Chivasso

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

" ... All'origine di Chivasso sta la posizione chiave della Città, dominatrice di tutte le vie d'accesso per le Gallie, per il Canavese, per il Milanese, il Casalese e l'Astigiano... "

(da "Storia di Chivasso e del Chivassese", di Luciano Dell'Olmo e Rino Scuccimarra).[1]

Chivasso
comune
Chivasso – Stemma Chivasso – Bandiera
Veduta del Duomo
Veduta del Duomo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Città metropolitana di Torino - Stemma.png Torino
Amministrazione
Sindaco Libero Ciuffreda (coalizione di centro-sinistra) dal 21-5-2012
Territorio
Coordinate 45°11′N 7°53′E / 45.183333°N 7.883333°E45.183333; 7.883333 (Chivasso)Coordinate: 45°11′N 7°53′E / 45.183333°N 7.883333°E45.183333; 7.883333 (Chivasso)
Altitudine 183 m s.l.m.
Superficie 51,24 km²
Abitanti 26 728[2] (31-10-2015)
Densità 521,62 ab./km²
Frazioni Betlemme, Borghetto, Boschetto, Castelrosso, Mandria, Montegiove, Mosche, Pogliani, Pratoregio, Torassi
Comuni confinanti Brandizzo, Caluso, Castagneto Po, Mazzè, Montanaro, Rondissone, San Benigno Canavese, San Raffaele Cimena, San Sebastiano da Po, Verolengo, Volpiano
Altre informazioni
Cod. postale 10034
Prefisso 011
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001082
Cod. catastale C665
Targa TO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti chivassesi
Patrono Beato Angelo Carletti
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Chivasso
Chivasso
Localizzazione del comune di Chivasso nella città metropolitana di Torino.
Localizzazione del comune di Chivasso nella città metropolitana di Torino.
Sito istituzionale

Chivasso ("Civass" in piemontese[3]) è un comune italiano di 26 728 abitanti[2], situato nella Città metropolitana di Torino, in Piemonte.

Il nome della città è di origine Tardo - latina: l'etimologia, documentata come "Clavasius" (o "Clevaxium"), deriverebbe dalla parola "clivus" ("collina"), e dall'aggiunta del suffisso "- aceus", e significherebbe "Luogo fronteggiante la collina" ("Clavasium").

Tra il XII e il XIV secolo, la città è stata capitale del Marchesato del Monferrato, prima del trasferimento della corte a Casale Monferrato; tuttavia, a oggi non è considerata parte geografica del Monferrato, sebbene ne faccia parte storicamente, ma viene definita "La porta del Canavese".

Lo stemma della città, infatti, rappresenta i colori dell'antica bandiera del Marchesato, sui quali si sovrappongono due chiavi, una bianca e l'altra rossa, a simboleggiare termine della regione del Monferrato, e inizio di quella del Canavese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Chivasso nacque come accampamento militare Romano (Castrum) e stazione di rifornimento sull'antica strada che collegava Augusta Taurinorum (Torino) con Mediolanum (Milano), in una zona precedentemente abitata dalle popolazioni Celtiche dei Salassi e dei Galli Cisalpini.

Un'antica edizione della "Summa Angelica" del Beato Angelo Carletti da Chivasso

Il dominio degli Aleramici[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1164, sotto la protezione dell'Imperatore del Sacro Romano Impero Germanico, il piccolo villaggio di "Clavasium" diventa parte del feudo della famiglia nobiliare degli Aleramici. Quando questi assumono il rango di Marchesi del Monferrato, per Chivasso inizia un periodo di grande prosperità: infatti, la città viene dotata di nuove fortificazioni difensive, di un castello, di una Zecca (autorizzata per coniare monete d'oro e d'argento) e di una nuova chiesa parrocchiale, in sostituzione dell'antica Collegiata di San Pietro (situata, un tempo, all'incrocio tra Stradale Torino e Via Paleologi), di cui rimane solo il Crocifisso dell'altare maggiore (attualmente conservato nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli).

Il dominio dei Paleologi e il Primo dominio dei Savoia[modifica | modifica wikitesto]

Nel XIV secolo, a seguito dell'estinzione della dinastia Aleramica, la città passa sotto il dominio dei Paleologi di Bisanzio: sotto di essi, Chivasso rimane capitale del marchesato del Monferrato e, sotto il Marchese Teodoro II Paleologo, ospita una colta e prestigiosa corte; Agli inizi del XV secolo, inoltre, la città diventa, grazie al mecenatismo dei nuovi signori, meta per pittori, poeti e filosofi provenienti da tutto il Piemonte, in un piano di arrichimento culturale che culmina con la costruzione del Duomo di Santa Maria Assunta.

