Ferrovia Chivasso-Asti

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Chivasso-Asti
Asti-Chivasso railway map.JPG
Inizio Chivasso
Fine Asti
Stati attraversati Italia Italia
Lunghezza 51,316 km
Apertura 1912
Chiusura 2011
Gestore RFI
Precedenti gestori FS (1912-2001)
Scartamento 1 435 mm
Elettrificazione No
Note Servizio sospeso
Ferrovie

La ferrovia Chivasso-Asti è una linea di carattere regionale che univa Asti con la linea Torino-Milano, presso Chivasso.

Il servizio ferroviario fu sospeso nel 2012[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime proposte per la costruzione di una ferrovia tra Asti e Chivasso furono formulate nel 1852, alimentando a livello locale un dibattito che portò alla costituzione nel 1865 di un apposito comitato promotore e alla redazione di un progetto di massima elaborato nel 1876 dagli ingegneri VIncenzo Adorno e Isidoro Boero[2].

Il progetto definitivo della linea, concepita come prosecuzione della Genova-Acqui-Ovada-Asti, risale al 1892; affidato dal comune di Asti all'ingegner Francesco Guerci[2], lo stesso fu accantonato per ragioni burocratiche[3].

Costruzione della galleria Brozolo - cartolina d'Epoca

Nel 1905 il comune di Asti intrecciò trattative per la costruzione della linea con la Società Veneta, risoltesi due anni dopo con un nulla di fatto. La legge nº 444 del 12 luglio 1908 autorizzò la costruzione della linea: l'anno successivo fu tenuta un'asta per la concessione della costruzione, vinta dall'ingegner Giacomo Sutter[4], il quale iniziò i lavori il 31 marzo 1910[5] terminandoli nel 1912 con cinque mesi di anticipo sulla data prevista[6].

L'esercizio fu aperto il 20 ottobre 1912[2][7] a cura delle Ferrovie dello Stato. Poco dopo la metà degli anni trenta del ventesimo secolo furono istituite le fermate di Cocconito-Bonvino, soppressa nel 1963[8] e di Sant'Anna-Robella, attivata nel 1937[9][10].

Lontana dal fronte della prima guerra mondiale e poco interessata anche dalle vicende della seconda, non costituendo le località servite obiettivi strategici primari, la linea risentì di tali eventi solo per le conseguenti fluttuazioni della domanda di trasporto, iniziando nel secondo dopoguerra un periodo di costante calo dei proventi da traffico dovuto all'avvento della motorizzazione privata e a un orientamento comune non più favorevole al trasporto su ferro.

Quadro orario del 1914

Sostituita da tempo la trazione a vapore grazie all'impiego di automotrici termiche, il traffico continuò a mantenersi a livelli insoddisfacenti e in luogo del potenziamento del servizio per conquistare nuove fasce di utenza nel 1986 la linea venne inclusa in un elenco di "rami secchi" da sopprimere[11], salvandosi dai tagli alla rete operati in quel periodo previe alcune modifiche minori d'orario volte ad abbassare i costi di esercizio[12].

La stazione di Sessant

Un'ulteriore azione in tal senso fu attuata nel 1988, allorché gli impianti di San Sebastiano Po, Lauriano, Brozolo, Cocconato, Cunico-Scandeluzza, Chiusano-Cossombrato, Serravalle d'Asti e Sessant furono trasformati in fermate abilitate ai servizi viaggiatori e bagagli con le restrizioni previste per le case cantoniere[13][14].

Fine novecento[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio degli anni novanta l'intera rete secondaria piemontese, fu oggetto di un profondo programma di rinnovamento che mirava a diminuire i costi di esercizio attraverso l'automazione e il telecomando degli impianti[15]; chiusa nel 1991[16][17], la Asti-Chivasso fu dunque oggetto di lavori[18][19] che comportarono la soppressione di undici passaggi a livello e l'automazione di altri quarantaquattro, nonché con l'eliminazione dei binari di incrocio e l'impresenziamento di tutte le stazioni, con l'eccezione di quelle di Cavagnolo-Brusasco e Montiglio-Murisengo che vennero dotate di ACEI; la linea fu riaperta il 19 novembre 1992[14].

Nel 2001 la gestione della linea passò alla neocostituita Rete Ferroviaria Italiana.

