Vinovo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vinovo
comune
Vinovo – Stemma Vinovo – Bandiera
Piazza Marconi con giardino, fontana e Palazzo Comunale; sulla destra Torre dell'orologio.
Piazza Marconi con giardino, fontana e Palazzo Comunale; sulla destra Torre dell'orologio.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Città metropolitana di Torino - Stemma.png Torino
Amministrazione
Sindaco Gianfranco Guerrini (lista civica UniAmo Vinovo) dal 25/05/2014
Data di istituzione 11/06/2014
Territorio
Coordinate 44°57′N 7°38′E / 44.95°N 7.633333°E44.95; 7.633333 (Vinovo)Coordinate: 44°57′N 7°38′E / 44.95°N 7.633333°E44.95; 7.633333 (Vinovo)
Altitudine 220 m s.l.m.
Superficie 17,69 km²
Abitanti 14 884[1] (31-3-2016)
Densità 841,38 ab./km²
Frazioni Garino, Tetti Rosa, Tetti Grella, Tetti Borno, Tetti Caglieri, Tetti Berta.
Comuni confinanti Candiolo, Carignano, La Loggia, Moncalieri, Nichelino, None, Piobesi Torinese
Altre informazioni
Cod. postale 10048
Prefisso 011
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001309
Cod. catastale M060
Targa TO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona A, 2,573 GG[2]
Nome abitanti Vinovesi
Patrono San Bartolomeo
Giorno festivo 24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vinovo
Vinovo
Localizzazione del comune di Vinovo nella città metropolitana di Torino.
Localizzazione del comune di Vinovo nella città metropolitana di Torino.
Sito istituzionale

Vinovo (Vineuv in piemontese) è un comune italiano di 14.884 abitanti della città metropolitana di Torino, in Piemonte, situato nella seconda cintura della città capoluogo.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il torrente Chisola a Vinovo

Nel territorio di Vinovo, ai margini del nucleo abitativo originario e principale, scorre il torrente Chisola che va a sfociare in Po nei pressi di Moncalieri.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La città ha una lunga storia che affonda le sue radici in tempi molto antichi: sono stati infatti ritrovati in questa zona resti risalenti al V secolo d.C.. I documenti storici più antichi che parlano di quella che sarà l'odierna Vinovo risalgono al 1040: in quell'anno un atto notarile certifica che i Marchesi Romagnano donarono all'Abbazia di San Silano di Romagnano alcuni terreni siti nel territorio di Vinovo. In questo documento il territorio è indicato come Vicus Novus, nome che rimase nel Medioevo ad indicare il gruppo di edifici e terreni che furono di proprietà di vari feudatari.

Nel 1268 un atto di vendita vede l'affacciarsi, nella storia locale, della famiglia Della Rovere, che diverrà padrona dell'intero territorio vinovese nel 1400. La nascita del Comune è datata 1458, quando il duca Ludovico di Savoia concesse alla Comunità Vinovese gli Statuti in difesa dei cittadini. Con la morte dell'ultimo discendente dei Della Rovere, nel 1692, il feudo vinovese fu ceduto ai Conti delle Lanze che lo governarono sino al 1732. In quell'anno il cardinale Carlo Vittorio Amedeo Ignazio delle Lanze cedette la città al re Carlo Emanuele III, che la donò, unita a Stupinigi, alla Commenda dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. L'Ordine fu soppresso nel 1800 e molte terre furono vendute a privati; solo dopo il 1815 ne venne ricostruito il patrimonio con Stupinigi e parte di Vinovo: il castello, alcuni terreni, le cascine ed i boschi. Nel 1865 la frazione di Stupinigi venne definitivamente separata dalla città ed annessa a Nichelino.

Nel 1775 parte del castello venne adibita a fabbrica per la lavorazione delle maioliche e delle porcellane e dopo il 1780 attraversò un periodo d'oro sotto la direzione di Vittorio Amedeo Gioanetti. Alla fine dell'800 alla rinomata industria ceramica si affiancarono le fornaci e le filande, cosa che portò ad un progressivo aumento della popolazione, con conseguente espansione del paese, e alla necessaria costruzione di edifici pubblici come il Municipio, le scuole, l'asilo e la Casa del Cottolengo. Segno di progresso e di acquisita importanza fu anche, nel 1882, l'inaugurazione di una linea tranviaria che univa la stazione di Porta Nuova di Torino a Vinovo, soppressa nel 1934 per lasciare spazio alle autocorriere di linea. La notte dell'11 settembre 1941 il paese subì un bombardamento da parte degli aerei della RAF le cui conseguenze furono di tre feriti e molte case distrutte.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma del comune di Vinovo rappresenta un unicorno e i colori sono quelli della casata Della Rovere, ovvero il giallo e il blu.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Bartolomeo
La Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo

