Locana

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Locana
comune
Locana – Stemma Locana – Bandiera
Locana – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Città metropolitanaCittà metropolitana di Torino - Stemma.png Torino
Amministrazione
SindacoMauro Peruzzo Cornetto (lista civica) dal 26/05/2019
Territorio
Coordinate45°25′01″N 7°27′31″E / 45.416944°N 7.458611°E45.416944; 7.458611 (Locana)Coordinate: 45°25′01″N 7°27′31″E / 45.416944°N 7.458611°E45.416944; 7.458611 (Locana)
Altitudine613[1] m s.l.m.
Superficie132,52 km²
Abitanti1 438[2] (31-12-2018)
Densità10,85 ab./km²
Frazionivedi sotto
Comuni confinantiCantoira, Chialamberto, Coassolo Torinese, Cogne (AO), Corio, Monastero di Lanzo, Noasca, Ribordone, Ronco Canavese, Sparone
Altre informazioni
Cod. postale10080
Prefisso0124
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT001134
Cod. catastaleE635
TargaTO
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[3]
Cl. climaticazona F, 3 273 GG[4]
Nome abitantilocanesi
PatronoNatività di Maria Vergine
Giorno festivo8 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Locana
Locana
Locana – Mappa
Localizzazione del comune di Locana nella città metropolitana di Torino.
Sito istituzionale

Locana (Locan-a in piemontese, Lukënna in francoprovenzale) è un comune italiano di 1 438 abitanti della città metropolitana di Torino situato in Valle Orco, in Piemonte.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Locana è situata a circa 62 chilometri a nord da Torino. Il paese si trova al centro di una stretta valle, ad un'altitudine media di 613 m s.l.m. e consta di quasi cento frazioni. Con i suoi 132,8 km²[5] è il comune più esteso della provincia. A nord confina con la Valle d'Aosta, a sud con le Valli di Lanzo, a ovest con Noasca, ad est con Ribordone e a sud–est con Sparone. Il punto più basso del comune si trova a 545 m s.l.m., mentre il più alto è la Torre del Gran San Pietro, che raggiunge un'altitudine di 3692 metri e fa parte della cosiddetta catena degli Apostoli nel Gruppo del Gran Paradiso. Locana è lambita a sud dal fiume Orco ed è sovrastata dal Monte Arzola (m 2158). La zona settentrionale del territorio è ricca di laghi alpini e ghiacciai.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Locana conta oggi 1430 abitanti (locanesi), ma alla fine del XIX secolo superava abbondantemente le 6000 unità.

Abitanti censiti[6]

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Locana - Croce del Faggio

Una parte del territorio comunale è compresa nel Parco nazionale del Gran Paradiso.

Tra le località di Perebecche e Prà, a pochi chilometri da Locana risalendo la S.S. 460, si dipartono altre due aeree geografico-paesaggistiche degne di nota, i valloni di Valsoera e di Piantonetto. La zona è ricca di percorsi naturalistici ed è percorsa dal alcune tappe della G.T.A. (Grande Traversata delle Alpi) e dell'A.V.C (Alta Via del Canavese), di recente sistemazione, che permettono trekking di più giorni essendo dotati di rifugi e di bivacchi. Sul prativo versante orientale della Cialma si trova invece la stazione sciistica omonima, riattivata nel 2008 dopo un lungo periodo di abbandono.[7]

L’ambiente è semplice e naturale con abbondanti pascoli e boschi centenari; la fascia settentrionale, con il suo splendido contesto paesaggistico, rientra nel territorio del Parco Nazionale del Gran Paradiso.

La stazione sciistica di Alpe Cialma è facilmente accessibile dai maggiori centri della pianura (Cuorgnè a 20 km, Ivrea a 40 km, Torino a 60 km) ed è meta ideale per famiglie con bambini e giovani che ne apprezzano in particolar modo i servizi di qualità a prezzi contenuti.

Gli amanti della montagna potranno esplorare i territori con ai piedi le ciaspole (le diffuse racchette da neve) oppure avventurarsi in facili percorsi di scialpinismo per godere di un paesaggio naturale davvero indimenticabile.

