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Villar Dora

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Villar Dora
comune
Villar Dora – Stemma Villar Dora – Bandiera
Villar Dora – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Città metropolitana Città metropolitana di Torino - Stemma.png Torino
Amministrazione
Sindaco Mauro Carena (Lista civica) dal 09/06/2009
Territorio
Coordinate 45°07′N 7°23′E / 45.116667°N 7.383333°E45.116667; 7.383333 (Villar Dora)Coordinate: 45°07′N 7°23′E / 45.116667°N 7.383333°E45.116667; 7.383333 (Villar Dora)
Altitudine 367 (min 330 - max 1,508) m s.l.m.
Superficie 5,71 km²
Abitanti 2 951[2] (09-10-2011)
Densità 516,81 ab./km²
Frazioni Andruini, Baratta, Bert, Borgionera, Bosio (Colombo e Maltrot), Calliero, Cordonatto, Giorda, Merlo, Molino, Montecomposto, Morando, Richetto, Suppo, Torre del Colle, Vindrola.
Comuni confinanti Almese, Avigliana, Caprie, Rubiana, Sant'Ambrogio di Torino
Altre informazioni
Cod. postale 10040
Prefisso 011
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001303
Cod. catastale L999
Targa TO
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 904 GG[3]
Nome abitanti villardoresi
Patrono I Santi Vincenzo ed Anastasio, compatroni con la Madonna del Carmine della Chiesa e San Rocco[1]
Giorno festivo 22 gennaio (liturgico)
16 agosto (pubblico)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Villar Dora
Villar Dora
Villar Dora – Mappa
Localizzazione del comune di Villar Dora nella città metropolitana di Torino.
Sito istituzionale

Villar Dora (Vilar Dòra [vilarˈdɔra], oppure O Vilar [ʊviˈlaː] in piemontese, Vilardòra in francoprovenzale) è un comune italiano di 2.951 abitanti[2] della città metropolitana di Torino, in Piemonte, compreso tra il versante orografico sinistro della Val di Susa ed il fiume Dora Riparia. È parte della Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Villar Dora è situato nella bassa Valle di Susa, a circa 26 km da Torino. Confina a nord con Rubiana, a ovest con Caprie, a sud con Avigliana e Sant'Ambrogio di Torino e a est con Almese.

Il territorio comunale è situato sulla sinistra orografica del fiume Dora Riparia. Nella zona pianeggiante (tra i 345 ed i 400 m) si concentra la maggior parte popolazione, mentre nella zona collinare (400 – 800 m), costituita dai primi contrafforti delle alpi Graie, sorgono numerose borgate. La parte montuosa (800 – 1508 m) non risulta invece antropizzata.

L'ambiente di pianura non urbanizzato è costituito da prati e coltivi (alberi da frutto e da taglio, cereali), mentre quello boschivo è costituito fino ai 1000 m da latifoglie come querce, castagni, aceri, frassini e noccioli. A quote superiori sono invece presenti i faggi, gli ontani, le betulle e le conifere (pini, larici, abeti).

Il dislivello totale varia da 345 a 1508 m s.l.m.: il punto più basso si trova nei pressi della bealera (fosso) di Caselette al confine con il comune di Avigliana, mentre quello più alto è costituito dalla vetta del monte Caprasio (o Rocca Sella).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

L'antico nome del paese (Villar d'Almese) deriva forse da Villa ad Mensam (dal nome latino del torrente Messa) che indicava un modesto stanziamento agricolo sorto nell'alto medioevo attorno ad una fortificazione ove più tardi sarebbe stato costruito il Castello. Il nome del Villar viene citato per la prima volta nel diploma del 31 luglio 1001 con cui l'imperatore Ottone III conferiva un'investitura feudale ad Olderico Manfredi. Solo nel 1885 il paese ha assunto l'attuale nome di Villar Dora. Non di rado capita di trovare scritto, in modo erroneo, «Villardora» (senza spazio): la sola dicitura corretta, utilizzata ufficialmente dal Comune[4], è invece quella di «Villar Dora». Diversi comuni in Piemonte riportano il toponimo "Villar", probabilmente di derivazione medievale, quando si parlava la lingua occitana.