Eretta nel 1451 come ampliamento della cappella privata dei Della Rovere e dedicata a San Bartolomeo, subentrò allora come chiesa parrocchiale a quella di San Desiderio. Nel 1472 la parrocchia venne dotata di una cascina. Nel 1615, la chiesa venne ampliata e ristrutturata nelle forme che grosso modo si possono osservare oggi. Durante la guerra del Monferrato, il 4 agosto 1630 alcuni squadroni di cavalleria incendiarono la chiesa parrocchiale dove il Podestà aveva fatto rinchiudere le masserizie e i beni della popolazione vinovese. Cessata la battaglia la chiesa fu ricostruita.[3]Tra il 1784 e il 1789 vennero elaborati cinque disegni per l'ingrandimento e alcune modifiche interne della chiesa, a firma dell'architetto sanmauriziese Lodovico Bò; di tutto il progetto venne realizzato solo l'altare maggiore.[4]

Chiesa di San Desiderio
La Chiesa San Desiderio.

Chiesa cimiteriale eretta nella prima metà del XVIII secolo sulle rovine dell'antecedente Cappella del Santuario di San Desiderio di Vienne (iniziale patrono del paese) costruita per conservare l'immagine della Madonna Addolorata presente ancor prima della Cappella (l'autore dell'opera è ancor'oggi sconosciuto).

La cappella di San Desiderio era molto più piccola dell'attuale chiesa ed era isolata in aperta campagna, pur costituendo chiesa parrocchiale. L'8 marzo 1451, con atto notarile, la sede della parrocchia fu trasferita alla cappella di S. Bartolomeo, posta nel centro e facente parte del primo Castello Della Rovere. Da quel momento, la cappella di S. Bartolomeo fu destinata alla comunità vinovese ed ottenne il titolo di chiesa parrocchiale. Alla chiesa di San Desiderio rimase la funzione della custodia dell'immagine della Madonna Addolorata (e la sede per la sua venerazione). Nel 1702 il marchese Carlo Francesco Delle Lanze, conte di Sales, successore dei Della Rovere nel possedimento di Vinovo, ne fece oggetto di ristrutturazione. Un'altra radicale sistemazione edilizia fu eseguita nel 1735: la chiesa fu praticamente ricostruita con una pianta a croce greca e con gli interni dominati dall'ordine corinzio, mentre del precedente edificio rimase probabilmente il solo muro dell'abside, sul quale dipinto l'antico affresco. La facciata fu progettata dall'ingegnere Crescentino Caselli ed eseguita tra il 1888/89. Intorno alla chiesa, a partire dal 1820/21, prese corpo e via via fu ampliato il cimitero comunale.[5]

Chiesa di Santa Croce (o dij Batù)
La Chiesa di Santa Croce (o dij Batù) Vinovo

Fu innalzata nella seconda metà del XV secolo ed adibita a sede di culto per la Compagnia dei Flagellanti (in piemontese, Batù). Con la fondazione nel 1577 della Confraternita di Santa Croce per opera di Bartolomeo Feccia, la chiesa nel corso dei secoli subì molti cambiamenti e miglioramenti. I confratelli di Santa Croce durante le processioni, erano rivestiti di un camice bianco e con il capo ricoperto da un cappuccio bianco, ed erano appunto detti i Batù. Grazie alle offerte che provenivano da fonti diverse (quote che venivano versate per ogni sepoltura ed elemosine anonime) nel 1601 furono comprati due candelieri di ottone ed i relativi ceri e nell'aprile del 1603 furono completati i lavori dell'altare.

