate ad uso turistico agli scavi romani di Fossombrone e alle Marmitte dei Giganti.

Sono stati stimati tempi di percorrenza di circa 45-60 minuti (a seconda delle fermate effettuate)[30].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per merito del R. decreto 7 settembre 1933, numero 1274, che fece decadere la concessione della Societa' anonima ferrovie e tramvie Padane.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rumiz Paolo, I cavalieri della Fano-Urbino alla ricerca del treno perduto, in Repubblica, 5 marzo 2008. URL consultato il 7 marzo 2014.
  2. ^ Vulpio Carlo, Tra i "giardinieri" dei binari che salvano la Fano-Urbino, in Corriere della Sera, 28 novembre 2010. URL consultato il 5 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 24 novembre 2015).
  3. ^ Marche, la battaglia per riaprire l'ex ferrovia Fano-Urbino: "Il treno ci salverà dall'isolamento", in Repubblica.it, 17 dicembre 2016. URL consultato il 17 dicembre 2016.
  4. ^ a b c d e f g h i Silverio Maravalle, La Fano-Urbino, op. cit.
  5. ^ a b c d Claudio Cerioli, Da Camerino al mondo, op. cit.
  6. ^ Samuele Ortolani, 1900-1909, su www.bobbato.it. URL consultato il 5 dicembre 2016.
  7. ^ Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 18 del 23 gennaio 1912
  8. ^ Ferrovie Dismesse presenta la "FERROVIA FANO - FERMIGNANO - URBINO", su www.ferroviedismesse.com. URL consultato il 15 dicembre 2016.
  9. ^ Ordine di Servizio n. 14 del 1942
  10. ^ Ordine di Servizio n. 59 del 1942
  11. ^ Quando per la ferrovia si strappavano le tessere di partito, su www.ferroviafvm.it. URL consultato il 20 aprile 2017.
  12. ^ a b Risposta scritta del Ministro dei Trasporti Claudio Signorile all'interrogazione 4-03300 del 24 settembre 1986 dei senatori Paolo Volponi, Giovanni Venturi e Carlo Bo. (PDF), in Senato della Repubblica - IX Legislatura - Risposte scritte ad interrogazioni, pp. 2597-2598.
  13. ^ Un treno di proteste. Pioggia di telefonate al ministero dei Trasporti contro la soppressione della ferrovia. Mobilitati anche i politici locali., in Il Resto del Carlino, 1º febbraio 1987.
  14. ^ L'ultimo treno. Sconfitta di tutti, anche dei politici., in Il Resto del Carlino, 1º febbraio 1987.
  15. ^ Associazione Ferrovia Valle Metauro - Cronistoria Archivi, ferroviafvm.it.
  16. ^ ro.da., Fano-Urbino, de profundis: ora il binario è davvero morto, in Il Resto del Carlino - Pesaro, 17 gennaio 2012. URL consultato il 21 gennaio 2012.
  17. ^ Deliberazione Amministrativa dell'Assemblea legislativa delle Marche, Piano regionale infrastrutture , trasporto merci, logistica, nº 51, 3 luglio 2012.
  18. ^ Consiglio di Stato, Sezione Prima, Adunanza di Sezione del 10 aprile 2013, NUMERO AFFARE 00643/2013, su www.giustizia-amministrativa.it. URL consultato il 18 novembre 2016.
  19. ^ Consiglio di Stato, Sezione Prima, Adunanza di Sezione del 13 giugno 2012, NUMERO AFFARE 04728/2012, su www.giustizia-amministrativa.it. URL consultato il 18 novembre 2016.
  20. ^ - Tratta Fano-Urbino, sorridono Zaffini (Fratelli d'Italia) e D'Anna: "La richiesta di revoca della dismissione è merito soprattutto delle Ferrovie Val Metauro". Soddisfazione Verdi, su pu24.it, 10 febbraio 2015. URL consultato il 5 dicembre 2016.
  21. ^ Consiglio regionale delle Marche - Assemblea legislativa - UN FUTURO PER LA FERROVIA FANO - URBINO. Seduta del Consiglio regionale dedicata esclusivamente all'esame di interrogazioni e di mozioni. Tra i temi affrontati anche la situazione dei primari a Torrette, la ferrovia Fano - Urbino, la crisi della CNH di Jesi, l'ideologia gender nelle scuole marchigiane e il deficit finanziario delle Province di Ascoli Piceno e Fermo, su www.consiglio.marche.it. URL consultato il 21 febbraio 2016.
  22. ^ Consiglio regionale delle Marche - Assemblea legislativa, WEB TG ASSEMBLEA LEGISLATIVA DELLE MARCHE NUOVO FORMAT, 30 ottobre 2015. URL consultato il 21 febbraio 2016.
  23. ^ Il Pd rilancia l'ex ferrovia e vuole pure la pista ciclabile E' polemica in Regione. URL consultato il 14 dicembre 2016.
  24. ^ Ferrovie.it - Approvata la legge sulle ferrovie turistiche, in Ferrovie.it. URL consultato il 3 agosto 2017.
  25. ^ Lorenzo Pallotta, Approvata in via definitiva dal Senato la legge sulle Ferrovie Turistiche, in Ferrovie.Info. URL consultato il 3 agosto 2017.
  26. ^ <<Dite no alla ciclabile sulla Fano-Urbino altrimenti il treno non passerà mai più>>, in Corriere Adriatico (Pesaro), 18 luglio 2017, p. 19.
  27. ^ a b c d e f Regione Marche, Università di Urbino, Piano regionale dei trasporti, Progetto sistema ferroviario, 1986.
  28. ^ Ferrovie dello Stato Italiane, Fano-Fermignano-Urbino, in Atlante delle linee ferroviarie dismesse, 2016, pp. 94-95.
  29. ^ a b c d e f Roberto Renzi, La ferrovia di Urbino, op. cit.
  30. ^ Progetto ferrovia Fano-Urbino: sette stazioni e tratta percorsa in meno di un’ora. Ecco i costi, su Occhio alla Notizia. URL consultato il 21 febbraio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ferrovie dello Stato. Fascicolo linea 102.
  • Silverio Maravalle. La Fano-Urbino, in Voci della rotaia, Le nostre linee/12. Edizione FS, 1978.
  • Claudio Cerioli, Ferrovia Fano-Fossombrone-Fermignano, in Da Camerino al mondo, ETR, Salò (BS), 1985, pp. 72–75. ISBN 88-85068-20-0
  • Roberto Renzi. La ferrovia di Urbino, in I Treni, n. 184, luglio-agosto 1997, ETR, Salò (BS), pp. 26–30.
  • Massimo Conti. Traversine 50 km a piedi, da Fano a Urbino, lungo la ferrovia Metaurense. Romanzo di viaggio, Aras Edizioni, 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]