Epoca antica e medioevale[modifica | modifica wikitesto]

In epoca romana sorgeva, presso la rocca del castello, un posto di vedetta per la sorveglianza dello sbocco della Valle di Susa verso la pianura Padana. Tale posizione risultava strategica perché nei pressi del vicino Monte Pirchiriano si trovava il confine amministrativo e religioso dell'Italia metropolitana. Poco oltre, presso la zona di Ocelum (tra Caprie, Novaretto e Chiusa di San Michele), la giurisdizione era già della Gallia transalpina.

Tra gli scritti riguardanti il medioevo vi è un documento del 1287 che descrive i principali edifici, fra cui:

  • La Torre del Colle (Tor do Còl in grafia piemontese), un possente torrione cilindrico edificato in stile romanico verso l'inizio del basso medioevo, situato presso l'omonima borgata alle pendici della collina della Seja. Questo faceva verosimilmente parte di un complesso sistema di vigilanza che comprendeva castelli, torri, forti e casematte dislocati lungo tutta la valle.
  • Il Castello di Villar Dora, forse l'insediamento più antico del paese, situato in una zona dalla quale è possibile controllare buona parte della bassa valle di Susa. Nel basso medioevo vi era un complesso di torri unite da una cinta muraria. La struttura attuale risale al XV secolo quando, per volere dei feudatari della famiglia Provana, furono costruiti il Palacium, l'ala di Margaretha de Rotariis e la torre. La dipendenza detta Ca' Bianca risale al XVII secolo, mentre i giardini furono realizzati nel XIX secolo per volere del conte Annibale Antonielli d'Oulx.

Si ritiene che la chiesa parrocchiale sia stata fondata nell'VIII secolo circa, ad opera dei monaci benedettini dell'Abbazia della Novalesa. Originariamente edificata in stile romanico, fu successivamente ristrutturata secondo lo stile barocco nel XVII secolo.

I feudatari del Villar erano vincolati da legame vassallatico al conte di Savoia ed erano per questo tenuti, in caso di guerra, a provvedere al reclutamento degli uomini abili.

I secoli XII, XIII e XIV videro una successione di varie famiglie feudatarie: De Thouvet sive De Sala, De Mont Vernier, Aiguebelle, Bergognino, Provana: fra essi, questi ultimi furono coloro che ebbero maggior rilevanza storica. Col passare dei secoli, il potere politico passò gradualmente dalle famiglie dell'antica aristocrazia savoiarda a quelle dei nobili (e spesso banchieri) del Piemonte, transizione che si poté dire compiuta nel '400.

Altri documenti dell'epoca presentano informazioni di carattere prevalentemente fiscale, focalizzati sulle imposte e sulle tasse.

Secondo la tradizione (forse una leggenda) nell'anno 1418 Papa Martino V Colonna soggiornò al Villar di ritorno dal Concilio di Costanza, dopo una visita alla celeberrima abbazia della Novalesa, cui Abate Commendatario era a quel tempo un Provana del Villar.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Il periodo dell'Età Moderna vide alcune ondate di pestilenza, documentate grazie alle esenzioni fiscali che furono concesse in queste occasioni. Le esenzioni ricorrevano inoltre in caso di guerre ed eventi atmosferici distruttivi come le grandinate.

Nel XVIII secolo avvenne la prima regolamentazione organica delle attività agricole con l'emissione dei «bandi campestri» da parte dell'autorità comitale:

« Non sarà permesso a chi si sia di piantare, né far piantare qualsisia sorta d'Alberi in vicinanza delle Case, Prati, Alteni, Campi, e possessioni altrui, salvo colla distanza legale, sotto pena d'un Scudo d'oro per caduna Pianta, e per caduna volta, oltre tutte la spese per la remossione d'essa. »
(Estratto dai Bandi Campestri per il luogo del Villar vicino Almese, formati dal Vassallo Gaspare Provana Signori di detto Luogo - 1731)

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

In età napoleonica il paese fu conquistato dall'esercito francese e annesso al cantone di Rivoli.