Nel 1612 i maestri Giovanni Maria Sarasino e Antonio Franchetto piazzarono la porta della chiesa. Nel 1751 iniziarono i lavori per l'edificazione di un nuovo campanile «...per poter regere detta Campana, ed a ciò si senta più lontano il sono della medesima».[6] la nuova costruzione sarebbe sorta lateralmente all'asse della navata ed avrebbe misurato circa sei metri dall'altezza del tetto della chiesa. Nei primi anni dell'Ottocento i confratelli comprarono un nuovo organo per 150 lire. Durante la seconda guerra mondiale sul campanile fu montato, da parte dei militari, un posto di avvistamento antiaereo e nel 1945 i militanti della resistenza vinovesi e partigiani trovarono rifugio sul campanile, per sfuggire alle pattuglie nazifasciste. All'interno è presente un bel coro ligneo, intagliato dai mastri Bartolomeo Borello e Francesco Antonio Rochie nel 1715 e restaurato nel 2010. Dal 2000 viene utilizzato in periodo natalizio per la "Mostra dei Presepi Memorial Angela Penati" organizzata dalla Famija Vinoveisa. Dal 2011 iniziarono il lavori di restauro della chiesa, che sono stati completati nel maggio del 2015.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Castello Della Rovere
Il Castello dei Della Rovere

Il Castello Della Rovere è un palazzo di stile rinascimentale eretto fra il 1480 ed il 1517 su disegno dell'architetto Baccio Pontelli[7] e prospetta sull'attuale piazza Rey. Fu eretto per volere del cardinale Domenico Della Rovere, originario di Vinovo.

Municipio
In primo piano parte della nuova piazza Marconi, sullo sfondo il Municipio di Vinovo.

Fino alla fine del XVIII secolo circa, il Municipio di Vinovo ebbe sede nella cascina della Famiglia Farò (che un tempo era proprietà del conte Castelli di Sessant, è stata demolita nel 2012 a causa della riqualificazione del centro storico) dietro l'abside della chiesa parrocchiale; successivamente venne trasferito nella casa Marchiaro di via San Bartolomeo. Poco dopo la proclamazione del Regno d'Italia il Comune venne provvisoriamente trasferito in piazza delle Grida, attuale casa d'angolo di via Cottolengo con via don Mazzolari.

Qualche anno dopo, nel 1878, il Comune di Vinovo, dovendo trasferire il Municipio in una nuova e più ampia sede, acquistò per 26.000 lire la vecchia villa della Contessa Bosco di Ruffino, pervenuta in eredità dal conte Prospero Castelli di Sessant, nell'attuale piazza Marconi.

L'edificio subì nel corso degli anni radicali trasformazioni, la più grave in conseguenza del bombardamento dell'11 settembre 1941. In quella notte un gruppo di aerei da bombardamento della RAF scaricò un grappolo di bombe incendiarie sul centro di Vinovo colpendo anche il Palazzo Municipale. Le facciate furono aggiunte negli anni 1972-1973 in una delle successive ristrutturazioni, nel 1978-79 fu integrata una manica verso via Marconi e furono radicalmente ristrutturati i locali interni. Nel 2013 sono stati completati i lavori di rifacimento di piazza Marconi, che dopo 130 anni ritorna ad ospitare un'area verde aperta a tutti.[8]

Scuola Luigi Rey

Interessante esempio di architettura di fine Ottocento, fu sede della prima scuola elementare di Vinovo, omaggio dell'industriale Luigi Rey. Realizzata dall'architetto Caselli, prospetta sull'omonima piazza Rey, avendo alla sua sinistra il lato frontale del Castello Della Rovere. Negli anni 1934-35 venne elevato di un piano, in seguito all'aumento della popolazione scolastica, e venne utilizzato sino al 1968, anno in cui venne edificato il nuovo complesso della scuola media "Gioanetti" e in seguito la scuola elementare "Don Milani". Con il trasferimento di tutte le classi nel nuovo edificio di Via De Amicis, nel 1980 venne definitivamente chiusa la scuola "Luigi Rey". Attualmente è sede di numerose associazioni locali.

Il Cottolengo

La Piccola Casa della Provvidenza (conosciuta come "Cottolengo”) fu costruita alla fine del XIX secolo per opera dell'ingegnere Crescentino Caselli per dare accoglienza a persone senza o con scarsi mezzi di sussistenza, molto spesso non autosufficienti o non assistibili a domicilio per carenza o insufficienza di supporto familiare o di ambiente adatto alle loro esigenze. L'edificio principale ospitava l'area abitativa ed i servizi di vita collettiva mentre le strutture del borgo erano in parte destinate al ricovero del bestiame ed in parte costituivano supporto all'attività agroalimentare ed artigianale esercitate dagli stessi ospiti del centro di accoglienza. Oggi l'edificio del Cottolengo è disabitato, e non offre più i servizi di ospitalità e di assistenza.

La Rotonda

Pregevole ed originale edificio fatto erigere nella zona esterna meridionale del territorio comunale[9] alla fine dell'Ottocento, su progetto dell'ingegnere Crescentino Caselli, da parte di un notaio torinese come sua "casa di campagna". Fu sede di un Circolo Socialista dal 1919 al 1922, anno in cui fu dato alle fiamme da una squadra fascista. Oggi appartiene a privati che vi abitano.

