Ferrovia Castagnole-Asti-Mortara

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Castagnole-Asti-Mortara
Mappa ferr Castagnole-Asti-Mortara.png
Inizio Mortara
Fine Castagnole delle Lanze
Stati attraversati Italia Italia
Lunghezza 94 km
Apertura 1870
Gestore RFI
Precedenti gestori SFAI (1870-1885)
SFM (1885-1905)
FS (1905-2001)
Scartamento 1.435 mm
Elettrificazione no
Ferrovie

La ferrovia Castagnole-Asti-Mortara è una linea ferroviaria italiana di proprietà statale a scartamento ordinario che collega il nodo ferroviario di Castagnole delle Lanze a quello di Asti e a Mortara passando per Casale Monferrato.

Il servizio ferroviario passeggeri regionale risulta sospeso sia nella tratta Castagnole-Asti sia in quella Asti-Mortara.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Treno a vapore in partenza da Castagnole delle Lanze

Con legge 14 marzo 1865 era stato disposto il riordino e l'estensione delle strade ferrate del Regno, rendendo possibile l'attuazione di alcuni collegamenti di interesse locale fino ad allora ipotizzati dopo l'avvio della costruzione della ferrovia Torino-Genova. Grazie a tale dispositivo si autorizzò il Governo ad accordare la concessione di una ferrovia da Castagnole delle Lanze a Mortara il cui progetto venne presentato dal comitato promotore "della Ferrovia da Castagnole a Casale ed oltre, per la Valle del Tanaro. La società concessionaria della ferrovia Cavallermaggiore-Alessandria dichiarò di volersi accollare le relative spese mutando conseguentemente il nome in Società per le ferrovie del Monferrato[1].

I lavori di costruzione procedettero regolarmente pur fra notevoli difficoltà dovute alla natura instabile dei terreni costituiti da marne argillose e calcaree intersecate da strati di sabbia; l'intero percorso fu inaugurato il 12 luglio 1870 e l'esercizio fu assunto direttamente dallo Stato che lo cedette alla Società per le Ferrovie dell'Alta Italia (SFAI) in virtù della legge di riforma del 1865 nel frattempo intervenuta[1].

In base alla legge Baccarini del 27 aprile 1885, la concessione fu trasferita in tale anno alla Società per le Strade Ferrate del Mediterraneo, con servizi eserciti dalla Rete Mediterranea, per poi passare nel 1905 alle neocostituite Ferrovie dello Stato.

L'esercizio nel Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Automotrice a Terranova Monferrato

Lontana dal fronte della prima guerra mondiale la ferrovia sopravvisse senza subire significative variazioni nel servizio fino al 1935, quando venne soppressa la stazione di Casa dei Coppi[2]. Poco interessata anche dalle vicende del secondo conflitto, non costituendo le località servite obiettivi strategici primari, la linea risentì di tale evento solo per le conseguenti fluttuazioni della domanda di trasporto, iniziando nel secondo dopoguerra un periodo di costante calo dei proventi da traffico dovuto all'avvento della motorizzazione privata e a un orientamento comune non più favorevole al trasporto su ferro.

Nel 1951 fu la volta della chiusura della stazione di Nosserio[3] e soppressa definitivamente il primo febbraio 1964[4].

Negli anni ottanta, ormai sostituita da tempo la trazione a vapore con l'immissione in servizio di automotrici e locomotive Diesel, i vasti movimenti franosi che fin dall'origine affliggevano la linea nel tratto a mezza costa presto Costigliole d'Asti imposero la sospensione del traffico sulla tratta Asti-Castagnole delle Lanze, suggerendo ai progettisti dell'epoca la costruzione di una lunga variante su viadotto in calcestruzzo armato[5]. La costruzione di tale imponente manufatto [6] impegnò diversi anni[7] e fu portata a termine nel 1988, anno in cui con circolare compartimentale n. 57 la linea fu riattivata e il parallelo autoservizio sostitutivo soppresso[8][9].

Il lento declino[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1988 le stazioni di Castel d'Agogna, Cozzo, Ponzano Monferrato e Zeme furono declassate a fermate[10]. L'anno seguente subirono la stessa sorte le stazioni di Castell'Alfero, Ozzano Monferrato, Penango, San Giorgio Casale e Terranova Monferrato[11].