Nel medesimo periodo si estinse la dinastia Provana del Villar, con l'avvicendamento per successione dinastica degli Antonielli d'Oulx, cui ancora oggi il castello appartiene.

Nel corso del XIX secolo, in seguito alla Restaurazione, la situazione rivoluzionaria si placò gradualmente. Il substrato "sociale" del Villar, originato dalle idee giacobine e cresciuto nel corso dell'Ottocento, diede vita sul finire del secolo alla Società Cooperativa (1882).

Nel 1928, per volere del regime fascista vennero riunificati i comuni di Villar Dora ed Almese. Questa unione durò fino all'11 aprile del 1955 quando il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi ristabilì, mediante un decreto, la situazione precedente. Il paese ebbe pertanto una sua rinnovata autonomia amministrativa.[5]

La seconda guerra mondiale ha lasciato delle tracce sulla collina della Seja, ove si ancora oggi sono presenti le vestigia delle installazioni della batteria contraerea.

Nel periodo dell'occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, nella frazione di Borgionera (ma anche in una casa del capoluogo e in seguito nella vicina Rubiana) la famiglia Richetto nascose e protesse dalla deportazione tredici ebrei torinesi tra loro imparentati. Per questo impegno di solidarietà, il 13 settembre 1982, l'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme ha conferito ai coniugi Carmelo e Angiola Richetto l'alta onorificenza dei giusti tra le nazioni.[6]

I simboli[modifica | modifica wikitesto]

Villar Dora-Stemma.png

Lo stemma del comune di Villar Dora è costituito da uno scudo sannitico sormontato dalla corona dei comuni e contornato da due tralci di foglie: come nell'emblema della Repubblica Italiana sono disegnati un ramo d'ulivo e uno di quercia, qui legati insieme da un nastro tricolore. Lo scudo è decorato con il Castello e la Torre, due simboli che contraddistinguono il Comune di Villar Dora; entrambi di color rosso e merlati alla guelfa, sorgono in primo piano su un prato verde e si stagliano su uno sfondo bianco.

« D'argento al castello di rosso, finestrato, merlato alla guelfa; al fianco sinistro una torre di rosso; il tutto movente da una rocca di verde. »
(Blasonatura dello Stemma del Comune di Villar Dora[7])

Un altro simbolo del Paese, sebbene non rappresentato in alcuna forma ufficiale, è costituito dalle ciliegie: un tempo la coltivazione di questo frutto costituiva una delle più rilevanti attività agricole del territorio. Oggi, in una realtà profondamente cambiata, le ciliegie hanno perso la loro importanza economica, ma rimangono tuttavia un simbolo di Villar Dora.

VillarDora panorama2.jpg
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Il Castello ed il centro

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009, la popolazione straniera residente era di 163 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è indicato come compreso in un'«area linguistica francoprovenzale fortemente piemontesizzata»[10], anche se i parlanti patoà erano minoritari e localizzati perlopiù nelle borgate collinari confinanti con la vicina Rubiana. La varietà linguistica si sta però perdendo con il passare delle generazioni. Il dialetto prevalente di Villar Dora è in ogni modo il piemontese, non scevro di alcune peculiarità locali: di seguito si riportano alcuni esempi in una tabella comparativa utilizzando la grafia piemontese.

Italiano Piemontese Villardorese Francese
Il Ël O Le
Del Dël Do Du
Gatto Gat Ciat Chat
Non Nen/Pà Pa Pas

Enti, associazioni e gruppi[modifica | modifica wikitesto]

La vita associativa villardorese è piuttosto intensa e conta numerosi gruppi. Se la maggior parte di essi sono attualmente attivi, ve ne sono altri che pur non esistendo più o non essendo più attivi, hanno in passato vissuto una loro stagione nel panorama associazionistico.