L'ala comunale don Donadio

L'ala comunale don Donadio (detta anche ala del mercato) è posta all'incrocio delle due vie principali, vicino al Palazzo Comunale. L'attuale architettura è anch'essa opera dell'architetto Caselli, la cui impronta è ben riconoscibile nella fuga degli archi rampanti e nei mattoni rossi prodotti nelle fornaci locali, oltre che nei tiranti in ferro utili a mantenere l'equilibrio della struttura. L'edificio venne costruito negli anni 1580-1585 a cura della Compagnia di Santa Croce. Oggi l'ala ospita eventi e manifestazioni temporanee.

La scuola materna ecologica Emanuele Luzzati
La scuola statale per l'infanzia "Emanuele Luzzati".

Il 20 novembre 2010 è stata inaugurata la nuova scuola dell'infanzia realizzata secondo rigorosi criteri di risparmio energetico e di sostenibilità ambientale. Situata in via Garibaldi, vicina al centro storico, è direttamente affacciata sul grande parco del Castello. Costruita interamente con elementi di legno prefabbricati assemblati tra loro sul posto, la scuola non è collegata al gas metano, non utilizza energia da combustibili fossili e quindi le spese per il riscaldamento degli ambienti e dell'acqua e quelle per la fornitura di energia elettrica sono pari a zero. Il 21 marzo 2014 la scuola è stata intitolata ad Emanuele Luzzati, all'ingresso è presente l'Araba Fenice, liberamente ispirata alle sue opere, interamente disegnata e realizzata dalla professoressa Paola Armone in ceramica; simboleggia la vita che sboccia come i bambini alla scuola dell'infanzia.[10]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

La Filarmonica[modifica | modifica wikitesto]

La Filarmonica Vinovese "Giuseppe Verdi" nacque ufficialmente nel marzo 1847, in occasione della visita pastorale dell'arcivescovo di Torino, Luigi Fransoni. Nel corso degli anni divenne celebre in tutto il Piemonte, tanto che a causa dei numerosi impegni, la banda dovette dividersi in due. La Banda musicale di Vinovo continuò nel servizio gratuito e volontario a tutta la cittadinanza e negli anni cinquanta riuscì finalmente ad ottenere una sede stabile. Nel 1999, la filarmonica partecipò come unica rappresentante per l'Italia al 20º Osterreichisches Blasmusikfest di Vienna. Dal 2015 la Filarmonica Vinovese "G.Verdi", composta da oltre 50 musicisti e 100 soci ca.

Corale Ars Nova[modifica | modifica wikitesto]

Il Coro Ars Nova nasce a Vinovo nel marzo del 2007, per iniziativa di alcune persone amanti del canto e della musica. Il repertorio spazia dal genere classico a quello tradizionale con brani di musica operistica dell'Ottocento tratti dalle maggiori opere dei grandi compositori come Verdi, Bellini, Rossini e Mozart.[12]

La Famija Vinoveisa[modifica | modifica wikitesto]

La Famija Vinoveisa nasce nel 1981 per volere di alcuni cittadini Vinovesi, «...con lo scopo di salvaguardare le tradizioni del patrimonio locale.»[13] Ogni anno, nel periodo natalizio, cura la mostra dei presepi nella chiesa di Santa Croce e inoltre ogni anno conferisce dal 1986 il "Premio Bravo" alla persona o organizzazione che si è distinta nel corso dell'anno.

Persone legate a Vinovo[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

La ricostruzione del dopoguerra ha portato all'insediamento di nuove industrie di legnami e metalmeccaniche. Tra il 1955 ed il 1970 sono arrivati in paese molti immigrati provenienti dalla Romagna, dal Veneto e dalle regioni del sud, tant'è che in quest'ultimo terzo di secolo la popolazione è passata dai circa 2.500 abitanti del 1940 agli attuali 14.000. Il paese non ha più le caratteristiche del paese agricolo di un tempo e, negli ultimi vent'anni, la chiusura della maggior parte delle industrie locali che un tempo offrivano lavoro anche a molti vinovesi, ha inflitto un duro colpo al settore secondario di Vinovo.