Infine ad Alpe Cialma è possibile praticare lo sci notturno.

Di interesse storico vi sono i Ponti Romanici (ottimamente conservati e fruibili) nelle frazioni vicino al paese e si possono visitare le Chiese storiche (come quella di S.Pietro in Vincoli con la sua torre campanaria Medioevale), particolarmente numerose in questo comune.

Sopra Praie è meta di escursioni la casaforte dei Pianit.[8]

Feste[modifica | modifica wikitesto]

La festa più sentita e partecipata è "la Madonna del Cantellino" (Natività di Maria Vergine - 8 settembre) che viene celebrata la prima domenica di settembre, mentre la festa del patrono è la ricorrenza di S. Pietro in Vincoli.

Da molti anni, si svolge anche la Festa della Montagna durante la metà di Giugno e molto sentito è il pellegrinaggio al Santuario di Sant'Anna Meinardi che cade l'ultima domenica di Luglio.

Da Dicembre a Gennaio durante il periodo natalizio, è possibile visitare in Frazione Chironio, innumerevoli presepi costruiti con diversi tipi di materiali.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Essendo uno dei comuni più estesi d'Italia, conta 92 borgate storiche[9].

Tra le innumerevoli frazioni del comune di Locana citiamo: Bardonetto, Boschietto, Balmella, Bosco, Bovior, Cambrelle, Chironio, Corale, Costa Bugni, Derasso, Fey, Foere, Fornello, Fornolosa, Gavie, Ghiglieri, Gurgo, Gascheria, Molera, Montepiano, Montigli, Mugelle, Piandemma, Piatour, Porcili, Praie, Pratolungo, Ricovero, Rocci, Roncore, San Giacomo e San Lorenzo, a cui si aggiungono le località di Casetti e Rosone.[10]

La frazione di Fornolosa, per la particolare conformazione delle montagne che la circondano, ha la caratteristica di non riuscire a scorgere il sole per quasi quattro mesi, dalla fine di ottobre alla metà di febbraio dell'anno successivo.[11]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
20 giugno 1985 7 giugno 1990 Albino Bellino Democrazia Cristiana Sindaco [12]
7 giugno 1990 24 aprile 1995 Albino Bellino Democrazia Cristiana Sindaco [12]
24 aprile 1995 23 febbraio 1999 Pierdomenico Guglielmetti - Sindaco [12]
23 febbraio 1999 14 giugno 1999 Antonio Materia Comm. pref. [12]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Albino Bellino lista civica Sindaco [12]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Giovanni Bruno Mattiet lista civica Sindaco [12]
8 giugno 2009 27 maggio 2014 Giovanni Bruno Mattiet lista civica Sindaco [12]
27 maggio 2014 26 maggio 2019 Giovanni Bruno Mattiet lista civica: uniti per continuare Sindaco [12]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte dell'Unione Montana Gran Paradiso.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Rifugio Pontese nel Vallone di Piantonetto

È praticabile in tutta la valle Orco ed in particolare nel torrente Vallungo di questo comune l'attività sportiva del Canyoning o torrentismo. Il percorso da Balmella a Verne' passando per Chironio all'interno del torrente è attrezzato ad arte ed è ritenuto uno dei più interessanti del Nord Ovest dal punto di vista paesaggistico e naturalistico. Nella frazione di Verne' sul ponte che attraversa il torrente poco prima di entrare nel torrente Orco è presente un cartellone informativo posizionato in occasione del raduno internazionale del 2015.

Si possono pratica altri diversi tipi di sport come l'escursionismo, pesca sportiva, ciaspole, sci di discesa e sci alpinismo, mountain bike, arrampicata. https://www.comune.locana.to.it/it-it/vivere-il-comune/itinerari

Il bacino del Piantonetto è il vero cuore di roccia del Gran Paradiso, le cime che lo circondano presentano belle pareti di varie esposizione e altezze, alcune fino a 600 metri. La roccia è il caratteristico e bellissimo gneiss del gran Paradiso, ricco di regolari fessure e placche compatte, che ha da sempre costituito un forte richiamo per gli arrampicatori. Accanto a grandi vie classiche come la “Malvassora” al Becco della Tribolazione e la “Mellano-Perego” al Becco di Valsoera ci sono vie più moderne di grande impegno, alcune aperte con l’uso del trapano; ci sono arrampicate brevi e ben attrezzate ma non mancano itinerari di ogni difficoltà su cui mettersi alla prova su terreno d’avventura.