Nel 1431, a seguito dell'elezione di Casale Monferrato a rango di capitale del Marchesato, la città viene annessa ai territori dei Savoia divenendo uno dei più importanti centri del Canavese, anche grazie all'arte della tipografia (Jacobino Suigo, uno dei più importanti editori dell'epoca, apre la sua prima bottega a Chivasso).

Il dominio dei Francesi[modifica | modifica wikitesto]

La città, nel XVI secolo, vive un periodo di forte instabilità economica e sociale, quando le scorrerie e i saccheggi dei Lanzichenecchi portano la città ad uno stato di degrado e arretratezza senza precedenti. Nel 1536, inoltre, le truppe del Re Francesco I di Francia, in marcia verso Pavia, marciano su Chivasso, radendo al suolo le fortificazioni edificate dagli Aleramici e lasciando così la città priva di difese.

Il Secondo dominio dei Savoia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la Pace di Cateau - Cambrésis, Chivasso passa di nuovo sotto il dominio dei Savoia, che la forniscono di una nuova cinta muraria. Nel 1705, durante la Guerra di Successione Spagnola, Chivasso subisce l'Assedio delle truppe francesi, dirette verso Torino, riuscendo a fermarle per un po', prima di cadere sotto i colpi di cannone dell'esercito del Re Sole (che abbattono la guglia del Campanile del Duomo, simbolo della città). Per questo motivo, nel 1759, a Chivasso viene assegnato il "Titolo di Città", che va ad aggiungersi a quello di "Contessa di Castelrosso, di Torassi, Berre e Margherita" (1733).

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Assedio di Chivasso.

In questo periodo Padre Giuseppe Borla (1728 - 1797), Priore del locale Convento di Sant'Agostino (situato all'incrocio delle odierne Via Borla e Via Torino), scrive il libro "Storia di Chivasso dalle origini al 1795", la cui trascrizione è stata data alle stampe nel 2013, ad opera dei due storici chivassesi Flavio Rosso e Bruno Pasteris. I tre volumi, di circa 1800 pagine, corredati da un vasto apparato iconografico e storiografico, sono editi dalla "Pro Loco Chivasso L'Agricola Editore".

Dal dominio Napoleonico al Regno d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

La presa d'acqua d'imbocco del Canale Cavour

La città passa sotto il dominio Napoleonico nel 1800, dopo un Assedio durato parecchie settimane.

Con il Congresso di Vienna del 1815, ritorna nuovamente sotto i Savoia, e, con il loro supporto, la città vive una vera e propria "Rivoluzione Industriale": vengono eseguiti lavori di ammodernamento all' Ospedale Civico e alla Stazione Ferroviaria, vengono create nuove fabbriche in tutto il territorio comunale e, negli anni '60 dell'Ottocento, viene edificato il Canale Cavour, maestosa opera di ingegneria idraulica che permette di riqualificare le fertili risaie del Vercellese; nel 1870, infine, viene edificato un ponte sul Fiume Po, per unire Chivasso alla collina del Monferrato.

Le due Guerre Mondiali e gli anni del Ventennio[modifica | modifica wikitesto]

La Prima guerra mondiale fece numerose vittime tra i chivassesi, che in loro onore eressero un monumento in Piazza d'Armi, inaugurato nel 1919 dal Principe di Piemonte in persona, raffigurante "la Dea Vittoria che incorona un Soldato Italiano"; inoltre, lo spopolamento delle campagne e delle fabbriche portò ad un periodo di grave crisi economica, che ebbe ripercussioni profonde sulla popolazione. In questo periodo, inoltre, la città dovette ospitare dei Soldati Polacchi in attesa del rimpatrio, alloggiati negli appartamenti d'onore della Mandria di Chivasso.

Successivamente, con l'ascesa al potere di Benito Mussolini, la situazione sembrò migliorare: rifiorì l'economia, con l'apertura di nuove fabbriche, l'inaugurazione di due nuove sedi per i mercati cittadini (la Tettoia del Mercato dei polli, in Piazza Carlo Noè, e quella del Foro Boario, davanti alla Caserma Giordana) e un grande progetto urbanistico di rinnovo degli edifici pubblici cittadini, mai terminato.

Purtroppo, però, la Seconda guerra mondiale portò nuovi morti alla città, che venne bombardata dagli Alleati, il 12 maggio 1944, divenendo in seguito il centro delle lotte tra i Partigiani e i Nazi - Fascisti. Durante uno di questi attacchi, al primo piano dell'attuale Palazzo Tesio, viene firmata la cosiddetta Dichiarazione di Chivasso, documento alle origini dell'attuale federalismo europeo.