Nel corso degli ultimi anni il centro storico ha subito notevoli trasformazioni: sono stati rese pedonali un tratto di Via Marconi, di Via San Bartolomeo (davanti alla Cascina Don Gerardo) e di una parte di Piazza Rey (tra il castello e l'ex scuola L. Rey) la quale è stata rinnovata con l'installazione di una fontana; la ex zona industriale centrale è stata demolita per fare spazio ad una nuova piazza, Piazza Due Giugno. Nel 2009 l'Oratorio si è spostato nella parzialmente ristrutturata Cascina Don Gerardo, e il vecchio cortile è stato trasformato in una Piazzetta di libero accesso che collega Via Roma a Via San Bartolomeo. Nel 2011 la Cascina Farò, nel cuore del centro, è stata demolita per far spazio ad un parcheggio, nel 2012 è stata inaugurata, in Via Padre Aliberti, la prima casa di riposo nel territorio vinovese. Nel corso degli ultimi anni Vinovo ha conosciuto un'espansione edilizia, alcune ex aree industriali sono state riqualificate come il Villaggio "I Cavalieri" mentre sono sorti nuove abitazioni tra via La Loggia e via Carignano con la creazione di nuove vie come "Via Valetti".

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale piuttosto esteso, conta un centro storico, frazioni, alcune delle quali distanti più chilometri dal centro, e alcuni villaggi residenziali, La più numerosa per popolazione delle frazioni è Garino, che si trova al confine con Nichelino.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
5 maggio 1987 27 giugno 1990 Giuseppe Mairo Democrazia Cristiana Sindaco [14]
27 giugno 1990 9 novembre 1990 Gianfranco Porqueddu Democrazia Cristiana Sindaco [14]
9 novembre 1990 24 aprile 1995 Silvio Anghilante Partito Socialista Italiano Sindaco [14]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Piero Gamba centro Sindaco [14]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Piero Gamba centro Sindaco [14]
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Maria Teresa Margher Mairo centro-sinistra Sindaco [14]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Maria Teresa Margher Mairo lista civica Sindaco [14]
26 maggio 2014 in carica Gianfranco Guerrini lista civica: uniamo Vinovo Sindaco [14]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Vinovo è gemellato con:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

L'ippodromo del trotto nel 2012

All'inizio degli anni sessanta furono eretti a Vinovo due ippodromi: uno per le corse al trotto ed uno per quelle al galoppo. Nell'area dell'ex ippodromo dedicato alle gare di galoppo, abbattuto nel 2005, è stato costruito il centro sportivo Juventus Center inaugurato nel 2006.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Statistiche demografiche ISTAT - Popolazione residente al 31 marzo 2016.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Comune di Vinovo, percorsi Monumentali.
  4. ^ Carlo Balma Mion, Lodovico Bò (1721-1800). Misuratore, Soprastante, Architetto, Trento, Ed. UNI Service, 2007, pp. 78-79.
  5. ^ Il Santuario di San Desiderio in Vinovo (pdf)
  6. ^ Walter Canavesio e Piergiorgio Grana (a cura di), La confraternita di Santa Croce in Vinovo, Quaderni della Famija Vinoveisa.
  7. ^ Cenni storici su Vinovo, a cura di Gervasio Cambiano.
  8. ^ Vinovomese, Piazza Marconi: torna il giardino dopo 130 anni, p. 5.
  9. ^ Oggi tra le via "della Rotonda" e "San Giovanni Bosco"
  10. ^ Bioarchitettura Italia, La scuola materna ecologica a Vinovo
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Concerto di Natale, corale Ars Nova.
  13. ^ La Famija Vinoveisa, Chi siamo
  14. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ilario Manfredini, Il Castello Della Rovere di Vinovo, edizione a cura del Comune di Vinovo, 2007;
  • (FR) L. De Mauri, Vinovo et ses Porcelaines, Piantanida Valcarenghi Editori, Milano, 1923
  • Walter Canavesio e Piergiorgio Grana, La Confraternita di Santa Croce in Vinovo, "I Quaderni della Famija Vinoveisa", vol. 1, Vinovo, 1986
  • Gervasio Cambiano e Vanni Nota, Vinovo i segni del passato, Comune di Vinovo - Tipolitografia Agit Beinasco, 2006
  • Erny Donna d'Olderico, Le porcellane di Vinovo, Industria Grafica Osvaldo Falciola, Torino, 1963
  • L. De Mauri- E. Sarasino, Vinovo e le sue porcellane (una pagina di Storia dell'Arte in Piemonte), Gli Editori Piantanida Valcarenghi, 1923

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN243862358 · BNF: (FRcb13319004v (data)
Piemonte Portale Piemonte: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Piemonte