Inserita nel 1986 nell'elenco dei rami secchi di cui al cosiddetto "decreto Signorile"[12] e tale ritenuta ancora nel 1989[13], la linea si salvò per azione della Regione Piemonte, la quale intraprese un esteso piano di ammodernamento della propria rete ferroviaria locale che mirava a diminuire i costi di esercizio attraverso l'automazione e il telecomando degli impianti[14]; i lavori che vennero intrapresi nel 1991[15][16] e portarono alla chiusura provvisoria della sezione Asti-Casale[17], mentre la Castagnole-Asti veniva utilizzata quale itinerario alternativo per lo sporadico traffico merci in circolazione su altre linee[18].

Dopo alcuni mesi di lavori[19][20] la linea fu dunque riaperta il 10 agosto dello stesso anno[21].

Treno da Asti in arrivo a Casale Monferrato nel 1996

Nel 1994 un'alluvione colpì il Piemonte meridionale, interrompendo l'esercizio di numerose linee e decretando la soppressione definitiva di una di esse[22][23][24]; la Castagnole-Asti-Mortara risultò meno danneggiata di altre ma venne nuovamente colpita da un analogo cataclisma nell'ottobre del 2000, che vide l'interruzione della Casale-Mortara[25].

Nel 2001 l'esercizio della linea passò alla neocostituita Rete Ferroviaria Italiana, che proseguì l'opera di ricostruzione[26] portandola a termine il 12 febbraio dello stesso anno[27].

Ancora chiusure si ebbero nel 2003, allorché vennero soppresse quasi tutte le località abilitate al servizio viaggiatori, ossia la fermata di Molini d'Isola e la ex stazione di San Marzanotto sulla sezione Asti-Castagnole e le stazioni e fermate di Castel d'Agogna, Zeme, Terrasa, Terranova, Ponzano, Guazzolo e Casa dei Coppi sulla Asti-Mortara[28]. Il traffico continuò a calare, a testimonianza di un'offerta non in grado di soddisfare la domanda potenziale tanto che nel 2007 l'intera linea fu soppressa al traffico per il periodo estivo[29].

L'unica novità positiva si ebbe il 21 novembre 2009, allorché fu inaugurato il terminal intermodale di Mortara raccordato alla Mortara-Casale; il traffico merci generato non interessò peraltro la linea[30].

Il 6 settembre 2010 il servizio fu interrotto tra Asti e Mortara, a causa di cedimenti strutturali della galleria presso Ozzano Monferrato[31][32], ponendo l'intera linea a rischio di chiusura[33].

Considerata la pesante situazione economico-finanziaria della Regione Piemonte, che a differenza della confinante Lombardia non intese avviare un programma di valorizzazione del trasporto su ferro, nel 2012[34] la stessa decretò la sospensione dei contratti di servizio su numerose linee secondarie di propria competenza, portando alla definitiva sospensione del traffico[35][36] sia sulla Castagnole-Asti[37] che sulla Asti-Mortara[31].

Un'eventuale riapertura venne prospettata nel 2014, allorché furono definiti i criteri di attribuzione del punteggio in una eventuale gara per l'affidamento del servizio[38].