  • AIB Villar Dora, Squadra anti incendi boschivi facente parte del Corpo AIB Piemonte.
  • Associazione Commercianti Villar Dora.
  • Amici dell'Età, associazione dedita alla fascia anziana della popolazione.
  • Croce Rossa Italiana, Comitato locale di Villar Dora.
  • FIDAS Villar Dora, sezione locale dei donatori di sangue.
  • Gruppo Alpini "Rocca Sella".
  • Gruppo Culturale Villardorese, raduna dal 1981 un gruppo di studiosi ed appassionati della storia e delle tradizioni locali.
  • Gruppo fotografico Amici 91, approfondisce le tematiche fotografiche mediante incontri e competizioni.
  • Parrocchia dei SS. Vincenzo ed Anastasio e Cantoria parrocchiale.
  • Polisportiva Villardorese, attiva dagli anni settanta con attività come marcia alpina, Tennis tavolo, Pallacanestro e Pallavolo.
  • Pro Loco Villar Dora, fondata nel 1975, organizza numerose iniziative locali: carnevale della Val Messa, Ciliegiata (ultima domenica di maggio), festa di San Rocco (14, 15 e 16 agosto), castagnata (ultima domenica di ottobre) e Presepe Vivente.
  • Società bocciofila.
  • La Società Cooperativa di Mutuo Soccorso, fondata nel 1882, tuttora esistente, è uno dei motori propulsori della vita sociale del paese.
  • Società filarmonica, già attiva nel 1893. Interviene in occasione delle feste civili e religiose. Organizza talvolta dei concerti.

Gruppi e liste civiche
Di seguito si riporta un elenco di gruppi e liste villardoresi di matrice civica che sono state, o sono tuttora, significative nel panorama politico del paese.

  • Insieme per Villar Dora: ha espresso in passato quattro amministrazioni comunali; costituisce l'attuale minoranza.
  • Lista civica Carena per Villar Dora: esprime l'attuale maggioranza consigliare.
  • Villar Dora per tutti: ha espresso in passato quattro amministrazioni comunali.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il Santo o i Santi Patroni?

Chi è il Santo Patrono di Villar Dora? La questione è disputabile perché, se da un lato vi sono i Santi Vincenzo e Anastasio, compatroni con la Madonna del Carmine della chiesa parrocchiale, dall'altro vi è San Rocco, popolarmente e largamente riconosciuto come Santo Patrono di Villar Dora[1]. La festa in onore di quest'ultimo, il 16 agosto, costituisce giorno festivo, mentre invece per i primi non avvengono festeggiamenti in forma pubblica o solenne.
Da un punto di vista liturgico i Patroni sono dunque i Santi Vincenzo ed Anastasio, ma da un punto di vista culturale questo ruolo è indubbiamente attribuito a San Rocco.

Istruzione e musei[modifica | modifica wikitesto]

Sul territorio comunale sono presenti i seguenti istituti:

Il Museo della Dora Riparia nella Preistoria (Do.R.P.), attivo dal 2005 al 2011 ad opera di un gruppo di appassionati, ha presentato le vicende geologiche ed antropologiche del bacino idrografico della Dora Riparia nel periodo compreso tra il neolitico e l'epoca attuale.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Si narra che nel medioevo San Rocco, taumaturgo e pellegrino di origine francese, transitasse attraverso la Valle di Susa in viaggio verso Roma, accompagnato dal suo fedele cane. La festa a lui dedicata, celebrata il 16 agosto, è la più importante dell'anno, pur non essendo da un punto di vista strettamente liturgico la festa patronale. Santi patroni della chiesa di Villar Dora sono San Vincenzo ed Anastasio, che però non vengono celebrati se non con una funzione religiosa. San Rocco comprende invece più giorni di festeggiamenti (tradizionalmente tre), nei quali una banda musicale itinerante passa per le vie del paese a distribuire i Sonetti, brevi poesie scritte in piemontese, fermandosi nei vari cortili a suonare un pezzo e a chiacchierare. Il giorno 17 agosto, detto San Rochèt ("piccolo" San Rocco), è il momento della classica merenda sinoira all'aperto (una merenda piuttosto sostanziosa che costituisce anche la cena): un tempo era consumata nei boschi presso la fontana del Prajet, mentre attualmente l'evento è organizzato presso la vicina fontana della Cinà.