Nonostante gli investimenti profusi l'ipotesi del tagli di alcune linee fu nuovamente ventilata nel 1993[20] ma fu ben presto la natura a porre il primo serio ostacolo al proseguimento dell'esercizio: la linea subì infatti ingenti danni durante l'alluvione del fiume Po nel 1994, quando crollò quasi interamente il ponte su tale fiume[21][22].

La linea a Cunico nel 2013, con il binario ormai dismesso

I lavori di ripristino[23] comportarono dunque la ricostruzione del ponte sul Po[24][25]; durante il loro svolgimento[26] fu istituito un servizio a spola fra Asti e Cocconato[27] che perdurò fino al 27 agosto 2000 quando fu inaugurata la riapertura dell'intera linea ferroviaria[28]. Per l'occasione fu utilizzato un treno storico con trazione a vapore[29].

Negli anni immediatamente successivi l'unico evento significativo fu la soppressione, avvenuta nel 2003 della stazione di Sessant, già declassata a fermata nel 1988[14][30].

La pesante situazione economico-finanziaria della Regione Piemonte, che a differenza della confinante Lombardia non intese avviare un programma di valorizzazione del trasporto su ferro, indusse la stessa a sospendere i contratti di servizio su numerose linee secondarie di propria competenza, portando nel settembre 2011 alla definitiva sospensione del servizio sulla Chivasso-Asti[31]; terminato da tempo il servizio merci il contratto di servizio con Trenitalia per il trasporto passeggeri non venne dunque più rinnovato[1][32][33][34][35]. A partire dal 2013 sono state rimosse le barriere nella maggior parte dei passaggi a livello, spenti i sistemi di segnalazione[36].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Stazioni e fermate
Unknown route-map component "CONTgq" Unknown route-map component "STR+r"
per Torino
Unknown route-map component "ABZg+l" Unknown route-map component "CONTfq"
per Aosta
Unknown route-map component "uexKBHFa" Station on track
51+316 Chivasso 184 m s.l.m.
Unused straight waterway Unknown route-map component "ABZgl" Unknown route-map component "CONTfq"
linee per Milano e per Casale Alessandria
Unused straight waterway Small bridge over water
canale Cavour
Unknown route-map component "uexWBRÜCKE" Bridge over water
fiume Po
Unknown route-map component "uexCONTgq" Unknown route-map component "uexABZqr" Unknown route-map component "emKRZo" Unknown route-map component "uexSTR+r"
Tranvia Torino-Chivasso/Brusasco (* 1877 † 1949)
Unknown route-map component "HSTeBHF" Unknown route-map component "uexHST"
44+749 San Sebastiano Po 171 m s.l.m.
Enter and exit tunnel Unused straight waterway
Galleria Lauriano (351 m)
Unknown route-map component "HSTeBHF" Unknown route-map component "uexHST"
41+092 Lauriano 172 m s.l.m.
Unknown route-map component "HSTeBHF" Unknown route-map component "uexHST"
39+436 Monteu da Po 170 m s.l.m.
Station on track Unknown route-map component "uexHST"
37+120 Cavagnolo-Brusasco 177 m s.l.m.
Straight track Unknown route-map component "uexKBHFe"
Brusasco
Unknown route-map component "HSTeBHF"
33+202 Brozolo 173 m s.l.m.
Unknown route-map component "tSTRa"
32+816 Galleria Brozolo (2346 m)
Unknown route-map component "tSTRe"
30+470
Unknown route-map component "eHST"
30+468 Cocconito-Bonvino * 1936/37 † 1963
Unknown route-map component "HSTeBHF"
28+258 Cocconato 228 m s.l.m.
Stop on track
26+386 Sant'Anna-Robella * 1937 207 m s.l.m.
Station on track
24+289 Montiglio-Murisengo 196 m s.l.m.
Unknown route-map component "HSTeBHF"
20+797 Cunico-Scandeluzza 175 m s.l.m.
Enter and exit tunnel
Galleria Cortanze (678 m)
Unknown route-map component "HSTeBHF"
15+902 Montechiaro d'Asti 192 m s.l.m.
Unknown route-map component "HSTeBHF"
13+554 Chiusano-Cossombrato 175 m s.l.m.
Unknown route-map component "HSTeBHF"
11+078 Settime-Cinaglio-Mombarone 164 m s.l.m.
Unknown route-map component "HSTeBHF"
8+652 Serravalle d'Asti 151 m s.l.m.
Unknown route-map component "eBHF"
5+616 Sessant † 2003 137 m s.l.m.
Unknown route-map component "SKRZ-Au"
Autostrada A21 - Strada europea E70
Unknown route-map component "uexCONTgq" Unknown route-map component "emKRZ" Unknown route-map component "uexCONTfq"
Tranvia Asti-Cortanze (* 1882 † 1915)
Unknown route-map component "uexCONTgq" Unknown route-map component "emKRZo" Unknown route-map component "uexCONTfq"
Tranvia Asti-Canale (* 1882 † 1935)
Unknown route-map component "CONTgq" Unknown route-map component "ABZg+r"
per Torino
Unknown route-map component "CONTgq" Unknown route-map component "ABZg+r"
per Castagnole delle Lanze
Station on track
0+000 Asti 117 m s.l.m.
Unknown route-map component "CONTgq" Unknown route-map component "ABZglr" Unknown route-map component "CONTfq"
per Genova (via Acqui Terme) / per Mortara
Continuation forward
per Genova (via Alessandria)