Il 25 ottobre 2017 è stata firmata un'intesa volta a riattivare il tratto Alba-Castagnole delle Lanze-Asti, tramite la corretta valutazione dell'importo necessario per i lavori di ripristino sulla galleria Ghersi, inagibile[39].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Stazioni e fermate
Continuation backward
per Milano
Unknown route-map component "dvCONTgq" Unknown route-map component "SPLeq" Unknown route-map component "ABZg+r" Unknown route-map component "d"
linee per Arona e per Vercelli
Station on track
93+602 Mortara 108 m s.l.m.
Unknown route-map component "d" Unknown route-map component "ABZgl" Unknown route-map component "SPLaq" Unknown route-map component "dvCONTfq"
linee per Alessandria e per Pavia
Unknown route-map component "eBHF"
89+570 Castel d'Agogna † 2003 106 m s.l.m.
Small bridge over water
fiume Agogna
Unknown route-map component "eHST"
84+005 Zeme † 2003 110 m s.l.m.
Unknown route-map component "eHST"
81+504 Cozzo 105 m s.l.m.
Station on track
79+679 Candia Lomellina 103 m s.l.m.
Unknown route-map component "eHST"
77+013 Terrasa † 2003 106 m s.l.m.
Bridge over water
fiume Sesia
Unknown route-map component "STR+GRZq"
confine Lombardia-Piemonte
Unknown route-map component "eBHF"
73+304 Terranova Monferrato † 2003 105 m s.l.m.
Unknown route-map component "SKRZ-Au"
Autostrada A26 - Strada europea E25
Unknown route-map component "uexCONTgq" Unknown route-map component "emKRZ" Unknown route-map component "uexCONTfq"
tranvia Vercelli-Casale
Unknown route-map component "dvCONTgq" Unknown route-map component "SPLeq" Unknown route-map component "ABZg+r" Unknown route-map component "d"
per Chivasso e Vercelli
Bridge over water
fiume Po
Station on track
65+168 Casale Monferrato 112 m s.l.m.
Unknown route-map component "ABZgl" Unknown route-map component "CONTfq"
per Valenza
Unknown route-map component "HSTeBHF"
58+350 San Giorgio Casale 149 m s.l.m.
Unknown route-map component "tSTRa"
56+748 galleria Ozzano (1.412 m)
Unknown route-map component "tSTRe"
55+336
Unknown route-map component "HSTeBHF"
55+049 Ozzano Monferrato 167 m s.l.m.
Unknown route-map component "HSTeBHF"
49+765 Serralunga-Cereseto 145 m s.l.m.
Unknown route-map component "eHST"
45+999 Ponzano Monferrato † 2003 186 m s.l.m.
Station on track
43+066 Moncalvo 190 m s.l.m.
Unknown route-map component "eHST"
39+996 Guazzolo † 2003 201 m s.l.m.
Unknown route-map component "HSTeBHF"
37+638 Penango 169 m s.l.m.
Unknown route-map component "HSTeBHF"
34+976 Tonco-Alfiano 164 m s.l.m.
Unknown route-map component "HSTeBHF"
31+580 Castell'Alfero 139 m s.l.m.
Unknown route-map component "HSTeBHF"
28+386 Portacomaro 131 m s.l.m.
Unknown route-map component "eHST"
27+136 Casa dei Coppi * 1935 128 m s.l.m.
Unknown route-map component "SKRZ-Au"
Autostrada A21 - Strada europea E70
Unknown route-map component "uexCONTgq" Unknown route-map component "emKRZ" Unknown route-map component "uexCONTfq"
Tranvia Asti-Montemagno-Altavilla (* 1900 † 1935)
Unknown route-map component "ABZg+l" Unknown route-map component "CONTfq"
per Genova via Alessandria
Unknown route-map component "ABZg+l" Unknown route-map component "CONTfq"
per Genova via Acqui
Station on track
20+153
20+128
Asti 128 m s.l.m.
Unknown route-map component "dvCONTgq" Unknown route-map component "SPLeq" Unknown route-map component "ABZgr" Unknown route-map component "d"
per Chivasso e per Torino
Bridge over water
fiume Tanaro
Unknown route-map component "eHST"
Asti Boana † 2003
Unknown route-map component "eBHF"
15+754 San Marzanotto † 2003
Unknown route-map component "eHST"
12+750 Molini d'Isola † 2003
Unknown route-map component "HSTeBHF"
11+235 Isola d'Asti
Unknown route-map component "HSTeBHF"
7+933 Motta di Costigliole
Unknown route-map component "KRW+l" Unknown route-map component "xKRWgr"
variante * 1988
Large bridge Unknown route-map component "exHST"
5+232 Nosserio * 1951, † 1/2/1964
Unknown route-map component "KRWl" Unknown route-map component "xKRWg+r"
Unknown route-map component "tSTRa"
galleria Castagnole (734 m)
Unknown route-map component "tSTRe"
Unknown route-map component "ABZg+l" Unknown route-map component "CONTfq"
per Alessandria
Station on track
0+000 Castagnole delle Lanze
Unknown route-map component "CONTgq" One way rightward
per Cavallermaggiore

La linea è una ferrovia a binario singolo non elettrificato. Lo scartamento ferroviario adottato è quello ordinario da 1435 mm. La ferrovia è gestita da Rete Ferroviaria Italiana (RFI) che la qualifica come linea complementare[40].