Altre manifestazioni nel corso dell'anno sono: la festa di San Pancrazio (e dell'omonima cappella), la Ciliegiata in primavera e la Castagnata in autunno. A dicembre (di norma la seconda domenica del mese) si svolge il Mercatino di Natale con bancarelle e manifestazioni tra piazza San Rocco ed il castello.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Struttura urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Sono giunte fino alla nostra epoca alcune mappe catastali storiche di Villar Dora, le più antiche risalenti alla fine del XVIII secolo. Da esse si può dedurre che il paese fosse diviso tra capoluogo (la zona intorno al castello) e borgate (dislocate ai margini della pianura oppure decisamente in collina). Tale struttura si è conservata fino ad oggi anche grazie al fatto che l'espansione edilizia degli ultimi decenni ha coinvolto perlopiù la pianura e solamente lambito la collina.

Le zone pianeggianti ai piedi della collina della Seja, comprese tra la Dora ed il Capoluogo risultavano umide ed in parte paludose anche a causa delle tampe (le cave di torba ed argilla), non abitate perché considerate malsane. Qui trovava posto solo l'antica fornace per laterizi.

Elenco delle borgate di Villar Dora (fra parentesi i nomi in grafia piemontese):

  • Andruini (Andruin). Modernamente è invalso l'uso del singolare "Andruino" anziché del plurale "Andruini".
  • Baratta (Ca'n Baràta)
  • Bert (Sa'n Bert)[11]. Dislocata tra i 700 e gli 800 m s.l.m., è la borgata più elevata del paese.
  • Borgionera (Borgionera). Sede della cappella di San Martino la cui festa cade l'11 novembre.
  • Bosio (Ca'n Beus). Aggrega a sua volta le borgate Colombo e Maltrot.
  • Calliero (Ca'n Callié)
  • Cordonatto (Ca'n Got)
  • Giorda (Ca'n Giorda)
  • Merlo (Pilon Merlo)
  • Molino (ël Mulin). Trae il nome dal mulino che i Provana del Villar fecero realizzare nel XV secolo.
  • Montecomposto (Montconpò). Borgata assai popolosa, è una delle più elevate d'altitudine insieme a borgata Bert.
  • Morando (Ca'n Moran)
  • Richetto (Ca'n Richèt). Antica borgata già presente nella sua attuale estensione nei catasti di fine Settecento. La parte sul lato meridionale prende invece il nome di Case Borgione (Ca'n Borgion), un tempo sede del forno.
  • Suppo (Ca'n Sup). Vi si trova la fontana della Cinà, sede della "merenda sinoira" il 17 agosto, nel contesto dei giorni di festività dedicati a San Rocco.
  • Torre del Colle (Tor do còl). Segno distintivo della borgata è l'omonimo torrione medievale, ai cui piedi si trovava l'antico oratorio di San Lorenzo (sec. XII circa) ora in rovina.
  • Vindrola (Vindròla). Da questa Borgata prende nome il rio Vindrola, che tra i locali è conosciuto semplicemente come "il rio" (da cui, più a valle, il toponimo di "Piazza del Rio").

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Storicamente l'economia del paese è stata legata alle attività agricole. Vi era però anche una fornace che dal medioevo produceva mattoni, tegole, tavelle ed altri laterizi, alimentata mediante forno a legna. Essa fu demolita negli anni ottanta, ma del complesso si conserva ancora una ciminiera isolata nei campi.