Sul territorio, è presente la riserva di pesca Gran Paradiso, aperta dall'ultima domenica di Febbraio fino a Novembre.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Spaciafurnel[modifica | modifica wikitesto]

Gli Spazzacamini o "Borna" hanno origine nella seconda metà dell'Ottocento.

Nella Valle Orco provenivano dal territorio compreso tra Noasca e Locana. Si spostavano tra Novembre e Maggio, in piccoli gruppi composti da un capo, il Pudròc, e da uno o più ragazzi, i Gògn, in genere di 6 - 7 anni, a cui toccava la parte più ingrata e faticosa del lavoro: con la loro corporatura minuta venivano sospinti su per la canna fumaria che dovevano accuratamente scrostare dalla fuliggine. Si dirigevano in pianura, verso il mare o al di là delle Alpi, in Francia. Alle donne ed agli anziani restava il compito di mandare avanti, in loro assenza, il lavoro dei campi e il bestiame.

Divisa[modifica | modifica wikitesto]

Lo Spazzacamino indossava "lu gich", un giubbotto con il colletto alla russa, alto e ben aderente, e una camicia di tela ben chiusa ai polsi in modo da non far entrare la fuliggine (sùsi) durante la pulizia del camino/fornello (bòrna). Sul lato della giacca era cucita una specie di tasca a cui appendere la raspa. I calzoni (tàiras) erano generalmente di velluto, irrobustiti da toppe sulle ginocchia. Le scarpe avevano una robusta tomaia in pelle e venivano tolte durante la pulizia del camino. Un tascapane accompagnava sempre lo Spazzacamino nei suoi spostamenti.

Altro dettaglio importante era il "bartun", che si metteva sulla testa durante la pulizia del camino (era un berretto di tela a forma di sacchetto che consentiva di respirare senza ingoiare troppa fuliggine). Infine ogni Spazzacamino aveva un numero identificativo, portato sempre ben in vista: fino alla fine dell'Ottocento era fissato sul cappello (tòpe), nel Novecento sulla camicia.

Carceri, vagabondi, ladri e mendicanti[modifica | modifica wikitesto]

Fin dai tempi antichi, chi andava contro la legge veniva punito severamente. I cittadini del Canavese, come tutti i Piemontesi, che commettevano reati, venivano tradotti a Villafranca.

Per i reati minori, ogni comune aveva una camera da adibire a carcere. Fra il 1843 e il 1910, il carcere mandamentale di Locana era situato in una camera al piano terreno del vecchio edificio comunale, abbattuto e ora ricostruito: le pene non dovevano essere superiori a 3 mesi. I carabinieri tenevano sotto sorveglianza, in una piccola cella della Caserma dei Carabinieri "al Cantellino" (1906-1945), soprattutto gli ubriachi, e gli individui sorpresi a commetter piccoli furti; in seguito venivano tradotti al carcere di Ivrea e Torino. A Locana non furono mai commessi reati gravi, quindi paese denominato "zona tranquilla". Forte, invece, fu la litigiosità (da non dimenticare il valore di un pezzo di legno raccolto nell'altrui proprietà, o la raccolta di qualche frutto o il pascolo delle proprie capre sulle proprietà altrui).

Parecchie leggi di polizia si riferivano all' osservanza e al rispetto del culto religioso. A nessuno era permesso di chiacchierare in chiesa o fare un atto che potesse essere di pubblico scandalo, sotto pena di 2 scudi d'oro. Ogni suddito doveva osservare il precetto pasquale: era obbligatorio per tutti la sospensione del lavoro nei giorni festivi, i negozianti non potevano vendere nelle ore degli "uffizi sacri e divini", durante la messa; i pubblici spettacoli nei giorni consacrati dovevano chiudere, era proibito il ballo in vicinanza delle chiese.