L'intero percorso assomma a 93 chilometri, con uno sviluppo di tratti in curva pari al 38,5 %; la pendenza massima risulta del 4,3 per mille, con punte del 10,7. Fra le numerose opere d'arte sono presenti cinque ponti e viadotti da due a sedici arcate, due ponti a travata metallica da 4 e 6 campate e quattro gallerie lunghe in totale 2.465 metri[1].

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Lasciata la stazione di Mortara e il bivio con le linee per Alessandria e Pavia, la ferrovia volge verso sud ovest superando il fiume Agogna dopo aver attraversato l'ex stazione di Castel d'Agogna, per poi procedere parallela alla strada statale 596 dei Cairoli con lunghi rettilinei; sono incontrate la ex fermata di Zeme, la ex stazione di Cozzo e la stazione di Candia. Dopo quest'ultima la ex fermata di Terrasa è l'ultima località in terra lombarda prima di impegnare il ponte sul fiume Sesia ed entrare in Piemonte. Superata la ex stazione di Terranova Monferrato si arriva alla stazione di Casale Monferrato posta oltre al ponte sul Po. Prima di essa, fra il 1888 e il 1935 veniva intersecato il binario della tranvia Vercelli-Casale.

Candia Lomellina in una cartolina d'epoca

Co un'ampia curva a sinistra viene ripresa la direzione sud ovest seguendo la strada statale 457 di Moncalvo con un andamento più tortuoso del precedente, a motivo del territorio collinare attraversato. Dopo la ex stazione di San Giorgio Casale si incontra la galleria Ozzano, l'unica della linea, il cui cedimento strutturale provocò la chiusura nel 2010 della tratta Asti-Casale. Dopo tale opera d'arte erano servite le ex stazioni di Ozzano Monferrato e Serralunga-Cereseto e, superata la ex fermata di Ponzano Monferrato era raggiunta la stazione di Moncalvo.

Allontanatasi dal tracciato della statale, la ferrovia descrive alcune anse nel terreno collinare della zona che, attraversata la ex fermata di Guazzolo, consentivano ai treni di servire quella di Penango e le ex stazioni di Tonco-Alfiano, Castell'Alfero e Portacomaro; da quest'ultima località il binario sorge pressoché parallelo alla Strada statale 706 Tangenziale Est di Asti. Dopo la ex fermata di Casa dei Coppi e sottopassata l'autostrada A21 il binario intersecava a raso, fra il 1900 e il 1935, il tracciato di una seconda tranvia, la Asti-Montemagno-Altavilla per poi piegare ed immettersi nella Asti.