La zona delle Piotere presenta un sottile strato di suolo alluvionale originato delle antiche esondazioni della Dora Riparia. Qui si accumularono i sedimenti organici che si trasformarono in torba, di cui venne avviata l'estrazione a partire dai tardi anni trenta. In seguito alla cessazione dell'attività le cave si riempirono d'acqua e si trasformarono in stagni. Nella medesima zona si estraeva fin dal medioevo anche l'argilla destinata alla vicina fornace.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Villar Dora è raggiungibile mediante:

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 1994 15 giugno 1999 Elisio Croce Lista civica Sindaco
15 giugno 1999 14 giugno 2004 Elisio Croce Lista civica Sindaco
14 giugno 2004 8 agosto 2008 Susanna Oliva Lista civica Sindaco [12]
8 agosto 2008 9 giugno 2009 Barbara Buffa Comm. pref.
9 giugno 2009 in carica Mauro Carena Lista civica Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Sul territorio comunale sono presenti i seguenti impianti sportivi:

  • Palestra comunale Carabiniere Tonino Gubbioni
  • Piscina e palestra (Associazione sportiva Valmessa Sporting Club)
  • Maneggio equestre, piscina, tennis (Associazione sportiva Mannus Club)

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Rayden, rapper torinese, membro del gruppo rap italiano OneMic e freestyler italiano, è nato e cresciuto a Villar Dora.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b San Vincenzo e Sant'Anastasio sono compatroni con la Madonna del Carmine della chiesa parrocchiale, mentre San Rocco è popolarmente e largamente riconosciuto come santo Patrono di Villar Dora. Numerosi documenti ufficiali (esempio: det. amm.va Comune di Villar Dora n.252/99 del 6/8/2009 recante nell'oggetto la dicitura «festa patronale di san Rocco»), ma anche manifesti pubblici recano, ed hanno sempre recato, la dicitura di «festa patronale di san Rocco» per il 16 agosto, che costituisce giorno di pubblica festività. Fra l'altro, anche i Sonetti invocano san Rocco come «Il nostro Patrono».
  2. ^ a b Dato Istat - Censimento popolazione e abitazioni 2011.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Statuto del Comune di Villar Dora. In particolare si confronti il Titolo I, art. 5, comma 1
  5. ^ Un apposito comitato costituito nel 1947 raccolse le firme e seguì tutto l'iter burocratico che riportò la municipalità a Villar Dora con il Decreto del Presidente della Repubblica dell'11 aprile 1955 pubblicato sul numero 145 della Gazzetta Ufficiale.
  6. ^ Israel Gutman, Bracha Rivlin e Liliana Picciotto, I giusti d'Italia: i non ebrei che salvarono gli ebrei, 1943-45 (Mondadori: Milano 2006), pp.202-3.
  7. ^ Fonte: Araldica Civica
  8. ^ Da Torino a Vercelli (Km 84,8) – Turismo Torino e Provincia
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Paolo Gras, Valerio Tonini, Le Valli di Susa, Il Capitello, Torino 1991, p. 205
  11. ^ La dicitura Sa'n non si riferisce ad un santo, ma è l'equivalente patoà di Ca'n.
  12. ^ Con Decreto Prefettizio del 08/08/2008, protocollo n. 2008015344-AREA II, il Consiglio Comunale di Villar Dora è stato sospeso essendosi verificati i presupposti di cui al comma 1, lettera b, n. 4 dell'articolo 141 del D.lgs. n. 267/2000: riduzione dell'organo assembleare per impossibilità di surroga alla metà dei componenti del Consiglio. Il decreto del Presidente della Repubblica del 10 ottobre 2008 sullo scioglimento del Consiglio comunale è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 255 del 30-10-2008

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV. (Gruppo Culturale Villardorese), Villar Dora 200 anni fa, Melli, Borgone, 1981.
  • A. Viarengo (Gruppo Culturale Villardorese), La Società Cooperativa di Villar Dora (1882-1982). Cento anni di vita associativa, Melli, Borgone, 1982.
  • F. Antonielli d'Oulx, L. Chiariglione, M. Franchino, P. Scarzella, A. Viarengo (Gruppo Culturale Villardorese), Villar Dora. Contributi per una storia, Melli, Susa, 1989.
  • a cura di A. Brunatto, E. Croce, A. Viarengo (Gruppo Culturale Villardorese), I nonni raccontano. Personaggi, feste, guerre e lavoro in un centro valsusino, Morra, Condove, 2001.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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