Dalla Seconda guerra mondiale ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Gli Stabilimenti Industriali di Chivasso, all'inizio del Novecento

Negli anni '50 e '60 del Novecento, il "boom" economico travolge anche la piccola cittadina, che vive un periodo di forte esplosione demografica ed economica, con il raddoppio della popolazione residente (tra il 1951 ed il 1971); in questo periodo, in città vengono edificate una Centrale Termoelettrica, e uno stabilimento della Lancia che, in poco tempo, diventa una delle principali fabbriche automobilistiche in tutta Italia.

La decisione della chiusura dello stabilimento, nel 1993, provoca un periodo di gravissime ripercussioni economiche e sociali, che si ripercuotono sulla città e sulla sua popolazione [4]; Inoltre, la città subisce ingenti danni durante le alluvioni del Po del 1994 e del 2000: in particolare, nella notte tra il 5 e il 6 novembre 1994, crolla il ponte in mattoni sul fiume, costruito oltre cent'anni prima, il quale viene ricostruito negli anni seguenti con una moderna struttura di cemento.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stabilimento Lancia di Chivasso.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il Centro Storico di Chivasso è diviso in nove "Borghi": quattro all'interno dell'antica cinta muraria ("Borgo di San Guglielmo" a sud - est, "Borgo Mincio" a nord - est, "Borgo di Santa Maria" a nord - ovest e "Borgo del Castello" a sud - ovest), e cinque all'esterno ("Borgo Vercelli" ad est, "Borgo Po" a sud, "Borgo Blatta" e "Borgo Posta Vecchia" a nord e "Borgo San Pietro" ad ovest). A questi, con il tempo, se ne sono aggiunti altri sei ("Località Barragino", "Borgo della Coppina", "Borgo dei Pesci vivi", "Borgo Belvedere", "Borgo Sud - Est" e "Località Cappuccini"), che insieme formano la periferia della città.

Edifici religiosi[modifica | modifica wikitesto]

Palazzi e monumenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Torre Ottagonale (XII secolo)
  • Stele di Chivasso, o Lapis Longus (VII - VI secolo a.C.)
  • Diga di inizio del Canale Cavour (XIX secolo)
  • Palazzo Santa Chiara (XVIII secolo)
  • Teatrino Civico (XIX secolo)
  • Palazzo Einaudi (XVII secolo)
  • Palazzo delle Poste Reali (XVII secolo)
  • Palazzo Rubatto, sede della Pro Loco Chivasso "L'Agricola" (XVIII secolo)
  • Palazzo Tesio (XVIII secolo)
  • Tenuta di campagna della Mandria di Chivasso (XVIII secolo)

Parchi pubblici[modifica | modifica wikitesto]

  • Parco Fluviale del "Bricel", parte del più ampio Parco del Po e della Collina Torinese
  • Parco del Mauriziano (detto dai Chivassesi "Parco del Robinson")
  • Viale Storico del Canale Cavour

Via Francigena[modifica | modifica wikitesto]

Fin dal Medioevo, la città di Chivasso è stata un'importante stazione di passaggio e di sosta per i pellegrini che percorrevano il Ramo del Moncenisio della Via Francigena, che, dopo aver attraversato il ponte sul Fiume Po, attraversa il Centro Storico cittadino passando per Piazza della Repubblica, per poi dirigersi, costeggiando il Canale Cavour, verso le città di Castelrosso, di Torrazza Piemonte e di Saluggia [5].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Una cartolina di inizio Novecento con la vecchia Stazione Tramviaria di Chivasso.

Nell'arco di sessant'anni (dal 1951 ad oggi), la popolazione residente nella città è praticamente raddoppiata, con la conseguente espansione edilizia delle sue periferie, verso Verolengo e Castelrosso (ad est).

Abitanti censiti[6]

Stranieri[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati dell' ISTAT, al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente a Chivasso era di 1.877 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate, in base alla loro percentuale sul totale della popolazione, erano:

Sul territorio comunale, inoltre, sono presenti due Moschee (una nel Centro Storico, l'altra in Località Coppina) ed una Chiesa Parrocchiale Ortodossa, presso il Cimitero Comunale, dedicata ai Santi Giorgio di Cernica e Geremia.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

I tradizionali nocciolini

Tra i prodotti tipici della città, i più noti sono la "Confettura di pomodori di Chivasso ", il "LiquoreNocciolin" ed i "Nocciolini di Chivasso", dei minuscoli dolci a base di meringa e Nocciole del Piemonte I.G.P. che sono riconosciuti come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (P.A.T.) italiano.