I ladri ebbero vita grama: per il primo furto, se non eccedeva lire 15, il ladro era punito con la catena a tempo; se eccedeva la somma veniva fustigato in pubblico. Per il secondo furto, se non eccedeva il valore suddetto, era bollato su un braccio; il terzo furto la galera per anni 20; al quarto furto, la galera a vita. Se però, i quattro furti eccedevano la soma di lire 200, si puniva con la pena di morte. Al quinto furto, la pena di morte veniva applicata anche se non eccedeva le 200 lire.

Ad esempio il ladro di frutta, di legna nelle campagne, se recidivo era punito con la galera e pubblicamente fustigato. Il furto di una cosa sacra in un luogo sacro, qualunque fosse il valore della cosa, era punito con la morte, se il furto era commesso nel tabernacolo, il taglio della mano destra.

Alcuni abitanti di Locana e valle, conobbero il carcere per vagabondaggio, questua, sospetti di furto, pascolo abusivo, furto campestre e "archiviati" nel carcere di Polizia di Ivrea.

Il carcere di Locana[modifica | modifica wikitesto]

Dal carcere mandamentale di Locana, dipendevano Ceresole e Noasca. Era carcere pretorio per il fatto che i detenuti, erano condannati dal pretore. Il carcere si trovava al piano terreno del Palazzo Comunale abbattuto e ricostruito. In una camera gli uomini e, in quella attigua, le donne, oltre ad una piccola cameretta per le panche e per le coperte per i detenuti: queste camere hanno un piccolo cortiletto con muro di cinta, dove, in un punto molto basso, chiunque, anche un ragazzo può superarlo andando sul tetto del magazzino.

La porta del piccolo carcere è situata in vicolo Borgat (ora Borsat), le persone di passaggio per strade potevano conversare e somministrare vitto e vestiario.

Le autorità carcerarie stimarono che il carcere poteva contenere fino a 10 reclusi. Il custode del carcere si faceva pagare due soldi al giorno per la custodia di ciascun carcerato.

La pietra del diavolo[modifica | modifica wikitesto]

Nella borgata di Montepiano, in mezzo ad un bosco, esiste una pietra piatta e lunga che si narra venisse usata dagli abitanti del villaggio per battere l'orzo. La pietra, così come la frazione, si trovava nella zona più soleggiata di tutta la valle e questo privilegio, unito alla bella pietra piatta, indispettiva i dirimpettai borghigiani di Montigli. Fu così che un bel giorno decisero di fare un patto niente poco di meno che con il diavolo chiedendogli di portare loro metà della grande pietra. Una notte, quindi, gli abitanti di Montepiani furono svegliati da assordanti rumori, andarono a svegliare Don Pianfetti e con lui, munito di aspersorio, si diressero verso il luogo da dove proveniva quel frastuono. Grande fu lo spavento quando videro il principe delle tenebre intento a tagliare a metà la pietra con un enorme scalpello. Don Pianfetti allora si armò di fede e coraggio, prese l'aspersorio e iniziò la benedizione del luogo invaso dal demonio. Fu così che il diavolo dovette fuggire lasciando dietro di sé una scia di fiamme e fumo, mentre sulla roccia ancora oggi sono ben visibili i segni del suo scalpello.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ min 545 - max 3.692
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2018.
  3. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. ^ Da italia.indettaglio.it
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ ORSO tv - Valli Orco e Soana www.orcosoana.tv Archiviato il 5 dicembre 2010 in Internet Archive. (consultato nel febbraio 2009)
  8. ^ La strada del Gran Paradiso Archiviato il 20 giugno 2015 in Internet Archive., a cura della Comunità montana valli Orco e Soana, Venaria Reale: Marcograf, 2012, pp. 82-83.
  9. ^ Borgate storiche, sito del Comune di Locana, accesso 25 luglio 2014.
  10. ^ Storia-Economia, comune di Locana su http://www.comune.locana.to.it/, accesso 30 dicembre 2016.
  11. ^ Giampiero Maggio, “Oggi rivediamo il sole dopo quattro mesi”, in La Stampa, 14 febbraio 2016. URL consultato il 15 febbraio 2016.
  12. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

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