La Chivasso-Asti è una ferrovia a scartamento ordinario e binario singolo lunga 51,316 km[37], caratterizzata da una pendenza massima di 16 mm/m e da curve con raggio minimo di 400 m[38]; la pendenza media risulta del 7,9 per mille e l'estensione dei tratti incurva assoma al 45 per cento del totale.

Fra le opere d'arte più significative fugurano la galleria Brozolo, di 2348 m, che all'epoca della costruzione presentò non pochi problemi a causa della natura idrogeologica dei terreni attraversati, e il ponte sul Po inizialmente a 13 arcate, poi portate a 17 in seguito a un'alluvione; di rilievo anche la travata di forma parabolica costruita per superare il canale Cavour. Sono inoltre presenti due ulteriori gallerie e numerose opere d'arte minori[2].

Tutte le stazioni della linea erano dotate sin dall'apertura di un binario di incrocio della lunghezza di 400 m, previsto per ricoverare i treni a lunga percorrenza in caso di interruzione della Torino-Genova-Roma tra Torino e Asti; erano comunque presenti delle comunicazioni intermedie utilizzate dai treni di minor lunghezza che percorrevano quotidianamente la ferrovia[38].

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Lasciata la stazione di Chivasso i treni procedevano verso sud est e sovrappassavano il canale Cavour; lasciato sulla destra il raccordo a servizio di una centrale elettrica, veniva impegnato il lungo ponte sul Po al rtermine del quale era sovrappassata altresì la strada Casale, sede fra il 1883 e il 1949 della tranvia Torino-Brusasco per giungere alla stazione di San Sebastiano Po.

Il ponte sulla ex SS 590 a San Sebastiano da Po

Con un tracciato parallelo e prossimo a quello della tranvia, il binario ferroviario impegnava la breve galleria Lauriano per poi servire nell'ordine l'omonima stazione e quella di Monteu da Po, in ultimo trasformate in fermate, e quella di Cavagnolo-Brusasco. Superata la ex stazione di Brozolo la citata galleria omonima consentiva di superare il confine portando i treni in provincia di Asti.

Il tracciato proseguiva con curve e controcurve ad ampio raggio servendo l'effimera fermata di Cocconito-Bonvino e la stazione di Cocconato, anch'essa trasformata in fermata, e la fermata di Sant'Anna-Robella, attivata negli anni trenta, raggiungendo dunque la stazione di Montiglio-Murisengo.

Oltrepassata la fermata di Cunico-Scandeluzza, in origine denominata stazione di Cunico-Colcavagno[39], veniva impegnata la galleria, Cortanze, la terza della linea, andando a servire, nell'ordine, le ex stazioni di Montechiaro d'Asti, Chiusano-Cossombrato, Settime-Cinaglio-Mombarone, Serravalle d'Asti e Sessant, quest'ultima soppressa già prima della sospensione al traffico della linea.