Il lungo viadotto ferroviario di Costigliole, realizzato in variante

L'ultima parte del percorso segue la valle del Tanaro, che la ferrovia scavalca; lungo il percorso sono presenti la ex stazione di San Marzanotto, la soppressa fermata di Molini d'Isola e la ex stazione di Isola d'Asti. Dopo la ex stazione di Motta di Costigliole ha inizio il tratto in variante su viadotto che consente di bypassare il tratto franoso su cui era presente la fermata di Nosserio; nel comune di Costigliole d'Asti, all'incrocio tra strada Chiaberto e strada Nosserio, è ancora presente il vecchio viadotto, in stato di abbandono e coperto di vegetazione, sul quale passava la linea prima della deviazione attivata nel 1988. Con l'attraversamento della galleria Castagnole si giunge infine al capolinea di Castagnole delle Lanze, sulla ferrovia Alessandria-Cavallermaggiore.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c L. Ballatore, Storia delle ferrovie in Piemonte, op. cit., pp. 94-96.
  2. ^ Ferrovie dello Stato, Ordine di Servizio n. 133, 1935
  3. ^ Ordine di Servizio n. 39 del 1951
  4. ^ Camera dei Deputati, Risposte scritte ad interrogazioni in Atti Parlamentari della IV Legislatura, seduta del 18 febbraio 1964, pagg. 1264 e 1265
  5. ^ Notizia su I Treni, n. 56, gennaio 1986, p. 7.
  6. ^ Notizia su I Treni, n. 75, ottobre 1987, p. 6.
  7. ^ Notizia su I Treni, n. 85, settembre 1988, p. 7.
  8. ^ "Circolare compartimentale n° 57/88"
  9. ^ Notizia su I Treni, n. 88, dicembre 1988, p. 8.
  10. ^ "Circolare compartimentale n° 32/88"
  11. ^ Notizia su I Treni, n. 100, gennaio 1990, p. 120.
  12. ^ Notizia su I Treni, n. 60, aprile 1986, p. 4.
  13. ^ Notizia su Tutto Treno, n. 10, maggio 1989, p. 10.
  14. ^ Notizia su Tutto Treno, n. 26, novembre 1990, p. 6.
  15. ^ Notizia su I Treni, n. 114, aprile 1991, p. 5.
  16. ^ Notizia su Tutto Treno, n. 31, aprile 1991, p. 10.
  17. ^ Angelo Nascimbene, Mai più "secchi"?, in Tutto Treno, n. 32, maggio 1991, pp. 28-29.
  18. ^ Notizia su Tutto Treno, n. 36, ottobre 1991, p. 8.
  19. ^ Notizia su Tutto Treno, n. 37, ottobre 1991, p. 8.
  20. ^ Notizia su Tutto Treno, n. 38, novembre 1991, p. 10.
  21. ^ Notizia su Tutto Treno, n. 47, dicembre 1991, p. 9.
  22. ^ Fausto Numanni, Ferrovie nell’alluvione, in I Treni, n. 156, gennaio 1995, pp. 14-17.
  23. ^ Maurizio Tolini, I giorni della paura, in Mondo Ferroviario, n. 103, gennaio 1995, pp. 22-27.
  24. ^ Angelo Nascimbene, Piemonte, cronache di un’alluvione, in Tutto Treno, n. 72, gennaio 1995, pp. 12-17.
  25. ^ Vittorio Mario Cortese, Piemonte dopo l'alluvione, in I Treni, n. 221, dicembre 2000, pp. 10-15.
  26. ^ Notizia su Tutto Treno, n. 139, febbraio 2001, p. 8.
  27. ^ Notizia su I Treni, n. 224, marzo 2001, p. 4.
  28. ^ Notizia su I Treni, n. 257, marzo 2004, p. 6.
  29. ^ Notizia su I Treni, n. 297, ottobre 2007, p. 7.
  30. ^ Notizia su I Treni, n. 322, gennaio 2010, p. 9.
  31. ^ a b Linea Asti-Mortara. Modifiche alla Circolazione dei Treni (PDF), su fsnews.it, 6 settembre 2010. URL consultato l'8 luglio 2012.
  32. ^ Linea Asti - Casale Monferrato - Mortara, circolazione ancora sospesa per lavori alla galleria di Ozzano Monferrato, in FS News, 3 settembre 2010. URL consultato il 5 luglio 2011.
  33. ^ Francesco Maria, Secondarie a rischio di chiusura, in Tutto Treno, n. 249, febbraio 2011, pp. 12-17.
  34. ^ Francesco Maria, Secondarie nelle tenebre..., in Tutto Treno, n. 260, febbraio 2012, pp. 12-18.
  35. ^ Silvia Adorno, Chiusure in Piemonte, in "I Treni" n. 351, settembre 2012, pp. 14-19.
  36. ^ Michele Cerutti, Giorgio Stagni, Piemonte, si chiude!, in Tutto Treno, n. 266, settembre 2012, pp. 30-41.
  37. ^ redazionale, Servizio con autobus sulle ferrovie a bassa frequentazione, in Piemonte Informa, 16 giugno 2012. URL consultato il 17 giugno 2012.
  38. ^ Notizia su I Treni, n. 376, dicembre 2014, p. 4.
  39. ^ http://www.lastampa.it/2017/10/26/edizioni/asti/treni-firmata-lintesa-per-riattivare-la-linea-ferroviaria-astialba-3pUQvxrXcaPvh1hjkP1a7K/pagina.html Firmata l’intesa per riattivare la linea ferroviaria Asti-Alba
  40. ^ RFI - Rete in esercizio (PDF), site.rfi.it. URL consultato il 21 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2011).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rete Ferroviaria Italiana, Fascicolo linea 10 (Castagnole–Asti).
  • Rete Ferroviaria Italiana, Fascicolo linea 12 (Asti–Mortara).
  • Luigi Ballatore, Storia delle ferrovie in Piemonte, Torino, Editrice Il Punto, 2002, ISBN 88-88552-00-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]