Cartello indicatore in cui vengono elencate le specialità di Chivasso

Persone legate a Chivasso[modifica | modifica wikitesto]

Piazza della Repubblica, durante una nevicata invernale

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Inverno/Primavera - "Letture a Palazzo" (presentazione di libri e scrittori contemporanei nelle sale di Palazzo Rubatto)
  • Gennaio/Marzo - "Chivasso in Musica" (serie di concerti di musica classica presso i vari monumenti del Centro Storico)
  • Gennaio/Maggio - "Orizzonti di Scena" (stagione teatrale al Teatrino Civico)
  • Febbraio/Marzo - Carnevale storico e Carnevalone (sfilata di carri allegorici per le vie del centro, che si tiene sempre la prima domenica di Quaresima)
  • Pasqua - "Almisonis Melos" (concerti di musica sacra, in occasioni delle celebrazioni pasquali in città)
  • Estate - Festa dei Borghi e delle Frazioni per le vie del Centro
  • Estate - Festival del cinema all'aperto (presso Palazzo Santa Chiara)
  • Agosto - Festa Patronale del Beato Angelo Carletti, Fiera e Rievocazione Storica medievale (presso il Parco del Mauriziano)
  • Ottobre - Festival Internazionale della Letteratura "I Luoghi delle Parole" (presso la Biblioteca Civica Movimente)
  • Prima domenica del mese - Mercà d'la Tola (mercato antiquario per le vie del centro)

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stabilimento Lancia di Chivasso.

Dall'inizio degli Anni Sessanta ad oggi, il nome della città è sempre stato associato a quello della casa automobilistica "Lancia", in quanto è qui che, nel 1963, venne inaugurato il principale impianto di produzione dell'azienda italiana; ceduta nel 1993 alla "Carrozzeria Maggiora", la fabbrica è rimasta produttiva sino al 2002, producendo modelli d'auto quali la Fiat Barchetta, la cui produzione è stata successivamente trasferita all'impianto di Mirafiori (TO). Adiacente all'ex impianto "Lancia", attualmente, si trova l'Area di Produzione del Consorzio Industriale "Chind", in cui si trovano gli uffici della Società "Diasorin" e vari stabilimenti di importanti multinazionali, quali la "Knauf Insulation" e la "Dytech Automotive".

Nel territorio comunale, inoltre, sono presenti una Centrale Termoelettrica, alimentata a gas naturale e gestita dalla "Edipower" (società del Gruppo "A2a"), un centro per il trattamento dei rifiuto, con annessa Discarica comunale, e numerose altre aziende private.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La città è servita dall'Autostrada A4 Torino-Trieste, mediante tre uscite denominate "Chivasso Ovest", "Chivasso Centro" e "Chivasso Est", dalla Strada Statale 11 Padana Superiore, dalla Strada Statale 26 della Valle d'Aosta e dalla Strada Statale 590 della Val Cerrina.

Ferrovie e tranvie[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio viaggiatori della Stazione di Chivasso

Chivasso è un nodo ferroviario posto lungo la ferrovia Torino-Milano, nella quale confluiscono le Linee Regionali Chivasso-Aosta e Chivasso-Alessandria. Ad esse si aggiungeva, in passato, la Ferrovia Chivasso-Asti, il cui traffico è definitivamente sospeso dal 2011. Il territorio comunale ospita due stazioni ferroviarie: la stazione di Chivasso, servita da corse operate da Trenitalia, nell'ambito del Contratto di Servizio stipulato con la Regione Piemonte, fra cui quelle del Servizio Ferroviario Metropolitano di Torino, e la stazione di Castelrosso, in cui fermano alcuni treni regionali.

Tra il 1883 e il 1949, Chivasso rappresentò uno dei capolinea della Tratta tramviaria Torino-Chivasso/Brusasco.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Chivasso è un punto di intercambio per le Autolinee Interurbane, gestite dal GTT e da altre imprese locali. Tutti le linee degli autobus, sia pubblici che privati, e i Taxi operanti in città, fanno capolinea al "Movicentro", situato in Piazza XII Maggio 1944.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1997 2006 Andrea Fluttero centro-destra Sindaco
2006 2011 Bruno Matola centro-destra Sindaco
2011 2012 Giovanni De Mori centro-sinistra Sindaco
2012 2012 Giovanna Vilasi Commissario Straordinario
2012 2012 Laura Ferraris Commissario Straordinario
2012 in carica Libero Ciuffreda centro-sinistra Sindaco

Dal 2014, la città di Chivasso è gemellata con quella di Ventotene (LT); inoltre, la città intrattiene rapporti di amicizia con Betlemme (Palestina) e con la Repubblica di Polonia.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ da "Le cartoline raccontano, 1890 - 1990. Cento anni di Chivasso", di Laura Borrione, Marco Borrione e Pier Carlo Rosa (Edizioni L'Artistica Savigliano, 1990).
  2. ^ a b = ISTAT - Bilancio demografico mensile ottobre 2015, demo.istat.it. URL consultato il 29 febbraio 2016.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 206.
  4. ^ La Stampa - Consultazione Archivio
  5. ^ Da Torino a Vercelli (Km 84,8) – Turismo Torino e Provincia
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN134326393
Piemonte Portale Piemonte: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Piemonte