Giunti ormai alla periferia di Asti i treni attraversavano a raso la tranvia Asti-Cortanze e sovrapassavano la Asti-Canale, per immettersi infine, da ovest, nella stazione di Asti.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b redazionale, Servizio con autobus sulle ferrovie a bassa frequentazione, in Piemonte Informa, 16 giugno 2012. URL consultato il 17 giugno 2012.
  2. ^ a b c d L. Ballatore, Storia delle ferrovie in Piemonte, op. cit., pp. 157-160.
  3. ^ Ogliari, Sapi, op. cit., p. 303
  4. ^ Regio Decreto n° 290 del 20 maggio 1909, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 134 dell'8 giugno 1909
  5. ^ Ogliari, Sapi, op. cit., p. 304
  6. ^ Ogliari, Sapi, op. cit., p. 307
  7. ^ Sviluppo delle ferrovie italiane dal 1839 al 31 dicembre 1926, Roma, Ufficio Centrale di Statistica delle Ferrovie dello Stato, 1927. Vedi Alessandro Tuzza, Trenidicarta.it. URL consultato il 24 gennaio 2010.
  8. ^ Genua, Asti-Chivasso. Un centenario mancato, p. 54.
  9. ^ Ferrovie dello Stato, Ordine di Servizio n. 111 del 1937
  10. ^ Genua, Asti-Chivasso. Un centenario mancato, p. 53.
  11. ^ Notizia su I Treni, n. 60, aprile 1986, p. 4.
  12. ^ Notizia su I Treni, n. 65, novembre 1986, p. 6.
  13. ^ Notizia su I Treni, n. 82, maggio 1988, p. 6.
  14. ^ a b c Genua, Asti-Chivasso. Un centenario mancato, p. 56.
  15. ^ Angelo Nascimbene, Mai più "secchi"?, in Tutto Treno, n. 32, maggio 1991, pp. 28-29.
  16. ^ Notizia su I Treni, n. 114, aprile 1991, p. 5.
  17. ^ Notizia su Tutto Treno, n. 31, aprile 1991, p. 10.
  18. ^ Notizia su Tutto Treno, n. 37, novembre 1991, p. 8.
  19. ^ Notizia su Tutto Treno, n. 38, dicembre 1991, p. 10.
  20. ^ Notizia su Tutto Treno, n. 61, gennaio 1994, p. 5.
  21. ^ Maurizio Tolini, I giorni della paura, in Mondo Ferroviario, n. 103, gennaio 1995, pp. 22-27.
  22. ^ Angelo Nascimbene, Piemonte, cronache di un'alluvione, in Tutto Treno, n. 72, gennaio 1995, pp. 12-17.
  23. ^ Notizia su Tutto Treno, n. 75, aprile 1995, p. 8.
  24. ^ Notizia su I Treni, n. 166, dicembre 1995, p. 5.
  25. ^ Notizia su Mondo Ferroviario, n. 168, luglio 2000, p. 11.
  26. ^ Notizia su I Treni, n. 186, ottobre 1997, p. 5.
  27. ^ Notizia su Tutto Treno, n. 103, novembre 1997, p. 7.
  28. ^ Notizia su Tutto Treno, n. 135, ottobre 2000, p. 4.
  29. ^ Notizia su I Treni, n. 219, ottobre 2000, p. 7.
  30. ^ Impianti FS, in I Treni, anno XXV, nº 257, Salò, Editrice Trasporti su Rotaie, marzo 2004, p. 6, ISSN 0392-4602.
  31. ^ Notizia su I Treni, n. 342, novembre 2011, p. 4.
  32. ^ Silvia Adorno, Chiusure in Piemonte, in "I Treni" n. 351, settembre 2012, pp. 14-19.
  33. ^ Notizia su Tutto Treno, n. 259, febbraio 2012, p. 7.
  34. ^ Francesco Maria, Secondarie nelle tenebre..., in Tutto Treno, n. 260, febbraio 2012, pp. 12-18.
  35. ^ Michele Cerutti, Giorgio Stagni, Piemonte, si chiude!, in Tutto Treno, n. 266, settembre 2012, pp. 30-41.
  36. ^ Ferrovia Chivasso-Asti, ferrovieabbandonate.it.
  37. ^ Scheda su ferrovieabbandonate.it. URL consultato nel luglio m2016.
  38. ^ a b Genua, Asti-Chivasso. Un centenario dimenticato, p. 52.
  39. ^ Ennio Morando, Ricordi di Rotaie, su Chivasso-Asti (Valdostana Inferiore).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Ogliari, Franco Sapi, Scintille tra i monti. Storia dei trasporti italiani volume 8°. Piemonte-Valle d'Aosta, Milano, 1968.
  • Fabio Genua, Asti-Chivasso. Un centenario mancato, in Tutto treno & storia, nº 34, secondo semestre 2015, pp. 50-57.
  • Rete Ferroviaria Italiana, Fascicolo linea 5.
  • Luigi Ballatore, Storia delle ferrovie in Piemonte, Torino, Editrice Il Punto, 2002, ISBN 88-88552-00-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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